Grande Museo del Duomo di Milano

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Museo del duomo di Milano
Il Grande Museo del Duomo.jpg
Ingresso del Grande Museo
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo Piazza Duomo, 12
Caratteristiche
Tipo Arte, architettura, storia
Apertura 1953
Proprietà Veneranda fabbrica del Duomo di Milano
Sito web

Coordinate: 45°27′47.69″N 9°11′29.85″E / 45.463246°N 9.191625°E45.463246; 9.191625

Il Grande Museo del Duomo di Milano, di proprietà della Veneranda Fabbrica, è ospitato all'interno del Palazzo Reale di Milano, in piazza del Duomo.

Il Museo, con i suoi 2000 m² circa di superficie e le sue 26 sale, raccoglie il Tesoro del Duomo e le opere d'arte provenienti dalla cattedrale e dai depositi della Veneranda Fabbrica. I pezzi della raccolta sono collocati in un percorso cronologico che permette di scoprire le fasi di costruzione della cattedrale, dalla sua fondazione nel 1386 fino al XX secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del duomo è stato inaugurato nel 1953, sotto la direzione dello studioso Ugo Nebbia, ma l'idea della sua realizzazione era già nata nel penultimo decennio dell'Ottocento dall'esigenza della Veneranda Fabbrica di non disperdere e di valorizzare tutto il materiale non in opera sul Duomo, legato alla sua storia e alla sua costruzione.

Nel 1948, la Veneranda Fabbrica del duomo aveva ottenuto la concessione da parte del Demanio di Stato di nove sale situate al piano terreno dell'ala più antica di Palazzo Reale, già dimora visconteo-sforzesca, sistemata dall'architetto Giuseppe Piermarini nella seconda metà del Settecento.

Si ebbe così la sede idonea per ospitare ed esporre le opere da salvaguardare, la cui quantità era notevolmente aumentata dopo i danni inferti dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale. Il degrado di molte opere d'arte, causato dall'inquinamento atmosferico, e la disponibilità di altro materiale proveniente da magazzini della Fabbrica o dalle sacrestie del duomo, rese ben presto necessario un maggior spazio espositivo.

Negli anni Sessanta del Novecento, il Museo è stato ampliato e riaperto con l'aggiunta di altre dieci sale concesse dal Comune di Milano, alcune delle quali di grande prestigio architettonico, completamente riallestite e riordinate dall'architetto Ernesto Brivio secondo un progetto storico-cronologico.

Il 4 novembre 2013, in occasione della festa di san Carlo Borromeo, il Museo ha riaperto dopo un ampio intervento di ristrutturazione e riallestimento secondo il progetto dell'architetto Guido Canali.[1]

Percorso museale[modifica | modifica wikitesto]

Lo spazio espositivo del Museo del duomo si articola lungo 26 sale espositive, su oltre 2000 m² di superficie, per un totale di 14 aree tematiche. Si tratta di un itinerario cronologico che consente di seguire tutte le fasi di costruzione della cattedrale dalla fondazione al XX secolo ed insieme di conoscere le diverse espressioni artistiche in essa riunite dalla fine del XIV secolo.

Aprono il percorso le sale del tesoro, seguite dalla sala delle origini, dalle sale dell'epoca viscontea contenti statuaria di impronta “gotica internazionale” e dalla sala della piena età sforzesca.

Di grande interesse è la successiva Sala delle vetrate, dedicata all'arte vetraria in duomo. Testimonianza ampia e significativa è costituita dai pannelli dell'Antico Testamento.

Nella sala del pieno cinquecento si staglia La disputa di Gesù nel tempio, opera giovanile del Tintoretto, ritrovata nella sacrestia del Duomo dopo la seconda guerra mondiale e proveniente dalla collezione del cardinal Monti.

Le sale borromaiche raccolgono testimonianze della grande azione riformatrice in duomo di Carlo Borromeo e del cugino Federico. Di particolare rilievo sono le cinque tele monocrome per i rilievi dei portali di facciata, opera del Cerano.

Sale a tema sono la sala degli arazzi, con quattro dei sette arazzi donati da san Carlo Borromeo alla Veneranda Fabbrica del Duomo; la sala della galleria di Camposanto, in cui sono raccolti i modelli e i bozzetti delle sculture e dei rilievi del duomo; la sala delle prove d'ingresso, una particolare serie di sculture in terracotta, saggi che gli scultori presentavano all'amministrazione della Fabbrica per poter lavorare al cantiere della Cattedrale; la sala della Madonnina, ospita opere riferibili alla Madonnina, tra cui l'intelaiatura originale in ferro e il busto in legno di Giuseppe Antignati. In esposizione anche i bozzetti presentati dal Giuseppe Perego.

