Cividate al Piano

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Cividate al Piano
comune
Cividate al Piano – Stemma Cividate al Piano – Bandiera
Cividate al Piano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoGiovanni Battista Forlani (lista civica Comunità democratica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate45°33′N 9°49′E / 45.55°N 9.816667°E45.55; 9.816667 (Cividate al Piano)Coordinate: 45°33′N 9°49′E / 45.55°N 9.816667°E45.55; 9.816667 (Cividate al Piano)
Altitudine147 m s.l.m.
Superficie9,73 km²
Abitanti5 212[2] (28-2-2017)
Densità535,66 ab./km²
Frazioninessuna[1]
Comuni confinantiCalcio, Cortenuova, Martinengo, Palosco, Pontoglio (BS), Urago d'Oglio (BS)
Altre informazioni
Cod. postale24050
Prefisso0363
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016076
Cod. catastaleC759
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanticividatesi
Patronosan Nicola di Bari
Giorno festivo6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cividate al Piano
Cividate al Piano
Cividate al Piano – Mappa
Posizione del comune di Cividate al Piano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Cividate al Piano (Siedàt[3] o Seedàt[4] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 5 212 abitanti della provincia di Bergamo in Lombardia.

Situato ai margini orientali della pianura bergamasca, sulla riva destra del fiume Oglio, dista circa 22 chilometri a sud-est dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese sono sicuramente romane (secolo I a. C.). Il nome deriva, infatti, dal latino "civitas" che attesterebbe l'esistenza di un discreto centro abitato. ll centro storico conserva tracce dell'impianto "a scacchiera" tipico degli insediamenti romani. Inoltre il borgo, posto su un terrazzo naturale dominante la valle dell'Oglio, era attraversato dalla via militare romana che univa direttamente Milano e Brescia e Aquileia.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il termine della dominazione romana, sul territorio si verificò l'arrivo dei Longobardi prima, e dei Franchi, che diedero inizio al feudalesimo. Il castello di Cividate fu eretto probabilmente dai conti di Bergamo a difesa del confine con Brescia. In epoca comunale il paese fu al centro delle lotte tra Guelfi e Ghibellini, trovandosi al confine tra città ghibelline (Bergamo e Cremona) e guelfe (Milano e Btescia) e fu coinvolto in importanti fatti d'arme: la battaglia della Malamorte, combattuta nel 1191 dai bergamaschi (alleati con la città di Cremona) contro i bresciani. Furono questi ultimi ad avere la meglio per l'intervento della cavalleria bresciana sopraggiunta all'improvviso dal castello di Rudiano. Fu una vera e propria carneficina: si tramanda che il sangue degli uccisi colorò di rosso l'acque dell'Oglio per alcune ore. Brescia tolse ai bergamaschi alcuni castelli, tra cui Mura e Palosco, e una parte del territorio di Cividate posto sulla riva destra del fiume. L'egemonia bresciana tuttavia durò soltanto fino al 1237 quando l'imperatore Federico II sconfisse la Lega lombarda a Cortenuova anche con l'aiuto del presidio bergamasco che gli segnalò con una fumata il passaggio dell'esercito della lega diretto a Cortenuova.

Nei primi decenni del Trecento Cividate e l'intera Lombardia passarono sotto il dominio dei Visconti. Nel 1366 una parte del territorio di Cividate (le Motte) venne infeudata da Bernabò Visconti alla moglie Regina della Scala, con altri castelli della Calciana posti sulla riva destra dell'Oglio. Le lotte tra i due partiti avversari tuttavia continuarono ancora per decenni. Nel giugno del 1404 una banda di duemila Guelfi lodigiani riuscirono a mettere a ferro e fuoco il borgo e il castello. Questo venne ricostruito qualche anno più tardi dopo la conquista da parte della Repubblica di Venezia (1428), che pose termine a questo periodo di instabilità e di lotte, garantendo tranquillità e prosperità.

Posto in una zona di confine tra la Serenissima ed il Ducato di Milano ,segnato dal Fosso bergamasco, come in tutte le zone di confine, notevole era l'attività di contrabbando, fonte di commerci ma anche di episodi malavitosi. Tali commerci diedero comunque origine all'importante Fiera di san Nicolò, che si svolgeva dal 6 al 13 dicembre di ogni anno e durò dal secolo XVI alla prima metà dell'Ottocento.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Dal Medioevo alla conquista napoleonica (1796) il comune si governò secondo gli statuti della città di Bergamo, cui rimase costantemente fedele. Molto interessante era la struttura amministrativa del comune, cui potevano partecipare solo le famiglie antiche originarie. Tutto cambiò con la nascita della Repubblica Cisalpina. Da allora anche le famiglie "forestiere" poterono partecipare a pieno diritto all'amministrazione comunale.

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con la successiva dominazione austriaca del Regno Lombardo-Veneto, anche molti giovani di Cividate parteciparono ai movimenti e alle lotte risorgimentali. Uno di essi, il ventiquattrenne Giovanni Battista Pagani, al ritorno dalla sfortunata prima guerra d'indipendenza, fu arrestato e fucilato a Bergamo il 7 luglio 1849.

Il 13 giugno di dieci anni dopo il paese vide passare l'esercito liberatore di Vittorio Emanuele II diretto ai vittoriosi campi di battaglia di San Martino e Solferino.

Nel XX secolo il paese subì la crisi del settore agricolo, compensata tuttavia dalla presenza di numerosi insediamenti industriali.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale di San Nicolò Vescovo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, edificata prima della fine del XII secolo come chiesa di castello, nel Trecento sostituì nel ruolo di parrocchiale quella più antica di San Martino posta fuori dell'abitato. Incendiata nel corso della battaglia di Cortenuova dai Bergamaschi nel 1237, fu subito ricostruita e successivamente ampliata in stile tardo-gotico. Nel XVIII secolo fu ristrutturata in stile barocco e a fine Ottocento fu nuovamente ampliata a tre navate.

Altri edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Sono inoltre presenti sul territorio: la chiesetta di santa Margherita (secolo XVI), la chiesa della Congrega, o di San Luigi (sita nei pressi della parrocchiale, eretta nel 1699), ed il santuario della Beata Vergine dei Campiveri, risalente al XIX secolo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Rocca di Cividate[modifica | modifica wikitesto]

La Rocca, risalente ad un periodo compreso tra il XII ed il XIII secolo, conserva ancora numerose vestigia dell'epoca medievale, tra cui la base di una torre, il fossato e l'ingresso ,e un tempo vi era un ponte levatoio.

Di un certo interesse rivestono due edifici civili: il Palazzo del Belvedere (XV-XVIII sec.) e l'ex Palazzo Balestra (sec. XVI-XVII), ora sede della Sala Consiliare e della Biblioteca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1º giugno 2015 in carica Giovanni Battista Forlani Comunità democratica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Cividatese che milita in Prima Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Cividate al Piano - Statuto
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 213.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

BIBLIOGRAFIA: R. Caproni, Cividate al Piano, storia della comunità dalle origini alla grande Guerra, Bergamo 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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