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Dunkin'

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Dunkin' Inc.
Logo
Logo
Un negozio Dunkin Donuts a Revere, Massachusetts
StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Fondazione1950 a Quincy, Massachusetts
Fondata daWilliam Rosenberg
Sede principaleCanton e Quincy
GruppoDunkin' Brands (Fino al 2020)

Inspire Brands (Dal 15 Dicembre 2020)

Persone chiave
  • Noah Duncan, presidente
  • Will Kussell, capo operativo
Settoreristorazione rapida
Prodotti
  • caffè
  • ciambelle (donut)
  • bagels
  • muffins
  • panini per colazione
  • iced coffee
FatturatoUS$1,32 milardi[1] (2018)
Dipendenti120 000 (circa)
Slogan«America Runs on Dunkin'»
Sito webwww.dunkindonuts.com/

Dunkin' è una catena statunitense di venditori internazionali di caffè e di ciambelle (donut, in inglese) fondata nel 1950 a Quincy, Massachusetts, da William Rosenberg.

1948-1963: la fondazione e i primi anni

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Nel 1948, Bill Rosenberg inaugurò l’Open Kettle, un locale specializzato nella vendita di ciambelle e caffè a Quincy, nel Massachusetts, sobborgo di Boston. Tuttavia, alla fine di maggio del 1950, dopo una serie di confronti con i dirigenti dell’azienda, decise di rinominare l’attività Dunkin’ Donuts.[2]

L’idea del locale nacque dalle esperienze maturate da Rosenberg nella distribuzione di generi alimentari presso fabbriche e cantieri edili, ambienti nei quali caffè e ciambelle risultavano essere i prodotti più richiesti. Nel 1953 l’azienda introdusse il suo primo logo ufficiale, mentre l’anno successivo fece la sua comparsa Dunkie, la mascotte del marchio.[3]

Il successo dell’attività fu rapido e significativo: già dal 1955 Rosenberg iniziò a concedere franchising ad altri imprenditori, favorendo una rapida espansione della catena.[4] Fu proprio in quel periodo che Johnny Spartos, uno dei responsabili del punto vendita originario di Quincy, persuase Rosenberg a creare una ciambella dotata di una sorta di “manico”, progettata appositamente per essere immersa con facilità in una tazza di caffè.[5]

1963-1998: Bob Rosenberg

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Nel 1963, Bob Rosenberg, figlio del fondatore, assunse la carica di amministratore delegato dell'azienda all'età di soli 25 anni. Nello stesso anno, Dunkin' Donuts inaugurò il suo centesimo punto vendita.[6] All'epoca, la società faceva parte di Universal Food Systems, un gruppo che riuniva dieci piccole imprese del settore della ristorazione[7], e i vari locali Dunkin' Donuts presentavano notevoli differenze nell'offerta: alcuni proponevano colazioni complete, mentre altri si limitavano alla vendita di ciambelle e caffè.

Negli anni successivi, le altre attività appartenenti al portafoglio di Universal Food Systems furono progressivamente cedute o chiuse, e l'azienda assunse il nome di Dunkin' Donuts. Contestualmente, vennero standardizzati sia il format dei punti vendita sia il menu, che fu arricchito con numerose nuove proposte. All'inizio degli anni Ottanta, il tradizionale servizio al banco e le tazze di ceramica lasciarono il posto a postazioni self-service e bicchieri di carta usa e getta.

La società fu quotata in borsa nel 1968[8] e nel 1990, venne acquisita da Allied Lyons, proprietaria della catena Baskin-Robbins.[9] Entro il 1998, il marchio aveva raggiunto una presenza globale di circa 2.500 punti vendita, generando un fatturato annuo pari a 2 miliardi di dollari.

Nel corso degli anni Novanta, Dunkin' Donuts consolidò ulteriormente la propria posizione sul mercato attraverso l'acquisizione di due catene concorrenti: Mister Donut (fondata da Harry Winokur, ex socio di Bill Rosenberg) e Dawn Donuts.[10]

1998-presente: dopo Bob Rosenberg

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Il celebre “Dunkin’ Donut” dotato di manico, realizzato artigianalmente, venne ritirato dal mercato nel 2003 ad eccezione di Singapore, poiché richiedeva una lavorazione manuale che lo rendeva economicamente meno conveniente rispetto alle ciambelle prodotte con processi automatizzati.

