San Giovanni in Croce

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San Giovanni in Croce
comune
San Giovanni in Croce – Stemma
San Giovanni in Croce – Veduta
Villa Medici del Vascello - qui visse Cecilia Gallerani
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Pierguido Asinari (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°05′N 10°22′E / 45.083333°N 10.366667°E45.083333; 10.366667 (San Giovanni in Croce)Coordinate: 45°05′N 10°22′E / 45.083333°N 10.366667°E45.083333; 10.366667 (San Giovanni in Croce)
Altitudine 28 m s.l.m.
Superficie 16,21 km²
Abitanti 1 906[1] (31-07-2014)
Densità 117,58 ab./km²
Comuni confinanti Casteldidone, Gussola, Martignana di Po, Piadena, Solarolo Rainerio
Altre informazioni
Cod. postale 26037
Prefisso 0375
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019090
Cod. catastale H918
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti sangiovannesi (è il nome non ufficiale)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni in Croce
San Giovanni in Croce
San Giovanni in Croce – Mappa
Posizione del comune di San Giovanni in Croce nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

San Giovanni in Croce (San Giuan in Crus in dialetto cremonese) è un comune italiano di 1.916 abitanti della provincia di Cremona, in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le prime documentazioni sull'origine del paese le troviamo in un atto del 10 dicembre 1022, con il quale il marchese Bonifacio di Toscana si dice debitore verso il vescovo di Cremona di alcune terre di Palvareto, il nucleo più antico di San Giovanni, che si trovava intorno alla vecchia chiesa parrocchiale. Il termine "Palvareto" sembra abbia etimologia connessa a "palus", ossia "palude", e "vetus", ossia "vecchio".

Qui esisteva un castello, che nel 1264 la famiglia Ermenzoni vendette a Buoso da Dovara. Il maniero fu rinforzato nel 1341-45 da Bernabò Visconti e poi distrutto nel 1406 da Cabrino Fondulo.

Quest'ultimo fece subito erigere da Maffeo Moro un più grande castello, completato nel 1407.

Durante quel secolo le terre furono contese tra Venezia e Milano; benché nel 1441 un accordo lasciasse ai Milanesi i castelli di Pontevico e San Giovanni, i Veneziani, aiutati dai Gonzaga, assaltarono la fortezza di San Giovanni, conservandola solo fino al 1458, quando i Milanesi la ripresero. Nel 1486 il duca Galeazzo Sforza infeudò del castello Pietro Carminati, conte Bergamino, il cui figlio Ludovico sposò Cecilia Gallerani (già favorita di Ludovico il Moro), poetessa in latino e in volgare, amica di Gian Giorgio Trissino e Matteo Bandello, che diede vita ad una piccola corte di artisti.

Il giardino all'Italiana visto dal balcone di Villa Medici del Vascello.

Nel 1620 il feudo fu venduto, con Gussola, ad Alfonso de Pimentel; passò quindi ai Vidoni e ai De' Soresina.

Nel 1884 fu aperta la stazione ferroviaria, posta sulla linea Parma–Brescia, mentre quattro anni dopo fu aperta la tranvia proveniente da Ca' de Soresini e da Cremona che fu poi soppressa nel 1928.

Ai primi del Novecento fioriva nel paese una significativa industria tessile e già funzionava uno sportello del Credito commerciale.

Fra il 1928 e il 1947 San Giovanni in Croce fu unita a Solarolo Rainerio, a formare il comune di Palvareto.

Il toponimo Palvareto è stato ripreso nel nome dell'Unione di Comuni Palvareta Nova, costituita nel 2010 per la gestione associata dei servizi, della quale fanno parte i Comuni di San Giovanni in Croce, Solarolo Rainerio, San Martino del Lago e Voltido.

Nel maggio 2014, dopo esserne divenuto proprietario nel 2005 ed in seguito ad una importante opera di restauro, il Comune ha restituito alla fruizione pubblica il meraviglioso complesso monumentale e naturalistico di Villa Medici del Vascello, oggi meta di un significativo turismo culturale richiamato, in particolare, dalla affascinante figura di Cecilia Gallerani, la Dama con l'ermellino ritratta da Leonardo, divenuta nel luglio 1492 Contessa di San Giovanni in Croce.

Proprio a Cecilia Gallerani, nel novembre 2002, è stato intitolato il locale Teatro Comunale, dotato di una interessante facciata Liberty.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a San Giovanni in Croce[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di San Giovanni in Croce, posta lungo la ferrovia Brescia-Parma, è servita da treni regionali eserciti da Trenord e cadenzati a frequenza oraria[3] nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Lombardia.

Fra il 1888 e il 1928 la medesima località era servita altresì dalla diramazione Ca' de Soresini-San Giovanni in Croce della tranvia Cremona-Casalmaggiore, gestita in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi[4].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale società calcistica è il F.C. P.S.G. 2006 A.S.D. che milita nel campionato di 1ª categoria. I suoi colori sono il blu e il rosso.

P.S.G.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 luglio 2014.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Orario ufficiale Trenitalia, quadro 196
  4. ^ Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994. ISBN 88-85635-89-X.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Domenico Bergamaschi, Il Comune e la Parrocchia di S. Giovanni in Croce, Ed. Turris, ristampa anastatica, 1983
  • Benedetta Dubini, Il castello della Dama con l'ermellino. La Rocca di San Giovanni in Croce, Il Galleggiante, 2004
Villa Medici del Vascello - Prima del Restauro
Oratorio SS. Trinità
  • Ivana Brusati, Giorgio Borghetti, La pietra misteriosa: San Giovanni in Croce e le sue pietre, Fantigrafica, 2009
  • Danio Asinari, Antonella Pizzamiglio, I tesori di Cecilia, Artestudioarte, [2014]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN151348620
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