Castel Rozzone

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Castel Rozzone
comune
Castel Rozzone – Stemma Castel Rozzone – Bandiera
Castel Rozzone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Giuseppina Giovanna Finardi (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°33′N 9°38′E / 45.55°N 9.633333°E45.55; 9.633333 (Castel Rozzone)Coordinate: 45°33′N 9°38′E / 45.55°N 9.633333°E45.55; 9.633333 (Castel Rozzone)
Altitudine 140 [1] m s.l.m.
Superficie 1,71 km²
Abitanti 2 874[2] (30-11-2016)
Densità 1 680,7 ab./km²
Comuni confinanti Arcene, Brignano Gera d'Adda, Lurano, Treviglio
Altre informazioni
Cod. postale 24040
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016063
Cod. catastale C255
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 383 GG[3]
Nome abitanti castelrozzonesi
Patrono san Bernardo di Chiaravalle
Giorno festivo 20 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castel Rozzone
Castel Rozzone
Castel Rozzone – Mappa
Posizione del comune di Castel Rozzone nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Castel Rozzone (Castèl Russù in dialetto bergamasco[4]) è un comune italiano di circa 2.874 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nella pianura bergamasca, dista circa 15 chilometri a sud dal capoluogo orobico. Dalla fine di Maggio ai primi di Luglio presso l'oratorio si gioca il "Mundialito di Castel Rozzone", un torneo di calcio a 5 su campo di sabbia, la manifestazione è molto sentita nel paese e richiama centinaia e centinaia di residenti ogni sera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese risalgono all'epoca romana, quando si verificarono i primi insediamenti stabili soprattutto grazie alla presenza di una strada (comunemente chiamata "strada dei malgari", utilizzata per il trasporto di bestiame anche in epoche antecedenti), che si dirigeva dalla città di Bergamo in direzione sud, toccando i centri di Treviglio, Crema e Piacenza.

Questo sviluppo permise la formazione di una struttura abitativa del borgo ben definita, con la tipica divisione in centurie, i cui segni sono visibili ancora oggi in alcuni punti del paese.

Con il termine dell'impero romano il territorio vide un periodo di bassa antropizzazione, che terminò con il periodo medievale, in cui la popolazione cominciò a crescere a pari passo con le innovazioni tecniche.

Inizialmente aggregato alla comunità di Treviglio e gestito dalla diocesi di Cremona, questo territorio venne acquisito dalla famiglia milanese dei Rozzoni che instaurò una vera e propria signoria sulla zona.

Il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Di fazione ghibellina, nel corso del XIII secolo diede il via alla costruzione di un castello che, posto ai margini meridionali del centro abitato e nei pressi della strada dei malgari, caratterizzò la vita del borgo per parecchio tempo.

Questo maniero, oltre ad avere funzioni difensive e di residenza della famiglia, aveva anche la funzione di dogana, essendo posto nelle immediate vicinanze del cosiddetto fosso bergamasco, ovvero il confine tra le entità politiche del tempo.

Numerose furono le battaglie, prevalentemente contro la famiglia guelfi dei Visconti molto potente nella zona milanese, che condizionarono pesantemente la vita sociale ed economica del paese e degli abitanti.

Il massimo livello di recrudescenza si verificò nel 1386, quando una furiosa battaglia imperversò tra le due opposte fazioni: la vittoria arrise ai milanesi e conseguentemente vi fu un grande ridimensionamento del potere della famiglia dei Rozzone.

Questi persero il predominio sui territori circostanti e furono relegati ad un ruolo marginale all'interno del paese, che tuttavia continuò a mantenere nel suo nome il riferimento a questa famiglia che ne ha segnato la storia.

Il Ducato di Milano, che aveva potere di giurisdizione sui territori posti a sud del fosso bergamasco e quindi anche su Castel Rozzone, infeudò successivamente il paese ad un ramo della famiglia Visconti, che mantenne il possesso su terreni ed edifici per parecchi secoli.

L'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

A quel periodo risale la chiesa di San Bernardo che, edificata nel 1523 e consacrata dal cardinale Borromeo, è tuttora utilizzata come parrocchiale, anche se ha subito interventi strutturali nel corso dei secoli che ne hanno modificato l'aspetto.

Un anno importante nella storia del paese fu senza dubbio il 1638, quando si verificò la sospirata autonomia amministrativa e parrocchiale da Treviglio, causata da motivi campanilistici e dal versamento di tributi.

L'età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Da quel momento non si verificarono episodi di rilievo nel piccolo paese, che mantenne le caratteristiche di borgo agricolo immerso nella propria quotidianità. Seguirono poi le dominazioni francese ed austriaca senza interessare direttamente il borgo.

A partire dal XX secolo all'agricoltura vennero affiancate attività differenti quali la lavorazione del legno (per la produzione di zoccoli) e la coltivazione dei bachi da seta, che favorirono l'insediamento di una filanda.

Questa prima attività industriale fu presto seguita da numerose altre, tanto che nella seconda metà del secolo il borgo perse la sua tradizionale vocazione agricola, diventando un piccolo centro industriale operante principalmente nel ramo dei mobili in legno.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente il sindaco di Castel Rozzone è la sig.ra Giusy Finardi che è al suo terzo mandato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Presentazione — Comune di Castel Rozzone (BG)
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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