Cerete

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Cerete
comune
Cerete – Stemma Cerete – Bandiera
Cerete – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Amministrazione
CapoluogoCerete Alto
SindacoCinzia Locatelli (lista civica Cerete futura) dal 27-5-2019
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°52′N 10°03′E / 45.866667°N 10.05°E45.866667; 10.05 (Cerete)Coordinate: 45°52′N 10°03′E / 45.866667°N 10.05°E45.866667; 10.05 (Cerete)
Altitudine612 m s.l.m.
Superficie14,07 km²
Abitanti1 595[3] (31-5-2021)
Densità113,36 ab./km²
FrazioniCerete Alto (sede comunale), Cerete Basso, Novezio[1]
Comuni confinantiBossico, Gandino, Rovetta, Songavazzo, Sovere
Altre informazioni
Cod. postale24020
Prefisso0346
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT016071
Cod. catastaleC506
TargaBG
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[4]
Cl. climaticazona E, 2 949 GG[5]
Nome abitanticeretesi[2]
Patronosanti Filippo e Giacomo (Cerete Alto), san Vincenzo di Saragozza (Cerete Basso)
Giorno festivo3 maggio (Cerete Alto), 22 gennaio (Cerete Basso)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cerete Alto
Cerete Alto
Cerete – Mappa
Posizione del comune di Cerete nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Cerete [ʧeˈreːte] (Serét [seˈɾet] in dialetto bergamasco[6][7]) è un comune sparso italiano di 1 595 abitanti[3] della provincia di Bergamo in Lombardia. Appartiene alla Comunità montana della Valle Seriana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Cerete è posto nella media Val Borlezza, sulla parte destra del fiume Borlezza, ed è attraversato dal torrente Cula, che avendo una portata d'acqua costante durante tutto l'anno, veniva e viene usato come forza motrice per i mulini del paese.

Sebbene faccia parte amministrativamente dei paesi della Val Seriana, Cerete, geograficamente appartiene al bacino idrico-montano dell'Oglio, in quanto il fiume che lo attraversa sfocia nel Lago Sebino. Il ghiacciaio che per due milioni di anni lo attraversava fino a raggiungere l'altopiano di Clusone, era quello che aveva la provenienza Val Camonica[8]. Le colline moreniche ne sono testimonianza tra Cerete e le località di San Lorenzo e di Songavazzo. Lungo il corso del Borlezza sul fondovalle, son visibili tracce dell'antica torbiera[9], lasciate dall'erosione del torrente.

Parte da un'altitudine di 407 metri sull'alveo del fiume, fino a raggiungere i 1.419 della sua cima più alta, cima Lasù. Il comune è composto dalle tre frazioni: Cerete Alto, Cerete Basso e Novezio.

Le montagne che circondano Cerete a Nord
Le montagne che circondano Cerete da Est a Sud
Le montagne che circondano Cerete a Nord/Ovest
Via Mulina, antico tracciato viario di collegamento tra le frazioni alta e bassa di Cerete
Seguace di Vincenzo Foppa, I quattro evangelisti (particolare). Cerete Alto, Cappella dell'Annunciata
Autore ignoto. Scena cavalleresca. Cerete Alto, Piazza Martiri della Libertà
Frazione Novezio, graffito con il gioco del ”Tria” (negativo di frottaggio) inciso con tecnica filiforme su un masso erratico lungo la Vià di Cà
Rudere di antico mulino con pestello da corteccia in località Moia
Il mulino da grano più antico di Cerete e il torrente Cula che lo affianca

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le testimonianze archeologiche documentano la presenza umana già in epoca preistorica: ceramiche dell'età del ferro (in località Gavazzo), graffiti di epoca ancora imprecisata (in località Cedrini)[10] e un blocco di ossidiana che permette di ipotizzare una frequentazione anche in epoca neolitica (in località Cedrini).

