Die Brücke

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Ernst Ludwig Kirchner, I pittori della Brücke, 1925. Olio su tela, 125 x 167 cm. Da sinistra: Müller, Kirchner, Heckel e Schmidt-Rotluff.

Die Brücke ("Il Ponte") è stato un gruppo di artisti dell'avanguardia tedesca formatosi a Dresda il 7 giugno 1905, fu l'origine di un più vasto e localmente diversificato movimento denominato Espressionismo tedesco caratterizzato, a differenza delle analoghe proposizioni francesi, da atteggiamenti di decisa opposizione politica e sociale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Ernst Ludwig Kirchner, Pannelllo pubblicitario per una mostra della Brücke alla Galleria Arnold di Dresda nel 1910.

Il nucleo iniziale era costituito da quattro studenti di architettura Jugendstil (ovvero Art Nouveau) guidati da Hermann Obrist: Fritz Bleyl (1880-1966), Erich Heckel, Ernst Ludwig Kirchner e Karl Schmidt-Rottluff. Solo gli ultimi tre, terminati gli studi, si dedicarono completamente alla pittura. Emil Nolde e Max Pechstein entrarono a far parte del gruppo nel 1906, e Otto Mueller si unì ad esso nel 1910. La prima esposizione si tenne nel 1906 a Dresda, nella fabbrica di lampadari di Karl-Max Seifert, occasione in cui furono chiarite le premesse ideologiche del movimento nel manifesto Die Brücke, una xilografia di Kirchner che accompagnava la mostra.

I membri della Brücke si isolarono in un quartiere operaio di Dresda e svilupparono uno stile comune basato su colori accesi, tensione emozionale, immagini violente e una certa influenza del primitivismo. Nelle gallerie della città potevano vedere van Gogh e Edvard Munch, nei musei le sculture delle popolazioni dell'Oceania; al tempo stesso il desiderio di un ritorno alla purezza originaria li portava al recupero della tradizione tedesca cinquecentesca.

Il gruppo si sciolse nel 1913 a causa delle divergenze artistiche sorte tra i componenti e soprattutto in seguito al trasferimento di Kirchner a Berlino nel 1911. I singoli membri avevano ormai maturato espressività proprie che mal tolleravano le limitazioni dell'attività di gruppo.

Poetica[modifica | modifica sorgente]

Sebbene il loro nome si ispirasse ad un passaggio tratto da Così parlò Zarathustra di Friedrich Nietzsche in cui si parlava del potenziale dell’umanità di rappresentare gradualmente un "ponte" verso un futuro più perfetto (Übermensch - Il superuomo), i membri della Brücke puntarono invece a creare un ‘ponte’ tra la tradizionale pittura neoromantica tedesca e la nuova pittura espressionista moderna, a porsi come un ponte tra vecchio e nuovo, contrapponendo all'Ottocento realista e impressionista un 900 espressionista e antinaturalista.

I soggetti erano omogenei; dopo essersi inizialmente concentrato esclusivamente su argomenti di natura urbana, il gruppo si avventurò in spedizioni nella Germania del Sud, organizzate da Mueller, e i temi si allargarono a nudi e immagini arcadiche. Altri temi frequenti erano gruppi di ballerini e scene da circo. Queste opere sono caratterizzate da una pittura veloce, colori violenti e linee di contorno particolarmente marcate, spigolosità di forme e colori.

Questo periodo è stato influenzato anche dal romanticismo italiano.[senza fonte]

La xilografia[modifica | modifica sorgente]

La xilografia fu una delle tecniche preferite del gruppo, insieme alla scultura in legno. Oltre che per le sue qualità espressive e per una valenza originaria intrinseca ad una tecnica ormai in disuso, la xilografia permetteva la produzione di stampe artistiche che potevano essere distribuite ad un pubblico più vasto, raggiungere e comunicare con altre energie in fermento, anche attraverso poster e materiale pubblicitario di altissima qualità.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Le cinque donne (forse prostitute) in attesa nelle vie squallide di Berlino sono rappresentate con pellicce e cappelli di piume, mentre i bagliori giallognoli si riscontrano nei loro lunghi abiti come lame di luce che fanno risaltare l'azzurro-verde dei loro abiti. I volti sono taglienti e inespressivi come molte delle figure di Kirchner, espressione dell'incapacità o impossibilità di comunicare.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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