Serina (Italia)

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Serina
comune
Serina – Stemma Serina – Bandiera
Serina – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Territorio
Coordinate45°52′N 9°44′E / 45.866667°N 9.733333°E45.866667; 9.733333 (Serina)Coordinate: 45°52′N 9°44′E / 45.866667°N 9.733333°E45.866667; 9.733333 (Serina)
Altitudine820 m s.l.m.
Superficie27,34 km²
Abitanti2 187[2] (31-12-2010)
Densità79,99 ab./km²
FrazioniBagnella, Corone, Lepreno, Valpiana[1]
Comuni confinantiAlgua, Cornalba, Costa Serina, Dossena, Oltre il Colle, Roncobello, San Pellegrino Terme
Altre informazioni
Cod. postale24017
Prefisso0345
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016199
Cod. catastaleI629
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantiSerinesi
Patronosanta Maria Annunciata
Giorno festivo25 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Serina
Serina
Serina – Mappa
Posizione del comune di Serina nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Serina (Serina in dialetto bergamasco[3]) è un comune italiano di 2.195 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato nell'omonima valle, laterale della val Brembana, dista circa 30 chilometri a nord dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese sembrano risalire al I secolo a.C. ai tempi della dominazione romana, quando tutta la valle Serina fu riunita sotto il municipio di Bergamo. A tal periodo risalgono i primi insediamenti abitativi, creatisi anche grazie alla scoperta di miniere di ferro nella zona vicina al confine con Dossena.

Anche il toponimo risalirebbe all'epoca romana, e parrebbe essere ricollegato a quello del fiume Serio, situato in valle Seriana. Questo che stava ad indicare un flusso o corrente, riconducibile al torrente, omonimo del paese, che attraversa la parte alta della valle.

Tuttavia i primi documenti scritti che attestano l'esistenza del borgo risalgono soltanto all'XI secolo, periodo in cui Serina cominciò a ritagliarsi uno spazio importante nell'ambito dei commerci. Difatti da questa conca transitava la via Mercatorum, antica via dei traffici che collegava la val Seriana con l'alta val Brembana, che aveva in Serina il borgo di maggior importanza.

A tal riguardo, alcuni documenti risalenti al risorgimento italiano, attestano che Serina aveva quasi 1.500 abitanti, addirittura il doppio del vicino centro di San Pellegrino Terme.

L'economia visse periodi di grande splendore anche grazie alle miniere romane per l'estrazione del ferro, che permisero lo sviluppo di officine atte alla lavorazione del materiale estratto, che veniva utilizzato per la costruzione di armi e utensili vari in ferro.

Anche l'industria laniera trasse benefici dalla presenza del torrente Ambria, che permetteva il funzionamento dei macchinari per la produzione del panno grosso bergamasco.

L'epoca medievale vide il centro sottoposto al potere della famiglia guelfa dei Torriani fin dall'anno 1265. Tale influenza durò fino al XV secolo quando l'arrivo della dominazione veneta portò Serina ad essere il capoluogo della Valle Brembana Superiore (con tanto di vicario della Serenissima) ruolo che ricoprì fino al 1797, quando la zona entrò a fare parte della repubblica Cisalpina.

Da ricordare che il paese diede i natali, nel 1480, al pittore Jacopo Negretti, meglio conosciuto come Palma il Vecchio.

Da vedere[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è meta di villeggiatura grazie ad un'invidiabile posizione che garantisce tranquillità, aria pulita, nonché un tuffo in mezzo al verde, grazie ad itinerari naturalistici che permettono di compiere escursioni adatte ad ogni utenza. Sono difatti presenti sia sentieri alla portata di chiunque, che vie per i più esperti.

Anche a livello architettonico sono presenti numerosi edifici che meritano di essere visitati: in primis la chiesa parrocchiale, dedicata alla Santissima Annunziata ed edificata nel 1744 in luogo di un precedente edificio di culto risalente al XIV secolo.

All'interno si possono ammirare opere di grandissimo valore che annoverano tra gli autori Palma il Vecchio, Palma il Giovane ed altri importanti artisti. Notevole è pure la decorazione a stucco operata dagli stuccatori Muzio ed Eugenio Camuzio, suo zio.

Importante sono anche il santuario di San Rocco, risalente al XIV secolo, ed il monastero della Santissima Trinità, edificato nel corso del XVII secolo, che custodiscono opere di Palma il Giovane.

Presso la frazione di Valpiana, confinante con il comune di Oltre il Colle, è visibile il Ristoro, antico luogo, situato sul lato della strada, grazie al quale i viandanti trovavano rifugio e riposo. Alcuni affreschi sono ancora osservabili al suo interno, sebbene le varie ristrutturazioni ne abbiano modificato l'aspetto, rendendolo più moderno.

E presso la frazione di Lepreno antica contrada un tempo "Paese Gemello" di Serina e visibile l'antica Parrochia eretta nel 1190

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

{{ComuniAmminPrec
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
23 maggio 2003 26 maggio 2013 Michele Villarboito LN Sindaco
27 maggio 2013 9 giugno 2018 Giovanni Fattori LN Sindaco
10 giugno 2018 in carica Cavagna Giorgio Maria Lista Civica Vivere Serina Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Serina - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luigi Brentani, Dizionario illustrato dei maestri d'arte ticinesi, I, Noseda, Como 1937.
  • L. Angelini, Vicende e restauri della chiesa e convento di S. Nicolò ai Celestini in Bergamo, Bergamo 1939.
  • P.G. Galizzi, La parrocchiale di S. Pellegrino dalle origini ai restauri del 1941, in Bergomum, 2, Bergamo 1942, 13.
  • L. Angelini, Pareti, volte e soffitti nel Settecento bergamasco, in Rivista di Bergamo 1961.
  • Edoardo Agustoni, Ivano Proserpi, Decorazioni a stucco del XVII secolo in edifici religiosi del Sottoceneri: cambiamenti, evoluzioni, ripetitività ed influenze, in Rivista Svizzera d'Arte e d'Archeologia, 46, 1989.
  • Edoardo Agustoni, Ivano Proserpi, Decorazioni a stucco del Settecento nel Luganese e nel Mendrisiotto, in Arte+Architettura in Svizzera, Bollettino per i membri della Società di Storia dell'Arte in Svizzera, 3, 1995, 272-273.
  • Luigi Pagnoni, Chiese parrocchiali bergamasche: appunti di storia e arte, Bergamo 1992, 324.
  • S. Langè, G. Pacciarotti, Barocco Alpino. Arte e architettura religiosa del Seicento: spazio e figuratività, Milano 1994, 220.
  • Paolo Mazzariol, I Camuzio di Montagnola. Stuccatori a Bergamo e nel Bergamasco, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Bergamo nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal '500 ad oggi. Campionesi a Bergamo nel Medioevo, Arte&Storia, anno 10, numero 44, settembre-ottobre 2009, 236-245 (con ampia bibliografia).
  • Graziella Colmuto Zanella, La trasformazione della chiesa a metà del Settecento, in G. Spinelli (a cura di), Il Monastero di S. Benedetto in Bergamo (secoli XII-XX), III, Bergamo 2009.

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