Cenotafio del cardinale Marino Caracciolo

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Cenotafio del cardinale Marino Caracciolo
Marino Caracciolo's grave (Milan).jpg
AutoreAgostino Busti, detto il Bambaja
Data1540
Materialemarmo
UbicazioneCattedrale di Santa Maria Nascente, Milano

Il cenotafio del cardinale Marino Caracciolo è un monumento sepolcrale realizzato nel 1540 dallo scultore Agostino Busti, detto il Bambaja, e posto nel duomo di Milano.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento fu realizzato per il cardinale Marino Ascanio Caracciolo, cardinale col titolo di Santa Maria in Aquiro e vescovo di Catania, nominato governatore di Milano nella prima metà del XVI secolo: poiché il cardinale fu sepolto nella Cappella Caracciolo del Sole a Napoli, sua città natale, nel duomo di Milano venne realizzato un cenotafio.

Il monumento fu commissionato ad Agostino Busti, detto il Bambaja; tra i più valenti scultori del tardo rinascimento lombardo che eseguì diversi lavori nel Duomo: oltre al monumento al Caracciolo, nello stesso periodò egli portò infatti a compimento in un altare la storia della Presentazione al Tempio e il monumento al canonico Vimercati.[1]

Il monumento al Caracciolo è per la sua interezza realizzato in marmo nero di Varenna, con eccezione delle statue che ornano la composizione. L'altare è decorato da quattro semicolonne di ordine ionico poggianti su piedistalli: tra le due colonne centrali vi è l'arca con la statua del defunto in abiti pontifici, a cui si aggiungono sullo sfondo cinque statue dei santi Ambrogio, Salvatore, Paolo, Pietro e Gerolamo. L'ordine superiore, di larghezza inferiore, è realizzato a formare un arco che poggia sulle due semicolonne centrali, nel quale è contenuto un medaglione decorato a bassorilievo della Vergine con Bambino: l'ordine superiore è affiancato da due statuette di Angeli[2].

Alla base dell'urna sepolcrale vi è la seguente iscrizione[2]:

«MARINO CARACCIOLO
NAPOL ILLVSTRI GENERE ORTO
QVI PLVRLMIS PRO PONTIF CAES
Q FVNCTVS EST LEGATIONIBVS PRIMAM CAROLO V
IMP AD AQVASGRANI CORONAM IMPOSVIT
ANGLOS EI CON 1VNXIT ET VENETOS AC
DEMVM A PAVLO IN PONT MAX IN
CARDINALIVM COOPTATVS ORDINEM DVM
PROVINCIAM MEDIOL AB EODEM CAROLO
SIBI CREDITAM REGERET IMPORTVNA MORTE
CVM MAXIMA REIP CHR1STIANAE JACTVRA SVBLATYS
EST V CAL FEBR MDXXXVIII ANNOS
NATUS LXIX»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Boito, Camillo, Il tiburio, in Il duomo di Milano e i disegni per la sua facciata, Milano, Luigi Marchi, 1889, p. 234.
  2. ^ a b Artaria, p. 63

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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