Piviale

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Un presbitero anglicano veste un piviale

Il piviale (detto anche pluviale, cappa, mantus) è un paramento liturgico utilizzato nella Chiesa cattolica, nella Chiesa anglicana e in altre confessioni cristiane.

Forma[modifica | modifica wikitesto]

Il piviale consiste in un ampio mantello con abbozzo di cappuccio (prende appunto il nome dal latino pluvialis che indicava un mantello per la pioggia munito di cappuccio)[1]. Il suo uso all'esterno giustificava, pertanto, la presenza del cappuccio. Ciò che rimane di quest'ultimo è il cosiddetto "scudo" posteriore. Il piviale è lungo quasi fino ai piedi, aperto sul davanti e fermato sul petto con un fermaglio; disteso, esso ha la forma di un semicerchio con il raggio da 1 metro e 40 a 1 metro e 60 centimetri. Il fermaglio ornato dei piviali che usano i vescovi, i cardinali e il papa è detto razionale.

Il piviale è realizzato nei vari colori liturgici.

Utilizzi[modifica | modifica wikitesto]

Mons. Johan Bonny, vescovo di Anversa, che veste un piviale ricamato in oro
Retro di un piviale del XVIII secolo

Il piviale viene indossato dopo la stola sopra la cotta o sopra il rocchetto o sopra il camice.

Nel rito romano, il piviale viene indossato:

- dal vescovo e dal presbitero nelle celebrazioni solenni, in particolare:

  • durante la processione della domenica delle Palme, se il sacerdote che la presiede non opta per indossare subito la pianeta o la casula
  • durante le processioni pubbliche fuori della chiesa (le processioni eucaristiche, di cui la più importante è quella del Corpus Domini, per le altre processioni, come quelle delle rogazioni, Cristo morto, della beata Vergine Maria e di un santo il piviale è facoltativo)
  • per la benedizione eucaristica solenne
  • per il matrimonio, quando viene celebrato fuori della messa
  • per il battesimo solenne, quando viene celebrato fuori della messa, se il ministro ordinato lo ritiene opportuno
  • per le esequie solenni, quando vengono celebrate fuori della messa, e per le processioni per la levata del cadavere e l'accompagnamento al cimitero
  • ai vespri e alle lodi solenni, quando vengono celebrati fuori della messa

- dal papa, per le celebrazioni dei vespri fuori della messa e per i concistori per la creazione di nuovi cardinali

- dal papa e dal vescovo quando assistono pontificalmente alla messa che viene celebrata da un altro sacerdote

- dal vescovo e dal presbitero che ne ha la facoltà quando conferiscono la cresima fuori della messa

- dal diacono quando presiede il rito della benedizione eucaristica solenne e, se lo ritiene opportuno, quando amministra il battesimo solenne fuori della messa

- in alcuni capitoli cattedrali, dall'arciprete o dall'arcidiacono durante la messa pontificale.

Nella forma tridentina del rito romano il piviale non è un paramento proprio soltanto di preti e vescovi, poiché viene utilizzato anche dal clero minore o da altri ministri, per esempio dai salmisti che intonano l'inizio dei salmi durante la celebrazione dei Vespri. Inoltre viene indossato dal sacerdote:

Nel rito ambrosiano, oltre a quanto previsto per il rito romano, vi è un uso particolare nella messa: quando celebra solennemente l'arcivescovo di Milano, a norma del n. 358 dei "Principi e Norme del Messale Ambrosiano", normalmente un lettore istituito proclama la prima lettura indossando il piviale[4].

Nota. Non si usa il piviale per la celebrazione liturgica della Passione del Signore nel venerdì santo perché vengono utilizzati i paramenti propri della messa (casula o pianeta).

Nelle Chiese orientali ortodosse viene usato anche per la celebrazione della Divina liturgia: ad esempio nella Chiesa siro giacobita del Patriarcato di Antiochia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fabrizio Capanni, Razionale o Fibbia del Piviale, su S. Eligio - Università e Nobil Collegio degli Orefici Gioiellieri Argentieri dell'Alma Città di Roma. URL consultato il 24 agosto 2011 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2016).
  2. ^ Rubricae Breviarii et Missalis, 135, b, d, f, g
  3. ^ Gaetano Moroni Romano, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni, Vol. 25, Venezia, Tipografia Emiliana, 1844, p. 144. URL consultato il 28 agosto 2018.
  4. ^ Principi e norme per l'uso del Messale ambrosiano, su PIAMS, Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra. URL consultato il 21 settembre 2017.

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