Trescore Cremasco

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Trescore Cremasco
comune
Trescore Cremasco – Stemma Trescore Cremasco – Bandiera
Trescore Cremasco – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Cremona-Stemma.png Cremona
Amministrazione
Sindaco Angelo Barbati (Lega Nord) dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate 45°24′N 9°38′E / 45.4°N 9.633333°E45.4; 9.633333 (Trescore Cremasco)Coordinate: 45°24′N 9°38′E / 45.4°N 9.633333°E45.4; 9.633333 (Trescore Cremasco)
Altitudine 86 m s.l.m.
Superficie 5,92 km²
Abitanti 2 883[1] (31-12-2015)
Densità 486,99 ab./km²
Comuni confinanti Bagnolo Cremasco, Casaletto Vaprio, Crema, Cremosano, Palazzo Pignano, Quintano, Torlino Vimercati
Altre informazioni
Cod. postale 26017
Prefisso 0373
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 019109
Cod. catastale L389
Targa CR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti trescoresi
Patrono sant'Agata
Giorno festivo 5 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Trescore Cremasco
Trescore Cremasco
Trescore Cremasco – Mappa
Posizione del comune di Trescore Cremasco nella provincia di Cremona
Sito istituzionale

Trescore Cremasco (Trescur in dialetto cremasco[2]) è un comune italiano di 2 883 abitanti[1] della provincia di Cremona in Lombardia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome "Trescore" compare per la prima volta in alcuni documenti di Enrico VI, datati 1192; in essi erano anche citati i nomi di altri villaggi: Cremosanum (oggi Cremosano), Casaletum (Casaletto Vaprio), Bordenacium (località di cui oggi non abbiamo più tracce) e Quintanus (Quintano). Nell'opera Terre nostre Mons. Zavaglio tenta di definire l'etimologia del nome Trescore, facendolo derivare o da Tres curiae o Tres curtes,[3] ovvero "tre cascine", intorno alle quali si sarebbe poi sviluppato l'abitato. Queste tre nuclei potrebbero essere:

  • Il Merlo sembra fosse in origine un luogo fortificato. Il nome infatti viene da (moerulus) muro di fortezza e il carattere complessivo del piccolo abitato, isolato lo fanno ritenere un posto di vedetta e di prima difesa dalla parte di occidente in cui, dove ora è Scannabue, esisteva la selva Paradia o Parasia che si estendeva sin vicino a Palazzo Pignano.
  • Il Tedolto dal latino "teda, toeda" pino selvatico, resinoso, indicava il luogo dove, sino alla seconda metà del secolo scorso si innalzavano "alti pini" il qual fatto diede il nome alla località.
  • Le Chiusure indicavano a nord le dighe o argini di difesa delle acque che vi scorrevano e di cui è rimasta traccia in un tratto fra Trescore e Casaletto Vaprio a est e in un altro tratto ad ovest dove ora è il fabbricato dell'Asilo, tratto ora colmato.

Del resto, come nei campi di Trescore sino a pochi anni fa, le strade erano costituite dalle "foppe" cioè dal letto dei fossati ampi e spaziosi e contenenti acqua sino ad un certo livello, così sino ad una certa epoca - sec. XVIII e principio sec. XIX - quasi tutte le stesse vie interne del villaggio e la cosa era sino a non molti anni fa nella memoria e nella tradizione dei più vecchi, erano veri e propri fossati e canali coperti d'acqua: un piccolo sentiero ai margini serviva ai pedoni. Tutto ciò indicave le antiche condizioni del luogo, a qualche centinaio di metri distante dalla riva settentrionale del Moso, che anche oggi si avalla in modo assai sensibile a sud. Quasi, si direbbe, edificato in mezzo alle acque e alle copiose sorgenti e succeduto probabilmente ad antichissime stazioni e dimore di palafitticoli di cui sparsi, in epoca preistorica, i bordi e la riviera di presso che l'intero Moso.

Finora, il nome del paese non è stato rintracciato in altri documenti e, vista l'assenza di torri, castelli o ville legate a famiglie nobili della zona, si ritiene che Trescore non fu mai sottoposto al potere di feudatari o famiglie dominanti. Ciò ha probabilmente facilitato la formazione di famiglie contadine di piccoli proprietari terrieri. Nel 1449 Trescore passò sotto il dominio veneto e, nel 1580, venne legato alla Diocesi di Crema. Tra i secoli XIII e XVII, diverse epidemie flagellarono il piccolo centro abitato, causando numerose vittime. Probabilmente, durante uno di questi eventi pestilenziali (inizi del XVI secolo), venne edificata la chiesetta di S. Rocco. Il secolo XVIII portò un'ondata di benessere: infatti nel 1758 venne edificata, in stile barocco, la Chiesa di Sant'Agata. Tradizione vuole che la Santa domò un incendio divampato in un deposito di polvere da sparo, che altrimenti avrebbe raso al suolo gran parte dell'abitato. Trescore cadde sotto la Francia nel 1797 e sotto l'Austria nel 1814. Come tutto il Cremasco, il borgo venne accorpato alla provincia di Lodi-Crema. Nel 1859, con la riorganzzazione del territorio seguita all'Unità d'Italia, Trescore venne aggregato alla provincia di Cremona.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di Sant'Agata è uno dei più grandi monumenti del territorio cremasco. È in stile barocco - romanico ed è stata costruita dai muratori di Trescore, si dice, in soli ventiquattro mesi dal 1757 al 1759, in sostituzione ad un precedente edificio.

