Torre Pallavicina

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Torre Pallavicina
comune
Torre Pallavicina – Stemma Torre Pallavicina – Bandiera
Torre Pallavicina – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Antonio Marchetti (lista civica Obiettivo comune) dal 15/05/2011
Territorio
Coordinate 45°27′N 9°52′E / 45.45°N 9.866667°E45.45; 9.866667 (Torre Pallavicina)Coordinate: 45°27′N 9°52′E / 45.45°N 9.866667°E45.45; 9.866667 (Torre Pallavicina)
Altitudine 95 m s.l.m.
Superficie 10,62 km²
Abitanti 1 138[1] (31-12-2010)
Densità 107,16 ab./km²
Frazioni Torre (sede comunale), Santa Maria in Campagna, Villanuova
Comuni confinanti Fontanella, Orzinuovi (BS), Pumenengo, Roccafranca (BS), Soncino (CR)
Altre informazioni
Cod. postale 24050
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016217
Cod. catastale L276
Targa BG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 251 GG[2]
Nome abitanti torrepallavicinesi
Patrono santa Maria Assunta
Giorno festivo 15 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Torre Pallavicina
Torre Pallavicina
Torre Pallavicina – Mappa
Posizione del comune di Torre Pallavicina nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Torre Pallavicina (Tór Palaisina in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 1 138 abitanti[1] della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nella pianura orientale bergamasca, al confine con le province di Brescia e di Cremona, dista circa 38 chilometri a sud-est dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le poche informazioni inerenti alla storia di Torre Pallavicina riguardano quasi unicamente l'epoca medievale. Prima di questa si presume che il territorio fosse interessato da piccoli insediamenti risalenti all'epoca romana, dato che il borgo veniva inizialmente identificato con il nome di Floriano, probabilmente inserito in quello che veniva comunemente chiamato vicus Florianus.

Al termine della dominazione romana si verificò un periodo di scarsa antropizzazione del territorio, interrotta dall'arrivo dei Franchi. Furono questi a dare vita all'istituzione del Sacro Romano Impero, i cui reggenti governarono le sorti del paese per tutta l'epoca medievale.

Si sa che questi territori vennero donati in feudo, unitamente alle zone circostanti, al Vescovo di Cremona già nell'XI secolo.

Fu però con l'arrivo della signoria dei Barbò, documentata dal 1070, che il borgo ebbe un periodo di notorietà, durante il quale, risentendo delle lotte di fazione tra guelfi e ghibellini, ritenne necessario dotarsi di numerosi edifici fortificati. I signori del borgo, di schieramento ghibellino e legati con la signoria dei Visconti di Milano, fecero erigere a Tristano Visconti, figlio di Bernabò, una torre sui loro territori che fungesse da vedetta sulle zone limitrofe e sul corso del fiume Oglio, da sempre confine tra le varie entità politiche.

Qualche tempo più tardi a fianco della torre venne costruito un palazzo, con scopi sia difensivi che residenziali, dal marchese Pallavicino, che fece costruire anche l'omonimo canale irriguo che scorre nel paese e che sposò Beatrice, figlia di Tristano Visconti. Da questo matrimonio ottenne anche il possesso del borgo, che assunse il nome di Torre Pallavicina.

Essendo zona spartiacque anche tra la Repubblica di Venezia ed il Ducato di Milano, venne inserita in una vera e propria zona franca, chiamata Calciana, senza tasse da versare e con una propria amministrazione. E come in tutte le zone di confine, notevole era il contrabbando praticato nonostante le rigide leggi che lo vietavano, pena dure sanzioni, anche se per gli abitanti stessi questa era una delle principali fonti di sostentamento.

La totale esenzione dalle tasse durò fino alla metà del XVIII secolo, mentre pochi decenni più tardi si verificò il passaggio alla Repubblica Cisalpina. La nuova dominazione revocò tutti i privilegi riservati al paese, che fu annesso al dipartimento facente a capo a Bergamo, ed unito amministrativamente ai vicini comuni di Calcio e Pumenengo.

Nel XX secolo il paese ha subito la crisi del settore agricolo che, non compensata dall'evoluzione industriale, lo ha nuovamente relegato a ruolo marginale nell'economia della bassa bergamasca.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

In località Portici, entro il territorio comunale, si trova una grande villa rustica con palazzotto cinquecentesco in stile neoclassico, nota appunto come Villa del Portico. Nei pressi si trova inoltre la chiesa di santa Maria Assunta, del XVI secolo, restaurata nel XX secolo; al suo interno ospita tele del XVIII e del XIX secolo, oltre ad una notevole pala del Solaro raffigurante l'Assunta.

La frazione Torre ospita il Palazzo Barbò, un'imponente costruzione del XVI secolo con sale affrescate da Giulio e Bernardino Campi. Nel parco del palazzo, di notevoli dimensioni, è situata la Torre di Tristano, risalente al XV secolo ad opera di Tristano Sforza; lo scopo della costruzione era permettere una più agevole sorveglianza delle vie di comunicazione e del naviglio. Nei pressi del palazzo sorge anche la villa Olofredi, che versa in condizioni di degrado nonostante il fastoso passato.

La frazione Villanuova ospita infine il Museo della Civiltà Contadina.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Torre Pallavicina[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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