Una necropoli altomedievale è stata inoltre rinvenuta all'ingresso del paese, accanto alla chiesetta di San Rocco.[11]

La prima menzione della località risale all'883 e riguarda la donazione da parte dell'imperatore Carlo III il Grosso al vescovo di Bergamo del piccolo monastero di San Michele Arcangelo "in locum qui dicitur Cerretum. La donazione è confermata nell'895 da re Arnolfo di Carinzia e nel 901 dall'imperatore Ludovico IV il Fanciullo. Intorno al monastero dovette formarsi un centro abitato, tanto che la località viene menzionata come civitas in un atto di permuta dei terreni del 941 conservato nel "Codex diplomaticus Langobardiae".[12]

Attorno all'anno Mille si hanno notizie dell'esistenza di un palazzo episcopale del vescovo di Bergamo, dotato di torre, su piazza Giovanni XXIII.[13] Il territorio doveva estendersi dal passo della Presolana fino ai confini fra Cerete e Sovere, quelli anteriori all'anno 1088, e comprendeva probabilmente i territori di Cerete, San Lorenzo di Rovetta, Songavazzo, Onore, Fino del Monte e Castione della Presolana. Cerete Basso fu quindi annesso al comune di Gavazzo, ma mantenne l'obbligo di corrispondere le decime alla Curia. Il comune di Gavazzo, secondo un documento del 1212,[14] comprendeva la zona sud di Rovetta, ovvero il territorio di San Lorenzo, con la parte orientale del monte Fogarolo fino alla "valle di Barcolo" (valle Faccanoni) e il territorio di Cerete collocato fra i torrenti Borlezza, Cula e Glerola. Cessò di esistere verso la metà del XIV secolo e Cerete divenne comune autonomo.

Nel 1697 arrivarono in paese le spoglie di San Vincenzo, martire romano, che furono ospitate nella chiesa parrocchiale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico di Cerete Alto (Sede comunale) ha il suo fulcro nella piazza Martiri della Libertà, mentre quello di Cerete Basso nella piazza Giovanni XXIII.

Chiesa parrocchiale di San Vincenzo martire a Cerete Basso[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Vincenzo Martire.

La chiesa di San Vincenzo è sicuramente la chiesa più antica, risalente all'anno mille, ed era annessa al palazzo episcopale.

Nella chiesa si conserva il Cristo Grande[15] della bottega di Andrea Fantoni, la pala Ferri[16] di Gianantonio Guardi, dieci importanti dipinti di Antonio Cifrondi, una Estasi di Santa Teresa d'Avila di Paolo Pagani e delle lunette affrescate da Carlo Gaudenzio Mignocchi.

Chiesa parrocchiale dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo a Cerete Alto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo (Cerete).

La chiesa è stata edificata dove sorgeva il castello medievale in sostituzione di una precedente, risalente al XV secolo, che era ubicata nella nuova piazza Martiri della Libertà. La data di fondazione dell'edificio risale al 22 luglio 1711 e venne concluso nel 1725. La chiesa fu consacrata nel 1736 dal vescovo monsignor Antonio Redetti. I lavori per la sistemazione esterna si ultimarono nel 1751, infine nel 1914 fu aggiunto il campanile. Il progetto architettonico è dello scultore Andrea Fantoni di Rovetta, in questa occasione eccezionalmente architetto. La chiesa conserva pregevoli opere di Pietro Della Vecchia, Antonio Cifrondi, Bortolo Litterini, Giambettino Cignaroli e della Bottega Fantoni.

Santuario Natività di Maria a Novezio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Natività di Maria Vergine (Cerete).

Il santuario della Natività di Maria si trova nella piccola Frazione di Novezio nel comune di Cerete in provincia di Bergamo. È posizionata su uno spiazzo a ridosso della Valle di Trinale, sulla strada provinciale che collega l'abitato di Songavazzo con quello di Cerete Alto. Non è stato possibile accertare le origini del santuario e nemmeno i motivi che ne hanno determinato la costruzione. Su uno dei tre affreschi che ancora si possono ammirare all'esterno sulla parete sud, è riportata la data del 1453 ma le origini risalgono a tempi più lontani. L'interno affrescato da Antonio Brighenti nel 1883 custodisce anche tele di Pietro Ronzelli di Stezzano e del clusonese Antonio Cifrondi e sculture dei Fantoni). Il santuario è intitolato a Maria bambina, festeggiata la prima domenica di settembre (8 settembre Natività della Beata Vergine Maria), con la processione per le vie della frazione, con il porto della statua della Maria Bambina.

