Ettore Sottsass

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Ettore Sottsass junior (Innsbruck, 14 settembre 1917Milano, 31 dicembre 2007) è stato un architetto, designer e fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« Mi arrabbio quando mi dicono che sono un artista; cioè, non mi arrabbio ma sono fondamentalmente un architetto. »
(Maestri del design, Bruno Mondadori, 2005)

Figlio dell'architetto Ettore Sottsass senior[1] e di madre austriaca Antonia Peintner[2], studia prima presso il liceo Scientifico Galileo Ferraris e dopo architettura al Politecnico di Torino, laureandosi nel 1939. Successivamente viene chiamato alle armi in Montenegro, resterà internato per 6 anni in un campo di prigionia[3].

Rientrato in Italia, comincia la sua attività a Milano nel 1947 dove collabora con il padre e poi apre il suo primo studio di design.

Nel 1945, insieme ad altri 26 architetti di Torino, Sottsass fu uno dei membri fondatori dell'associazione Giuseppe Pagano (APAO)[4].

Nel 1948 entra nel gruppo del MAC (Movimento di Arte Concreta) e partecipa alla prima collettiva di Milano. Nello stesso anno promuove a Roma la mostra dedicata all'Arte astratta in Italia.

Successivamente aderisce allo Spazialismo.

Nel 1957 diventa art director di Poltronova, l'azienda di Agliana, chiamato dall'imprenditore Sergio Cammilli.

XII Triennale di Milano, arredamento per interni su progetto di Sottsass. Foto di Paolo Monti, 1960.

Nel 1958 inizia la sua collaborazione con la Olivetti, nel settore del computer design, a fianco di Marcello Nizzoli, di cui prenderà il posto dopo il suo ritiro[5]. Questa attività durerà circa 30 anni e porterà all'affermazione di un nuovo stile per i prodotti da ufficio della ditta di Ivrea. Tra gli oggetti progettati da Sottsass si possono ricordare le calcolatrici Elea 9003, Summa-19, Divisumma 26 e Logos 27 (1963), le macchine da scrivere Praxis 48 (1964) e Valentine (con Perry King) e il sistema per ufficio Synthesis (1973). Il progetto più importante è stato il computer mainframe Elea 9003 (1959), grazie al quale vinse il Compasso D'Oro nel 1959[6].

In anticipo sugli anni della contestazione, Sottsass propone il design come strumento di critica sociale aprendo alla grande stagione del Radical (1966-1972)[7].

Nel 1972 espone alla mostra curata da Emilio Ambaszalla, Italy: the new domestic landscape al MoMA di New York.[8] Nel mentere, tiene un giro di conferenze per l'Inghilterra e riceve la laurea honoris causa al Royal College of Art di Londra, nel 1976[9].

Nel 1979 partecipa con il gruppo Alchimi al Design Forum di Linz presentando Seggiolina da pranzo, la lampada da terra Svincolo e il tavolino Le strutture tremano.

Nel 1980 insieme ad Aldo Cibic, Matteo Thun, Marco Zanini e Marco Marabelli fonda lo studio Ettore Sottsass Associati[10].

Nel 1981 fonda il gruppo Memphis, assieme a Hans Hollein, Arata Isozaki, Andrea Branzi, Michele de Lucchi e altri architetti di livello internazionale.

Artista di molteplici interessi, figlio d'arte, contamina la sua formazione accademica di architetto con esperienze dirette nel campo delle arti visive conoscendo vari artisti e stringendo amicizie come per esempio con Luigi Spazzapan.

Si è avvalso, nel corso degli anni della sua importante carriera, della preziosa collaborazione di amici professionisti spesso divenuti, loro stessi, nomi internazionalmente noti nel mondo del design e dell'architettura, come James Irvine.

Nel 1985 realizza l'Edificio condominiale di viale Roma a Marina di Massa, progetto che si contraddistingue per la qualità delle soluzioni architettoniche poste in essere.

Nel 1988 nasce Terrazzo[11], rivista da lui ideata e realizzata insieme a Barbara Radice, Christoph Radl, Anna Wagner e Santi Caleca. Terrazzo si occupa di design e architettura fino al 1996, anno del tredicesimo e ultimo numero.