Sorge in mezzo al paese laddove c'era l'antica chiesetta di Sant'Agata e fu progettata dall'architetto Zanini, il quale si uccise prima della fine dei lavori perché credeva che la chiesa fosse in pericolo di cadere non avendo colonne interne.

La chiesa parrocchiale, tra i migliori monumenti del cremasco, ha una facciata in mattoni a vista modulata secondo gusti barocchi. L'interno si apre con un maestoso complesso di affrechi decorativi, secondo solo a quello della basilica di Santa Maria della Croce, di cui non si conoscono gli autori (ad eccezione del quadrista Orlando Bencetti), ma terminato per la maggior parte nel 1797. L'aula è dominata dalla grande calotta centrale che proietta, in un cielo lontanissimo sopra balaustrate, una luminosissima Assunzione di gusto tiepolesco. Nelle quattro vele, gli Evangelisti, due dei quali pressoché cancellati dall'umidità. Nella calotta minore sopra l'altare maggiore, Mauro Picenardi (1735-1809) aveva dipinto la Gloria di Sant'Agata ma, distrutta la cupola da un fulmine nel 1848, il dipinto venne rifatto, con le scene del martirio della Santa, alle pareti del presbiterio. Nell'abside campeggia un'Ultima Cena di grandi proporzioni.

Attorno alla nicchia della Madonna, nell'altare a lei dedicato, si ammirano quindici medaglioni con I misteri del Rosario, opera certa del Picenardi, dove i personaggi sono trattati sinteticamente con rapidi guizzi di luce. Di un anonimo veronese del XVIII secolo è invece la tela di San Vincenzo Ferreri,patrono della Confraternita dei muratori; di scuola settecentesca è anche laTrasfigurazione. Sopra la bussola del portale maggiore, un'Immacolata con San Francesco e Santa Lucia. Pregevole per fattura il gruppo ligneo dellaCrocefissione, forse del XVI secolo, recuperato dalla chiesa più antica.

I portali laterali, in noce e radica, sono del Settecento, come il coro ed i due semplici ma eleganti confessionali. Un piccolo gioello, infine, è l'organo Serassi del 1765.[4]

L'interno presenta pregevoli affreschi del Piccinardi. Da notare le quattro vele riportanti gli Evangelisti e la cupola magnificamente affrescata intitolata La gloria del Paradiso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 i cittadini stranieri sono 340, pari all'11,79% della popolazione comunale. Le comunità nazionali numericamente significative sono[6]:

  1. Romania, 117
  2. Albania, 44
  3. Egitto, 36
  4. Indi, 26
  5. Marocco, 26

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è attraversato dalle seguenti strade provinciali:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei sindaci dal 1985 ad oggi[7].

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giancarlo Ogliari Democrazia Cristiana sindaco
1990 1995 Giancarlo Ogliari Democrazia Cristiana sindaco
1995 1999 Giancarlo Ogliari centro sindaco
1999 2003 Lucia Groppelli Lega Nord sindaco [8][9][10]
2003 2003 Giuseppe Montella - commissario prefettizio [11]
2003 2003 Giuseppe Montella - commissario straordinario [12]
2003 2008 Giancarlo Ogliari centro sindaco
2008 2013 Giancarlo Ogliari lista civica sindaco
2013 in carica Angelo Barbati Lega Nord sindaco

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa santa Caterina nel Moso

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico anno 2015 e popolazione residente al 31 dicembre
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 667.
  3. ^ Angelo Zavaglio, Terre Nostre.
  4. ^ DIOCESI DI CREMA, su www.diocesidicrema.it. URL consultato il 20 settembre 2015.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Cittadini Stranieri. Popolazione residente e bilancio demografico al 31 dicembre 2015, demo.istat.it. URL consultato il 26 giugno 2016.
  7. ^ Anagrafe: Ricerca e Archivio nel sito del Ministero dell'Interno
  8. ^ Si dimette al termine del Consiglio comunale del 19 dicembre 2002 e rimane in carica fino all'11 gennaio 2003
  9. ^ Gianluca Maestri, «Io, sindaco silurato dai dissidenti», in La Provincia, domenica 22 dicembre 2002.
  10. ^ Gl.m., Trescore Cremasco. Un viceprefetto come sindaco sino alle elezion, in La Provincia, domenica 12 dicembre 2003.
  11. ^ Dall'11 gennaio al 14 febbraio 2003
  12. ^ Dal 14 febbraio al 27 maggio 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN233887592