Nel 2004 la sede centrale dell’azienda fu trasferita a Canton, nello stato del Massachusetts. Nel dicembre 2005, Dunkin’ Donuts e Baskin-Robbins — che all’epoca operavano sotto la denominazione Dunkin’ Brands — furono acquistate da un consorzio di private equity composto da Bain Capital, Carlyle Group e Thomas H. Lee Partners per 2,4 miliardi di dollari.[11] Entro il 2010, le vendite globali di Dunkin’ Donuts avevano raggiunto i 6 miliardi di dollari.[12]

Nel giugno 2013, Dunkin’ Donuts presentò un nuovo concept per i propri punti vendita, il primo significativo rinnovamento dell’immagine del marchio dopo quasi sette anni.[13]

Nel dicembre 2016, il punto vendita di Natick, Massachusetts, avviò un programma pilota per sperimentare il servizio di ritiro degli ordini direttamente a bordo dell’auto.[14]

Nel gennaio 2018, Dunkin’ Donuts inaugurò i primi locali di nuova concezione, a partire da Quincy. Questi punti vendita si distinguevano per un design moderno, bevande fredde servite alla spina, macchine per la preparazione monodose del caffè, una più ampia offerta di prodotti confezionati da asporto e corsie dedicate al ritiro degli ordini effettuati tramite app, sia all’interno del locale sia attraverso il drive-in. Tale evoluzione venne presentata come parte della trasformazione del marchio in un’azienda orientata al consumo “on-the-go”, con una crescente centralità delle bevande. Contestualmente, alcuni punti vendita iniziarono a utilizzare la sola denominazione “Dunkin’”, eliminando il termine “Donuts” dall’insegna.[15]

Nel febbraio 2018, l’azienda annunciò l’intenzione di eliminare progressivamente, entro aprile 2020, l’utilizzo dei bicchieri in polistirene espanso in tutti i mercati internazionali, nell’ambito delle proprie iniziative a favore della sostenibilità ambientale.

Nel luglio 2018, Dave Hoffmann succedette a Nigel Travis nel ruolo di amministratore delegato. Tra gli obiettivi dichiarati figuravano l’apertura di 1.000 nuovi punti vendita al di fuori degli Stati nord-orientali degli Stati Uniti entro la fine del 2020 e un incremento del fatturato del 3% nei locali operativi da almeno un anno. Verso la fine dello stesso anno, Dunkin’ installò macchine per espresso in tutti i punti vendita idonei e lanciò una nuova linea di prodotti a base di espresso realizzati secondo una ricetta rinnovata.

Nel giugno 2019, Dunkin’ avviò una partnership con Grubhub per introdurre il servizio di consegna a domicilio “Dunkin’ Delivers”. Il mese successivo, l’azienda collaborò con Beyond Meat per lanciare a Manhattan un sandwich per la colazione completamente privo di carne, diventando il primo marchio della ristorazione statunitense a proporre la Beyond Sausage. Successivamente, il prodotto fu distribuito a livello nazionale.

Nel settembre 2019, l’ufficio del Procuratore Generale dello Stato di New York avviò un’azione legale contro Dunkin’, accusando l’azienda di aver gestito in modo inadeguato una serie di attacchi informatici rivolti agli utenti dell’app mobile del marchio. Gli attacchi, avvenuti all’inizio del 2015, portarono al furto di migliaia di nomi utente e password. Secondo l’accusa, alcuni dipendenti dell’azienda erano a conoscenza delle violazioni ma non avrebbero adottato misure adeguate per contrastarle.

Nell’ottobre 2020, Dunkin’ Brands annunciò di essere in trattativa con Inspire Brands, società sostenuta da fondi di private equity, per una possibile acquisizione. L’accordo fu ufficializzato il 31 ottobre 2020. Inspire Brands acquisì Dunkin’ Brands per 11,3 miliardi di dollari, cifra comprensiva dei debiti che si impegnò ad assumere. L’operazione prevedeva il pagamento di 106,50 dollari in contanti per ciascuna azione di Dunkin’ Brands. L’acquisizione si concluse il 15 dicembre 2020 e Dunkin’ Brands cessò di esistere come società indipendente. Da quel momento, Dunkin’, Baskin-Robbins e la gestione del marchio Mister Donut entrarono a far parte del gruppo Inspire Brands.

Nel maggio 2026, Inspire Brands, attuale società controllante di Dunkin’, ha sottoscritto un accordo di franchising con Foodtastic, holding con sede a Montréal, per riportare la catena in Canada, otto anni dopo la cessazione delle attività nel Paese. Peter Mammas, presidente e amministratore delegato di Foodtastic, ha dichiarato che il ritorno del marchio seguirà una strategia diversa rispetto al passato, ponendo maggiore enfasi sulla proprietà e sulla gestione canadese delle attività.

Mammas prevede l’apertura dei primi caffè Dunkin’ in Canada entro la fine dell’anno. A suo avviso, nel giro di dodici mesi l’azienda sarà in grado di inaugurare circa un nuovo locale alla settimana, raggiungendo un ritmo di circa cinquanta aperture annuali. Ha inoltre sottolineato l’importanza della presenza diretta sul territorio, che consentirà di fornire un supporto locale costante agli affiliati.

Nei primi due anni di espansione, l’azienda concentrerà i propri sforzi nelle province del Québec e dell’Ontario, per poi estendere successivamente la rete alle Province Marittime e alla costa occidentale del Paese.

