Scuola primaria in Italia

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Scuola primaria a Cesena.
Scuola primaria a Castello Roganzuolo.

La scuola primaria (precedentemente denominata scuola elementare) rappresenta in Italia il primo livello del primo ciclo dell'istruzione obbligatoria.

La sua durata è di cinque anni, per bambini dai 6 ai 10 anni; segue la scuola dell'infanzia (comunemente denominata "scuola materna") e precede la scuola secondaria di primo grado (comunemente denominata "scuola media").

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unità d'Italia al XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'istruzione in Italia.

Oggetto di diverse riforme si da dopo l'unità d'Italia, la scuola elementare a tempo pieno inizia ad affermarsi nel 1971[1]. Essa nasce come risposta sia alla necessità di miglioramento del sistema scolastico e dell'apprendimento degli alunni, sia alle nuove esigenze lavorative dei genitori. Inizialmente ciò consiste in lezioni pomeridiane, organizzate da insegnanti diversi rispetto a quelli curricolari, dove i bambini si ritrovano per discutere, dipingere, stampare giornalini o dedicarsi a quelle attività non concluse o non sufficientemente approfondite al mattino. Nel 1969/70 vengono coinvolti nelle attività pomeridiane gli insegnanti dei doposcuola comunali.[senza fonte] La novità consiste nel fatto che durante l'apertura pomeridiana la scuola organizza gli incontri mantenendo la divisione degli alunni nelle classi, permettendo così un maggiore legame con le attività svolte dai bambini durante il normale orario di scuola. Dal 1970/71 alcune sezioni iniziano a lavorare a tempo pieno.[senza fonte] Dal 1971/72 con la Legge 820 in alcune classi lavorano due insegnanti statali.[senza fonte] In pochi anni il modello si diffonde e, già dal 1977/78, esistono a Torino intere scuole organizzate a tempo pieno.[senza fonte][2]

La scuola elementare, fino al 1990 era organizzata secondo il principio del "maestro unico" (cioè un maestro per ciascuna classe). Dal 1990, con l'approvazione della legge 148 del 5 giugno 1990 e dopo anni di sperimentazione, scomparve questa figura e si passò al gruppo di docenti (il cosiddetto modulo didattico). Fino al Governo Berlusconi III era previsto, al termine del quinquennio, l'esame di licenza elementare che dava accesso alla scuola media inferiore (l'attuale scuola secondaria di primo grado).

Nella scuola elementare, dal 1990 in poi, gli insegnanti erano tre ogni due classi (oppure quattro maestri ogni tre classi), ciascuno titolare di un ambito disciplinare (linguistico-espressivo, matematico-scientifico, antropologico). Con il decreto legislativo n. 59 del 2004 applicativo della legge Moratti, nacque una nuova figura: il docente tutor: una figura di orientamento, di consulenza, di tutorato per ciascuno studente, al fine di giungere ad un grado crescente di personalizzazione dei processi di insegnamento e di apprendimento.

La riforma Moratti[modifica | modifica wikitesto]

Prima della riforma Moratti si chiamava ufficialmente "scuola elementare" ed era strutturata in due cicli didattici distinti ma unitari:

  • il 1º ciclo che comprendeva la 1ª e la 2ª classe elementare;
  • il 2º ciclo costituito dal triennio terminale dell'istruzione elementare.

A conclusione della 5ª classe vi era un tempo un esame finale di licenza che permetteva l'accesso alla scuola media inferiore. Tale esame è stato abolito in seguito. Con la riforma Moratti i programmi ministeriali hanno subito un cambiamento drastico per quanto riguarda lo studio delle materie di storia, geografia e scienze. Infatti i contenuti sono stati ristrutturati in modo da creare un continuum con la scuola secondaria di I grado che segue.

