Vedeseta

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Vedeseta
comune
Vedeseta – Stemma Vedeseta – Bandiera
Vedeseta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Silvestro Arrigoni (lista civica Per Vedeseta) dall'8-6-2009
Territorio
Coordinate 45°53′27″N 9°32′23″E / 45.890833°N 9.539722°E45.890833; 9.539722 (Vedeseta)Coordinate: 45°53′27″N 9°32′23″E / 45.890833°N 9.539722°E45.890833; 9.539722 (Vedeseta)
Altitudine 820 m s.l.m.
Superficie 19,29 km²
Abitanti 205[1] (31-12-2014)
Densità 10,63 ab./km²
Frazioni Avolasio, Lavina, Reggetto
Comuni confinanti Barzio (LC), Brumano, Cassiglio, Fuipiano Valle Imagna, Moggio (LC), Morterone (LC), Taleggio, Valtorta
Altre informazioni
Cod. postale 24010
Prefisso 0345
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016230
Cod. catastale L707
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti vedesetesi
Patrono sant'Antonio abate
Giorno festivo 17 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Vedeseta
Vedeseta
Vedeseta – Mappa
Posizione del comune di Vedeseta nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Vedeseta (Vedeséta in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 205 abitanti in provincia di Bergamo in Lombardia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Vedeseta si adagia sul versante settentrionale della Val Taleggio, caratterizzata da vasti prati, boschi e alberi da frutto. Numerosi torrenti e ruscelli - il Chignolo e il Bordesigli i principali - attraversano il comune prima di immettersi nel torrente Enna, principale corso d'acqua della valle. Dista circa 41 chilometri dal capoluogo di provincia Bergamo e circa 90 chilometri dal capoluogo della regione Lombardia, Milano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vedeseta, dettaglio sul centro del paese

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le prime testimonianze scritte su Vedeseta e sulla Val Taleggio risalgono ad un'epoca non anteriore al secolo XI. Varie ipotesi si sono fatte sui primi insediamenti in valle, ma quasi certamente i primi abitanti provenivano dalla vicina Valsassina. C'è chi sostiene che i primi ad insediarsi nelle zone ora occupate dal comune di Vedeseta fossero i pastori che passavano l'estate in Val Taleggio, ben ricca di pascoli; altri invece - tra cui Giuseppe Locatelli che nacque e visse a Lavina di Vedeseta lo scorso secolo - pensano che vi si fossero rifugiati gli abitanti valsassinesi in quanto, essendo la valle circondata da alture all'epoca difficilmente valicabili, forniva una buona protezione contro le orde di barbari provenienti dal Nord Europa.[3]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca di Carlo Magno, la Val Taleggio divenne feudo del vescovo di Milano. Da allora, Vedeseta è rimasta sotto l'influenza della diocesi di Milano, fino al 1995 quando il cardinal Martini e il vescovo Amadei sottoscrissero l'accordo per il suo passaggio alla diocesi di Bergamo[4].

Nel 1237 i Milanesi in ritirata dopo la dura sconfitta subìta contro Federico II nella battaglia di Cortenova, cercarono rifugio in Valsassina dove trovarono ospitalità grazie a Pagano della Torre, al quale, come ricompensa, venne affidata la Signoria delle Valli Taleggio e Averara. Sanguinose furono le battaglie per il possesso della valle e portarono gli abitanti dei due comuni a schierarsi su due fronti differenti: Taleggio dalla parte guelfa, a sostegno dei Torriani (che con i Visconti erano una delle casate più importanti della Lombardia), e Vedeseta dalla parte ghibellina, a sostegno dell'Arcivescovo di Milano.

Questa divisione e le lotte che ne seguirono, portarono gli abitanti della valle a costruire castelli e case torri. A Vedeseta la più famosa torre era probabilmente ubicata dove ora c'è la Parrocchiale, infatti sembra che i materiali che componevano la torre furono poi utilizzati per la costruzione del vecchio campanile, poi demolito per far posto a quello attuale. Fu costruita nel XIV secolo da Orlando Arrigoni su un angolo della sua casa e fu quindi chiamata Torre d'Orlando.

La pace fu firmata nel 1395, ma non durò molto.

Nel XV secolo, infatti, la valle subì un'ulteriore divisione. La Repubblica Veneta prese possesso della provincia di Bergamo, ma Vedeseta rimase comunque territorio del Ducato di Milano. Le pietre di confine tra il Ducato e la Repubblica, chiamate termenü, definiti dopo un'immancabile serie di lotte tra i sudditi di Milano e quelli di Venezia, sono ancora presenti in Val Taleggio e oggi segnano il confine tra i comuni di Vedeseta e Taleggio.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1746, quando la Lombardia passò agli Asburgo, Maria Teresa mise Vedeseta sotto la giurisdizione di Lecco, insieme con le Pievi di Bellano, Mandello, Varenna e Valsassina.

