Brugherio

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Brugherio
comune
Brugherio – Stemma
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Il tempietto di San Lucio in Moncucco
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Monza e della Brianza-Stemma.png Monza e Brianza
Amministrazione
Sindaco Marco Antonio Troiano (PD) dal 10-6-2013
Territorio
Coordinate 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)Coordinate: 45°33′03″N 9°18′04″E / 45.550833°N 9.301111°E45.550833; 9.301111 (Brugherio)
Altitudine 144 m s.l.m.
Superficie 10,41 km²
Abitanti 34 348[1] (30-4-2016)
Densità 3 299,52 ab./km²
Frazioni Baraggia, Dorderio, Moncucco, San Damiano, Torazza
Comuni confinanti Agrate Brianza, Carugate (MI), Cernusco sul Naviglio (MI), Cologno Monzese (MI), Monza, Sesto San Giovanni (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 20861
Prefisso 039
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 108012
Cod. catastale B212
Targa MB
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Brugheresi
Patrono san Bartolomeo
Giorno festivo 24 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brugherio
Brugherio
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Posizione del comune di Brugherio nella provincia di Monza e della Brianza
Sito istituzionale

Brugherio (Brughé in dialetto locale[2]) è un comune italiano di 34.348 abitanti[1] della provincia di Monza e della Brianza, il più meridionale della provincia.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome
Esempio di Calluna vulgaris, cioè brugo.

Il nome Brugherio deriva da brugo, e la brughiera, con la sua vegetazione caratterizzata da scoperti, sterpi, ginestrone, era ed è tuttora abbastanza frequente nell'alta pianura padana. Anticamente la parola brugario indicava la terra comune come Baragia; in seguito venne suddivisa tra Monza, Vimercate e Cologno. Lo stemma del Comune rappresenta appunto un arbusto.

Le origini (IV secolo - XV secolo)[modifica | modifica wikitesto]

Le reliquie dei Magi e il coenobium di Marcellina[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Reliquie dei Magi (Brugherio).
Affresco parietale raffigurante santa Marcellina, sant'Ambrogio e san Satiro, presente nella Chiesa di Sant'Ambrogio.

La tradizione locale riporta che nel IV secolo santa Marcellina, sorella dell'arcivescovo di Milano sant'Ambrogio, risiedesse in alcuni possedimenti famigliari, per ottemperare, insieme ad altre vergini, al suo desiderio di una vita dedita alla castità e alla pratica delle virtù cristiane[3]. Ambrogio avrebbe poi donato alla sorella, in segno di affetto e di approvazione per la condotta delle vergini nel cenobio, alla sorella come reliquia le falangi di alcune dita dei Re Magi, reliquie che, sempre secondo la tradizione, rimasero a Brugherio, mentre i corpi, custoditi nella Basilica di Sant'Eustorgio a Milano, furono portate a Colonia dopo la conquista di Milano da parte di Federico Barbarossa nel 1164.

I primi nuclei abitativi e le reti commerciali[modifica | modifica wikitesto]

Le prime indicazioni scritte che ci sono pervenute, riguardanti il territorio di Brugherio, risalgono all'epoca imperiale romana quando, con i nomi di Noxiate, Sanctus Damianus, Baragia e Octavum, venivano designati i primi nuclei abitativi presenti sul territorio. Noxiate corrispondeva all'attuale centro dove si trova la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, e fu poi smembrato nel corso dell'età carolingia tra Monza e Cologno[4]. La località Baragia si estendeva a nord, fino a comprendere S. Damiano e a sud fino alla zona di Brugherio centro[4].

Octavum, corrispondente alle attuali San Cristoforo e Occhiate, infine, si trovava all'ottavo miglio sulla strada romana che da Milano conduceva a Monza e che correva sulla riva destra del Lambro[5] e che vi era presente, in un documento dell'853, «un ospizio o un ospedale per i pellegrini...»[6]. Tale rete viaria non era la sola a percorrere il territorio di Brugherio: l'attuale Cascina Sant'Ambrogio era difatti posta lungo la Via Burdigalense, cioè quella via commerciale che collegava l'attuale Bordeaux con Aquileia per poi proseguire da lì fino alla Pars orientalis dell'Impero[7].

Il Basso Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

L'Alto Medioevo, caratterizzato da profondi ed instabili mutamenti politici, ci trasmise quelle poche fonti di cui si è accennato nel paragrafo sovrastante. Una prima notizia riguardante l'esistenza di un monastero di benedettine, situato sull'antico coenobium di Marcellina, risalirebbe al 1098[N 1]. Informazioni storiche precise risalgono, però, a partire dal Basso Medioevo, allorché una pergamena del 1162 parla di un monastero femminile detto di Sant'Ambrogio di Carugate[N 2].

