Maleo

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Maleo
comune
Maleo – Stemma Maleo – Bandiera
Maleo – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Lodi-Stemma.png Lodi
Amministrazione
SindacoDante Sguazzi (lista civica Uniti per Maleo) dal 27-05-2019
Territorio
Coordinate45°10′06″N 9°45′45″E / 45.168333°N 9.7625°E45.168333; 9.7625 (Maleo)Coordinate: 45°10′06″N 9°45′45″E / 45.168333°N 9.7625°E45.168333; 9.7625 (Maleo)
Altitudine58 m s.l.m.
Superficie19,83 km²
Abitanti3 122[1] (30-9-2017)
Densità157,44 ab./km²
FrazioniCasenuove
Comuni confinantiCastelgerundo, Codogno, Corno Giovine, Cornovecchio, Pizzighettone (CR), San Fiorano, Santo Stefano Lodigiano
Altre informazioni
Cod. postale26847
Prefisso0377
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT098035
Cod. catastaleE852
TargaLO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona E, 2 545 GG[2]
Nome abitantimalerini
PatronoSanti Gervasio e Protasio
Giorno festivoquarta domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maleo
Maleo
Maleo – Mappa
Posizione del comune di Maleo nella provincia di Lodi
Sito istituzionale

Maleo (Malé in dialetto lodigiano[3]) è un comune italiano di 3.122 abitanti[1] della provincia di Lodi, in Lombardia.

Sorto in cima alla scarpata morfologica che domina il bacino dell'Adda, fiume che bagna il territorio comunale malerino ad est del capoluogo, è posto in posizione in passato strategica, al confine fra le province di Lodi e Cremona, al centro di un triangolo immaginario formato dalle città di Lodi, Piacenza e Cremona[4]. Parte del territorio malerino si trova all'interno del Parco Adda Sud, area protetta che tocca i comuni del lodigiano rivieraschi del fiume Adda.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Maleo potrebbe derivare dal martello, malleus in latino, utilizzato agli albori del cristianesimo per chiamare a raccolta i fedeli, che veniva suonato proprio a Maleo. Altre fonti, al contrario, farebbero derivare il nome del paese dal condottiero romano Tito Maleolo, a cui, nel 222 a.C. erano stati assegnati territori nella zona dopo la conquista romana ai danni dei galli, nelle quali fondò un paese chiamato Maletum[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nucleo di centro abitato, ad ovest del capoluogo, in una zona dove, poi, sarebbero sorti le cascine di san Marcellino e Chiesolo, risale all'epoca romana, testimoniato dai ritrovamenti di tumulazioni, mura e monete[5][6].

Le prime testimonianze scritte su Maleo risalgono al X secolo: in un atto del febbraio del 979, il vescovo di Lodi Andrea scambia alcune terre a Maleo con Arnone, figlio di Arioaldo di Causario. Un altro documento, risalente al 5 settembre del 991, un certo Gualtero, giudice e messo dell'imperatore Ottone III conferma una donazione e parla di Ermengarda, signora del castello di Maleo e moglie di Rotglero, figlio di Romualdo, conte di Bariano e fedele all'imperatore Ottone III[5]. Il 1º maggio 997 vengono confermati dall'imperatore Ottone III tutti i possedimenti di Rotglero, tra cui quelli siti in Maleo. Tre anni più tardi, proprio a causa dei possedimenti malerini, oltreché di altri possedimenti situati a San Fiorano, Rotglero ha una lite con il vescovo di Lodi Andrea, sedata da Benzone, conte di Lodi, in un placito tenutosi a Turano[5].

Nel 1157 il castello di Maleo viene distrutto dalle truppe cremonesi, che procedono, poi, alla sua ricostruzione in supporto del forte di Pizzighettone. Il 2 aprile 1164 Federico Barbarossa dona il castello di Maleo al vescovo di Cremona, suo alleato nella lotta con Milano. Tra il '200 ed il '300 il castello è più volte conteso tra cremonesi e milanesi. Nel 1261 viene conquistato da Napoleone della Torre[6]. Nel 1294, tornato in possesso dei milanesi, viene assediato da truppe cremonesi, tuttavia l'assalto fallisce a causa dall'intervento di truppe piacentine alleate dei Visconti[5].

