Pandino

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Pandino
comune
Pandino – Stemma Pandino – Bandiera
Pandino – Veduta
Via Umberto I
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Maria Luise Polig (lista civica) dal 26-4-2014 (1º mandato)
Territorio
Coordinate 45°24′N 9°33′E / 45.4°N 9.55°E45.4; 9.55 (Pandino)Coordinate: 45°24′N 9°33′E / 45.4°N 9.55°E45.4; 9.55 (Pandino)
Altitudine 85 m s.l.m.
Superficie 22,3 km²
Abitanti 9 005[1] (28-2-2017)
Densità 403,81 ab./km²
Frazioni Gradella, Nosadello
Comuni confinanti Agnadello, Dovera, Monte Cremasco, Palazzo Pignano, Rivolta d'Adda, Spino d'Adda
Altre informazioni
Cod. postale 26025
Prefisso 0373
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019067
Cod. catastale G306
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 557 GG[2]
Nome abitanti pandinesi
Patrono Santa Margherita
Giorno festivo terza domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pandino
Pandino
Pandino – Mappa
Posizione del comune di Pandino nella provincia di Cremona
Sito istituzionale
Il Castello di Pandino.JPG
Castello di Pandino.JPG

Pandino (Pandì in dialetto cremasco) è un comune italiano di 9 005 abitanti[1] della provincia di Cremona in Lombardia.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il topononimo dal nome di persona Pandino, diminutivo di Bando / Pando di origine germanica[3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dall'età medievale, il centro abitato apparteneva al territorio della Gera d'Adda, possedimento milanese. Le località di Gradella e Nosadello, oggi frazioni, appartenevano invece al Contado di Lodi.

La prima notizia documentata su Pandino risale al 1144, quando la chiesa parrocchiale risultava dipendere da quella di S. Sigismondo di Rivolta d'Adda, dato che indica che il nostro paese all'epoca era probabilmente formato da pochissime case. Il piccolo villaggio sorge in un territorio caratterizzato dalla preminenza di boschi, inframmezzati da pascoli e qualche vigna.

La storia dell'Italia cambia radicalmente quando il signore di Milano, Bernabò Visconti, vi fa costruire uno dei suoi castelli di caccia, intorno alla metà del ‘300. Da quel momento in poi possiamo immaginare che la presenza dei signori milanesi abbia fatto da attrattiva per molte persone che cercavano un luogo sicuro dove stabilirsi, sperando magari di trovare un lavoro presso il castello: la conseguenza fu che Pandino comincia pian piano ad ingrandirsi.

I vari feudatari con il passare del tempo aggiungono altre costruzioni: nel corso del XV secolo gli Sforza ordinano ai pandinesi di costruire la cerchia muraria per proteggere il villaggio dai Veneziani, che ormai erano a pochi chilometri da Pandino. Nel medesimo secolo di fronte al castello viene innalzata la chiesa di S. Marta, la cui funzione iniziale è quella di chiesa collegata al castello, in quanto Bernabò Visconti non aveva voluto una cappella nel suo maniero di caccia. Ai primi decenni del XV secolo risale anche l'apparizione della Madonna del riposo che porta alla realizzazione del santuario a lei dedicato.

I pandinesi non portano a conclusione la costruzione delle mura, che in alcuni punti vengono chiuse con dei terrapieni; i Veneziani ne approfittano, conquistano il borgo per due volte (anche perché era protetto da pochi soldati), perdendolo però dopo la battaglia di Agnadello del 1509; questo fatto non impedisce qualche anno dopo ai Veneziani, uscendo da Crema che era in mano loro, di saccheggiare Pandino.

I francesi non sono stati gli unici stranieri a passare da qui: dopo la fine degli Sforza nel 1535 il ducato di Milano passa agli spagnoli e agli inizi del ‘700 agli austriaci, e truppe di tali nazioni sono transitate anche in questo territorio; non abbiamo notizie di danni causati alla fine del XVIII secolo dalle truppe napoleoniche.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1786, anche Pandino fu aggregata alla provincia di Lodi, tornando però dopo soli cinque anni a quella di Milano.

In età napoleonica (1809-16) al comune di Pandino furono aggregate Gradella e Nosadello, ridivenute autonome con la costituzione del Regno Lombardo-Veneto.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Entrambe furono aggregate definitivamente nel 1869[4]. Agli ultimi anni del ‘700 risale la ricostruzione della nostra parrocchiale in forme neoclassiche, in sostituzione della chiesa medievale ormai rovinata dal tempo.

Nel 1868 a Pandino sono aggregati i soppressi comuni di Nosadello e Gradella, originariamente nella provincia di Lodi- Crema, poi soppressa, quindi in quella di Cremona.

Tra il 1880 ed il 1920 la località disponeva di una stazione posta lungo la tranvia Lodi-Treviglio-Bergamo.

