Museo della macchina per caffè

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Museo della macchina per caffè
Logo del museo della macchina per caffè.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Binasco
Indirizzo via Pablo Neruda
Caratteristiche
Tipo Tecnologico, design
Sito web

Il museo della macchina per caffè detto anche MuMAC è uno spazio espositivo dedicato alla storia, alla tecnologia, al design e alla cultura della macchina espresso da bar. È ubicato Via P. Neruda, a Binasco, in provincia di Milano.

Ideato dal Gruppo Cimbali per festeggiare i suoi 100 anni di attività, il MuMAC è stato inaugurato il 12 ottobre 2012.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto è opera del designer Valerio Cometti e dell'architetto Paolo Balzanelli che hanno rinnovato lo spazio precedentemente adibito a magazzino dei ricambi. All'esterno l'edificio è caratterizzato da una facciata a doghe metalliche curvilinee di colore “rosso Cimbali”. Mentre all'interno - sviluppato su una superficie di circa 1.700 metri quadrati - i lucernari illuminano il bianco delle pareti e dei soffitti (alti più di 8 metri) con mezzanino: in contrasto, il pavimento è di colore seppia, che ricorda il colore del caffè. Secondo la casa editrice cinese Jtart, il museo è stato riconosciuto come uno dei 101 edifici più belli del mondo[1].

Area museale[modifica | modifica wikitesto]

È pensata per documentare i profondi cambiamenti che questa macchina, icona del Made in Italy, ha subito dalla fine del XIX secolo ai giorni nostri. Il percorso museale è ripartito in sei periodi storici: "Albori", "Epoca razionalista", "Invenzione della leva", "Sotto le bandiere del design", "Dimensione internazionale" e "Nuovo Millennio".

Collezione[modifica | modifica wikitesto]

La raccolta è composta dell'Archivio (libri, documenti, oggettistica) e della collezione Enrico Maltoni[2] insieme alla collezione Cimbali (oltre 200 macchine espresso da bar) in esposizione permanente. I modelli di macchine sono esposti in un ambiante che ricrea le varie fasi del XX secolo. Molti modelli sono unici o rari o di gran successo e sono firmati dei nomi più celebri[3] del design italiano come Achille Castiglioni (che vinse nel 1962 il Compasso d'oro con il modello Pitagora), Ettore Sottsass junior o Giorgetto Giugiaro.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]