Nel 1419 il paese è espugnato da Francesco Bussone, conte di Carmagnola in appoggio al tentativo di Filippo Maria Visconti di conquistare Cremona[6]. Nel 1461 parte del territorio viene ceduto da Francesco Sforza a Giovanni Barberi di Lugo. Il 3 maggio 1475 il conte di Maccastorna Onofrio Bevilacqua viene insignito del feudo e del castello di Maleo dal duca Galeazzo Maria Sforza. Nel 1485 la contea di Maleo diventa marchesato per iniziativa di Ludovico il Moro. Nel 1531 Teodoro Triulzi, già marchese di Pizzighettone, sposa la figlia di Galeotto Bevilacqua e viene investito da Luigi XII di Francia dei feudi di Gera, Maleo, Cavacurta e Lardara[5]. Nel 1678, con la morte dell'ultimo erede Antonio Teodoro Triulzi, nascono aspre lotte per la sua successione, terminate definitivamente nel 1685 con la donazione del marchesato a Manfredo Trecchi, la cui famiglia disponeva già di alcuni beni nel paese[6].

L'entrata del castello Trecchi

Maleo rimane ai Trecchi fino al 1796 quando gli austriaci abbandonano la Lombardia in seguito alla sconfitta nella battaglia di Lodi e la zona viene conquistata dai francesi. Maleo diviene, quindi, parte del dipartimento dell'Adda e, dopo lo smembramento di questo, del Dipartimento dell'Alto Po. I Trecchi rientrano in possesso del castello nel 1813 con il ritorno degli austriaci[6].

Dopo il Congresso di Vienna (1815) Maleo è assegnata al distretto di Codogno della provincia di Lodi e Crema.

Con l'Unità d'Italia diviene capoluogo di mandamento del circondario di Lodi della provincia di Milano. Dal 1992 appartiene alla provincia di Lodi.

Nel 2015 viene approvato dal consiglio comunale il progetto di fusione per accorpamento del comune di Corno Vecchio in quello di Maleo, tuttavia in un referendum, avvenuto il 15 novembre 2015, i cittadini di Corno Vecchio votano contro la fusione, bloccando il progetto[7].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma del Comune di Maleo ha la parte superiore in rosso con il braccio uscente dal lato sinistro dello scudo impugnante il martello e la parte inferiore in azzurro con croce greca in oro, il tutto sormontato da una corona borghigiana e con ornamenti esterni di rami di alloro e di quercia. Le figure fondamentali dello stemma malerino sono state sempre le stesse nel corso dei secoli, inquadrate in uno scudo sannitico oppure in un ovale.