Cappella dell'Annunciata[modifica | modifica wikitesto]

La piccola chiesa dell'Annunciata fu edificata tra il 1503 e il 1512 grazie al lascito testamentario di Giovanni Marinoni fu Fedrighino del 20 giugno 1483. L'edificio faceva parte della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo risalente al XV secolo, come cappella privata della famiglia stessa, come risulta dal blasone visibile sulla parte superiore della facciata. Quando la chiesa dei santi fu demolita per la costruzione di quella nuova, la cappella dell'Annunciazione non subì la medesima sorte proprio perché di proprietà privata ma fu chiusa la facciata nella parte che la collegava con il corpo della chiesa. L'interno conserva dipinti rinascimentali dai primi anni del XVI secolo.
Sul sagrato della chiesa è rimasto il sepulcreto anche questo appartenente alla famiglia Marinoni con tre repositori diversi per gli uomini, le donne e i bambini.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Situata a nord-ovest della frazione di Cerete Basso è sorta probabilmente sulla sede della più antica chiesa parrocchiale. Il prato adiacente viene descritto nei documenti ("Rotolus Ecclesiae Sancti Vincentii de Cereto") come "cimitero antico" e vi furono infatti rinvenute tombe altomedioevali. Nel 1998 durante i lavori di ampliamento della strada e del cimitero, furono rinvenute alcune antiche sepolture risalenti all'epoca medioevale[17]. Nel 1980 vennero intrapresi lavori di ristrutturazione trovandosi l'oratorio in grave stato di abbandono. I locali sono adibiti a uso espositivo di mostre e d'incontri culturali.

Gli antichi mulini[modifica | modifica wikitesto]

L'abbondanza d'acqua, la particolare morfologia del territorio e il clima di Cerete Basso sono state le condizioni favorevoli che in passato hanno consentito di collocare in questa zona attività artigianali bisognose di forza idrica. Nel basso medioevo tutte le seriole e i mulini di Cerete Basso erano di proprietà del vescovo di Bergamo. Poi, in epoche più recenti, comuni limitrofi come Fino del Monte, Onore e Songavazzo hanno posseduto in questa terra dei propri mulini per la molinazione dei cereali. Oltre ai mulini da grano esistevano vari mulini con pestello da corteccia, folli, fucine, segherie, una cartiera e un filatoio per la seta. Cerete Basso è stato in passato un'importante realtà produttiva e due mulini da grano superstiti risultano competitivi. Sono stati rilevati almeno otto antichi mulini posti lungo il corso del Borlezza e del torrente Cula[18].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Museo dei mulini, della macinazione e dei cereali[modifica | modifica wikitesto]

Il museo dei mulini Macer è stato inaugurato nel 2018 dai soci dell'associazione “La sorgente”. Il museo è dislocato all'interno dell'ex chiesa di San Rocco di Cerete[19]. È stato creato per riproporre l'antica pratica della macinazione. Diffusa in tutta la val Serina, la macinazione è favorita dalla grande abbondanza di acqua che, in particolare a Cerete, è dovuta alla presenza dei torrenti Borlezza e Cula. Nasce con l'intento di trasferire ai più giovani i valori legati alla Val Borlezza, alla passione per il proprio territorio e alla propria storia. Tenendo le radici salde nella tradizione il Macer tramanda, attraverso i laboratori didattici proposti per le scuole, l'attenzione per la natura. Infatti è definito “Ecomuseo” perché, sfruttando la potenza dell'acqua per alimentare i mulini, rappresenta un modello di ecosostenibilità. All'interno del museo è presente un percorso storico con ricostruzioni di macine dell'età della pietra e macine antiche ancora funzionanti. All'esterno è situato il pestone, anch'esso alimentato ad acqua e utilizzato per estrarre il tannino utilizzato nella lavorazione delle pelli e della carta. A completamento del percorso del museo, all'esterno di esso, è situato un forno con il quale avviene la cottura del pane.

