Campagnola Cremasca

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Campagnola Cremasca
comune
Campagnola Cremasca – Stemma
Campagnola Cremasca – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Agostino Guerini Rocco (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°24′N 9°40′E / 45.4°N 9.666667°E45.4; 9.666667 (Campagnola Cremasca)Coordinate: 45°24′N 9°40′E / 45.4°N 9.666667°E45.4; 9.666667 (Campagnola Cremasca)
Altitudine 81 m s.l.m.
Superficie 4,64 km²
Abitanti 689[1] (31-12-2013)
Densità 148,49 ab./km²
Comuni confinanti Capralba, Casaletto Vaprio, Crema, Cremosano, Pianengo, Sergnano
Altre informazioni
Cod. postale 26013
Prefisso 0373
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019011
Cod. catastale B498
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti campagnolesi
Patrono san Pancrazio
Giorno festivo 11 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Campagnola Cremasca
Campagnola Cremasca
Posizione del comune di Campagnola Cremasca nella provincia di Cremona
Posizione del comune di Campagnola Cremasca nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Campagnola Cremasca (Campagnóla in dialetto cremasco) è un Comune italiano di 689 abitanti[1] della provincia di Cremona, in Lombardia.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Campagnola Cremasca si trova nella parte più settentrionale della Provincia di Cremona e dista circa 4 chilometri da Crema. Il territorio, interamente pianeggiante e dedicato all'agricoltura, è attraversato dalla roggia Rino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si menziona la località «Campaniola» in un documento del 949, ma non è chiaro se ci si riferisca piuttosto ad un'omonima frazione di Corte de' Cortesi. Campagnola Cremasca appare invece con certezza in una bolla papale del 1178 di Alessandro III, indicata con il nome di «San Pancrazio», dal santo patrono. Il villaggio entrò nel 1123 in possesso dei benedettini, i quali si diedero alla bonifica dei luoghi, prima resi paludosi dalle acque della roggia Rino: la creazione di campi idonei alla coltivazione del grano fece nascere i nomi di «Campagnola» e di «Campisico», vicina località ora nel limitrofo comune di Capralba[2].

Quando Giorgio Benzoni dispose, fra il 1407 e il 1410, la costruzione di numerose torri di guardia nei paesi intorno a Crema, anche Campagnola fu dotata di una sua struttura militare. Terminata la signoria dei Benzoni su Crema, venne meno la funzione militare della torre, che venne data in uso a privati, fino a quando nel 1565 il Consiglio Generale di Crema autorizzò gli abbattimenti e la vendita dei fondi su cui le torrette erano state costruite, al fine di raccogliere fondi per una miglior difesa della città. Di quella di Campagnola non rimane traccia, se non nel nome della Cascina Torre, tuttora esistente[3].

Da alcuni rogiti notarili del XIV e del XV secolo si apprende che Campagnola era all'epoca sotto la corte di Pianengo, a sua volta nel distretto di Crema[3].

Il territorio passò nel 1520 ai Canonici Regolari Lateranensi, che lo tennero fino al 1771. Fu ceduto quindi a Giovanni Torri di Brescia (1773), poi al nobile Faustino Bernardi (1775) e infine al notaio Andrea Tergnani (1776), entrambi cremaschi[2].

Nel 1862 il Comune di Campagnola adottò, per evitare fraintendimenti con altre omonime località della provincia, il nome di Campagnola Cremasca[3]. Nel 1927 il Comune venne soppresso ed aggregato a quello di Cremosano; tornò autonomo nel 1953[4][5].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale sorge sul luogo un tempo occupato dalla chiesa di San Pancrazio, eretta dai benedettini in stile romanico e già esistente nel XII secolo[2]. Pur considerata di scarso valore architettonico ed artistico, ospita un notevole dipinto di Bernardo Strozzi, pittore noto ed apprezzato in ambito cremasco e probabilmente tra le fonti di ispirazione per i due principali pittori del seicento locale, il Barbelli e il Lucini. Si tratta di un San Francesco realizzato probabilmente nella fase centrale della sua produzione, a tratti simile ad altri conservati a Genova e Siena, ma rispetto ai quali non costituisce una variante o una replica, bensì un modello autonomo e originale[6].

Un altro luogo di culto è l'oratorio dell'Immacolata, eretto in località Ponte Rino nel 1621 e completato con un campanile nel 1722. L'oratorio di Santa Croce fu costruito in zona rurale nel 1743, ma venne demolito nel 1855[2].

Architetture rurali[modifica | modifica wikitesto]

Si segnala la cascina Badia, il cui nome conserva traccia della presenza dei benedettini dipendenti dalla badia di Crema[2].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Persone legate a Campagnola Cremasca[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato dalle seguenti strade provinciali:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci dal 1988 ad oggi[8].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Virginio Riboli Democrazia Cristiana sindaco
1993 1997 Oriele Maria Capelli indipendente sindaco
1997 2001 Oriele Maria Capelli lista civica sindaco
2001 2006 Giorgio Gelati lista civica sindaco
2006 2011 Giorgio Gelati lista civica sindaco
2011 in carica Agostino Guerini Rocco lista civica sindaco

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ a b c d e Angelo Zavaglio, Terre nostre, Crema, 1980 [1980], pp. 94-96.
  3. ^ a b c Le torri nel Cremasco, Crema, 2011, pp. 27-29.
  4. ^ Comune di Campagnola Cremasca 1859-1927, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 giugno 2015.
  5. ^ Comune di Campagnola Cremasca 1953-1971, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 26 giugno 2015.
  6. ^ Cesare Alpini, Pittura sacra a Crema dal '400 al '700, Crema, 1992, pp. 85-87.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Anagrafe: Ricerca e Archivio nel sito del Ministero dell'Interno

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]