Museo del santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta

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Museo del santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta
IngressoChiostro-Corbetta.JPG
L'ingresso al chiostro del santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Corbetta
Indirizzo via Mazzini, 4 (Piazzetta Pio IV)
Caratteristiche
Tipo arte ed oggetti religiosi
Apertura 1938 (seconda inaugurazione 26 aprile 2011)
Visitatori 20 000[1] (2010)
Sito web

Coordinate: 45°28′05.04″N 8°55′12.38″E / 45.468067°N 8.920106°E45.468067; 8.920106

Il Museo del santuario arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta o più impropriamente Museo delle Camere di San Carlo è un museo del comune di Corbetta (MI) ospitato nel locale santuario mariano e visitabile su prenotazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Verso la metà dell'Ottocento il rettore del Santuario, don Carlo Chierichetti, storiografo locale e canonico della collegiata, si preoccupò di riordinare e restaurare le antichità contenute nelle sale della rettoria che facevano parte del patrimonio artistico e culturale collezionato dal santuario di Corbetta nel corso dei secoli. Gli oggetti furono catalogati ed esposti in un primo momento negli ambienti antichi della rettoria e solo a partire dagli anni '30 vennero posti nelle stanze superiori del chiostro annesso al santuario. Il museo fu concepito come un percorso di pellegrinaggio che illustrasse la storia della religione a Corbetta ed al suo santuario, dalla data dell'apparizione miracolosa della Madonna nel 1555. Il nuovo assetto museale venne inaugurato dal card. Alfredo Ildefonso Schuster in occasione della sua visita nel 1938.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Il chiostro del santuario di Corbetta ove ha sede il museo

Il museo è oggi costituito da pitture di arte sacra e da oggetti preziosi donati come ex voto, raccolti nella cappella delle Benedizioni, nel secondo cortile interno al chiostro.

Nella parte superiore, è inoltre esposta la "Bolla del Perdono", di papa Pio IV (1562) che concedeva l'indulgenza plenaria a quanti avessero visitato il santuario di Corbetta nel giorno del giovedì dopo Pasqua.

Vi si conservano inoltre una serie di arredi della chiesa, tra cui diverse pale d'altare in oro e pietre preziose, o intessute in seta, realizzate per l'altare maggiore della chiesa inferiore di San Nicolao o per le cappelle devozionali, e vasellame liturgico in oro ed argento. Una sezione particolare raccoglie anche una serie di vesti liturgiche, pianeti, piviali e stole, settecentesche ed ottocentesche. Qui si trova anche un prezioso calice donato dal cardinale Alfredo Ildefonso Schuster in occasione della sua visita pastorale del 1938.

La cornice degli ambienti è inoltre costituita da una vasta collezione di mobili d'epoca che si possono riscontrare in maniera copiosa anche nei vecchi appartamenti di residenza del rettore.

Le camere di San Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Madonna del Rosario di Giulio Cesare Procaccini, l'opera più famosa del museo corbettese

Nella sezione del museo detta le "Camere di San Carlo" sono conservati una serie di cimeli tradizionalmente ritenuti appartenenti a San Carlo Borromeo, tra i quali spiccano un letto a baldacchino cinquecentesco (un tempo conservato nella Villa Frisiani Mereghetti) dove il santo avrebbe dormito in occasione della sua visita pastorale del 1578, oltre ad una berretta cardinalizia e ad alcuni autografi, esposti assieme a quelli di altri capi della chiesa milanese che visitarono il santuario, come Alfredo Ildefonso Schuster o Giovanni Battista Montini.

In tempi più recenti l'anticamera delle "camere di San Carlo" è stata dedicata all'arcivescovo Montini e ripercorre fotograficamente la sua vita e la sua visita a Corbetta, avvalendosi anche dell'esposizione di una veste utilizzata dal cardinale una volta divenuto pontefice col nome di Paolo VI.

Nel 2010 in occasione del quarto centenario della canonizzazione di san Carlo Borromeo, le stanze sono state completamente restaurate per una migliore fruizione al pubblico e sono state organizzate visite guidate. La nuova inaugurazione ha avuto luogo il 26 aprile 2011 ad opera del vescovo Marco Virgilio Ferrari, vicario episcopale dell'arcidiocesi di Milano.

