Annicco

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Annicco
comune
Annicco – Stemma Annicco – Bandiera
Annicco – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
SindacoMaurizio Antonio Fornasari (lista civica) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate45°15′N 9°53′E / 45.25°N 9.883333°E45.25; 9.883333 (Annicco)
Altitudine60 m s.l.m.
Superficie19,2 km²
Abitanti2 045[1] (30-4-2018)
Densità106,51 ab./km²
FrazioniBarzaniga, Grontorto
Comuni confinantiCappella Cantone, Casalmorano, Grumello Cremonese ed Uniti, Paderno Ponchielli, Sesto ed Uniti, Soresina
Altre informazioni
Cod. postale26021
Prefisso0374
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT019003
Cod. catastaleA299
TargaCR
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 545 GG[3]
Nome abitantiannicchesi
PatronoDecollazione di san Giovanni
Giorno festivo29 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Annicco
Annicco
Annicco – Mappa
Posizione del comune di Annicco nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Annicco (AFI: /anˈnikko/[4]; Nic in dialetto annicchese) è un comune italiano di 2 045 abitanti della provincia di Cremona in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova in piena Pianura Padana, a circa 4 chilometri dalla città di Soresina.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prime testimonianze storiche risalgono al XII secolo dove, nei documenti, si fa riferimento al toponimo Anigum. Nel medioevo si trasforma in Nicco e, più tardi, nell'attuale Annicco.

Anche questo comune fu coinvolto, come altre terre cremonesi, nella lotta fra Cremona e Milano per il controllo della zona e, in questo contesto, si inserisce un interessante episodio storico. Fu infatti nel castello di Annicco, secondo alcuni storici, che nel 1424 venne arrestato, per ordine di Filippo Maria Visconti, Cabrino Fondulo poi condotto a Milano dove venne decapitato il 12 febbraio 1425.

Nel 1420 è appunto documentata la presenza di un castello divenuto poi feudo della famiglia Lampugnani che, nel 1464, cedette i propri diritti alla famiglia Stanga: passò poi ai Trecchi nel 1647, ai Serbelloni nel 1665 e nel 1676 ai Solza.

Il comune di Annicco già nel XVI secolo era retto da quattro deputati, scelti ogni anno tra i dodici eletti dall'assemblea degli abitanti, con il compito di stabilire e suddividere le quote di imposta, gestire gli affari correnti e quelli relativi agli alloggiamenti militari. Vi era anche un tesoriere che provvedeva materialmente all'esazione dei tributi.

Nel seicento parte dei possedimenti appartenevano alla nobile famiglia degli Arrigucci.

Alla metà del XVIII secolo Annicco era infeudato al marchese Solza di Bergamo, al quale la comunità non corrispondeva alcun emolumento.

L'assemblea degli abitanti eleggeva ogni anno i deputati e il console. Il cancelliere risiedeva in loco e redigeva le pubbliche scritture. L'archivio della comunità era conservato in apposito locale.

Completava la struttura istituzionale della comunità il tesoriere, nominato per pubblico incanto con incarico triennale. (Risposte ai 45 quesiti della real giunta del censimento 1751 - 1754, Archivio di Stato di Milano, Catasto, cart. 3054).

Secondo la legge emanata il 26 settembre 1798 Annicco era uno dei comuni del distretto XII di Soresina del dipartimento dell'Alto Po.

Con decreto dell'8 giugno 1805 il comune di Annicco fu classificato di III classe e venne incluso nel cantone II di Pizzighettone del distretto I di Cremona nel dipartimento dell'Alto Po.

Il comune viene inoltre citato nelle cronache della seconda guerra d'indipendenza per aver ospitato l'esercito austriaco dopo la battaglia di Magenta.

Nel 1878 sui ruderi del castello venne eretto l'attuale palazzo municipale.

Nel 1928 venne aggregato al comune di Annicco il comune di Barzaniga.[5]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Come molti altri possedimenti, di notevole interesse storico-artistico sono la chiesa parrocchiale di Barzaniga, realizzata su progetto dell'architetto neoclassico Luigi Voghera; il santuario della beata Vergine della nave e villa Arrigucci, del '600, dotata di un porticato di stile rinascimentale. Il castello, invece, è un rifacimento di quello di Oldrado di Lampugnano. Famosa ad Annicco è il monumento chiamato "Annicchetta", una stalla a forma di nave situata sulla strada che la collega a Grumello Cremonese ed Uniti, che descrive la particolarità degli abitanti.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Annicco ha 2 frazioni: Barzaniga e Grontorto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Annicco era posta lungo la ferrovia Cremona-Iseo, in concessione alla Società Nazionale Ferrovie e Tramvie, attivata per tratte a partire dal 1911 e soppressa nel 1956[7].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Annicco forma con Azzanello, Casalmorano, Castelvisconti, Genivolta e Paderno Ponchielli l'Unione Lombarda Soresinese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2018.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Annicco", in Dizionario d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  5. ^ Regio decreto 13 maggio 1928, n. 1180, in materia di "Riunione dei comuni di Annicco e Barzaniga in un unico Comune con denominazione e capoluogo «Annicco»."
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Mario Bicchierai, Iseo-Rovato-Cremona: storia di un collegamento sfortunato, in Mondo ferroviario, vol. 175, febbraio 2001, pp. 30-34.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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