Bonemerse

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Bonemerse
comune
Bonemerse – Stemma Bonemerse – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
SindacoLuca Ferrarini (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate45°07′N 10°05′E / 45.116667°N 10.083333°E45.116667; 10.083333 (Bonemerse)Coordinate: 45°07′N 10°05′E / 45.116667°N 10.083333°E45.116667; 10.083333 (Bonemerse)
Altitudine40 m s.l.m.
Superficie5,9 km²
Abitanti1 503[1] (31-12-2018)
Densità254,75 ab./km²
FrazioniCarettolo, Farisengo
Comuni confinantiCremona, Malagnino, Pieve d'Olmi, Stagno Lombardo
Altre informazioni
Cod. postale26040
Prefisso0372
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT019006
Cod. catastaleA972
TargaCR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantibonemersesi
PatronoNatività di Maria Vergine
Giorno festivopenultima domenica prima delle Ceneri
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bonemerse
Bonemerse
Bonemerse – Mappa
Posizione del comune di Bonemerse nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Bonemerse (Bunemérs in dialetto cremonese[2]) è un comune italiano di 1 503 abitanti della provincia di Cremona in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese potrebbe derivare da Sancta Maria de Bonemercis (1271) o Sancta Maria de Bonis Mercibus (1385), identificò per lunghi secoli il territorio, extraurbano rispetto alla città di Cremona, posto nei pressi della chiesa dove i terreni erano di proprietà della mensa vescovile di Cremona. In epoca più antica, abbiamo delle testimonianze documentari per luoghi limitrofi a Bonemerse, essenzialmente cascine. Il toponimo Farisengo è citato in un documento del 965 mentre al 983 risalgono le menzioni di Carettolo e Conziolo.[3]

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Nascente sorse nel medioevo, in prossimità dell'incrocio stradale tra via Roma e via Marconi (chiamata in tempi antichi via del Po o strada Principato dell'Argine Maestro). Lo storico cremonese Ludovico Cavitelli afferma che l'origine della fabbrica risale all'iniziativa del vescovo Sicardo di Cremona, che con denaro proprio e dei suoi fratelli, nonché del cavaliere Brocardo. La tradizione cavitelliana attribuisce la data di fondazione al 1195, con il titolo in onore della Beata Vergine Maria. Nelle visite pastorali del Vescovo di Cremona, Antonio Novasconi, la data della fondazione sicardiana è posticipata al 1213. L'esistenza è attestata comunque in documenti d'archivio a partire dal 1267.

In questo piccolo paese del cremonese è presente un enorme simbolo dell'euro, visibile dall'alto, che intitola il Parco omonimo. Nel centro del paese vi sono un ufficio postale, una farmacia, una scuola materna comunale ed una scuola primaria dedicata ai Sette Fratelli Cervi con palestra comunale annessa. La chiesa parrocchiale è intitolata a Santa Maria Nascente. Qui è ubicata la società sportiva parrocchiale Ariete, fondata alla fine degli anni'70. Nel paese vi operano varie associazioni volontarie fra le quali si possono rammentare l'Auser-Centro Anziani, il Circolo Arci "Sergio Gallia", l'Associazione Culturale Peverone e il Gruppo dei commercianti Don Chisciotte.

In paese di festeggiano due sagre, quella degli Uffizi in febbraio e quella d'ottobre, dove sovente vi è presente la fiera.

Il territorio comunale è popolato di molte cascine fra le quali si rammentano per importanza storico-artistica la Cascina Farisengo, Palazzo-Carettolo, Carettolino, Cambiaga, Conziolo, Sant'Omobono, Gambara, Capitolo, Casazza, Cà Fiorana e Cà Bruciata. Fino al 2012 vi era la Cascina Peverone, detta il Vaticano, con un palazzo nobiliare del XV secolo incorporato nella struttura. Nei pressi della Cascina Farisengo parte l'argine maestro del fiume Po Cremona-Casalmaggiore, detto anche Argine Etrusco.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Tipico comune rurale del medio cremonese, nel XIX secolo solo il 30% degli abitanti viveva in paese. Nei primi anni del XX secolo, in particolar modo nel periodo tra il primo dopoguerra e l'inizio degli anni cinquanta, il paese si popola, ma negli anni sessanta le cascine cominciano a spopolarsi a causa del boom economico e del cambio delle conduzioni agricole influenzate da una massiccia meccanizzazione delle lavorazioni.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'ISTAT, il territorio comunale comprende il centro abitato di Bonemerse e i nuclei abitati di Cancello, Forcello, Quattro Strade e Zona Artigianale[5].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1888 e il 1954 Bonemerse era servita da una fermata della tranvia Cremona-Casalmaggiore, gestita in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi[6].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2018.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 86.
  3. ^ Liliana Ruggeri, Valerio Ferrari, Toponomastica di Bonemerse, Provincia di Cremona, Cremona, 2003
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ ISTAT - Dettaglio località abitate
  6. ^ Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994. ISBN 88-85635-89-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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