Opere di artisti dal XV al XVIII sec[modifica | modifica wikitesto]

A Cerete sono conservate opere di: Giacomo Borlone de Buschis, seguaci di Vincenzo Foppa, Pietro Ronzelli, Domenico Carpinoni, Pietro Vecchia, Antonio Cifrondi, Paolo Pagani, Bortolo Litterini, Giambettino Cignaroli, Antonio Corbarelli, Andrea Fantoni, Bottega Fantoni, Gianantonio Guardi.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Cerete - Statuto
  2. ^ Lo scütüm degli abitanti varia da frazione a frazione: gli abitanti di Cerete Alto sono i "cargiöi", mentre quelli di Cerete Basso sono i "góss".
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  4. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  5. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  6. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001, ISBN 88-87353-12-3.
  7. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 192, ISBN 88-11-30500-4.
  8. ^ C. Ferlinga, La diffluenza del ghiacciaio camuno e l'anfiteatro morenico al contrario. In AA. VV. Val Borlezza. Un viaggio dalla genesi del territorio ai primi insediamenti dell'Uomo., Cerete, Quaderni di Geodinamica Alpina e Quaternaria, Numero Speciale. Collana non periodica dell'Istituto per la Dinamica dei processi Ambientali, Organo del C.N.R., Consiglio Nazionale delle Ricerche, coeditore Moma Comunicazione, 2007.
  9. ^ Carlo Bertuletti, Alfredo Carollo, Climatologia del bacino idrografico del Torrente Borlezza, Bergamo, Istituto Geologico Università di Milano e Istituto Italiano Idrobiologico di Pallanza. Amministrazione Provinciale di Bergamo, 1973.
  10. ^ R. POGGIANI KELLER (A cura di), Carta Archeologica della Lombardia, II. La Provincia di Bergamo, II. La carta archeologica del territorio di Bergamo, Schede. Modena 1992, p. 65.
  11. ^ M.F. ZUCCALA, Cerete, Necropoli altomedievale, «N.S.A.L», 1998.
  12. ^ Laura Ferri, Cerete nelle ricerche di una appassionata di storia locale. Clusone 1996.
  13. ^ Europaconcorsi: Riqualificazione di piazza Giovanni XXIII e via Mulini a Cerete: Slideshow: Immagine 14 di 58[collegamento interrotto].
  14. ^ Europaconcorsi: Riqualificazione di piazza Giovanni XXIII e via Mulini a Cerete: Slideshow: Immagine 6 di 58[collegamento interrotto].
  15. ^ G. Martinenghi Rossetti, L. Ferri, A. Zaccaria, M. Daina, Bottega di Andrea Fantoni. Il Cristo grande di Cerete Basso. Il restauro e la riscoperta dell'opera fra valori artistici e storici, Cantù, 1989.
  16. ^ F. Pedrocco, F. Montecuccoli degli Erri, Antonio Guardi, Milano, 1992, pp. 55-57.
  17. ^ Chiesa di San Rocco, su lasorgenteonlus.net, La sorgente Onlus. URL consultato il 18 novembre 2016 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2016).
  18. ^ I mulini di Cerete, su itinerari.bergamo.it, Itinerari. URL consultato il 18 novembre 2016.
  19. ^ Sito di approfondimento sulla Val Seriana, su valseriana.eu. URL consultato il 22 aprile 2021.
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Maironi da Ponte, «Sulla torbiera di Cerete nel territorio bergamasco. Memorie». In Atti della Società Italiana delle Scienze, t. XIII, Modena 1805, pp. 1–9.
  • Carlo Bertuletti, Alfredo Carollo, Climatologia del bacino idrografico del Torrente Borlezza. Istituto Geologico Università di Milano e Istituto Italiano Idrobiologico di Pallanza. Amministrazione Provinciale di Bergamo 1973
  • Laura Ferri, Cerete Basso (Bg). La Parrocchia di S. Vincenzo, ms. 1985. Cerete, Archivio Comunale.
  • Laura Ferri, Cerete Alto (Bg). La Parrocchia dei Santi Apostoli Filippo e Giacomo, ms. 1986. Cerete, Archivio Comunale.
  • GianMaria Labaa, Terisio Pignatti, Maria Teresa Piovesan, I Guardi. L'opera grafica, la pala Ferri, Bergamo 1986.
  • Mariarosa Cortesi (A cura di), Le pergamene degli archivi di Bergamo, aa.740-1000. Bergamo 1988 (riporta varie Pergamenne Capitolari con riferimento a Cerete, fra queste la N. 2348 dell'anno 941).
