Colomba di Sens

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Santa Colomba di Sens
SantaColumba.jpg

Vergine e martire

Nascita 257
Morte 273
Venerata da Chiesa cattolica
Ricorrenza 31 dicembre
Patrona di Sens

Colomba di Sens (Spagna, 257Sens, 273) fu una patrizia che si convertì al cristianesimo e morì decapitata a Sens, in Francia. Considerata santa dalla Chiesa cattolica che la ricorda il 31 dicembre.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Di famiglia nobile e pagana si convertì al cristianesimo a 16 anni. Dopo aver ricevuto il battesimo scappò dalla Spagna insieme ad altri cristiani per sfuggire alle persecuzioni dell'Imperatore Aureliano e si trasferì a Sens, in Francia. Fu rintracciata e rinchiusa in carcere.

La leggenda racconta che, mentre Colomba si trovava in carcere, una guardia cercò di violentarla e un orso, usato per gli spettacoli in un vicino anfiteatro, arrivò in suo soccorso attaccando la guardia e liberando Colomba dalla sua cella.

Viene narrato inoltre che Colomba, dopo essere stata salvata dall'orso, sia stata destinata a perire sul rogo; tuttavia anche in questo caso fu salvata da un provvidenziale acquazzone che spense le fiamme. Da ciò ha origine l'invocazione alla santa da parte dei fedeli per la tutela dal pericolo degli incendi [1]. Fu comunque martirizzata più tardi mediante decapitazione per volontà dell'imperatore Aureliano intorno al 273[2]; il martirio avvenne nella città di Sens, vicino ad una fontana detta d'Azon.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione dice che un cieco di nome Aubertus riacquistò la vista dopo aver chiesto l'intercessione di santa Colomba, subito dopo la morte di lei. In ringraziamento Aubertus avrebbe preso il corpo di Colomba dal luogo dove era stata giustiziata e le avrebbe dato una sepoltura dignitosa. Nel luogo della tomba fu costruita una cappella e, in seguito, nel 620 circa, Clotario II vi fondò l'abbazia di Sainte-Colombe-lès-Sens'.

In quel periodo la forte devozione verso questa martire è testimoniata anche dal fatto che altre chiese francesi le sono state dedicate, forse anche la Chiesa di Chevilly, nella diocesi di Parigi.

Il culto di santa Colomba giunse a Rimini in maniera provvidenziale: si racconta che alcuni mercanti di Sens, che viaggiavano nell'Adriatico portando con sé una reliquia di santa Colomba, furono costretti ad approdare a Rimini. La reliquia fu accolta da Stemnio, vescovo della città dal 313 circa, e fu posta nella Cattedrale di Rimini dedicata poi alla santa stessa.

Nell'alto medioevo iI cultoarrivò anche in Valle d'Aosta. Evidenze si trovano nel comune di Charvensod, dove la chiesa parrocchiale è titolata alla santa,[3] e a Villeneuve ove ad ella è titolata una cappella accanto ai ruderi di un castello.

Nella seconda metà del XVI secolo poi, il vescovo riminese Monsignor Castelli, si recò a Sens dove fu autorizzato a prelevare una parte delle reliquie che ancora si trovavano nella città francese ed aggiungerle a quelle che già si trovavano a Rimini. Quando queste ultime reliquie pervenirono nella città adriatica, ci si rese conto che esse combaciavano perfettamente con quelle già presenti[4]. Molto probabilmente, nel '600 alcune reliquie della santa pervennero da Rimini ad Atri, dove sono conservate in un busto reliquiario ligneo nel Museo Capitolare.

Il corpo incorrotto di Santa Colomba si troverebbe nella Cattedrale di Bari: esso sarebbe giunto nel capoluogo pugliese intorno al XVIII secolo, portato da alcuni vincenziani francesi in fuga dagli Ugonotti. La reliquia è stata conservata in un convento vincenziano soppresso nel 1863; nonostante il termine del culto il corpo della santa fu conservato nell'edificio fino al 1939, quando fu traslato nella cattedrale. Un restauro eseguito nel 2005 ha però reso evidente che la reliquia non è realmente l'intero corpo della santa incorrotto, come si credeva: si tratta infatti di ossa ricomposte in un involucro di cartapesta e vestite con un sontuoso abito di seta. Non è inoltre chiaro se si tratti realmente di Santa Colomba, poiché sul suo scheletro non sono state rinvenute tracce della decapitazione di cui ella sarebbe morta[5]. La presenza di Santa Colomba a Bari ha fatto sì che la santa diventasse protettrice dei colombi, uccelli dei quali porta il nome: una leggenda vorrebbe che il suo corpo sia giunto in città portato in volo da molti di questi volatili.

La memoria liturgica di Santa Colomba ricorre il 31 dicembre.

Attributi iconografici[modifica | modifica wikitesto]

Santa Colomba viene spesso rappresentata come:

  • una ragazza con una corona sul capo e in catene;
  • una ragazza decapitata vicino ad una fontana;
  • con in mano un libro e una penna di fagiano;
  • con un orso o un cane al guinzaglio;
  • quale principessa con una colomba in mano (nel Riminese).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi la voce nella Bibliotheca Sanctorum.
  2. ^ Si segnala anche l'esistenza di una tradizione, della quale esistono testimonianze seicentesche ma che verosimilmente ha origini più antiche, che vorrebbe che santa Colomba di Sens sia stata martirizzata durante il regno dell'imperatore Valeriano; L. Nardi, Cronotassi dei Vescovi riminesi.
  3. ^ Studio su Santa Colomba a cura di Joseph-Gabriel Rivolin su www.comune.charvensod.ao.it. URL consultato il 2015-06-08.
  4. ^ L. Nardi, Cronotassi dei Vescovi riminesi.
  5. ^ http://www.barinedita.it/inchieste/n1856-bari-santa-colomba--una-cappella-sconosciuta-e-una-misteriosa-salma

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]