Il significato del simbolo è oscuro, tuttavia, la tradizione lo deriverebbe dal fatto che nei primi tempi del Cristianesimo nella zona si trovava una comunità cristiana, la quale veniva chiamata alla comune preghiera tramite uno strumento o lastra metallica che si percuoteva con un oggetto simile ad un pesante martello. La croce, infatti, starebbe a significare la presenza del primo nucleo di fedeli.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Trecchi, fortificazione eretta nel corso del XVI secolo sulle rovine di una precedente rocca medievale dal nobile cremonese Teodoro Trivulzio che ospita una ricca collezione di quadri, affreschi coevi del Campi e un importante archivio. Il castello, ristrutturato negli anni 2010[8] è costituito da un nucleo centrale a pianta rettangolare, un'abitazione di servizio e un grande giardino che scende lungo la scarpata morfologica e si affaccia sul Parco Adda Sud.
  • Villa Trecchi, residenza estiva del ramo cadetto della famiglia Trecchi, eretta tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo accanto al castello per opera del barone Giuseppe Trecchi e della moglie Fulvia Pallavicino. All'inizio dell'ottocento, nella villa sorse una filanda. A metà dell'ottocento la villa passò alla famiglia Ferri di Corno Giovine, dando inizio ad una fase di decadenza. Diventata di proprietà della manifattura di Turro, la villa venne utilizzata come deposito per la filanda con ingenti danni per le decorazioni. Ristrutturata, ospita le scuole medie ed è circondata da uno parco pubblico. Ogni anno, ad inizio estate, ospita la rassegna enogastronomica "ArteVino"[9].
  • Chiesa di Santa Maria Annunciata, detta Chiesa Scuola, gioiello architettonico del 1500, opera di un importante restauro conservativo concluso nel 2014.
  • Collegiata dei santi Gervasio e Protasio, affacciantesi sulla piazza principale, risalente, in origine, all'XI secolo, fin dal cinquecento vanta il titolo di collegiata. Il campanile, di 46 metri, si colloca tra i più alti del lodigiano[10].
L'Arco Trecchi
  • Chiesa di San Pietro Martire, detta, in dialetto locale, Dei morti da bass, collocata nella campagna che si apre appena al di sotto della scarpata morfologica dominata dal Castello Trecchi, al centro di un viale alberato: la posizione defilata rispetto al centro del paese deriva dalla decisione, presa durante la peste del 1630, di seppellire i morti al di fuori del dentro abitato: in questa posizione sorse, quindi, un cimitero. Nel 1713 la zona del cimitero venne comprata dai fratelli Schinchini, i quali costruirono la chiesetta, poi passata alla famiglia Trecchi nel 1775. La chiesa è tornata di proprietà comunale negli anni '80[11].
  • Riproduzione della grotta di Lourdes, eretta nel 1904 per volontà del Venerabile Pietro Trabattoni in occasione del cinquantennale delle apparizioni di Lourdes. Papa Pio X concesse la facoltà di celebrarvi una messa alla settimana, mentre il Vescovo di Lodi riconobbe la sacralità della Grotta con la sua piccola pertinenza. Il papa concesse in perpetuo anche l'indulgenza di 7 anni e 7 quarantene, "recitando tre Ave Maria ed una Salve Regina […]”. Dinnanzi alla Grotta, Maleo raccolse il testamento spirituale del Venerabile Trabattoni[12].
  • Arco Trecchi: eretto nel 1685 in onore di Antonio Trecchi, da cui prende il nome, chiamato in dialetto locale: purtòn ("portone"), è stato restaurato nel 2016. Sull'arco quale è riportata la dicitura: "Il popolo di Maleo questo arco volle eretto per ricordare che l'anno 1685 il Marchese Pietro Francesco Manfredo Trecchi otteneva il feudale potere sul borgo fra l'universale giubilo del popolo. Il Municipio di Maleo onde restasse a memoria di imperitura gratitudine volle qui evocare il magnanimo gesto del Marchese don Antonio Trecchi che i suoi averi generosamente usò l'anno 1746 per salvare questo borgo dall'esosa straniera prepotenza"[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[14]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2018 gli stranieri residenti nel comune di Maleo in totale sono 268[15], pari al 8,6% della popolazione residente. La nazionalità più rappresentata è quella rumena con 69 cittadini.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Maleo è sede dell'Istituto Completo Comprensivo Statale "A. Moro", che comprende anche i plessi di Castelnuovo Bocca d'Adda, Caselle Landi, Corno Giovine e Santo Stefano Lodigiano.

