Ennio Morlotti

Ennio Morlotti (Lecco, 21 settembre 1910 – Milano, 15 dicembre 1992) è stato un pittore italiano.

Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque da Giovanni Morlotti e Giulia Sibella.[1]
Nel 1917 entra nel collegio Paolo Angelo Ballerini di Seregno, dove rimarrà fino al 1922. Dal 1923, per mantenersi, concilia lavoro e apprendistato artistico: dapprima lavora come contabile presso un oleificio, in seguito sarà impiegato in un colorificio e poi in una fabbrica meccanica. Nel frattempo, studia arte antica nelle chiese e nei musei, iniziando a interessarsi all'arte contemporanea.
Nel 1936, dopo aver conseguito la maturità artistica da privatista presso l'Accademia di Brera, lascia il lavoro e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Felice Carena. Studia Masaccio, Giotto e Piero Della Francesca: ma, rendendosi conto che le sue radici pittoriche lombarde sarebbero state deviate verso la pittura toscana, abbandona presto Firenze.
Nel 1937 soggiorna per un breve periodo a Parigi, dove entra in contatto con i grandi protagonisti dell'arte Europea, da Cézanne al Fauvismo e all'Espressionismo di Soutine e di Rouault. Alle Expositions universelles de Paris conosce l'opera di Picasso, Guernica, rimanendone fortemente impressionato.
Al suo ritorno in Italia si trasferisce a Milano e s'iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera.
Di quegli anni sono le prime opere. Nel 1939 entra a far parte del gruppo dei pittori di Corrente con Ernesto Treccani, Renato Guttuso, Renato Birolli e Bruno Cassinari, rivelandosi ben presto il più estremista del gruppo.
Dopo un secondo soggiorno a Parigi nel 1947, partecipa al Fronte nuovo delle arti, e, dopo la scissione, aderisce con Birolli e Cassinari al Gruppo degli Otto di Lionello Venturi. Nel 1955 vince un premio acquisto alla terza edizione del Premio Spoleto.
I soggetti più visitati dall'artista sono i paesaggi, le nature morte e gli studi di figura.
Negli anni Sessanta molte delle sue tele hanno come soggetto gli ulivi e i cactus, a seguito di un suo lungo soggiorno nella città di Bordighera. Nel 1962 presenterà le sue tele alla Biennale di Venezia, dove sarà premiato ex aequo con Giuseppe Capogrossi[2]
Nel 1963-64 espone alla mostra Peintures italiennes d'aujourd'hui, organizzata in medio oriente e in nordafrica[3].
Ennio Morlotti nei musei
[modifica | modifica wikitesto]- MAC di Lissone
- Galleria d'arte moderna e contemporanea di Bergamo
- Museo d'arte MAGA di Gallarate (VA)
- Museo Carandente, Palazzo Collicola - Arti visive di Spoleto
- Museo Novecento di Firenze
- MAGI '900 di Pieve di Cento (BO)
- Villa Faravelli - Museo di Arte Contemporanea di Imperia
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ MORLOTTI, Ennio - Enciclopedia, su Treccani. URL consultato il 29 agosto 2025.
- ↑ Copia archiviata, su treccani.it. URL consultato il 23 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 2 aprile 2015).
- ↑ Peintures italiennes d'aujourd'hui, su www.quadriennalediroma.org. URL consultato il 28 febbraio 2016.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Roberto Pasini, L'informale. Stati Uniti Europa Italia, Bologna, CLUEB, 2003, parte terza, cap. quarto, pp. 331–338
- Morlotti: pastelli e disegni 1954-1978, Bordighera, Comune di Bordighera, 1978.
- Flavio Caroli, Storia di artisti e di bastardi, Uter, 2017, pp. 23-25, ISBN 978-88-511-4400-5.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Morlòtti, Ennio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Maurizio Calvesi, MORLOTTI, Ennio, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- Morlòtti, Ènnio, su sapere.it, De Agostini.
- Mattia Patti, MORLOTTI, Ennio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 77, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012.
- (EN) Opere di Ennio Morlotti, su Open Library, Internet Archive.
- Le grandi speranze del Fronte Nuovo, su ricerca.repubblica.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 27146838 · ISNI (EN) 0000 0000 8105 7770 · SBN CFIV011888 · BAV 495/224649 · ULAN (EN) 500012193 · LCCN (EN) n50006140 · GND (DE) 119142112 · BNF (FR) cb12378725m (data) |
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