Schilpario

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Schilpario
comune
Schilpario – Stemma
Schilpario – Bandiera
Schilpario – Veduta
Schilpario – Veduta
Panorama
Localizzazione
StatoBandiera dell'Italia Italia
Regione Lombardia
Provincia Bergamo
Amministrazione
SindacoMarco Pizio (lista civica) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate46°01′N 10°09′E / 46.016667°N 10.15°E46.016667; 10.15 (Schilpario)
Altitudine1 135 m s.l.m.
Superficie63,97 km²
Abitanti1 112[2] (31-12-2023)
Densità17,38 ab./km²
FrazioniPradella, Barzesto, Ronco[1]
Comuni confinantiAzzone, Borno (BS), Cerveno (BS), Lozio (BS), Ossimo (BS), Paisco Loveno (BS), Teglio (SO), Vilminore di Scalve
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016195
Cod. catastaleI530
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[3]
Cl. climaticazona F, 3 666 GG[4]
Nome abitantischilpariesi
Patronosant'Antonio di Padova
Giorno festivo13 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Schilpario
Schilpario
Schilpario – Mappa
Schilpario – Mappa
Posizione del comune di Schilpario nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Schilpario [skilˈpaːɾjo] (Sculpér [skulˈpeɾ] in dialetto scalvino[5], Schilpér [skilˈpeɾ] o Schilpàre [skilˈpaɾɛ] in dialetto bergamasco[5][6]) è un comune italiano di 1.112 abitanti[2] della provincia di Bergamo in Lombardia.

Panorama invernale di Schilpario

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato in cima alla Valle di Scalve, fa parte della Comunità montana di Scalve. Posto all'estremo angolo nord-est della provincia, dista circa 65 chilometri da Bergamo ed è quindi il comune della provincia più distante dal capoluogo orobico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'antichità e le origini[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del borgo, intesa come insediamento stabile, risale al periodo della dominazione romana, quando venivano utilizzate le grandi risorse minerarie di ferro e zinco presenti nella zona.

Tuttavia pare che nella zona fossero già presenti piccole tribù di Galli Cenomani, come testimonia un masso, sito in località Pià Sèrsegn, che si pensa fosse utilizzato dai druidi per i riti magici. Non è però dato sapere se vi fossero insediamenti stabili o se la zona venisse utilizzata solo occasionalmente per tali riti.

Il medioevo[modifica | modifica wikitesto]

I secoli successivi videro il borgo passare sotto il controllo del Sacro Romano Impero guidato da Carlo Magno, che donò l'intera zona ai monaci di Tours. Questi successivamente la permutarono in favore del Vescovo di Bergamo, il quale diede investitura feudale ai Capitani di Scalve.

Questi ultimi furono di fatto esautorati dalla costituzione dell'Universitas di Scalve, una piccola istituzione feudale molto simile ad una repubblica, che garantiva grandi privilegi agli abitanti ed un'autonomia al limite dell'indipendenza. Questa garantiva l'esenzione del servizio militare, libertà di caccia e pesca, nonché sgravi fiscali e la possibilità di sfruttamento delle miniere presenti in zona.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Con il passaggio alla Repubblica di Venezia, avvenuto nel XV secolo, Schilpario mantenne i privilegi conquistati precedentemente, ma venne aggregato nella Comunità grande di Scalve.

Soltanto nel 1797, con la fine della Serenissima e l'avvento della Repubblica Cisalpina, acquisì la propria autonomia comunale.

Il 28 aprile 1945, a seconda guerra mondiale ormai conclusa, un gruppo di civili di Schilpario e di partigiani si recò a bordo di un automezzo a chiedere la resa un gruppo di militi fascisti della 1ª Legione d'Assalto "M" "Tagliamento" che si erano radunati presso il passo del Vivione. Presso i Fondi di Schilpario il camion venne attaccato dai repubblichini che uccisero una decina di uomini e ne vilipesero cadaveri[7]. Nei giorni seguenti due superstiti dell'eccidio moriranno per le ferite riportate.

Seguenti modifiche, operate dai vari regimi che si susseguivano nella valle, modificarono i confini territoriali, ma non intaccarono l'autonomia comunale di Schilpario, che visse nella tranquillità della valle fino ai giorni nostri.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 28 aprile 1976.

«D'azzurro, ai tre abeti al naturale, nodriti su campagna di verde; dietro il tronco centrale, un orso d'oro, fermo. Sotto lo scudo, su lista d'azzurro, con le estremità bifide, il motto in caratteri maiuscoli romani d'argento TUTUS IN SILVIS. Ornamenti esteriori da Comune.»

Lo stemma comunale si ispira a quello antico che contraddistingue tutta la Valle di Scalve, concesso con regio decreto del 30 gennaio 1890 e raffigurato anche nello stemmario del Camozzi del 1888. Gli abeti sono elementi caratteristici del territorio di Schilpario; l'orso, protetto dal fitto bosco in cui si nasconde, è richiamato anche dal motto latino Tutus in silvis, "al sicuro tra i boschi".

Il gonfalone è un drappo di giallo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa parrocchiale nel 2022
Chiesa parrocchiale col nuovo portico. Settembre 2023.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale, compresa nella Diocesi di Bergamo, è dedicata a sant'Antonio da Padova. Edificata nel XVII secolo in luogo di una precedente chiesa, è dotata di un campanile al termine del quale è posta una statua del santo patrono, nonché di opere pittoriche del Cifrondi e del Carpinoni, e di sculture di scuola fantoniana. Nella navata principale si può inoltre ammirare la statua raffigurante il cardinale Angelo Mai, nativo di Schilpario.