Concludono il percorso espositivo le sale dell'Ottocento che raccoglie i modelli delle statue che rappresentano l'arte ottocentesca dal Neoclassicismo alla Scapigliatura, verso il Liberty. Nella sala sono anche esposti l'imponente San Filippo apostolo e un Telamone, entrambi provenienti dalla facciata; la sala del Modellone con il modello ligneo del duomo di Milano. Accanto i modelli delle semi facciate Castelli e Buzzi; la sala del novecento in cui sono esposte le formelle della quinta porta del duomo eseguite da Lucio Fontana e Luciano Minguzzi per il concorso. Il vincitore fu Minguzzi che eseguì la porta, posata in opera nel 1965.[2]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo del duomo, nelle sue 26 sale espositive, raccoglie un ampio patrimonio storico-artistico, preziosa testimonianza del cantiere del duomo. All'ampia esposizione di scultura si accostano preziose testimonianze di antelli di vetrata, dipinti, arazzi e ricami, bozzetti in terracotta e grandi modelli architettonici, tutte opere che coprono un arco cronologico che va dal XV secolo al XX secolo.[3]

Il tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Sala del Tesoro

Il Tesoro del duomo, di proprietà del Venerando Capitolo Metropolitano, ospitato in origine negli armadi delle sacrestie, venne esposto nel 1962 nei locali sotterranei della cattedrale, dal 2013 è conservato in Museo. Esso è costituito da oggetti liturgici e di culto in uso presso la cattedrale di Milano dal V secolo fino al XVII secolo.

Da segnalare il secchiello liturgico dell'arcivescovo Gotofredo, detto situla dell'VIII secolo d.C. Esempio di arte ottoniana in avorio e argento, commissionata dall'arcivescovo Gotofredo, è la Copertura di Evangelario detta Dittico delle cinque parti della fine del V secolo. Di grande valore è la Tavola della Madonna dell'Idea, particolare tavola bifronte opera quattrocentesca di Michelino da Besozzo, tra i più importanti autori lombardi del Gotico internazionale.

Modelli architettonici[modifica | modifica wikitesto]

In conformità con la prassi progettuale e costruttiva dell'epoca, sin dai primi anni di attività, il Cantiere del Duomo si è avvalso di modelli architettonici di tutti i tipi. Il più importante di questi è il grande modello ligneo o “modellone” conservato in una sala apposita del Museo.

Modellone ligneo del Duomo di Bernardino Zenale da Treviglio

Realizzato in legno di tiglio e noce, il modello è in scala 1:20. Il modellone, che comprende tutta la Cattedrale, è stato completato nell'arco di tre secoli.

Il 19 maggio 1519 il Capitolo della Fabbrica affida il lavoro a Bernardino Zenale da Treviglio. L'opera dello Zenale rispecchia lo stato del Duomo in quel momento: abside, transetto e tiburio, le prime 3-4 campate del corpo delle navate che si estendevano dal transetto verso la facciata.

Scultura[modifica | modifica wikitesto]

Ampiamente illustrati nella raccolta sono i sei secoli di ininterrotta produzione di statuaria a partire dalle opere delle scuole scultoree tardo gotiche

Sculture, Grande Museo del Duomo

borgognona, renana, boema, campionese e lombarda, testimonianza della specificità europea del Duomo, nata dal convergere nel cantiere milanese, nei primi cinquant'anni di costruzione, di maestranze ed artisti da tutta l'Europa continentale.

La ricca produzione scultorea di età sforzesca è documentata con significativi esempi del passaggio fra l'arte gotica e la cosiddetta rinascenza lombarda attraverso le numerose opere in marmo e modelli in terracotta di epoca manieristica e barocca. La rassegna prosegue con felici testimonianze dell'elegante e prezioso barocchetto milanese e con cenni alla plastica neoclassica, anticipati dalle flessioni cinquecentesche delle opere di Giuseppe Perego. Si giunge alle tante stagioni della scultura ottocentesca: dal romanticismo storico alla scapigliatura milanese sino alle espressioni floreali e liberty. Il Novecento, infine, è rappresentato dai modelli per le porte di facciata, da medaglie ed opere bronzee di Fontana.

Vetrate[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia raccolta di vetrate documenta sia la grande produzione quattro-cinquecentesca delle diverse botteghe di maestri vetrai lombardi,francesi, tedeschi e fiamminghi, sia l'opera ottocentesca di restauro e rinnovamento dell'arte vetraria compiuta dalla famiglia Bertini.

Permette inoltre di seguire l'evoluzione tecnica e stilistica dell'arte vetraria nei secoli e offre una possibilità unica: osservare da vicino i delicati e preziosi particolari, altrimenti non percepibili nella lontananza, delle finestre del Duomo e con essi cogliere la tecnica di questa difficile e raffinatissima arte.

Sala delle vetrate

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte delle opere pittoriche esposte in museo risalgono al periodo borromaico (XV-XVII secolo). A testimoniare la ricchezza di questo momento storico, vi è il Miracolo della partoriente di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano, facente parte del ciclo dei Miracoli di San Carlo. Dello stesso autore un ovale con San Carlo in Gloria; una tela di Fede Galizia con un dolente San Carlo che porta in processione il Santo Chiodo. Dalla collezione del cardinal Monti proviene un dipinto giovanile di Tintoretto con la Disputa di Gesù nel Tempio.

