Caffè filtro

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Caffè filtro
Kaffeefilter.jpg
Nella preparazione del caffè filtrato, l'acqua percola attraverso il caffè macinato e il filtro, e viene raccolto in un contenitore posizionato al di sotto.
Origini
Luogo d'origineGermania Germania
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriabevanda
SettoreBevande analcoliche, distillati e liquori
Ingredienti principalicaffè
 

Il caffè filtro, o caffè filtrato (detto anche caffè all'americana o, meno correttamente, americano), è un tipo di caffè preparato versando acqua calda sul caffè macinato, raccogliendo in una caraffa il liquido risultante tramite l'aiuto di un filtro. L'acqua estrae aromi e oli dal caffè, e si muove attraverso il caffè e il filtro per il solo effetto della gravità. Vi sono diverse tecniche di preparazione, che adottano differenti meccanismi.

Il caffè filtrato è molto diffuso in America, Francia, Europa Centrale e Settentrionale ed è importante nella cultura del caffè giapponese.[1]

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1908 Melitta Bentz inventò in Germania i filtri da caffè di carta,[2] tuttora comunemente usati nella preparazione del caffè. Nel 1954 Gottlob Widmann brevettò in Germania la Wigomat, la prima macchina elettrica per la preparazione del caffè filtrato.[3] Negli anni 1970 la filtrazione a goccia sostituì in gran parte le macchine a percolazione, che avevano la tendenza ad estrarre troppe sostanze dal caffè, rendendolo amaro.[4] Tra i vantaggi dei filtri di carta usa e getta, vi è il fatto che possono essere estratti direttamente e gettati via con il loro contenuto di caffè usato, senza bisogno di essere puliti. In alcune macchine vengono usati anche filtri permanenti, costituiti da fini maglie di metallo o plastica, che trattengono il caffè il polvere ma consentono il passaggio del liquido, e hanno il vantaggio di non richiedere l'acquisto periodico di filtri, che in alcuni paesi non sono immediatamente reperibili, e di ridurre la produzione di rifiuti.

Una caffetteria a Bangkok, specializzata nella preparazione del caffè filtrato
Una macchina elettrica per la preparazione del caffè filtrato

La percolazione a goccia è molto comune in Nord America, e viene tipicamente usata dalle macchine da caffè elettriche domestiche, ma vi sono anche macchine a percolazione manuali, che consentono tipicamente un maggiore controllo sui tempi e parametri di filtrazione. Esistono anche macchine manuali monodose portatili, che sostengono il filtro al di sopra di una tazza: l'acqua viene versata dall'alto e il caffè viene raccolto direttamente nella tazza stessa.

La preparazione con filtro di carta produce un caffè chiaro e limpido, senza sedimenti, ma anche più povero di oli ed essenze,[5] che invece non vengono perse con l'uso di filtri metallici.[6]

Quando si usa una caraffa alta e stretta, si osserva solitamente che il caffè sul fondo è più forte di quello nella parte alta, in quanto con il procedere della filtrazione la quantità di aromi disponibili per l'estrazione è minore. Dal punto di vista matematico, questo curioso problema è stato studiato e si mostra che è possibile ottenere la stessa intensità di aroma in due tazze senza mescolare il contenuto della caraffa, versando il caffè secondo una successione di Thue-Morse.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Coffee’s Slow Dance by Oliver Strandfeb, 9 febbraio 2011
  2. ^ The History of How We Make Coffee, su About.com. URL consultato il 13 febbraio 2012.
  3. ^ Sixty years of the Federal Republic of Germany – a retrospective of everyday life, su goethe.de. URL consultato il 28 dicembre 2012.
  4. ^ http://www.perfectcoffeemakers.com/History_Of_Coffee_Percolators.html
  5. ^ "How to Use a Pour Over Brewer" CoffeeGeek.com. October 21, 2005.
  6. ^ Cornelis MC, El-Sohemy A, Coffee, caffeine, and coronary heart disease, in Curr Opin Clin Nutr Metab Care, vol. 10, nº 6, November 2007, pp. 745–51, DOI:10.1097/MCO.0b013e3282f05d81, PMID 18089957.
  7. ^ Robert Richman, Recursive Binary Sequences of Differences (PDF), in Complex Systems, vol. 13, nº 4, 2001, pp. 381–392. URL consultato il 19 febbraio 2013.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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