Gli sono state dedicate numerose mostre personali: si ricordano le grandi mostre, nel 1976 al Cooper Hewitt di New York e all' International Design Zentrum di Berlino, nel Centre Georges Pompidou di Parigi nel 1994 e del 2003, di Design Gallery Milano nel 1988, 1993 e 1995, del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato del 1999, del Suntory Museum di Ōsaka del 2000, del Museo d'Arte Decorativa di Colonia nel 2004 e del MART di Rovereto nel 2005 curate da Milco Carboni. Inoltre suo opere sono conservate nelle collezioni di prestigiose istituzioni museali come il Centre Georges Pompidou e il Musée des Arts Décoratifs di Parigi, il Victoria & Albert Museum di Londra, lo Stedelik Museum di Amsterdam, il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum di New York, il Musée des Arts Décoratifs di Montréal, l'Israel Museum di Gerusalemme e il National Museum di Stoccolma.

Dal 2005 al 2007, anno della sua morte, si dedica all'attività critica[12].

Oggi il Centro studi e archivio della comunicazione di Parma conserva un fondo dedicato a Sottsass, composto da 13.858 materiali progettuali (9.918 schizzi e disegni, 3.940 disegni esecutivi, di cui 2917 lucidi e 1023 copie eliografiche), 5 scatole di disegni esecutivi, 24 sculture. Questo fondo è pubblico e liberamente consultabile. Il primo nucleo di opere che costituiscono il fondo Ettore Sottsass Jr è stato donato alle collezioni dello CSAC con atto pubblico nel 1979, una seconda donazione è pervenuta in archivio nel 2005 ed è ancora oggi in fase di definizione[13].

Muore il 31 dicembre 2007 nella sua abitazione milanese per uno scompenso cardiaco avvenuto durante un'influenza, all'età di novant'anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Design industriale[modifica | modifica wikitesto]