Per trovare Vedeseta e Taleggio sotto la stessa bandiera, bisogna aspettare Napoleone Bonaparte, che nel 1797 le incluse entrambe nella Repubblica Cisalpina, dopo secoli di scontri, lotte e divisioni.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La frazione abbandonata Roncalli

La storia recente di Vedeseta racconta soprattutto il fenomeno dello spopolamento del comune. I 766 abitanti che si contavano nel 1921 sono diventati 244 nel 2005. Ciò è dovuto alla quasi totale assenza di industria e, soprattutto, di infrastrutture, al devastante fenomeno digital divide che colpisce la zona.

Nel 2005 non solo Vedeseta, bensì tutta la Val Taleggio hanno rischiato addirittura di perdere l'unica struttura sanitaria presente in valle, un ambulatorio presso Olda di Taleggio[5].

Inoltre tutte le vie di accesso che portano a Vedeseta sono di non facile praticabilità: capita che il passo che porta in Valsassina in inverno sia chiuso per neve; la strada per San Giovanni Bianco passa per l'Orrido della Val Taleggio che - sebbene suggestivo - è spesso luogo di frane[6]; la strada per Brembilla, nonostante sia la migliore, annovera la presenza di curve decisamente strette e pericolose nel tratto tra Peghera di Taleggio e Gerosa.

Tutte queste ragioni hanno scoraggiato - e tuttora scoraggiano - i giovani a rimanere a Vedeseta, spingendoli a cercare migliori condizioni professionali e di vita verso i paesi della pianura.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Tra di esse abbiamo:

  • L'antica parrocchiale di San Bartolomeo
  • La parrocchiale di Sant'Antonio abate

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Tra di esse abbiamo:

  • Il prato Giugno, presso Avolasio
  • La frazione abbandonata di Roncalli

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Istituzioni, enti ed associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Legambiente[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune è presente una sede di Legambiente della sezione di Bergamo, che organizza periodicamente eventi di educazione ambientale, orientati principalmente ai più giovani.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Mucche al pascolo a Vedeseta

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Industria casearia[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla conformazione del territorio di Vedeseta, fin dai tempi antichi le attività economiche preminenti si basano sulla pastorizia - non è infrequente trovare mandrie di bovini di razza bruna pascolare nei prati del territorio - e sulla produzione di prodotti caseari, tra cui i formaggi Quartirolo, Stracchino Taleggio e Strachitunt, che in tempi remoti venivano usati come merce di scambio con le popolazioni delle valli adiacenti. Ad oggi il latte necessario alla produzione di questi ed altri formaggi proviene da allevamenti industrializzati, però a Vedeseta resistono tuttora alcune industrie di stagionatura.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Anche il turismo ha una sua valenza a Vedeseta. Apprezzata dagli escursionisti e dagli amanti del trekking è la fitta rete di mulattiere e di sentieri (tra cui una parte del Sentiero delle Orobie) che s'intrecciano sul territorio. Questa caratteristica e la totale assenza di impianti di risalita e di strutture per sport invernali rendono tuttavia Vedeseta una località turistica prettamente estiva. Anche le strutture ricettive sono piuttosto insufficienti: nel comune esiste un solo albergo ristorante, nonostante un po' più numerose siano le offerte di case-vacanza in affitto.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Vedeseta è raggiunta da due strade provinciali: in entrambe (la strada provinciale 25 San Giovanni Bianco-Bordesigli, che collega la Val Brembana alla Valsassina e la strada provinciale 24 Valle Brembilla che, come dice il nome, arriva a Vedeseta dalla Val Brembana percorrendo la Val Brembilla), Vedeseta si trova al km 42.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Vedeseta è collegata a San Giovanni Bianco da una linea di autobus che effettua quotidianamente cinque corse andata e ritorno, esclusa la domenica.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A Vedeseta esistono due strutture sportive adibite al gioco del calcio, di cui una nella frazione Reggetto. Il campo principale viene utilizzato dalla squadra del paese, il Vedeseta Sport che milita nel campionato di calcio a sette nella federazione sportiva provinciale denominata Centro Sportivo Italiano Comitato di Bergamo[8].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Giuseppe Locatelli, "Cenni e osservazioni sulla vallata di Taleggio"
  4. ^ ComuneVedeseta.com
  5. ^ Eco di Bergamo, 8 aprile 2005
  6. ^ Eco di Bergamo, 26 settembre 2006
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Comitato Sportivo Italiano - Comitato di Bergamo Cat. Dilettanti a 7, Gruppo D Girone D

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]