Sicardo da Cremona

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Sicardo da Cremona
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti Vescovo di Cremona
Nato 1155
Ordinato presbitero 1183
Consacrato vescovo 1185
Deceduto 1215

Sicardo (o Siccardo) (1155 circa – Cremona, 1215) è stato un vescovo cattolico, storico e scrittore italiano tra il XII secolo ed il XIII secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato verso il 1155, nella diocesi di Cremona, da famiglia cremonese, presumibilmente dei Casalaschi, studiò diritto a Bologna e Magonza, tornò a Cremona, divenne nel 1183 suddiacono ordinato da papa Lucio III, poi divenne vescovo nel 1185.

Si adoperò da subito in favore della città nella questione del possesso di Crema, cooperando alla fondazione di fortificazioni Il 18 aprile 1188, Sicardo, vescovo di Cremona, posa la prima pietra di un nuovo castello a difesa di Cremona, un avamposto verso Crema, il Castrum Leonis, oggi Castelleone. Successivamente contribuì a fondare i forti di Fornovo, presso Soncino, e di Genivolta (1197). Si rammenta la fondazione della di chiesa plebane (fra cui quella di Bonemerse nel 1213).

Intrecciò la proprio vita con Sicardo, Sant'Omobono di Cremona. Il laico Omobono Tucenghi, mercante di stoffe, spirò nella chiesa di S. Egidio, all'alba del 13 novembre 1197. Nell'ottobre 1198 il vescovo Sicardo si recò a Roma con una delegazione di cittadini cremonesi per perorare la causa di santità del concittadino presso il papa Innocenzo III, il quale il 12 gennaio 1199 iscrisse il nome di Omobono nel «catalogo dei santi». Fu il primo santo laico della chiesa romana.

Nel 1203 andò in Oriente al seguito del legato pontificio cardinale Pietro di Capua durante la Quarta crociata si trovò a Costantinopoli. Tornato in patria nel 1205 appoggiò a Cremona Federico II contro Ottone IV di Brunswick.

Sulla fine del 1205 era di ritorno a Cremona, dove tentò di sopire le lotte intestine fra il popolo nuovo detto dei cittanova, stretto nella sua società, e i nobili o militi, con la sentenza arbitrale da lui pronunziata nel 1210, il cosiddetto Lodo di Sicardo. Per uscire dalla crisi del 1209, quando a Cremona siedono due podestà, Matteo da Correggio per il Comune, e Guglielmo Mastalia per il Cittanova, Sicardo propone l'arbitrato (in realtà composto da un consiglio di circa quindici ecclesiastici della città). L'undici marzo 1210, sui gradini della cattedrale, davanti al popolo cremonese, all'assemblea generale della città, richiamata dal suono unisono delle campane e delle trombe, fu solennemente proclamato l'accordo: ai Populares, la nuova forza economica della città di origini non nobili, ottengono un terzo dei seggi di tutti gli uffici (magistrature) e gli onori del comune, annuali e non.

Sicardo fu autore tra l'altro del trattato di liturgia, il Mitrale, in cui si analizza simbolicamente una Cattedrale e si spiega come si consacra.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Chronica Universalis, una storia universale dalla creazione al 1213, ad essa attinse largamente Salimbene de Adam per la sua Chronica;
  • Summa Canonum (Magonza 1179-1181), raccolta di canoni;
  • Apologia Sichardi, libro contro i suoi detrattori;
  • Mitrale (in 9 libri) opera sulla liturgia ecclesiastica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A.a. V.v., Storia di Cremona, Dall'Alto Medioevo all'Età Comunale, Cremona, 2004.
  • Cristiano Zanetti, La Cattedrale di Cremona, Genesi, simbologia ed evoluzione di un edificio romanico, Annali della Biblioteca Statale di Cremona, Cremona, 2008, pp. 71–91;

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Predecessore Vescovo di Cremona Successore BishopCoA PioM.svg
Offredo degli Offredi 11851215 Omobono de Madalberti
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