Contado di Lodi

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Contado di Lodi
Flag of Lodi.svg
Informazioni generali
Capoluogo Lodi-Stemma2.png Lodi
Dipendente da Flag of Milan.svg Ducato di Milano
Flag of the Tercios Morados Viejos.svg Stato di Milano
Suddiviso in 4 vescovati
Amministrazione
Forma amministrativa Contado
Organi deliberativi Congregazione generale
Evoluzione storica
Inizio 1335
Causa Conquista viscontea
Fine 1786
Causa Suddivisione della Lombardia austriaca in province
Preceduto da Succeduto da
ager laudensis Provincia di Lodi

Il Contado di Lodi è la forma in cui era organizzato il territorio lodigiano, dal medioevo fino a metà del XVIII secolo, cui è ispirata l'odierna Provincia di Lodi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore del Contado in età romana fu l'ager laudensis, il territorio rurale sottoposto al municipium di Laus Pompeia, e delimitato fisicamente dai fiumi Adda ad est, Po a sud, Lambro ad ovest, e Muzza a nord.

L'organizzazione del contado di Lodi fu per secoli mutevole; Il Contado stesso appartenne nella sua storia a molti Stati diversi, e in età comunale (X-XIV secolo) fu de facto indipendente, pur nella nominale autorità del Sacro Romano Impero. Fu quindi definitivamente assoggettato al Ducato di Milano (1335).

Il vero fattore di coesione del Contado attraverso i secoli fu tuttavia la Diocesi, istituita nel IV secolo ed esistita senza interruzioni né variazioni territoriali. In alcuni periodi, i Vescovi di Lodi si fregiarono del titolo di vescovo-conte, a rimarcare lo stretto legame fra potere politico e potere religioso.

Almeno dall'età spagnola (XVII secolo), il contado di Lodi era suddiviso in 4 regioni dette Vescovati: Vescovato di sopra, con capoluogo Lodi; Vescovato di mezzo, con capoluogo Borghetto; Vescovato inferiore di strada piacentina, con capoluogo Casalpusterlengo; Vescovato inferiore di strada cremonese, con capoluogo Codogno. Ciascuno di questi vescovati concorreva ad eleggere la Congregazione Generale, il consiglio provinciale dell'epoca, con otto deputati cadauno scelti dagli otto comuni più rilevanti. La Congregazione selezionava i quattro sindaci, uno per vescovato, che formavano la Congregazione minore, l'organo esecutivo del contado, sotto tuttavia l'approvazione delle autorità cittadine, che assumevano dunque una posizione di preminenza ed ingerenza. I sindaci erano affiancati dai quattro sovrintendenti, destinati a decidere sulla ripartizione del carico fiscale riscosso da un Commissario, i due avvocati, il cancelliere e il ragioniere.

Tale suddivisione perse valore dal 1757, quando con la riorganizzazione teresiana della Lombardia austriaca, il contado di Lodi ne divenne una provincia e fu suddiviso in 24 delegazioni. In tale occasione il contado perse Roncadello, ceduta a Milano per unirne le sorti alla meneghina Dovera, cui era da sempre legata ecclesiasticamente.[1]

Il contado di Lodi cessò ufficialmente di esistere nel 1786, quando mutò nome in provincia di Lodi, estesa anche alla Gera d'Adda, mantenendo l'ordinamento amministrativo acquisito nel 1757.

Suddivisione del 1757[modifica | modifica wikitesto]

Vescovato di Sopra

Vescovato di Mezzo

Vescovato Inferiore

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il comune passò dal Vescovato Superiore alla Gera d'Adda.
  2. ^ Delegazione I, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  3. ^ Delegazione II, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  4. ^ Delegazione III, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  5. ^ Delegazione IV, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  6. ^ Delegazione V, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  7. ^ Delegazione VI, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  8. ^ Delegazione VII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  9. ^ Delegazione VIII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  10. ^ Delegazione IX, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  11. ^ Delegazione X, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  12. ^ Delegazione XI, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  13. ^ Delegazione XII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  14. ^ Delegazione XIII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  15. ^ Delegazione XIV, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  16. ^ Delegazione XV, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  17. ^ Delegazione XVI, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  18. ^ Delegazione XVII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  19. ^ Delegazione XVIII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  20. ^ Delegazione XIX, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  21. ^ Delegazione XX, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  22. ^ Delegazione XXI, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  23. ^ Comune già di diretta dipendenza milanese per retaggio medievale, fu normalizzato con la riforma del 1757.
  24. ^ Delegazione XXII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  25. ^ Delegazione XXIII, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali
  26. ^ Delegazione XXIV, 1757 - 1786 – Istituzioni storiche – Lombardia Beni Culturali

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Samarati, Il territorio laudense, in Fertilis silva. Mappe e carte del territorio lodigiano. Lodi, LodiGraf, 1992. ISBN 8871213629.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Territori dello Stato di Milano (1748-1786) Coat of arms of the House of Sforza.svg
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