Trento Longaretti

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« ...La si lascia più o meno definita, larva o corposa figura umana, ma il contenuto vuole la sua parte, giustamente, e questo contenuto è per me sempre e sempre la figura dell'uomo e del suo mondo.

Trento Longaretti »

Trento Longaretti (Treviglio, 27 settembre 1916) è un pittore italiano.

Sagrato della Chiesa di San Salvatore a Monasterolo di Castello - Via Crucis stazione VI La Veronica asciuga il volto di Gesù - opera di Trento Longaretti

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Alessandro, di professione fabbro, scelse di chiamare i propri figli con nome patriottici, e Trento, nono figlio di tredici, avrà una sorella di nome Trieste e un fratello Vittorio; sarà la sua insegnante delle elementari a scoprirne il talento facendogli fare piccoli disegni che tratteneva, il primo disegno conservato dall'artista risale al 1922 [1].

Dopo i primi studi è a Milano, al Liceo e poi all'Accademia di Brera, dal 1931 al 1939. Gli è maestro Aldo Carpi[2] per cinque anni, con il quale instaurerà un forte legame; il Longaretti si difinirà il più Carpiano dei suoi allievi, mentre ha compagni di studi Cassinari, Morlotti, Carlo Carrà, Piovene, Aldo Bergolli e Ibrahim Kodra. Inizia ad esporre i suoi lavori nel 1936 ai Littoriali della cultura e dell'arte.
Nel 1939, deve lasciare la scuola a Brera per adempiere agli obblighi militari della Seconda guerra mondiale, viene mandato prima in Slovenia, poi in Sicilia e nel 1943 in Kosovo, numerosa è la raccolta di disegni e schizzi eseguiti durante questa sua esperienza bellica. I suoi modi d'artista si ritrovano nel filone della rivista Corrente, insieme a Morlotti[3][nota 1], Guttuso, Sassu e Vedova. La seconda guerra mondiale ne rallenta l'attività di artista: è in Slovenia e in Albania. Nel 1942 partecipa alla Biennale di Venezia, e alla Mostra degli Artisti in armi a Roma nel Palazzo delle Esposizioni[4].
L'anno successivo espone a Bergamo. Con la fine della guerra può riprendere pienamente il lavoro: oltre che alla pittura e alla grafica si dedica anche all'affresco, all'arte della vetrata e del mosaico. Nel 1948, 1950 e 1956 partecipa di nuovo alla Biennale veneziana. Nel 1952 espone alla Quadriennale di Roma.

Nel 1953 vince il concorso per la cattedra di pittura all'Accademia Carrara di Bergamo, succedendo ad Achille Funi. Dirige l'Accademia fino al 1978[5], incarico che lascia di sua volontà. Il suo percorso d'artista che raccoglie un'ampia fascia di anni dal 1937 al 2016, permette di raccontare in modo emozionante la storia e gli incontri di una vita, dall'infanzia[6], in particolare l'esperienza del periodo bellico e della sofferenza di un popolo ebraico, che il pittore vede sempre in cammino, sono un elemento importante della sua attività artistica[7]. Longaretti associa il cammino del popolo ebraico a quello che definisce Gli scacciati di notte, ai profughi, alla povera gente, agli esodati, a chi fugge su barconi, a chi cerca una vita felice[8].
Nel 2009 l'Istituto Italiano di Cutura a New York, allestisce una sua mostra, dopo 41 anni dalla sua precedente esposizione, lo stesso anno il Credito Bergamasco a Bergamo ne inaugura una dedicata alle sue nature morte[9]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Numerosi sono i suoi lavori, dai disegni, alle pitture ad olio e acquarelli. Alcune di queste nel tempo:

  • Poveri e case di periferia olio su tavola 1969
  • Mazzetto di gerani olio su tela 1969
  • madre in bianco e luna olio su tela 1974
  • Madre su fondi viola olio su tela 1979
  • Viandante e cielo giallo olio su tela 1983
  • Fantasie su Venezia olio su tavola 1983
  • Figure d'inverno olio su tavola 1984
  • Viandanti olio su tavola 1984
  • Il povero violinista e la sua donna olio su tela 1986
  • Studio di madre in Grigio olio su tela 1990
  • Flora in rosso olio su tela 1990
  • Viandante con organetto olio du tavola 1992
  • vecchio musicante con bambino olio su tavola 1993
  • Madre olio su tela 1994
  • Bimba con mimosa olio su tavola 1995
  • Composizione olio su tela 1998
  • Arlecchino tecnica mista
  • Madre in rosso con bambina tecnica mista

Considerazioni critiche[modifica | modifica wikitesto]

Elenco di alcuni commenti critici:

  • ...Sentiamo una musica nuova ma anche una musica mai udita, sentiamo la forza del colore ma anche la grazia e la malinconia degli inquieti viandanti, degli esiliati. C'è qualche cosa di ebraico, di bibliogo, nell'umanità di Longaretti, uno stridore consolatorio come nella certezza che l'uomo dovrà arrivare alla fine di una lunghissima pena, senza un grido, senza un lamento. Vittorio Sgarbi 1989[10].
  • ...non quel tuono, né la sua commoventi geneerosità e gentilezza mi avevano attratto di lui, piuttosto un contrasto che gli avevo scoperto...tra personalità molto precisa e altrettanto inquieta... Ennio Morlotti 1956[11]
  • ...i suoi personaggi sembrano vivere, malgrado la loro insistente malinconia in un ambiente caldo ed intimo che ha il compito di proteggere la loro tristezza. Giorgio Kaisserlian 1958[12]
  • ...La giustificazione teorica e concettuale del racconto, sia pure sfumato ed allusivo, sottende alla stesura pittorica con indefettibile rigore, con la dure determinazione delle fedi intoccabili...Carlo Pirovano Palazzo dei Diamanti 1957-1977 [13]
  • ...ha invece scelto la via degli esseri umani. E la sua pittura li accompagna in ogni fase della loro crescita, dalla nascita alla vecchiaia, attraverso tutte le eta' della vita. Anna Caterina Bellati 2005

Esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

Ha partecipato alle Biennali di Venezia del 1942, 1948, 1950 e 1956, al Premio Bergamo nel 1939 e nel 1940, al "Premio del Fiorino" del 1966 e 1969.
Ha esposto in Italia e all'estero (Londra, New York, Parigi, Buenos Aires, Toronto, Ottawa, Amsterdam, Monaco, Stoccolma).
Tra le personali: al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, nel Castello Sforzesco di Vigevano, alla Permanente di Milano.
Antologiche di disegni e grafiche sono state realizzate al Centro San Fedele di Milano, a Piacenza ed a Bergamo.
Può vantare numerosi studi monografici dedicati alla sua arte.
Fra le più recenti personali di particolare interesse la mostra "Longaretti - Brera anni Quaranta" a Bergamo. Nel Palazzo della Ragione di Bergamo nel 1992 la mostra "Paesaggi e nature morte".
Nel Museo del Duomo di Milano nel 1993 si è tenuta una mostra di disegni e dipinti sul tema "Il Sacro nella vita di un artista".
Nel 1995: "Tra realtà e visione", Palazzo Comunale di Calcio (Bergamo) e "L'arte e il mistero cristiano"alla Collezione Civica di Pinerolo.
Nel 1996 a Bergamo la grande mostra: "Excursus". Longaretti da Brera alla Carrara", Galleria Lorenzelli. Altre recenti personali (1996) sono state presentate a Vienna, Galerie Prisma e a Mantova, Galleria B&B; nel 1999 alla Casa del Mantegna, Mantova; al Palazzo delle Nazioni Unite "Longaretti, la poesia e la speranza"; nel 2004 al Bastione Mesagne di Brindisi.
Numerose le sue mostre pubbliche e private tra le quali[14]:

Mostre pubbliche
Mostre personali
Concorsi

Opere in musei e collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Sue opere si trovano in Vaticano, nel Duomo di Milano, nella Basilica di Sant'Ambrogio, nel Duomo di Novara. Suoi dipinti sono nel Museo d'Arte Moderna di Basilea, nei Musei Vaticani, nella Galleria Ricci-Oddi di Piacenza, nella Pinacoteca Carrara di Bergamo, nella Civica Galleria di Gallarate, nella Galleria d'Arte Moderna di Milano, nel Museo della Permanente a Milano. Del 1970 sono i mosaici della via Crucis del sagrato della parrocchia di Monasterolo del Castello.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni
  1. ^ Poco tempo prima di morire Morlotti, stanco per una malattia che lo sfibrava da molto, nel ricordare quegli anni mi confido' che gli restavano ormai solo due amici, uno di loro era Trento Longaretti
Fonti
  1. ^ Trento Longaretti, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 30 agosto 2016.
  2. ^ Trento Longaretti, B&BArte.
  3. ^ Morlotti (PDF), fondazione creber. URL consultato il 1º settembre 2016.
  4. ^ Colossi, p.62
  5. ^ TrentoLongaretti il film per i 100 anni, l'Eco di Bergamo. URL consultato il 30 agosto 2016.
  6. ^ I ricordi di Trento Longaretti, l'Eco di Bergamo. URL consultato il 1º settembre 2016.
  7. ^ Un Longaretti intimo e delicato in 65 disegni che raccontano una vita, Bergamopost. URL consultato il 1º settembre 2016.
  8. ^ Longaretti apre la casa museo, L'Eco di Bergamo. URL consultato il 1 settembr 2916.
  9. ^ Trento Longaretti, Armedia. URL consultato il 1º settembre 2016.
  10. ^ Colossi, p. 20
  11. ^ Colossi, p. 10
  12. ^ Colossi, p. 14
  13. ^ Colossi, p. 26
  14. ^ Credito Bergmasco, p. 42-51, http://www.fondazionecreberg.it/editoriali/pdf_1255091726.pdf. URL consultato il 1º settembre 2016.
  15. ^ E.Roncalli, Longaretti ospite di Arcumeggia Il paese delle strade affrescate, L'Eco di Bergamo, 23 giugno 2013. URL consultato il 10 novembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • anno 1999 Flaminio Gualdoni, Trento Longaretti, la passione e la pittura, Eurograf.
  • Erminia Colossi, Trento Longaretti, 1999.
  • Carlo Pirovano, L’Arte Sacra di Longaretti, Bergamo, Corponove Editore, 1999.
  • Paola Artoni, Trento Longaretti: una vita per la pittura, Torino, Società Promotrice delle Belle Arti, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN59889214 · LCCN: (ENn86067209 · SBN: IT\ICCU\CFIV\035705 · ISNI: (EN0000 0001 0977 7957