Ciserano

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Ciserano
comune
Ciserano – Stemma Ciserano – Bandiera
Ciserano – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
SindacoEnea Bagini (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate45°35′N 9°36′E / 45.583333°N 9.6°E45.583333; 9.6 (Ciserano)Coordinate: 45°35′N 9°36′E / 45.583333°N 9.6°E45.583333; 9.6 (Ciserano)
Altitudine159 m s.l.m.
Superficie5,31 km²
Abitanti5 721[1] (30-4-2017)
Densità1 077,4 ab./km²
FrazioniZingonia
Comuni confinantiArcene, Boltiere, Pontirolo Nuovo, Verdellino, Verdello
Altre informazioni
Cod. postale24040
Prefisso035
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016075
Cod. catastaleC730
TargaBG
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanticiseranesi
PatronoSan Giuliano
Giorno festivoTerza settimana di Settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ciserano
Ciserano
Ciserano – Mappa
Posizione del comune di Ciserano nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Ciserano (Siserà in dialetto bergamasco[2]) è un comune italiano di 5.721 abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia.

Situato nella pianura bergamasca, dista circa 13 chilometri a sud dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti abitativi sul territorio comunale sono molto antichi e risalgono all'epoca romana, come si evince da alcuni ritrovamenti archeologici consistenti in alcune tombe ed annesso corredo funebre di età precristiana. I reperti, venuti alla luce in località Torchio, rappresentano uno dei numerosi segni della presenza romana nella zona occidentale della pianura bergamasca.

Il paese di Ciserano in quel tempo era inoltre attraversato da un'importante strada, in seguito denominata strada Francesca che, congiungendo Milano ad Aquileia, caratterizzò la vita commerciale dell'intera zona che ne trasse giovamento.

Qualche secolo più tardi la stessa strada divenne percorso abituale delle orde barbariche provenienti dal nord-est dell'Europa, che portarono distruzione e terrore tra gli abitanti locali. Questa fu poi rimessa a nuovo dai Franchi, dai quali prese il nome, che la utilizzarono anche per il trasporto della salma dell'imperatore Ludovico II, figlio di Lotario, da Brescia al capoluogo lombardo.

Con l'avvento dei Franchi, che istituirono il Sacro Romano Impero, si verificò la nascita del feudalesimo che ebbe grande sviluppo nella bergamasca. Questo periodo storico fu caratterizzato da una profonda instabilità politica e sociale, dovuta anche ai numerosi scontri tra le fazioni dei guelfi e dei ghibellini. Anche Ciserano visse questa situazione, tanto da doversi dotare di fortificazioni a scopo difensivo, come evidenziato dalla cinta muraria che proteggeva il borgo, nel quale spiccava un castello con tanto di torre.

A questa situazione pose fine l'arrivo della Repubblica di Venezia che, a partire dall'inizio del XV secolo, permise alla popolazione di vivere un'esistenza più tranquilla grazie ad una lungimirante politica in ambito sociale ed economico. A dimostrazione delle mutate condizioni sociali è la trasformazione del castello medievale, inglobato parzialmente nella chiesa parrocchiale, esistente già nel XVI secolo.

I veneti inoltre posero una dogana ai margini del paese (sul confine con Boltiere) con tanto di guarnigione, dato che il confine con il Ducato di Milano era distante pochi chilometri, delimitato dal fosso bergamasco. In quella zona vi erano accampamenti, come ritroviamo nel cortile denominato Stal del Capitane (Cortile del capitano) che sta ad indicare insediamenti militari a controllo del confine tra i due ducati.

Il termine della dominazione veneta avvenne nel 1797 con l'avvento della Repubblica Cisalpina, alla quale subentrarono, nel 1815, gli austriaci che instaurarono il Regno Lombardo-Veneto. L'ultimo cambiamento si verificò nel 1859 quando Ciserano, unitamente al resto della provincia bergamasca, entrò a fare parte del Regno d'Italia.

