Pianico

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Pianico
comune
Pianico – Stemma Pianico – Bandiera
Pianico – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
Sindaco Clara Sigorini (lista civica Pianico nel cuore) dal 26/05/2013
Territorio
Coordinate 45°48′38″N 10°02′38″E / 45.810556°N 10.043889°E45.810556; 10.043889 (Pianico)Coordinate: 45°48′38″N 10°02′38″E / 45.810556°N 10.043889°E45.810556; 10.043889 (Pianico)
Altitudine 328 m s.l.m.
Superficie 2,7 km²
Abitanti 1 544[1] (31-12-2010)
Densità 571,85 ab./km²
Comuni confinanti Castro, Lovere, Solto Collina, Sovere
Altre informazioni
Cod. postale 24060
Prefisso 035
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016162
Cod. catastale G564
Targa BG
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pianichesi
Patrono san Zeno
Giorno festivo 12 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pianico
Pianico
Pianico – Mappa
Posizione del comune di Pianico nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Pianico (Piènech[2] o Piànech[3] in dialetto bergamasco) è un comune italiano di 1.550 (2014)[4] abitanti della provincia di Bergamo, in Lombardia. Situato al termine della Val Borlezza, dista circa 40 chilometri a nord-est dal capoluogo orobico.

Il territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio è reso molto importante dalla grande quantità di fossili, di reperti archeologici e minerali (tra cui lignite ed argilla) dovuti all'esistenza, nell'era preistorica, di un bacino lacustre.
Questo comprendeva, oltre al territorio comunale di Pianico, anche l'attuale zona di Sellere, nel vicino comune di Sovere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini del paese risalgono all'epoca romana, come confermano alcuni ritrovamenti di materiale risalente a quel periodo, nonché all'accertata presenza dei colonizzatori nei paesi limitrofi, tra cui Castro e Sovere.

Pare difatti che i Romani utilizzassero la zona per controllare lo sbocco della stessa valle Borlezza verso la Val Camonica, centro nevralgico dei trasporti e dei commerci.

Al termine della dominazione romana, il paese subì le scorrerie di alcune tribù barbare, tra cui gli Alani e gli Ungari, che perpetrarono saccheggi ai danni della popolazione, la quale dovette subire anche pestilenze e terremoti.

Il territorio, dopo essere passato sotto la dominazione longobarda prima, e del Sacro Romano Impero poi, fu ceduto al vescovo della città di Bergamo come riconoscimento dei favori compiuti in sede dei trattati di pace, con un editto redatto nel 1168.

I secoli seguenti, in pieno periodo medievale, videro il paese al centro delle dispute fratricide tra guelfi e ghibellini. A tal periodo risale un castello, di cui ora si sono perse le tracce, di proprietà della famiglia Foresti. Attorno a questa fortificazione venne costruito il paese, che tuttora ricorda un borgo medievale. Gli scontri ebbero il loro apice nel corso del XIV secolo, e terminarono soltanto con l'annessione del territorio alla Repubblica di Venezia.

Con il declino della famiglia Foresti, anche il paese subì un drastico ridimensionamento, e nei secoli successivi seguì le sorti del resto della provincia di Bergamo.

Da vedere[modifica | modifica wikitesto]

Molto suggestivo risulta essere il centro storico, di origine medievale. Costruito su un piccolo colle che svetta sulle aree circostanti, ha mantenuto le peculiarità dell'epoca in cui venne costruito.

Qui era presente anche l'antica chiesa parrocchiale dedicata a San Zenone, demolita nella seconda metà del XX secolo per lasciare spazio all'attuale edificio religioso che, edificato nel 1925, è intitolato allo stesso santo.

Frontalmente ad essa si possono ammirare il monumento dedicato ai caduti ed una torre campanaria appartenente dapprima ad una fortificazione, e poi ad una chiesa risalente al XIX secolo e demolita anch'essa per fare spazio alla nuova parrocchiale.

Blasonatura stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'oro al castello di rosso, chiuso, finestrato di due e murato di nero, merlato alla guelfa le due torri ciascuna di tre, la cortina di quattro, fondato su una collina di verde avente alla base quattro colline ugualmente di verde solcate da un fiume defluente in banda, alla ruota dentata di otto pezzi d'azzurro posta in capo. Ornamenti esteriori da Comune. (DPR 27 giugno 1983).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 aprile 2008 26 maggio 2013 Angelo Chigioni lista civica Per Pianico 2008 Sindaco
27 maggio 2013 in carica Clara Sigorini lista civica Pianico nel cuore Sindaco

Persone legate a Pianico[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 488.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Fonte ISTAT
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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