Nel gennaio del 1820, anno in cui il cardinale trovò alcuni frammenti del De re publica di Cicerone, Giacomo Leopardi gli dedicò l'ode intitolata Ad Angelo Mai. Parte di quest'ode è stata recentemente incisa su pietra nella piazza principale, opera dell'Architetto Attilio Stocchi.

La tradizionale celebrazione del Triduo dei Morti viene celebrata ogni anno la seconda domenica dopo Pasqua. La Celebrazione del Triduo dei Morti e la costruzione della macchina del Triduo risale al 1770 ed ha quindi compiuto 250 anni nel 2020.[8]

Nel corso del 2023 la chiesa parrocchiale di S. Antonio è stata completata con il portico esterno, già previsto nel progetto originario, ma mai costruito prima, per mancanza di risorse economiche.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Numerose case storiche delle famiglie Schilpariesi sono conservate e tuttora abitate in paese. Menzioniamo la casa natale di Angelo Mai nella Piazza principale di Schilpario e la casa della Famiglia Stocchi in Via Padre Mai, che fu anche la casa natale di Monsignor Giovanni Mai.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Valle del Vò[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Valle del Vò.

Tra le aree naturali vi è la valle del Vò posta in una valle laterale ricca di cascate.

Pineta di Schilpario

Schilpario possiede anche una pineta di abeti rossi (pagher in dialetto) che si snoda lungo la valle del Dezzo dal uscita ovest del paese fino al Passo dei Campelli. In questa pineta si trova anche una pista di sci da fondo con varii tracciati che vanno da qualche chilemetro fino ad 10 chilometri

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo etnografico[modifica | modifica wikitesto]

Mulino sul Dezzo

Il museo etnografico è stato istituito per preservare e rivalutare la storia, le tradizioni e la cultura delle genti di tutta la Val di Scalve. Grazie all'apporto di documenti, fotografie ed oggetti legati alla vita rurale, si possono ricostruire la vita ed i lavori degli abitanti nei secoli scorsi. Inoltre, essendo la struttura che ospita il museo posta a fianco del torrente Dezzo, è presente una ruota di mulino attivata dalle correnti dello stesso corso d'acqua che azionano il torchio ed una macina per la lavorazione del frumento.

Museo minerario[modifica | modifica wikitesto]

Le miniere ristrutturate e messe a norma dopo la chiusura dell'attività avvenuta nel 1972, sono visitabili con visite guidate, una galleria in trenino e le altre a piedi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lapide sulla casa natale di Angelo Mai
Casa natale di Giovanni Mai
Busto di Angelo Mai

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Gianmario Bendotti Lista civica Sindaco [10]
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Gianmario Bendotti Lista civica Sindaco [10]
26 maggio 2014 27 maggio 2019 Claudio Agoni Lista civica Sindaco [10]
27 maggio 2019 in carica Marco Pizio Schilpario unito Sindaco [10]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Schilpario comprende tre frazioni:

- Barzesto

- Pradella

- Ronco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Sci di fondo[modifica | modifica wikitesto]

A Schilpario c'è la pista “Degli Abeti”, una delle migliori piste di sci di fondo in Italia, attrezzata per ospitare gare internazionali che, dotata di cannoni per l'innevamento artificiale, si estende per 12 km. È suddivisa in diversi anelli, a seconda della difficoltà. A supporto dei praticanti, ci sono due scuole sci: Scuola sci Campelli e Scuola sci Paradiso. Nel 2025 Schilpario ospiterà i Campionati Mondiali Juniores di Sci di fondo.

Uno scorcio della Pista degli Abeti a Schilpario
La piantina della Pista degli Abeti

Pattinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona sportiva, nei pressi della pista per lo sci di fondo, c’è il Palazzo del Ghiaccio, la cui tribuna può ospitare circa 800 spettatori.

Inoltre, nel periodo invernale, il campo da tennis Paradiso, viene fatto ghiacciare in modo da creare un ulteriore pista di pattinaggio, però all’aperto, rispetto a quella coperta del palaghiaccio.

L’interno del palaghiaccio di Schilpario
L’esterno del palaghiaccio di Schilpario

Sci alpino[modifica | modifica wikitesto]

Lo sci alpino si può praticare sulla pista “Acque Fredde”, nella zona della conca di Epolo. La pista è servita da uno ski-lift. Alla partenza si trova anche un punto ristoro. La pista, in estate, ospita anche gare di sci d’erba. In particolare, nel 2019, ha ospitato le finali di Coppa del Mondo.

La pista di Sci Alpino di Schilpario

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

A Schilpario ci sono tre campi da tennis. Due di questi, nei pressi del palaghiaccio e della pista di fondo, fanno parte del “Tennis club Schilpario”. L’altro, invece, si trova in località Paradiso ed è funzionante solo in estate, mentre nel periodo invernale viene trasformato in pista di pattinaggio su ghiaccio.

I campi da Tennis a Schilpario

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

A Schilpario si possono praticare, inoltre, altre attività sportive. Esistono, infatti, numerosi percorsi per ciaspolate, sci-alpinismo e passeggiate a cavallo.

Le passeggiate a cavallo a Schilpario

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Schilpario - Statuto
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2023
  3. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  5. ^ a b AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 612.
  6. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia e Emanuele Gambarini, Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  7. ^ Fondi di Schilpario, Schilpario, 28.04.1945, su Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia.
  8. ^ I. Passamani “Il disegno dei Tridui. Il tempo e la memoria nello spazio della chiesa”, ed. UBI Banca di Valle Camonica, coed. Casa ed. S. Francesco di Sales, Breno - Brescia 2009 (ISBN 9788861460195), su Ivana Passamani. URL consultato il 2 novembre 2023.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 31 dicembre 2019.
  10. ^ a b c d elezioni 2004, su interno.it. URL consultato il 22 aprile 2020.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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