Alcuni film in cui appare il simbolo Dunkin' Donuts

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Menù di Dunkin'

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Dunkin' Donuts ha ampliato il suo menù oltre le sole ciambelle, offrendo una vasta gamma di panini per la colazione, caffè, cappucci e frappè in vari gusti, frittelle e i Munchkins, bocconcini di ciambella, disponibili in una varietà di gusti come glassati, zuccherati, ripieni di marmellata e al cioccolato. L'offerta di Dunkin' include anche classici come i bagel con formaggio spalmabile e muffins.

Distribuzione

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Stati in cui si trova la catena in fuxia, Stati dove ce ne sono stati in passato in nero
Varie ciambelle Dunkin' Donuts

È considerata "la maggior catena di caffetterie e prodotti da forno al mondo" servendo ogni giorno 2,7 milioni di clienti in uno dei 6 200 negozi sparsi sul globo[senza fonte]. La filosofia di Dunkin' Donuts è differente rispetto a quella di un altro grande leader: Starbucks. Infatti, la produzione di Starbucks avviene solo all'esterno dei suoi 20 124 negozi. La maggior parte dei negozi Dunkin' Donuts sono in franchising.

Nell'estate del 1999 anche in Italia (più precisamente nella città di Roma) nacquero alcuni negozi Dunkin' Donuts: Stazione Termini, Fontana di Trevi, Corso Francia, via Aurelia, Centro commerciale "I Granai" e sul pontile di Ostia. Il 18 aprile 2002 il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Sweet&Co srl, società che gestiva Dunkin' Donuts in Italia. Attualmente, in Italia esiste un solo punto vendita Dunkin' situato dentro Camp Ederle, una base militare dell'Esercito degli Stati Uniti situata a Vicenza. Il punto vendita è riservato solo al personale militare americano e tecnici operatori della base.

Logo di Dunkin' Donuts utilizzato fino a fine 2018.

Resto del mondo

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I negozi Dunkin' Donuts sono situati soprattutto negli Stati nord e centro-orientali degli Stati Uniti. Dunkin Donuts Menu serves Classic Donuts, Premium Donuts, Munchkins Bucket, Hot and Cold Beverages, Poppins Tea, Kiddie Pearl, Combos, Bunwich & Croissant, and Waffles.

  1. How Has Dunkin' Brands Revenue Performed And What Is Its Potential?, in Forbes.
  2. (EN) William Rosenberg, 86; Dunkin' Donuts Founder Pioneered Franchising Businesses, in Los Angeles Times, 23 settembre 2002. URL consultato il 5 giugno 2026.
  3. Dunkin's Firsts, su Dunkin' Donuts Corporation. URL consultato il 5 giugno 2026.
  4. (EN) William Rosenberg, 86, Founder of Dunkin' Donuts (Published 2002). URL consultato il 5 giugno 2026.
  5. Dunkin' Donuts' Used to Have a Namesake Donut with a Handle, su www.brandeating.com. URL consultato il 5 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 20 novembre 2021).
  6. (EN) How Dunkin’ Donuts Took Over the World, su alumni.hbs.edu, 12 febbraio 2021. URL consultato il 5 giugno 2026.
  7. (EN) Carrie Shook e Robert L. Shook, Franchising: The Business Strategy that Changed the World, Prentice Hall, 1993, ISBN 978-0-13-065608-7. URL consultato il 5 giugno 2026.
  8. Robert Rosenberg, Around the Corner to Around the World: A Dozen Lessons I Learned Running Dunkin Donuts, HarperCollins Leadership, 2020, ISBN 978-1-4002-2048-9. URL consultato il 5 giugno 2026.
  9. (EN) Ap, COMPANY NEWS; Dunkin' Donuts Agrees to Sale, in The New York Times, 18 novembre 1989. URL consultato il 5 giugno 2026.
  10. (EN) 18 Jan 1992, Page 11 - Detroit Free Press at Newspapers.com, in Newspapers.com. URL consultato il 5 giugno 2026.
  11. (EN) Riva D. Atlas, Parent of Dunkin' Donuts Sold for $2.4 Billion to Equity Firms. URL consultato il 5 giugno 2026.
  12. Dunkin' Donuts | About Us, su news.dunkindonuts.com. URL consultato il 5 giugno 2026 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2011).
  13. Dunkin’ Donuts Adds Jazz to Get Less Pit and More Stop, in Bloomberg. URL consultato il 5 giugno 2026.
  14. (EN) Dunkin' Donuts Is Testing Curbside Pickup Service. URL consultato il 5 giugno 2026.
  15. (EN) Now in Boston: Dunkin’ without the Donuts - The Boston Globe, in BostonGlobe.com. URL consultato il 5 giugno 2026.
  16. Dunkin’ Donuts dunks into Russia, su rt.com, RT. URL consultato il 19 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 1º maggio 2010).

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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