Il paese non visse eventi di particolare rilievo fino all'immediato secondo dopoguerra, quando la zona posta ai margini orientali del territorio comunale (comprendente anche terreni di altri paesi limitrofi) fu interessata da un progetto di urbanizzazione ed industrializzazione che prevedeva la creazione di un nuovo centro industriale con 50 000 abitanti, chiamato Zingonia. Il progetto fallì parzialmente, poiché il progetto è rimasto incompiuto.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Le origini medievali del borgo sono tuttora visibili grazie alla presenza di alcuni resti esistenti nel nucleo storico. Tuttavia l'edificio principale è la chiesa parrocchiale che, dedicata ai santi Marco e Martino, venne edificata nel XVI secolo in luogo del castello di epoca medievale. Ristrutturata in modo sostanziale nel XVIII secolo custodisce un buon numero di opere, nonché il corpo di San Giuliano, proveniente dalle catacombe romane di San Callisto.

La festa di San Giuliano, che si svolge la 3ª domenica di settembre, richiama in paese numerose persone: ha inizio con dei festeggiamenti in piazza a partire generalmente dal giovedì precedente con spettacoli in piazza, assaggi offerti dai negozianti, la domenica ha luogo la processione che conduce per le vie del paese la statua di San Giuliano; in serata si può assistere ai fuochi d'artificio. In paese vengono allestite mostre varie, vengono addobbate le vie, degna di nota, in quanto è una delle poche vie antiche del paese per brevi tratti, è via Pilabrocc in cui è particolarmente curata la fase degli addobbi.

Caratteristico è inoltre il Santuario della Madonna di San Marco, luogo molto caro alla popolazione, piccola chiesa posta al limitare del paese recentemente sottoposta a lavori di ristrutturazione che hanno permesso il recupero delle antiche vestigia della chiesa.

Nei primi 10 giorni di maggio si svolge una manifestazione podistica dalla durata di 24 ore, che richiama gruppi di atleti anche dai paesi vicini e lontani.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1945 (dopoguerra)[modifica | modifica wikitesto]

Nome Mandato Lista/Partito
Villa Battista 1945—1946 Sindaco del Comitato di Liberazione Nazionale
Muzio Innocente 1946 Nomina prefettizia
Vitali Stefano 1946—1947 Nomina prefettizia
Locatelli Giuseppe 1947 Nomina prefettizia
Testa Alessandro 1947—1956[4] Democrazia Cristiana (DC)
Bugini Luigi 1956—1960 Democrazia Cristiana (DC)
Turini Guerino 1960—1970[5] Democrazia Cristiana (DC)
Rota Antonio 1970—1971[6] Democrazia Cristiana (DC)
Danesi Giuseppe 1971—1980[7] Democrazia Cristiana (DC)
Pagnoncelli Carlo 1980—1985 Democrazia Cristiana (DC)
Foglieni Mario 1985—1999[8] Sinistra Unita/ Solidarietà e Progresso per Ciserano (lista civica)
Zucchetti Natale 1999—2009[9] Solidarietà e Progresso per Ciserano (lista civica)
Bagini Enea 2009—presente[10] Solidarietà e Progresso per Ciserano (lista civica)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ciserano sorge su una strada provinciale cruciale per la bergamasca, la "Via Francesca", che dalla città metropolitana di Milano, porta fino alle porte della provincia di Brescia.

Martedì 3 marzo 2009 è stata inaugurata l'importante variante di Arcene, che ha semplificato i collegamenti tra Ciserano e Treviglio velocizzando il transito all'altezza della S.P.145.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'U.S. Ciserano che milita nel girone B di Serie D. È stata fondata nel 1951.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Due mandati
  5. ^ Due mandati
  6. ^ Deceduto in carica
  7. ^ Due mandati
  8. ^ Tre mandati di cui uno con elezione diretta del Sindaco con l-entrata in vigore della Legge 25 marzo 1993, n. 81
  9. ^ Due mandati
  10. ^ Secondo mandato

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN147474674
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