Nel 1928, dopo un pubblico concorso, viene inaugurato il monumento ai caduti davanti al castello, in occasione del decennale della vittoria italiana nella prima guerra mondiale; ancora oggi avvicinandosi al monumento è possibile leggere sulle lapidi i nomi dei caduti pandinesi di tutte le guerre del XX secolo.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, su una delle torri del castello, vengono portati i fili del telegrafo per segnalare al comando germanico il passaggio degli aerei alleati; a quel tempo il castello era abitato da famiglie in affitto, cui si erano aggiunti gli sfollati da Milano.

A partire dagli anni '50 il castello diventa sede del comune di Pandino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tra di esse abbiamo:

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Pandino.
Cortile interno e torrione angolare

Il Castello Visconteo ha un torrione angolare e un cortile interno porticato nel corso del tempo è passato dall'essere una fortezza con fossato ad essere una semplice dimora patrizia mantenendo però gran parte dell'aspetto originario. La sua conquista è successiva alla decadenza della Repubblica di Venezia seguente l'arresto dell'avanzata verso Milano.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT, a dicembre 2015 le comunità straniere numericamente significative erano[6]:

  1. Romania, 367
  2. Egitto, 133
  3. Albania, 116
  4. India, 62
  5. Ecuador, 59
  6. Marocco, 47
  7. Perù, 32
  8. Bulgaria, 21

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fiere di Pandino[modifica | modifica wikitesto]

A Pandino si svolgono svariate manifestazioni fieristiche, occasione per le aziende commerciali e artigiane di esibire le proprie produzioni in eventi e manifestazioni culturali, sportive, ricreative.

Si comincia a marzo con la tradizionale Fiera di primavera (terza domenica del mese).

La fiera, che viene svolta dal 1887 o forse anche prima, era originariamente caratterizzata da un'offerta agricola con bestiame e macchinari per l'agricoltura, contornate da bancarelle tradizionali. Con il mutare della economia del territorio però la fiera si è trasformata in una fiera commerciale, dove molte sono le aziende che espongono i più svariati prodotti prodotti. Questa fiera oltre che dare vantaggi all'impresa cerca di divertire le persone di tutte le età con bancarelle tradizionali (per le persone adulte) e il Luna Park (per bambini e adolescenti). La fiera interessa quasi tutto il centro storico con il Castello Visconteo.

A settembre si svolge la Sagra di Nosadello (seconda domenica del mese), questa è l'occasione di ritrovarsi come comunità e divertirsi con giochi tradizionali sui quali spicca la cuccagna. Durante questa fiera si trascorrono in compagnia momenti di sincera spensieratezza.

La Sagra di Gradella (seconda domenica del mese di ottobre), è il tradizionale evento che coinvolge le persone con giochi tradizionali, mostre, concerti e bancarelle tradizionali. La Sagra di Gradella, organizzata dalla Parrocchia e dai volontari dell'Associazione Borgo Gradella, è l'occasione per ritrovare la tradizione, che nei nostri tempi sta svanendo, e di vita e visitare luoghi di interesse.

La Sagra di Gradella fa da prologo alla Sagra di Pandino (terza domenica di ottobre). La sagra del paese si ispira alla sagra di marzo ma viene dedicata ai sapori e ai colori dell'autunno. Ci sono delle bancarelle dedicate a formaggi, salumi, vino, miele, il tutto condito con eventi e manifestazioni.

Le due sagre, Gradella e Pandino, sono legate da un evento riguardante la gastronomia che viene chiamato "Pandino nel piatto". Consiste in una degustazione in cui solo i ristoranti di Pandino propongono piatti tradizionali del loro paesi a prezzi fissi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende, oltre al capoluogo, le frazioni di Gradella e Nosadello[7].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato dalle seguenti strade:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci dal 1985 ad oggi[8].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giuseppe Moretti indipendente sindaco
1990 1995 Giuseppe Moretti Democrazia Cristiana sindaco
1995 2000 Antonio Picinelli lista civica di centro-sinistra sindaco
2000 2005 Antonio Picinelli lista civica di centro-sinistra sindaco
2005 2010 Donato Dolini lista civica sindaco
2010 2014 Donato Dolini lista civica sindaco
2014 in carica Maria Luise Polig lista civica sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pandino è gemellata con[9]:

È inoltre legata da un rapporto di amicizia col comune di Sorano (GR) dal 2005.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Personalità sportive legate a Pandino[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dizionario di toponomastica, UTET, Torino, 1990-1997 rist. 2010, ISBN 88-02-07228-0 pag. 557
  4. ^ Regio Decreto 14 giugno 1868, n. 4454
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Dati Istat al 31 dicembre 2015
  7. ^ Art. 2 comma 1 dello Statuto Comunale
  8. ^ Anagrafe: Ricerca e Archivio nel sito del Ministero dell'Interno
  9. ^ Comuni gemellati con Pandino, comune.pandino.cr.it. URL consultato il 27 aprile 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN242278864