La consolle di comando dell'Olivetti Elea 9003, secondo il progetto di Ettore Sottsass, premiato con il Compasso d'Oro nel 1959.
Macchina da scrivere Valentine (1969) per Olivetti.
Addizionatrice Summa-19 (1970) per Olivetti.
Fermata autobus in Königsworther Platz ad Hannover.
Collezione (anni ottanta).
Posate (1987).
Libreria Casablanca (1981).
Sedia Knoll Mandarin (anni ottanta).
  • Calcolatore elettronico Elea 9003 per Olivetti (1957) (premio Compasso d'oro 1959)
  • Macchina per scrivere Tekne 3 per Olivetti (1964)
  • Macchina per scrivere Praxis 48 per Olivetti (1964)
  • Personal computer M 24 per OLivetti (1984)
  • Armadi Superbox per Poltronova (1966)
  • Macchina da scrivere semi standard Olivetti Studio 45 (1967)
  • Macchina da scrivere portatile Valentine per Olivetti (1969) (premio Compasso d'Oro 1970)
  • Addizionatrice Summa 19 per Olivetti (1970)
  • Specchio Ultrafragola per Poltronova (1970)
  • Macchina per scrivere Lettera 36 (1970)
  • Mobili Grigi per Poltronova (1970)
  • Contabile A 5 per Olivetti (1974)
  • Televisore Memphis per Brionvega (1980)
  • Elemento angolare Cantone per Zanotta (1981)
  • Libreria da parete Suvretta per Memphis (1981)
  • Lampada da tavolo Ashoka per Memphis (1981)
  • Mobile da soggiorno Casablanca per Memphis (1981)
  • Mobile divisorio Carlton per Memphis (1981)
  • Lampada da tavolo Tahiti per Memphis (1981)
  • Mobile da soggiorno Beverly per Memphis (1981)
  • Tavolo Mandarin per Memphis (1981)
  • Libreria Casablanca (1981)
  • Vaso in vetro Mizar per Memphis (1982)
  • Vaso da fiori Altair per Memphis (1982)
  • Mobile da soggiorno Malabar per Memphis (1982)
  • Coppa in vetro Deneb per Memphis (1982)
  • Portafrutta in argento Murmansk per Memphis (1982)
  • Vaso da fiori Sirio per Memphis (1982)
  • Portafrutta in vetro soffiato Sol (1982)
  • Tavolo Palm Spring per Memphis (1982)
  • Tavolo da salotto Park Lane per Memphis (1983)
  • Vaso in porcellana Tigris per Memphis (1983)
  • Lampada da tavolo Bay per Memphis (1983)
  • Tavolo City per Memphis (1983)
  • Vaso in vetro soffiato Alioth per Mepmhis (1983)
  • Portafrutta in vetro soffiato Aldebaran per Memphis (1983)
  • Vaso in porcellana Euphrates per Memphis (1983)
  • Vaso in porcellana Nilo per Memphis (1983)
  • Vaso in vetro soffiato Alcor per Memphis (1983)
  • Central Park Square Table 3471 per Knoll (1983)
  • Tavolino Cream per Memphis (1984)
  • Specchio con laminato plastico Diva per Memphis (1984)
  • Tavolo basso Holebid per Memphis (1984)
  • Tavolino Hyatt per Memphis (1984)
  • Tavolino Mimosa per Memphis (1984)
  • Tavolino Ivory per Memphis (1985)
  • Credenza in legno Freemont per Memphis (1985)
  • Consolle Tartar per Memphis (1985)
  • Piatto in ceramica Rucola per Memphis (1985)
  • Telefono "Enorme" per Brondi (1986)
  • Bridge Chair with Arms with Arms per Knoll (1986)
  • Vaso a stelo Pasifila per Memphis (1986)
  • Vaso Agelada per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Amaltea per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Ananke per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Astidamia per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Astimelusa per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Atamante per Memphis (1986)
  • Vaso Clesiteria per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Erinna per Memphis (1986)
  • Carrello Manhattan per Memphis (1986)
  • Vaso a stelo Neobule per Memphis (1986)
  • Posate (1987)
  • Mobile in legno Max per Memphis (1987)
  • Collezione "Bharata" per Design Gallery Milano (1988)
  • Fermata autobus in Königsworther Platz ad Hannover, Germania
  • Mobile bar Nairobi per Zanotta (1989)
  • Cassettiera Mombasa per Zanotta (1989)
  • Collezione (anni ottanta)
  • Sedia Knoll Mandarin (anni ottanta)
  • Tavolino di servizio Lipari per Zanotta (1992)
  • Collezione "Ruins" per Design Gallery Milano (1992)
  • Collezione "Twenty-seven Woods for a Chinese Artificial Flower" per Design Gallery Milano (1995)
  • Specchio sospeso e tappeto in lana A Shiro per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Specchio Enterprise per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Specchio La grande triade per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Specchio e metallo laccato Più o meno Iside per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Specchio e metallo laccato Specchio grande per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Specchio con perspex Ambuja per Memphis (1998) (serie PostDesign: Lo specchio di Saffo)
  • Piatto per doccia Megaplan per Kaldewei (1998)
  • Vasca da bagno Centro Duo Ovale per Kaldewei (1998)
  • Lampada lunga Gala (2000) per Memphis(serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Lampada piccola quadrata Jagati per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Libreria in due pezzi Kantha per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Mobile CD Kapota per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Specchio quadrato Mahapatti per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Vetrinetta in cristallo Padma per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Lampada piccola lunga Pattica per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Lampada in filo di ferro Upana per Memphis (2000) (serie PostDesign: Mobili Lunghi)
  • Scatole segrete in serie limitata per Numa (2003)
  • Tavole di peltro e vetro soffiato in serie limitata per Numa (2004)
  • Progetto La cucina sapiente e la tavola contenta per Serafino Zani (2004)
  • Posate Cinque Stelle per Serafino Zani (2004)
  • Lampada Abat-Jour per B&B Italia (2005)
  • Linea di pentole in acciaio Grand Hotel Cuisine per Serafino Zani (2005)
  • Collezione Offerta per Serafino Zani (2006)
  • Vasca da bagno Mega Duo Ovale per Kaldewei (2006)
  • Linea di pentole antiaderenti Bon Appetit per Serafino Zani (2007)

Per le Vetrerie Venini:

