Pianico
| Pianico comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Maurizio Pezzoli (lista civica Tradizione e innovazione) dal 10-6-2018 |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°48′38″N 10°02′38″E |
| Altitudine | 328 m s.l.m. |
| Superficie | 2,7 km² |
| Abitanti | 1 455[2] (31-7-2025) |
| Densità | 538,89 ab./km² |
| Frazioni | nessuna[1] |
| Comuni confinanti | Castro, Lovere, Solto Collina, Sovere |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 24060 |
| Prefisso | 035 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 016162 |
| Cod. catastale | G564 |
| Targa | BG |
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa)[3] |
| Cl. climatica | zona E, 2 535 GG[4] |
| Nome abitanti | pianichesi |
| Patrono | san Zeno |
| Giorno festivo | 12 aprile |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Pianico [ˈpjaːniko] (Piènech[5] [ˈpjɛnɛk] o Piànech[6] [ˈpjanɛk] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 1 455 abitanti[2] della provincia di Bergamo in Lombardia. Situato al termine della Val Borlezza, dista circa 40 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.
Il territorio
[modifica | modifica wikitesto]Il territorio è reso molto importante dalla grande quantità di fossili, di reperti archeologici e minerali (tra cui lignite ed argilla) dovuti all'esistenza, nell'era preistorica, di un bacino lacustre.
Questo comprendeva, oltre al territorio comunale di Pianico, anche l'attuale zona di Sellere, nel vicino comune di Sovere.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Le origini del paese risalgono all'epoca romana, come confermano alcuni ritrovamenti di materiale risalente a quel periodo, nonché all'accertata presenza dei colonizzatori nei paesi limitrofi, tra cui Castro e Sovere.
Pare difatti che i Romani utilizzassero la zona per controllare lo sbocco della stessa valle Borlezza verso la Val Camonica, centro nevralgico dei trasporti e dei commerci.
Al termine della dominazione romana, il paese subì le scorrerie di alcune tribù barbare, tra cui gli Alani e gli Ungari, che perpetrarono saccheggi ai danni della popolazione, la quale dovette subire anche pestilenze e terremoti.
Il territorio, dopo essere passato sotto la dominazione longobarda prima, e del Sacro Romano Impero poi, fu ceduto al vescovo della città di Bergamo come riconoscimento dei favori compiuti in sede dei trattati di pace, con un editto redatto nel 1168.
I secoli seguenti, in pieno periodo medievale, videro il paese al centro delle dispute fratricide tra guelfi e ghibellini. A tal periodo risale un castello, di cui ora si sono perse le tracce, di proprietà della famiglia Foresti. Attorno a questa fortificazione venne costruito il paese, che tuttora ricorda un borgo medievale. Gli scontri ebbero il loro apice nel corso del XIV secolo, e terminarono soltanto con l'annessione del territorio alla Repubblica di Venezia.
Con il declino della famiglia Foresti, anche il paese subì un drastico ridimensionamento, e nei secoli successivi seguì le sorti del resto della provincia di Bergamo.
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 27 giugno 1983.[7]
Il castello allude al fortilizio anticamente di proprietà della famiglia Codeferri di Solto Collina, posto in posizione strategica tra la fine della Valle Cavallina e l'inizio della Valle Camonica, del quale oggi rimangono pochi resti. I colli rappresentano l'altura di Quaia. L'ingranaggio simboleggia le attività industriali e artigianali che hanno nel tempo hanno soppiantato l'agricoltura.[8]
Il gonfalone è un drappo di rosso e di azzurro.
Monumenti e luoghi di interesse
[modifica | modifica wikitesto]Molto suggestivo risulta essere il centro storico, di origine medievale. Costruito su un piccolo colle che svetta sulle aree circostanti, ha mantenuto le peculiarità dell'epoca in cui venne costruito.
Qui era presente anche l'antica chiesa parrocchiale dedicata a San Zenone, demolita nella seconda metà del XX secolo per lasciare spazio al nuovo edificio religioso che, edificato nel 1925, è intitolato allo stesso santo.
Frontalmente a essa si possono ammirare il monumento dedicato ai caduti e una torre campanaria appartenente dapprima a una fortificazione, e poi a una chiesa risalente al XIX secolo e demolita anch'essa per fare spazio alla nuova parrocchiale.
La storia del Castello di Pianico
[modifica | modifica wikitesto]La presenza di un castello a Pianico è storicamente documentata da numerose fonti. Lo stesso stemma comunale di Pianico raffigura un castello con merlatura guelfa su una collina, a conferma dell'importanza storica di tale struttura per la comunità.
Le prime attestazioni risalgono a delle donazioni del 25 giugno 1222, menzionate nella Effemeride sagro profana di quanto di memoriabile sia successo in Bergamo, sua diocese et territorio (1676-1677) di Donato Calvi. In questo documento viene riportato che molti membri della famiglia Codoferri donarono alla città di Bergamo quanto possedevano nei propri castelli e fortezze di Solto e Pianico[9].
Un'ulteriore conferma proviene da un atto notarile del 1364, in cui vengono citati il castello, la chiesa di San Zenone e altri toponimi locali. L'esistenza di una fortificazione a Sellere è inoltre documentata in un atto del 1457.
Secondo il Dizionario Odeporico di Maironi da Ponte[10], a Pianico erano ancora visibili le vestigia di un antico castello, attribuito al periodo delle lotte tra guelfi e ghibellini. Il toponimo "Castello" è tuttora in uso per indicare la zona più elevata del paese, e il soprannome "castellani" è stato mantenuto nel tempo. Ad esempio, nel XVIII secolo, un certo Cristoforo Moretti era noto con tale appellativo.
La fortificazione, di cui si ha notizia dal 1222, si trovava nella frazione Castello, sulla sommità di una collina rocciosa con pareti a strapiombo. I resti, ancora oggi visibili, consistono in un recinto fortificato di forma vagamente rettangolare. L'area è attualmente adibita a vigneto e orti, e vi è installato un traliccio dell'alta tensione[11].
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[12]

Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 15 aprile 2008 | 26 maggio 2013 | Angelo Chigioni | lista civica Per Pianico 2008 | sindaco | |
| 27 maggio 2013 | 9 giugno 2018 | Clara Sigorini | lista civica Pianico nel cuore | sindaco | |
| 10 giugno 2018 | in carica | Maurizio Pezzoli | lista civica Tradizione e innovazione | sindaco | |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Comune di Pianico - Statuto (PDF), su comuniecitta.it.
- ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 488, ISBN 88-11-30500-4.
- ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
- ^ Pianico, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 4 marzo 2023.
- ^ Pianico, su Stemmi dei comuni bergamaschi. URL consultato il 4 marzo 2023.
- ^ Indici di Donato Calvi, su www.silvanaeditoriale.it. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ^ Giovanni Maironi da Ponte, Dizionario odeporico: o sia, storico-politico-naturale della provincia bergamasca, Stamperia Mazzoleni, 1819. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ^ Redazione, PIANICO – Pagine Bergamasche, su paginebergamasche.it. URL consultato il 21 agosto 2025.
- ^ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.pianico.bg.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 238129660 |
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