  • Gianfranca Martinenghi Rossetti, L. Ferri, A. Zaccaria, M. Daina, Bottega di Andrea Fantoni. Il Cristo grande di Cerete Basso. Il restauro e la riscoperta dell'opera fra valori artistici e storici. Cantù 1989.
  • Gianfranca Martinenghi Rossetti, A. Zaccaria, M. Daina, Bottega fantoniana. La Madonna del Rosario di Cerete Basso. Il restauro e la riscoperta dell'opera fra valori artistici e cultuali. Cantù 1989.
  • Laura Ferri, I nobili Marinoni di Cerete e la cappella dell'Annunciata, Clusone, 1991.
  • Raffaella Poggiani Keller (A cura di), Carta Archeologica della Lombardia, II. La Provincia di Bergamo, II. La carta archeologica del territorio di Bergamo, Schede. Modena 1992, p. 65.
  • Federico Montecuccoli degli Erri, ”I Ferri e la Pala di Cerete Basso”. In Filippo Pedrocco, Federico Montecuccoli degli Erri, Antonio Guardi, Milano 1992, pp. 55–57.
  • Giuseppe Orombelli, Cesare Ravazzi, Le torbe di Cerete Basso (Bergamo): una successione stratigrafica di riferimento per il Tardiglaciale e l'Olocene nelle Prealpi Lombarde. Rendiconti Istituto Lombardo Scienze, Lettere ed Arti, serie B, vol. 128, pp. 185–217. Milano 1995.
  • Laura Ferri, Cerete nelle ricerche di una appassionata di storia locale. Clusone 1996.
  • Carla Ferliga, Cesare Ravazzi, Diego Marsetti, Renato Marsetti, Renata Perego, Silvia Marinoni, Nello Camozzi, Tiziana Carrara, Sergio Del Bello, Bruno F. Duina, GSB Le Nottole, Speleo CAI Lovere, Storie di Ghiaccio, di Pietre, di Foreste. Milioni di anni fra Presolana e Sebino. Numero fuori serie della Collana “Quaderni di Geodinamica Alpina e Quaternaria”. Organo del C. N.R., Consiglio Nazionale delle Ricerche, Milano. Cantù 1996.
  • Nello Camozzi, "Leonardo da Vinci: il primo studioso della Val Borlezza?". In AA.VV., Storie di Ghiaccio, di Pietre, di Foreste. Milioni di anni fra Presolana e Sebino. Numero fuori serie della Collana “Quaderni di Geodinamica Alpina e Quaternaria”. Organo del C. N.R., Consiglio Nazionale delle Ricerche, Milano. Cantù 1996.
  • Marzia Daina, Clara Forte, Alessandra Fracassetti, Antonietta Gallone, GianMaria Labaa, Antonio Zaccaria, Giacomo Borlone. Restauro e valorizzazione di un'opera inedita: la natività di Cerete Basso. Gorle 1997.
  • Piccole Apostole della Scuola Cristiana Bergamo (A cura di), Teresa Cominelli ”Con tutto il cuore”. Frammenti di vita e pensieri di una “piccola apostola”. Clusone 1997.
  • Maria Fortunati Zuccàla, "Cerete (BG), Chiesa di S. Rocco - Cimitero. Necropoli altomedievale". In Notiziario della Soprintendenza Archeologica della Lombardia, 1998, pp. 143–145.
  • Renata Massa, ”L'altare maggiore di S. Vincenzo realizzato da Antonio Corbarelli a Cerete Basso”. In Civiltà Bresciana, anno VII, n. 3. Brescia 1998, pp. 19–29.
  • Nello Camozzi (A cura di), Cappella funeraria di don Stefano Perinei. Un fenomeno di sincretismo religioso nella chiesa di S. Vincenzo a Cerete Basso. Guida. Como 2005.
  • Cesare Ravazzi, Carla Ferliga, Diego Marsetti, Cristina Bigoni, Aldo Avogadri, Raffaella Poggiani Keller, Renato Marsetti, Alfredo Bini, Silvia Marinoni, Luisa Passoni, Renata Perego, Marco Pagani, Enrico Pezzoli, Andrea Piccin, Marco Valle, Tiziana Carrara, Omar Fantini, Luisa Garibaldi, Barbara Leoni, Val Borlezza. Un viaggio dalla genesi del territorio ai primi insediamenti dell'Uomo. Quaderni di Geodinamica Alpina e Quaternaria, Numero Speciale. Collana non periodica dell'Istituto per la Dinamica dei processi Ambientali, Organo del C. N.R., Consiglio Nazionale delle Ricerche, coeditore Moma Comunicazione, Cenate Sotto 2007.
  • Gian Marco Walch, ”Monna Lisa è nata qui fra i monti di Val Borlezza”. In Il Giorno, 24 febbraio 2009, p. 23.
  • Alessandro Morandotti, Gabriele Medolago, Antonio Zaccaria, Paolo Pagani (1655-1716) a Cerete. L'Estasi di Santa Teresa, Bergamo, Lubrina Editore, 2010, ISBN 88-7766-417-7.