Classe Storia Geografia Scienze
Avviamento disciplina Avviamento disciplina Avviamento disciplina
Concezione del tempo in generale e del proprio Conoscenza paesaggi e concezione orientamento Conoscenza degli elementi/fenomeni naturali e degli animali
Studio dalla Preistoria alla scoperta della scrittura Conoscenza approfondita dei paesaggi Studio approfondito di animali, piante; fenomeni naturali
Studio delle prime Civiltà Antiche. Studio dell'Italia dal punto di vista fisico. Studio della natura e della struttura corporea degli animali
Studio della civiltà greca, popoli italici e antica Roma fino alla caduta dell'Impero Romano. Studio delle regioni italiane Studio del corpo umano

La riforma Gelmini[modifica | modifica wikitesto]

Con la riforma Gelmini è previsto il ritorno del maestro unico o meglio prevalente, per quanti lo richiedano, a partire dalle classi prime dell'anno scolastico 2009/2010.

Ordinamento vigente[modifica | modifica wikitesto]

Oggi la scuola primaria, con quella secondaria di primo grado, si compone di cinque periodi didattici:

  • un anno iniziale, che comprende la 1ª classe della scuola primaria
  • il 1º biennio che comprende la 2ª e 3ª classe della scuola primaria
  • il 2º biennio che comprende la 4ª e 5ª classe della scuola primaria
  • il 3º biennio che comprende la 1ª e 2ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media)
  • il periodo didattico finale che comprende la 3ª classe della scuola secondaria di primo grado (o scuola media)

Al termine dell'ultimo periodo didattico è previsto un Esame di Stato, al quale gli alunni sono ammessi con lo scrutinio finale e che consiste di quattro prove scritte ed un colloquio orale. Tre delle quattro prove scritte sono preparate dalle singole scuole e sono la prova di Italiano, di Lingua straniera e di Matematica. La cosiddetta quarta prova o prova nazionale INVALSI, di provenienza ministeriale, unica su tutto il territorio nazionale, è predisposta dall'INVALSI sotto forma di risposte a scelta multipla e testa le competenze di italiano e matematica.

Il tempo pieno[modifica | modifica wikitesto]

La scuola a tempo pieno consiste in un particolare modello organizzativo delle attività didattiche presente nella scuola primaria italiana. Essa si articola su un tempo scuola di 40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì, con 30 ore di lezione, sia al mattino che al pomeriggio, e 10 ore di mensa e gioco post mensa. Il tempo scuola di 40 ore è previsto anche nella scuola dell'infanzia. È però possibile usufruire del tempo pieno a 40 ore settimanali in presenza di determinate condizioni, come specificato anche dal Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca:

1) presenza e disponibilità di locali o spazi adeguati a garantire il tempo pieno, 2) la mensa deve essere preferibilmente interna alla scuola, 3) ci deve essere la disponibilità degli insegnanti ad insegnare in questo formato orario: ne saranno nominati 2 che di conseguenza saranno titolari entrambi sulla stessa classe.

L'attività didattica[modifica | modifica wikitesto]

In ogni classe lavorano due insegnanti contitolari che si alternano al mattino e al pomeriggio con orari stabiliti in interclasse sulla base delle esigenze derivate dall'organizzazione dell'attività di classe e di interclasse. Gli insegnanti avevano due ore di compresenza ciascuno, nelle quali erano quindi presenti contemporaneamente in classe, ora abolite dalla Legge 169/2008.

L'attività didattica prevede:[senza fonte]

  • momenti di lavoro in classe (gli insegnanti operano per aree disciplinari, con una suddivisione di compiti che tiene conto, in genere, di attitudini e competenze specifiche);
  • momenti di lavoro in piccoli gruppi, di classe o di interclasse, per attività di lavoro in laboratorio (scienze, informatica, matematica, storia, musica, pittura...), il lavoro può essere di approfondimento, di recupero, di ricerca;
  • momenti di lavoro con singoli bambini per il recupero di abilità specifiche. Gli insegnanti programmano, operano, verificano collegialmente in momenti specifici:
  • con il contitolare ed eventualmente con l'insegnante di sostegno (incontri tra contitolari);
  • con i colleghi di interclasse (incontri di interclasse);
  • con tutti i colleghi della scuola (Collegio Docenti).

