Corrente (rivista)

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Corrente
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quindicinale
Genere critica artistica e filosofia
Fondazione 1938
Chiusura 1940
Sede Milano
Direttore Ernesto Treccani
 

Corrente nasce come rivista il 1º gennaio 1938 a Milano dal giovanissimo Ernesto Treccani, finanziato dal padre Giovanni, senatore e fondatore dell'Istituto Treccani.

La rivista[modifica | modifica wikitesto]

Sorta con il nome Vita Giovanile, a cadenza mensile, la rivista è poi diventata Corrente di Vita Giovanile, con uscita quindicinale, per poi cambiare definitivamente il nome in Corrente nell'ottobre del 1938.

Corrente, diretta dallo stesso Ernesto Treccani, matura in breve tempo la propria azione collettiva diventando ben presto l'organo milanese-fiorentino dell'intelligenza italiana d'opposizione, e anche ovviamente del movimento artistico culturale omonimo, rappresentati da Raffaele De Grada, Giansiro Ferrata, Luciano Anceschi, Renato Birolli e dagli ermetici cosiddetti "puri" come Bo, Luzi e Bigongiari.

Mentre la situazione italiana precipita verso la guerra Corrente passa, per merito del filosofo Antonio Banfi e del gobettiano Edoardo Persico, all'antifascismo.

Ernesto Treccani, Ritratto, 1980-1990 (Fondazione Cariplo)

La rivista, sul numero del 15 dicembre 1939, propone nell'editoriale programmatico "Continuità" il suo modo nuovo, banfiano e antifascista di intendere l'uomo e la vita, l'arte e la società e professa lo stesso esercizio artistico che accomuni "tutti gli aspetti della realtà che stiamo vivendo come impegno umano nella storia e possibilità d'intervento sul reale".
La collaborazione di banfiani, fenomenologi milanesi ed ermetici fiorentini, tutti insieme per una cultura non asservita alla ragion di stato ma libera e non compromessa, porta Corrente ad approfondire le sue tematiche legate ai rapporti tra cultura e politica, arte e religione.

Il 10 giugno 1940, mentre l'Italia entra in guerra, la rivista viene soppressa dalla polizia, ma i giovani di Corrente non si avviliscono né si disperdono, ma trovano nuove forme per promuovere la cultura.

Nelle Edizioni di Corrente vengono pubblicati "I lirici greci" di Salvatore Quasimodo, "Frontiera" di Vittorio Sereni, "Occhio Quadrato" di Alberto Lattuada e "L'ultima stazione" di Beniamino Joppolo.

La pittura[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la pittura vengono inaugurate due importanti mostre nel marzo e nel dicembre del 1939 alla Permanente (che vedono la partecipazione di artisti quali Carlo Carrà, Renato Birolli, Raffaele De Grada e Giacomo Manzù), e nel 1940 (nella seconda edizione sono presenti anche Renato Guttuso, Mario Mafai, Lucio Fontana, Fausto Pirandello).

La Bottega di Corrente, aperta in via Spiga 9 a Milano, promuove vari incontri ed ampi dibattiti dando spazio, essendo anche una galleria d'arte, a tutti quegli artisti che erano maturati nel periodo di pubblicazione della rivista, come Renato Birolli, Bruno Cassinari, Aligi Sassu, Renato Guttuso, Ennio Morlotti, Ernesto Treccani, Emilio Vedova, Giovanni Paganin, Arnaldo Badodi e gli altri già citati.

Nel 1945, dopo la Liberazione, il movimento raggruppato attorno a Corrente fu il promotore del Fronte nuovo delle arti ed una parte di esso confluì attorno alla rivista Realismo.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le muse, De Agostini, Novara, Vol.III, pag.454.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]