  • Scultura di luce Colonna di luce
  • Scultura di luce Pavillon
  • Plafoniera Firenze
  • Vetro soffiato e lavorato a mano Medusa (edizione limitata)
  • Vetro soffiato e lavorato a mano Goburam rosso (edizione limitata)
  • Composizione con base in marmo-portoro e vetro soffiato e lavorato a mano con particolari decori in vetro lattimo Marito e moglie(edizione limitata)
  • Vetro soffiato e lavorato a mano Yemen
  • Composizione coppa e base in vetro opalino soffiato e lavorato a mano Puzzle

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore Sottsass, Architetture indiane e dintorni, Napoli 1998
  • Ettore Sottsass, Lo specchio di Saffo, Postdesign, Milano 1998
  • Ettore Sottsass, Epifanie Brevi, Ed. Lythos, Como 1998
  • Ettore Sottsass, Trattato di architettura, Ed. Lythos, Como 1999
  • Ettore Sottsass, Mobili Lunghi, Postdesign, Milano 2000
  • Ettore Sottsass, Scritto di notte ed Adelphi, 2010

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Roma, 17 maggio 2005
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica italiana
— 2001[14]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ e-ntRA - CMS per siti accessibili - http://www.e-ntra.it/ - Ra Computer S.p.A., ETTORE SOTTSASS sr, su www.to.archiworld.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  2. ^ e-ntRA - CMS per siti accessibili - http://www.e-ntra.it/ - Ra Computer S.p.A., ETTORE SOTTSASS sr, su www.to.archiworld.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  3. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  4. ^ Ettore Sottsass, su misiaarte.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  5. ^ Localport Srl - www.localport.biz, Ettore Sottsass jr, su www.storiaolivetti.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  6. ^ http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/morto-sottsass/morto-sottsass/morto-sottsass.html
  7. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  8. ^ Rai Arte, 1972: Italy, the new domestic landscape, al MOMA di New York, in Il portale di RAI Cultura dedicato all'arte e al design. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  9. ^ Ettore Sottsass, su misiaarte.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  10. ^ Sottsass Associati, su www.sottsass.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  11. ^ Mondadori, Mondadori -- Electa, su www.electaweb.com, 1° settembre 2007. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  12. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  13. ^ Collezione Musei, su samha207.unipr.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  14. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=49075

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti
  • ...
Approfondimenti
  • A. Martorana, Ettore Sottsass: progetti di un designer italiano, Firenze 1983
  • Barbara Radice, Memphis, Electa, Milano 1984
  • G. Sambonet, Ettore Sottsass: mobili e arredamenti, Mondadori, Milano 1985
  • Hans Höger, Ettore Sottsass jr. - Designer, Artist, Architect, Wasmuth, Tübingen/Berlino 1993
  • Barbara Radice, Ettore Sottsass, Electa, Milano, 1993
  • F. Ferrari, Ettore Sottsass: tutta la ceramica, Allemandi, Torino, 1996
  • M. Carboni (a cura di), Ettore Sottsass e Associati, Rizzoli, Milano, 1999
  • S. Riva in Il Rosso e il Nero, Figure e ideologie in Italia 1945-1980 nelle raccolte dello CSAC, a cura di A.C.Quintavalle, G.Bianchino, catalogo della mostra, Parma, Milano 1999
  • M. Carboni (a cura di), Ettore Sottsass. Esercizi di Viaggio, Aragno, Torino, 2001
  • Salvatore Lacagnina, Roberto Giustini e Barbara Radice, Ettore Sottsass e Enzo Cucchi, Charta, 2001
  • M. Carboni e B. Radice (a cura di), Ettore Sottsass. Scritti, Neri Pozza Editore, Milano 2002
  • M. Carboni e B. Radice (a cura di), Metafore, Skirà Editore, Milano 2002
  • in collaborazione con Ettore Sottsass Jr. e Enzo Cucchi, Esercizi, Alberico Cetti Serbelloni Editore, Milano 2002
  • M. Carboni (a cura di), Sottsass: fotografie, Electa, Napoli 2004
  • M. Carboni (a cura di), "Sottsass 700 disegni", Skirà Editore, Milano, 2005
  • M. Carboni (a cura di), "Sottsass '60/'70", Editions HYX, Orléans, 2006
  • Arturo Carlo Quintavalle, G. Bianchino (a cura di), Nove100. Arte, fotografia, architettura, moda, design, catalogo della mostra, Parma, 16 gennaio-25 aprile 2010, Milano 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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