Ornica

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Ornica
comune
Ornica – Stemma Ornica – Bandiera
Ornica – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Ambrogio Quarteroni (lista civica Vivere a Ornica) dall'8-6-2009 (secondo mandato)
Territorio
Coordinate 45°59′18″N 9°34′45″E / 45.988333°N 9.579167°E45.988333; 9.579167 (Ornica)Coordinate: 45°59′18″N 9°34′45″E / 45.988333°N 9.579167°E45.988333; 9.579167 (Ornica)
Altitudine 922 m s.l.m.
Superficie 15,1 km²
Abitanti 159[1] (31-12-2014)
Densità 10,53 ab./km²
Frazioni Nessuna
Comuni confinanti Cassiglio, Cusio, Gerola Alta (SO), Valtorta
Altre informazioni
Cod. postale 24010
Prefisso 0345
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016151
Cod. catastale G118
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 379 GG[2]
Nome abitanti ornichesi
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ornica
Ornica
Ornica – Mappa
Posizione del comune di Ornica nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Ornica (Örniga in dialetto bergamasco[3][4]) è un comune italiano di 159 abitanti[1] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato nella valle dell'Olmo, appartenente alla val Stabina, a sua volta laterale dell'alta Val Brembana, si trova a circa 33 chilometri a nord-ovest del capoluogo orobico.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo, posto alle pendici del Pizzo Tre Signori, (2.554 m) dove il torrente Valle D'Inferno, si incontra con il torrente che scende dal Monte Valletto (2.371 m), è inserito in un contesto montano, presenta numerose possibilità di escursioni adatte a tutte le esigenze. Il principale è indubbiamente la Valle d'Inferno, dalle quale partono numerosi itinerari naturalistici.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e il toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Si pensa che i primi insediamenti stabili in questa zona siano riconducibili all'epoca delle invasioni barbariche, quando le popolazioni soggette alle scorrerie si rifugiarono in luoghi remoti, al riparo dall'impeto delle orde conquistatrici. In particolar modo si presume che siano stati gli abitanti della vicina Valsassina ad arrivare per primi (presumibilmente attorno al VI secolo), come testimoniano alcuni toponimi uguali tra le due zone. In tal senso fu a lungo legata alla pieve di Primaluna, situata nella suddetta valle.

Il toponimo ha origine proprio in questi periodi in cui la colonizzazione dell'uomo era ancora molto rada ed il territorio era ricoperto da estesissimi boschi di frassini (in latino fraxinus ornus) che caratterizzavano il territorio a tal punto da darne il proprio nome.

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel IX secolo il territorio passò sotto il controllo del Sacro Romano Impero, il quale poi lo lasciò alla diocesi di Milano.

In epoca medievale in questo piccolo borgo, unitamente ai vicini comuni della val Stabina, si sviluppò una fiorente attività estrattiva di materiali ferrosi, con il conseguente sviluppo di attività ad esse legate, quali la lavorazione del ferro in chiodi tramite magli azionati dai numerosi corsi d'acqua che attraversano il territorio comunale. Si narra che il ferro arrivasse dalla Valle di Scalve e dalla val Seriana, e per la sua lavorazione venisse impiegato un elevato numero di addetti. In questo periodo il comune non godeva di autonomia amministrativa, ma era aggregato al grande comune della Valle Averara, che comprendeva anche Cassiglio, Mezzoldo, Santa Brigida, Cusio, Averara ed Olmo al Brembo.

Lo sfruttamento delle potenzialità del territorio mise questa piccola valle al centro delle mire delle signorie dei Torriani prima e dei Visconti poi. Questo grazie anche alla presenza del Passo di Salmurano che permetteva di mettersi in collegamento con il vicino territorio dei Grigioni, favorendo il commercio tra le due zone.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il tutto continuò anche con l'arrivo della Serenissima che, a differenza dei predecessori, garantì numerosi sgravi all'intera zona. Nel 1647 il borgo ottenne l'autonomia amministrativa, separandosi dagli altri comuni limitrofi, proprio nel periodo in cui imperversò un'epidemia di peste che sterminò la popolazione, che si ridusse da 176 a 42 abitanti.

Il termine della dominazione veneta ed il conseguente avvento della Repubblica Cisalpina portò grandi cambiamenti ad Ornica, che si trovò inglobato nel cantone dell'alta Valle Brembana, con capoluogo a Piazza, e si vide revocati numerosi privilegi che la Repubblica di San Marco aveva assicurato per secoli all'intera zona.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni seguenti videro succedere alla dominazione francese quella austriaca, che si caratterizzò per la costruzione della prima strada carrozzabile con la quale si poteva comodamente raggiungere il paese.

Dal 1859, Ornica venne annessa al Regno d'Italia, senza più annoverare episodi di rilievo, se non la progressiva chiusura delle miniere, che diedero inizio ad un lento ma inesorabile processo di spopolamento. Questo venne parzialmente attenuato dallo sviluppo turistico che ha dato nuovo impulso all'economia locale, aiutata anche dal rilancio dei prodotti tipici locali, in particolar modo in ambito caseario.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Santuario della Madonna del Frassino[modifica | modifica wikitesto]

Di notevole interesse è il Santuario della Madonna del Frassino che venne edificato nel XVII secolo in seguito alla concessione di una grazia. Al riguardo la leggenda narra che un viandante, catturato da banditi sulla via del valico di Salmurano e legato ad un albero, fece in quegli attimi richiesta di aiuto alla Madonna.

A seguito della sua immediata liberazione fece erigere una cappelletta che ben presto venne ampliata fino a diventare una chiesa. Il nome originario era Santuario Beata Vergine del Prato del Forno, visto che nella zona era presente un forno per la fusione del ferro, ma venne cambiato quando il forno in questione cadde in disuso, assumendo la denominazione Santuario del Frassino, prendendo spunto dal nome della pianta a cui il protagonista venne legato. All'interno si possono ammirare numerosi affreschi e decorazioni, ancora in ottimo stato di conservazione.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Madonna del Frassino
valle d'Inferno

Abitanti censiti[5]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Ornica è sede del primo Albergo diffuso della Lombardia, gestito dalla Cooperativa Donne di Montagna, le cui stanze sono sparse tra le case del centro storico del paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 458.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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