Museo d'arte e scienza

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Museo d’Arte e Scienza
Museo arte scienza.jpg
Museo d’Arte e Scienza
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
IndirizzoVia Qintino Sella 4
Caratteristiche
TipoArte
Apertura1990
Sito web

Coordinate: 45°28′12.81″N 9°10′56.4″E / 45.470225°N 9.182333°E45.470225; 9.182333

Il Museo d’Arte e Scienza di Milano, a due passi dal Castello Sforzesco, nasce nel 1990, per volontà del fisico tedesco Gottfried Matthaes. Ospita importanti collezioni d'Arte buddhista e africana ed una sezione didattica dedicata a Leonardo Da Vinci, ma il suo fiore all'occhiello è il percorso sul riconoscimento dell'autenticità nell'arte e nell'antiquariato. Ogni sala affronta un tema fondamentale: dalla pittura su tela e su legno alla ceramica da scavo, dai mobili d'antiquariato all'ambra e all'avorio, dagli argenti alle stampe e ai libri antichi, dagli arazzi ai tappeti, spiegando per ciascun argomento quali sono le caratteristiche che aiutano a riconoscere l'oggetto autentico da quello falso. Numerose sono inoltre le “test station”, postazioni con microscopi, lenti d'ingrandimento, lampade speciali a disposizione per i visitatori per effettuare prove pratiche. La didattica del museo prevede inoltre un percorso speciale dedicato ai bambini. Altra particolarità del Museo d'Arte e Scienza è la presenza al suo interno di un laboratorio scientifico, visitabile su richiesta, dove vengono utilizzate le moderne strumentazioni che permettono di analizzare, studiare e datare la materia di cui sono fatti gli oggetti d'arte. La collezione d'arte buddhista si distingue per il numero e la qualità degli oggetti provenienti dalla Birmania e dalla Thailandia tanto da farla diventare la più importante raccolta italiana d'area indocinese. La collezione d'arte africana raccoglie invece oggetti soprattutto dalle regioni centro occidentali dell'area Sub-sahariana con oggetti di rara qualità provenienti dal Mali, dalla Costa d’Avorio e dalla Nigeria. A Leonardo Da Vinci sono invece dedicate due mostre didattiche: una al suo “Trattato della pittura”, l'altra ai “vent'anni trascorsi a Milano”.

Tante le iniziative per bambini e ragazzi:

  • un percorso per i bambini dai 6 ai 10 anni "Detective dell'Arte" dove annusare, toccare, osservare e sentire gli oggetti d'arte esposti per imparare a riconoscere la copia o il falso dall'oggetto autentico. Un percorso dove arte e scienza collaborano insieme al piccolo visitatore per svelare il mistero. Perché anche le opere d'arte più famose sono fatte di materiali semplici e comuni, legno, terracotta, avorio, ambra, colore ecc... Scoprire i “segreti” di questi materiali ci permette di approfondire la nostra conoscenza di un oggetto d’arte e di capire se tutte le sue caratteristiche siano autentiche oppure un’abile falsificazione.
  • Un percorso diverso ma altrettanto stimolante è dedicato ai ragazzi dagli 11 ai 14 anni. "Vero o Falso. Io chi sono?", in collaborazione con Pepita-Onlus, è un laboratorio esperienziale sul riconoscimento dell’autenticità dell’opera d’arte e di noi stessi. La massiccia diffusione dei social network, la necessità di esserci, di apparire e di affermarsi sembrano aver ridisegnato le dimensioni della relazionalità; la domanda esistenziale “Chi sono?” per molti giovani viene sostituita da “Cosa posso produrre per affermarmi?”. In questo contesto virtuale diventa facile costruirsi identità e percorsi di vita artefatti. È importante recuperare la dimensione dell’autenticità così come lo è per le opere d’arte perché anche noi siamo un’opera d’arte unica, insostituibile e da valorizzare.
  • Per i ragazzi delle scuole superiori Furto al Museo – Gioco di investigazione, dove imparare a riconoscere un oggetto autentico da uno falso usando i propri sensi, diversi strumenti scientifici come microscopi, lenti e luce di Wood, ma soprattutto allenare la propria capacità di osservazione e di fare collegamenti. Dalla prestigiosa collezione Mattes è stato rubato un oggetto di valore inestimabile, il colpevole ha sostituito l’opera con una copia quasi perfetta, chi riuscirà ad individuare il falso?

Il Museo è tradotto nelle principali lingue europee e dotato di testi in Braille.

La sala conferenze "Sala degli Arazzi" ospita moltissimi eventi, presentazioni, conferenze ed eventi musicali. Le sale Leonardo al piano superiore ospitano mostre temporanee e corsi d'arte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene aperto nel 1990, le origini del museo sono molto più antiche: il suo fondatore, infatti, nacque a Dresda, in Germania, nel 1920 da una famiglia di antica tradizione artistica che nel 1906, grazie ai coniugi Matthaes – Kurau aprì a Dresda, allora centro dell'arte moderna europea, una scuola di pittura che successivamente fu trasferita a Berlino dove rimase attiva fino al 1936. La ricerca di nuove ispirazioni da parte degli artisti di quel periodo spiega la raccolta di alcune collezioni di cui si avvalse la scuola per uso didattico. Parte di tali collezioni sono ora esposte in questo museo, come quella di ceramica greco-romana, dichiarata dal Ministero dei Beni Culturali di eccezionale interesse storico-artistico. Gottfried Matthaes, oltre che acuto scienziato, fu un appassionato collezionista e non perse l'occasione, durante i suoi numerosi viaggi di lavoro, di raccogliere raffinati oggetti d'arte provenienti da molte parti del mondo. Nel 1990, cessata l'attività dedicata ai circuiti stampati, e mosso dal delicato tema dell'autenticità nell'arte, acquistò un'area di Palazzo Bonacossa, in piazza Castello a Milano, dove fondò il museo con il nome iniziale di “Musei Didattici per il riconoscimento del falso”. Grazie alla sua formazione scientifica, nel 1992 brevetta un sistema innovativo per la datazione di oggetti in legno: la datazione con spettroscopia infrarossa. Nel 1993 il Museo prende il nome “Museo del Collezionista d'Arte” a sottolineare il suo esclusivo scopo di insegnare al collezionista di un oggetto d'arte a riconoscere un pezzo autentico da un oggetto falso attraverso basi oggettive e attraverso lo studio della materia. Nel 1996 il fondatore Gottfried Matthaes viene affiancato nella conduzione dal figlio Peter, dottore in chimica, che prende in mano la direzione del laboratorio scientifico. Poiché Gottfried Matthaes basa tutta la sua filosofia di vita sul connubio tra arte e scienza, il suo cammino evolutivo lo porta nel 2004 a trasformare il nome del Museo in “Museo d'Arte e Scienza”. Nel 2010, in occasione dell'inaugurazione della mostra d'arte buddhista, avviene il primo restyling di alcune sale del museo che si conclude nel 2012.

Il primo di agosto del 2010 Gottfried Matthaes viene a mancare affidando ai figli Peter, Patrizia e Martin il compito di continuare il suo sogno: quello di un mondo con meno falsi.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN168357819 · ISNI (EN0000 0001 2301 7161 · LCCN (ENno2009088625 · WorldCat Identities (ENno2009-088625