Corso di Storia locale. Attraverso il tempo alla riscoperta di Cerete. Ciclo di conferenze videoregistrate. Cerete, 24. IV-06.XI.1998:

  • GEOLOGIA - Diego Marsetti, Renato Marsetti, "Quando e come si sono formate le montagne di Cerete". Cerete Alto, 24. IV.1998.
  • GEOLOGIA - Carla Ferliga, "Cerete: una valle sepolta, un ghiacciaio e altre meraviglie..". Cerete Basso, 08.V.1998.
  • IDROLOGIA - Tiziana Carrara, "I percorsi dell'acqua a Cerete", con la partecipazione straordinaria di Zaverio Oprandi, Sindaco di Cerete. Cerete Basso, 22.V.1998.
  • STORIA DELL'AMBIENTE - Cesare Ravazzi, "Il lago e la torbiera di Cerete". Cerete Basso, 05.VI.1998.
  • ARCHEOLOGIA - Raffaella Poggiani Keller, "La Valle Borlezza dal Paleolitico all'Età del Ferro nel quadro del territorio alpino". Cerete Alto, 26.VI.1998.
  • ARCHEOLOGIA - Maria Fortunati Zuccàla, "Dalla romanizzazione alla necropoli alto medievale di Cerete". Cerete Basso, 10.VII.1998.
  • ECONOMIA E SOCIETÀ - Giovanni Silini, "Economia e società tardo medievale in Val Seriana". Cerete Alto, 17.VII.1998.
  • ARTE - Alessandra Fracassetti, "Arte ceretese scomparsa e sconosciuta: affreschi fra Trecento e Quattrocento". Cerete Alto, 31.VII.1998.
  • TOPOGRAFIA - Nello Camozzi, "Leonardo da Vinci a Cerete fra ipotesi e realtà". Cerete Alto, 21.VIII.1998.
  • ARTE - Francesco Rossi, "Il ciclo degli affreschi cinquecenteschi della cappella dell'Annunciata". Cerete Alto, 28.VIII.1998.
  • ARTE - Paolo Dal Poggetto, "Il pittore Antonio Cifrondi e le sue opere nelle chiese a Cerete". Cerete Basso, 11. IX.1998.
  • SCULTURA E ARCHITETTURA - Gianfranca Martinenghi Rossetti, "Scultura e architettura fantoniane a Cerete". Cerete Alto, 25. IX.1998.
  • MEDICINA POPOLARE - Aldo Avogadri, "Come si curavano i nostri nonni con le erbe". Cerete Basso, 09.X.1998.
  • STORIA DELL'AMBIENTE - Cesare Ravazzi, Nello Camozzi, "La trasformazione dell'ambiente vegetazionale a Cerete nell'ultimo secolo". Cerete Basso, 23.X.1998.
  • BOTANICA - Silvia Marinoni, "Il paesaggio vegetale attuale a Cerete". Cerete Alto, 06.XI.1998.

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