Sono da segnalare gli splendidi monocromi del Cerano dedicati alla Creazione di Eva e alle eroine dell'Antico Testamento: Ester e Assuero, Giuditta e Oloferne, Salomone e la Regina di Saba, Sisara e Giaele, destinati ad essere tradotti in marmo per le sovrapporte della Cattedrale.

Sala degli arazzi

Arazzi[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli arazzi conservati al Museo del Duomo di notevole interesse è la serie di sei opere raffiguranti le Storie di Mosè, oltre ad un altro arazzo con la Danza dei Putti, donati a Carlo Borromeo da Guglielmo I Gonzaga duca di Mantova. Nel 1568 il Borromeo li donò a sua volta alla Fabbrica in cambio di alcuni interventi nella Canonica.

Tre di questi arazzi andarono distrutti nell'incendio dell'Esposizione Internazionale di Milano del 1906: Mosè davanti al Faraone, la Pasqua degli Ebrei e la Raccolta della Manna. Agli arazzi superstiti è dedicata una sala del Museo nella quale si possono ammirare il Passaggio del Mar Rosso, Mosè ed il serpente di bronzo, Mosè con le tavole della Legge e la Danza dei Putti.

Sala delle Colonne[modifica | modifica wikitesto]

La Sala delle Colonne,interna al Grande Museo del Duomo, fu parte dell'antico edificio detto “Broletto”,divenuto poi Palazzo Visconteo e Sforzesco; essa venne trasformata alla fine del Settecento da Pierluigi Piermarini per ospitare le Scuderie del nuovo Palazzo Reale. Lo spazio è reso unico da una doppia fila di colonne in stile neoclassico che terminano su una vista ravvicinata della Cattedrale.

Con il nuovo allestimento del 2013, la Sala delle Colonne non ospita più pezzi della collezione del Museo ed è tornata a rivestirsi di una nuova bellezza, con il compito di spazio polivalente. L'ambiente neutro e dai colori sobri consente di creare infatti molteplici tipologie di allestimenti.

Sala delle Colonne

Dotata di un ingresso riservato da Piazza del Duomo e al suo interno di un foyer per l'accoglienza degli ospiti, la Sala si collega direttamente al Museo, permettendo di sviluppare una visita guidata in esclusiva.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Il Grande Museo del Duomo collabora con diverse realtà nazionali e internazionali su progetti di tutela e valorizzazione del patrimonio.

Dal 2011 il Museo del Duomo e il Centro di Conservazione e Restauro hanno instaurato, anche grazie alla Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese, un proficuo rapporto di collaborazione per la didattica e la formazione dei futuri restauratori nei diversi settori della scultura lapidea, lignea, in gesso e terracotta, del tessile e dei dipinti su tavola.

Da tempo, grazie alla partecipazione di Regione Lombardia e alla tutela della Soprintendenza, la Veneranda Fabbrica e il Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell'arte dell'Università Cattolica del Sacro Cuore hanno concorso alla valorizzazione dell'area archeologica del Battistero di S. Giovanni e della Basilica di S.Tecla.

Il Museo del Duomo avvalora il suo impegno istituzionale partecipando come socio ICOM - International Council of Museums - : l'organizzazione internazionale dei musei e dei professionisti museali impegnata a preservare, ad assicurare la continuità e a comunicare il valore del patrimonio culturale e naturale mondiale, attuale e futuro, materiale e immateriale. Fondata nel 1946, ICOM è un'organizzazione senza fini di lucro che riunisce oltre 30.000 aderenti nei 5 continenti.

In collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci”, è stato realizzato il progetto multimediale “Leonardo e il cantiere del Duomo di Milano" che include la ricostruzione 3D di alcune fasi costruttive della cattedrale. Un importante progetto di divulgazione scientifica e tecnica applicato alla storia del Duomo di Milano.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Grande Museo del Duomo di Milano, Storia, museo.duomomilano.it.
  2. ^ Grande Museo del Duomo di Milano, Percorso museale, museo.duomomilano.it.
  3. ^ Grande Museo del Duomo di Milano, Raccolte, museo.duomomilano.it.
  4. ^ Grande Museo del Duomo di Milano, Vivere il museo, museo.duomomilano.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori vari, Il Grande Museo del Duomo: il simbolo di Milano svela la sua storia, Corriere della Sera, 2013
  • Nuovi Annali. Rassegna di studi e contributi per il Duomo di Milano, 2010
  • Nuovi Annali. Rassegna di studi e contributi per il Duomo di Milano, 2009
  • Ernesto Brivio, Guida del Duomo di Milano, Fabbrica del Duomo, Milano 1989
  • Rossana Bossaglia e Mia Cinotti, Tesoro e Museo del Duomo, Mondadori Electa, Milano 1978

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN156613676 · ISNI: (EN0000 0001 2192 4083