Gandosso

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Gandosso
comune
Gandosso – Stemma Gandosso – Bandiera
Gandosso – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Alberto Maffi (lista civica-Lega Nord) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°39′N 9°54′E / 45.65°N 9.9°E45.65; 9.9 (Gandosso)Coordinate: 45°39′N 9°54′E / 45.65°N 9.9°E45.65; 9.9 (Gandosso)
Altitudine 488 m s.l.m.
Superficie 3,13 km²
Abitanti 1 492[1] (30-11-2016)
Densità 476,68 ab./km²
Frazioni Attilie-Fanti, Celatica-Tolari, Prato Alto, Romagnoli-Cressa, Zanoli
Comuni confinanti Carobbio degli Angeli, Castelli Calepio, Credaro, Grumello del Monte, Trescore Balneario
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016109
Cod. catastale D906
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti gandossesi
Patrono Annunciazione della Beata Vergine Maria
Giorno festivo 25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gandosso
Gandosso
Gandosso – Mappa
Posizione del comune di Gandosso nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Gandosso (Gandòss in dialetto bergamasco[2][3]) è un comune italiano di 1.492 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Situato sul lato destro della Valcalepio, dista circa 30 chilometri ad est dal capoluogo orobico.

In posizione defilata, è posto sulle pendici delle colline da cui si gode un'ottima visuale sull'alta Valcalepio e su gran parte del Sebino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si pensa che la presenza umana affondi le proprie origini nell'età preistorica, data la particolare conformazione del territorio collinare, cosparso di un gran numero si grotte ed anfratti naturali, che avrebbero potuto garantire rifugio ai primi abitanti. Anche se in esse non sono stati rinvenuti resti di una certa consistenza, recenti studi avallerebbero questa tesi.

Le grotte più conosciute sono quella chiamata Dol Mosc, la Luga e la Molera. Quest'ultima, situata nella parte bassa del territorio sul confine con Credaro, venne interessata anche da un'intensa attività estrattiva di pietre utilizzate per macinare il grano, fin dai tempi della dominazione romana. Quest'attività ha sempre garantito una solida fonte di occupazione e di reddito per gli abitanti, fino alla seconda metà del XX secolo, quando queste subirono un progressivo ma inesorabile abbandono.

Tuttavia non si sviluppò un vero e proprio borgo fino al periodo medievale, quando il territorio venne inserito nei possedimenti della famiglia dei conti Calepio, proprietaria di gran parte dei terreni e degli edifici più importanti del circondario. Questi mantennero il predominio su Gandosso per alcuni secoli, traghettando il paese dal periodo medievale a quello della Repubblica di Venezia, epoca in cui venne istituita la contea di Calepio.

Nonostante questa apparente tranquillità e linearità degli avvenimenti, anche questi territori furono interessati dagli scontri di fazione tra guelfi e ghibellini, tanto da subire ritorsioni da parte dei Visconti, famiglia milanese acerrima nemica della Serenissima. Al riguardo venne allora decisa la costruzione di un castello, che ben presto assunse la fama di luogo inaccessibile, tanto che tra gli abitanti era usanza dire di essere sicuri come all'interno del castello di Gandosso. Questo tuttavia non garantì lunga durata al maniero, che venne distrutto dai francesi verso la fine del XVIII secolo, del quale ora restano soltanto alcuni resti delle fondamenta, tratti di muratura ed una scalinata scavata nella roccia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale dell'Annunciazione fu edificata nel 1679 in stile barocco su progetto di Andrea Fantoni e custodisce un buon numero di opere di valore, tra le quali spiccano sculture lignee ed intarsi marmorei di scuola fantoniana. Di buon pregio sono anche i dipinti di Girolamo Castelli e di Antonio Balestra ed un organo di produzione della famiglia Bossi. A lato di questo edificio sacro si sviluppa un piccolo agglomerato di edifici, tra i quali un tempo faceva bella mostra di sé il Palazzo Gonzaga che, di origine signorile, ha oggi perso le caratteristiche che lo contraddistinguevano. La chiesa è sede dell'omonima parrocchia afferente al vicariato di Predore, diocesi di Bergamo.

Merita infine menzione il santuario della Madonna del Castello. Edificato in posizione panoramica, di poco discosto dal centro del paese, possiede un gran numero di ex voto degli abitanti, una Via Crucis risalente al XV secolo ed un dipinto raffigurante la Madonna con Bambino, da molti ritenuto miracoloso.

Di particolare interesse sono anche le numerose cascine rurali che costellano il territorio, ricordando il lato rurale di questo paese, conservato fino a qualche decennio fa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Persone legate a Gandosso[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 296.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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