Presso la camera di San Carlo si trova inoltre una preziosa Madonna del Rosario di Giulio Cesare Procaccini.

Nel 2015, in occasione dell'anno paolino, una parte del museo è dedicata alla figura di Paolo VI.

Percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Opere nella sala 1 o Camera di San Carlo
Opere nella sala 2 o Sala di Paolo VI
  • Lattuada, San Carlo Borromeo (fine XVI secolo)
  • Anonimo, San Vincenzo Ferrer (XVII secolo)
  • Anonimo, San Luigi Gonzaga in adorazione del Crocefisso (XVII secolo)
  • Anonimo, Paliotto d'altare di San Mona (XVIII secolo)
  • Anonimo, Paliotto d'altare dell'Annunciazione (XVIII secolo)
  • Anonimo, Apparizione della Vergine del 17 aprile 1555 (XVII secolo)
  • Veste talare di Papa Paolo VI
  • Vesti utilizzate dall'allora arcivescovo Montini per l'incoronazione della Madonna di Corbetta

Le reliquie[modifica | modifica wikitesto]

Reliquiario con un dente di Santa Apollonia

Presso il santuario numerose sono anche le reliquie, donate nel corso dei secoli da privati ed istituzioni religiose. Catalogate e registrate ufficialmente nel Settecento, sono conservate in reliquiari di differenti epoche e fatture. Esse sono: un frammento del cilicio della beata Clara Agolanti, un frammento della veste della Madonna, un osso di santa Margherita, un osso di san Francesco di Sales, un frammento della tunica di sant'Ambrogio, un frammento del velo della Madonna di Loreto, un capello di santa Laura di Cordova, un frammento della veste di san Giuseppe, ossa di san Donato, santa Teresa, san Maurizio, santa Lucia, santa Savina, san Bassiano, san Luigi Gonzaga, san Fermo, san Prudenzio di Troyes, sant'Urbano, santa Colomba, santa Maria egiziaca, polvere d'ossa di san Nicola di Bari, sant'Antonio Abate, san Carlo Borromeo. Oltre a queste si conserva anche un dente di san Mona (donato dal capitolo del duomo di Milano nel 1652), un dente di sant'Apollonia, un capo, una tibia e un femore di una delle undicimila vergini compagne di sant'Orsola.[2] Una delle ultime reliquie ad essere giunte al santuario è una stola appartenuta al venerabile Luigi Maria Olivares, presbitero nato a Corbetta e divenuto successivamente vescovo di Sutri e Nepi, donata dal nipote, l'arcivescovo Alberto Castelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Come risulta dal censimento dei musei della provincia di Milano operato dall'ufficio cultura della provincia di Milano nell'anno 2010
  2. ^ Le reliquie sono registrate all'interno del regesto della parrocchia e sono in parte oggi conservate fisicamente nella chiesa parrocchiale corbettese

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Luisa Gatti Perer (a cura di), Il Santuario di Corbetta, Istituto per la Storia dell'Arte Lombarda, 1995 (con testi di Giuseppe Moreno Vazzoler, Giuliana Algeri, Andrea Spiriti).
  • Santino Langé, Corbetta - Cenni illustrativi, Corbetta, 1926
  • Andrea Balzarotti, Castellazzo de' Stampi - Volti di un borgo tra storia e natura, Amministrazione Comunale di Corbetta, Tipolitografia Crespi, Corbetta, 2008
  • Giancarlo Caronni, Daniela Rimonta, Il Santuario di Corbetta, Amilcare Pizzi ed., Cinisello Balsamo, 1995. ISBN 88-85153-01-1
  • Mario Comincini (a cura di), Per grazia della Vergine. Miracoli e miracolismo nell'antica pieve di Corbetta, Ed. InCuriaPicta, 2008
  • Andrea Balzarotti, Il Museo del Santuario Arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta, opuscolo informativo, Santuario Arcivescovile della Beata Vergine dei Miracoli, Il Papiro, Corbetta, 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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