L'orario degli insegnanti è di 22 ore di docenza e 2 ore per le attività di programmazione di classe e di interclasse.

Possibilità di anticipare l'iscrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Ministero dà la possibilità dell'anticipo di iscrizione alla scuola elementare.[3] Tale opzione è riservata agli alunni che compiono sei anni di età entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento. L'ammissione anticipata è subordinata alla disponibilità dei posti dell'istituto scolastico scelto e avviene attraverso apposita domanda.[4]

Quadro orario[modifica | modifica wikitesto]

La normativa prevede tre differenti curricoli di 24, 27 e 30 ore di lezione (quest'ultimo solo per il tempo pieno). Il Ministero indica il numero minimo di ore da dedicare alle singole discipline, mentre spetta ai singoli Istituti, in virtù dell'autonomia scolastica, definire il proprio quadro orario. Quello che segue è un modello puramente indicativo per un curriculo di 27 ore.

Discipline 1º Anno 2º Anno 3º Anno 4º Anno 5º Anno
Italiano 7/8 6/7 6/7 6/7 6/7
Inglese 1* 2* 3* 3* 3*
Storia** 2+1 2+1 2+1 2+1 2+1
Geografia** 2+1 2+1 2+1 2+1 2+1
Matematica 5/6 5/6 5/6 5/6 5/6
Scienze 2 2 2 2 2
Tecnologia ed informatica 1 1 1 1 1
Musica 1 1 1 1 1
Arte ed immagine 1 1 1 1 1
Educazione Fisica 1 1 1 1 1
Religione Cattolica^ 2* 2* 2* 2* 2*
Totale ore settimanali 27 27 27 27 27

(* ore prescritte per legge, che i collegi dei Docenti non possono modificare, ** con cittadinanza e costituzione al loro interno come prescritto dalla legge, che i collegi dei docenti non possono modificare, ^oppure attività alternativa.)

L'esame di Stato[modifica | modifica wikitesto]

L'esame di licenza elementare, vigente fino all'anno scolastico 2003-2004 nelle scuole statali e parificate italiane, permetteva il passaggio dalla scuola elementare alla scuola media inferiore. Esso consisteva in due prove scritte (linguistico-espressiva e logico-matematica) e una prova orale. È stato abolito con l'istituzione del primo ciclo dell'istruzione obbligatoria[5], che comprende scuola primaria e secondaria di I grado, e che si conclude con un Esame di Stato. (DECRETO LEGISLATIVO 19 febbraio 2004, n.59)

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Da una ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del CNR è risultato che all'inizio del 2013 solo il 7% dei bambini italiani si reca a scuola da solo , l'autonomia dei bambini tedeschi è al 40% , quella degli inglesi al 41%[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Piergiorgio Todeschini, La pedagogia delle norme. L'esperienza del Tempo Pieno nella scuola elementare in Idee di scuola a confronto: contributo alla storia del riformismo scolastico in Italia, a cura di Elio Damiano, Armando Editore, 2003, p. 62.
  2. ^ L. 169/2008, parlamento.it.
  3. ^ Ai sensi del decreto legislativo n. 59 del 2004.
  4. ^ MIUR - Ministero della pubblica istruzione, università e ricerca, Anticipi di ammissione alla scuola.
  5. ^ MIUR, Ordinamento Scolastico, istruzione.it.
  6. ^ http://www.lacittadeibambini.org/ricerca/allegati/Report%20italiano1.pdf

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Idee di scuola a confronto: contributo alla storia del riformismo scolastico in Italia, a cura di Elio Damiano, Armando Editore, 2003.
  • Ricerca IEA-PIRLS 2006: la Lettura nella scuola primaria in Italia, Armando Editore, 2008.
  • Ester De Fort, Storia della scuola elementare in Italia, Feltrinelli, 1979.
  • Maurizio Moscone, Antropologia e pedagogia nei programmi della scuola elementare (1888-1985), Armando Editore, 1999.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]