Cappuccino (bevanda)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Cappuccino
Cappuccino PeB.jpg
Un cappuccino servito nell'apposita tazza.
Origini
Altri nomiCappuccio[1]
Luogo d'origineItalia Italia
Diffusionemondiale
Dettagli
Categoriabevanda
Ingredienti principalicaffè e latte montato a crema
 

Il cappuccino è una bevanda di origine italiana composta da caffè e latte montato a vapore.[2][3]

In Italia, il Paese dove è più diffuso, viene consumato tradizionalmente nel corso della mattina, a colazione o dopo, mai durante i pasti.

Storia ed etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome si riferiva, in passato, tendenzialmente alla somiglianza con il color marrone del saio dei frati minori cappuccini. Le sue origini infatti, sono strettamente correlate alla diffusione dello stesso caffè in Europa e, in particolare, nell'Impero austro-ungarico del XVII-XVIII secolo. Una leggenda molto diffusa lega il suo nome alla vicenda di un frate cappuccino, tal padre Marco d'Aviano, un presbitero friulano inviato nel settembre 1683 da papa Innocenzo XI a Vienna, con l'obiettivo di convincere le potenze europee a una coalizione contro gli Ottomani musulmani che la stavano assediando. Questi, in una caffetteria viennese, avrebbe "corretto" per la prima volta il gusto troppo forte del caffè con del latte, e la nuova bevanda sarebbe stata soprannominata kapuziner, ovvero «cappuccino» in tedesco.

Sebbene sia più corretto chiamare la bevanda di allora del semplice caffellatte, non è dato sapere come siano andate realmente le cose. Pare che già un certo Johannes Theodat, titolare di una delle prime caffetterie viennesi, avesse già sperimentato nuove miscele di bevande al caffè. Un'altra ipotesi infatti, riconduce l'invenzione a un altro caffettiere, Franciszek Jerzy Kulczycki, il quale nel 1685, sempre a Vienna, si impossessò di ingenti quantità di caffè abbandonate dai musulmani e, per renderlo più dolce, lo corresse con latte e miele; sempre secondo la leggenda, lo stesso vi avrebbe anche intinto una variante del kipferl, un dolce risalente al XIII secolo e antenato del croissant, e la cui forma ricorda una mezzaluna, quindi in segno di sprezzo per gli Ottomani invasori.

Nel corso del XVIII secolo, il cosiddetto kapuziner si arricchì di nuovi aromi, spezie e panna montata in cima, diffondendosi soprattutto in Friuli Venezia Giulia e in tutto l'Impero austro-ungarico. Alla fine dello stesso secolo, la moda del cappuccino si era concentrata soprattutto sulla preparazione manuale della schiuma da latte in cima; ma è con l'introduzione sul mercato delle prime macchina per caffè espresso ai primi del XX secolo che la bevanda cominciò a prendere l'attuale forma, grazie alla preparazione della schiuma da latte attraverso il beccuccio a vapore.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Due cappuccini; quello a sinistra è guarnito con un disegno a forma di testa d'orso, mentre quello a destra con una spolverata di cioccolato.

In Italia, solitamente viene bevuto zuccherato, spesso accompagnato da cornetti (croissant) o altri prodotti da forno o di pasticceria. Il cappuccino di solito è composto da circa 125 mL di latte e 25 mL di caffè. La schiuma (o, meglio, crema) dev'essere di bell'aspetto, densa, non ariosa e in quantità pari a circa un terzo della tazza da cappuccino. Talvolta, per completare, si aggiunge una spolverata di cacao o di cannella in polvere. Esistono molte varianti nel mondo. In Italia le principali varianti sono cappuccino scuro e cappuccino chiaro. Ultimamente ad accrescere l'estetica del cappuccino ci sono le moderne tecniche dell'art coffee o latte art, con le quali è possibile decorarlo tramite disegni fatti con il bricchetto del latte[4] o strumenti manuali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cappuccio, su grandidizionari.it.
  2. ^ Cappuccino Italiano Certificato, su espressoitaliano.org.
  3. ^ Cappuccino, su cibo360.it.
  4. ^ Luigi Manzo, Allenarsi con la crema di latte, su aibmproject.it, 10 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Venturo e Maria Teresa Ugazio, Il cappuccino: tradizione e arte della bevanda che ha conquistato l'Italia, Santhià, GS, 1999, SBN IT\ICCU\REA\0046696.
  • Rita Leone, Un cappuccino, grazie, Ravenna, Sensoinverso, 2015, ISBN 978-88-6793-155-2.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàGND (DE4530543-2
Cucina Portale Cucina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cucina