A Maleo sono presenti una scuola per l'infanzia statale ed una paritaria, nonché una scuola elementare ed una scuola media.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • ArteVino, organizzata dal 2004, è una rassegna organizzata dall'omonima Associazione che unisce opere d'arte e prodotti enogastronomici. Sede della manifestazione è la settecentesca Villa Trecchi. Le sei serate, propongono al pubblico degustazioni di vini e birre artigianali nelle cantine della Villa, pizze a Km 0 realizzate esclusivamente con materie prime del territorio, degustazione di piatti tipici nella corte ed un piccolo ristorante gourmet nel cortile dell’attiguo Castello Trecchi, una mostra d’arte, allestita nei saloni al piano terra della Villa, una mostra fotografica, allestita all'esterno, lungo via dei Trecchi, performance artistiche e performance musicali live, incontri di enogastronomia, show cooking, corsi sensoriali, tavole rotonde e workshop[16].
  • Sagra patronale di San Sulpizio: quarta domenica di ottobre
  • Mostra ornitologica: quarta domenica di ottobre

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione Casenuove

Il territorio comunale comprende il capoluogo e la frazione Casenuove[17].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione agricola è tuttora forte e caratterizza l'economia del territorio.

La presenza della stazione ferroviaria agevola il pendolarismo, in particolare verso Milano. Riguardo l'industria locale, sono presenti alcune piccole aziende. In crescita è anche il settore edilizio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è attraversato dalla strada statale 234 Codognese, che congiunge Pavia a Cremona. Tale strada evita l'attraversamento del centro abitato mediante una tangenziale, che in direzione di Cremona si collega alla tangenziale di Pizzighettone e, in senso opposto, collega il comune a Codogno allacciandosi alla tangenziale di Codogno[18].

Il paese è attraversato anche dalla strada provinciale 27 che unisce Castiglione d'Adda a Castelnuovo Bocca d'Adda[6] e dalla strada provinciale 193 che unisce Maleo a Corno Giovine.

La stazione ferroviaria

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Maleo.

Nel territorio comunale è presente una stazione ferroviaria posta sulla linea Pavia–Cremona. Vi fermano i treni regionali che collegano Codogno a Cremona.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Segue un elenco delle amministrazioni locali.[19]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1946 Alessandro Anelli Sindaco
1946 1960 Giuseppe Gorla Sindaco
1960 1980 Luigi Milani Democrazia Cristiana Sindaco
1980 1985 Gianfranco Manini Democrazia Cristiana Sindaco
1985 1987 Angelo Brindesi Sindaco
1987 2004 Mario Grazioli Sindaco
2004 2013 Pietro Foroni Lega Nord Sindaco decaduto per incompatibilità con elezione a consigliere regionale
2013 2014 Giuseppe Maggi Lista civica Vicesindaco vicario
2014 2019 Giuseppe Maggi Lista civica Sindaco
2019 in carica Dante Sguazzi Lista civica Uniti per Maleo Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 372.
  4. ^ Il borgo, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  5. ^ a b c d e f Agnelli.
  6. ^ a b c d e f Cenni sul paese e la sua storia (PDF), su parrocchiadimaleo.it. URL consultato il 1º giugno 2019.
  7. ^ Mario Borra e Laura De Benedetti, Cornovecchio rifiuta il matrimonio Maleo dice ‘sì’, ma votano in pochi, in Il Giorno, 16 novembre 2015.
  8. ^ Sara Gambarini, Il castello è in vendita: costa sei milioni, in Il Cittadino, 19 febbraio 2013.
  9. ^ Villa Trecchi, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  10. ^ La collegiata insigne, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  11. ^ La chiesetta di san Pietro Martire, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  12. ^ La grotta, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  13. ^ Arco Trecchi, su comune.maleo.lo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  14. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  15. ^ cittadini stranieri 2018, su tuttitalia.it. URL consultato il 2 giugno 2018.
  16. ^ Chi siamo, su artevinomaleo.it. URL consultato il 2 giugno 2019.
  17. ^ Art. 5 comma 2 dello Statuto Comunale
  18. ^ Luisa Luccini, Primo viaggio sulla tangenziale di Codogno, in Il Cittadino, 24 settembre 2014.
  19. ^ Lista pubblicata in Il Lodigiano. Quarant'anni di autonomia, Provincia di Lodi, 2008, p. 284.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Agnelli, Atlante storico geografico del Lodigiano, 1886.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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