Il XIV secolo vide, inoltre, le lotte politiche tra i Torriani e i Visconti per il dominio su Milano e le città ad essa soggiogate[8]. Tali lotte intestine si fecero sentire anche a Brugherio: nel 1282, infatti, SI riporta che ad Octavum vi sorgeva un castrum oggetto di contesa tra filo-torriani e filo-viscontei, e che questi ultimi, desiderosi di riavere indietro tale luogo dopo una momentanea vittoria dei Torriani, si erano rivolti al tribunale De Malexardorum[9][10].

All'altezza di questi avvenimenti, l'attuale territorio comunale era già diviso da due secoli in 3 pievi, che approssimativamente ricalcavano la complessa ripartizione del territorio nei secoli successivi[11][12]. Difatti, il territorio fu diviso tra Monza, cui appartenevano gli attuali centro storico e Moncucco; Vimercate, del cui feudo faceva parte l'attuale frazione Baraggia; e Gorgonzola, di cui faceva parte invece la cascina Increa.

Il periodo spagnolo (1525-1714)[modifica | modifica wikitesto]

Il governo spagnolo nel monzese[modifica | modifica wikitesto]

In seguito al controllo del Ducato di Milano, a partire dal 1525, da parte degli spagnoli di Carlo V, l'intera Lombardia entrò in un lungo periodo di decadenza socio-economica, periodo acuito dalla terribile peste di San Carlo (1576-1577), da quella manzoniana poi (1630), ed infine da numerose carestie che flagellarono le campagne lombarde. Nello specifico, il monzese seguì le sorti famigliari dei nuovi feudatari spagnoli, i De Leyva, più attenti a sfruttare le ricchezze del loro feudo che ad incentivarne la tradizione manifatturiera e commerciale[13]. Il loro malgoverno, durato dal 1530[14] al 1648, fu seguito dal governo più lungimirante dei Durini, nobile famiglia milanese impegnata in attività commerciali ed industriali che migliorerarnno l'amministrazione del capoluogo brianteo[15].

Brugherio tra '500 e '600[modifica | modifica wikitesto]

Dati socio-amministrativi[modifica | modifica wikitesto]

La realtà del territorio brugherese di questi due secoli risentì dello stato d'anarchia dovute alle guerre tra francesi e spagnoli prima, dal generale stato di crisi socio-economica che caratterizzò la Lombardia spagnola e dalle ripetute pestilenze che colpirono il territorio[16]. Attraverso vari censimenti effettuati tra il 1530 e i 1546, si viene a sapere che Brugherio fosse divisa amministrativamente tra «Burgero sotto la Corte di Monza», «Burgero pieve di Vimercate» e «imbrugero territorio di Monza», realtà a loro volta frazionate nelle varie cascine locali che, per mantenere i rapporti con i rispettivi feudatari, nominavano dei consoli che facevano da tramite con la popolazione locale[17].

Nel corso del Seicento, per quanto riguarda l'andamento demografico locale, sono fondamentali gli atti delle visite pastorali, volute dal Concilio di Trento per verificare in loco, da parte dei vescovi locali, le condizioni delle varie parrocchie. Dopo le prime visite pastorali effettuate a Brugherio nel 1578 e nel 1596, nel 1621 si attesta che la popolazione delle cascine sotto cui ricadeva l'amministrazione parrocchiale si aggirava intorno alle 1350 anime[18][19]. Drammatiche furono le conseguenze per la popolazione locale durante la pestilenza del 1630: la popolazione diminuì di 350-400 persone circa[20]. Le conseguenze della peste manzoniana (e le drastiche condizioni meterologiche che spinsero, gli storici, a parlare di piccola glaciazione) furono talmente incisive, che nella seconda metà del '600 l'andamento demografico subì un notevole rallentamento, andamento che ritornò sui livelli precedenti alla pestilenza soltanto negli anni '70[21].

La fondazione della parrocchia[modifica | modifica wikitesto]
« Il luogo chiamato Brughè dove è una chiesa di S. Bartolomeo, membro di Monza, con le cassine attigue che sono in tutto quaranta fuochi (case masserizie), si potrà erigere una parrocchia per essere distante due miglia (Da Monza) e però avrà occasione di farlo alla occasione di qualche unione, di benefici vacanti »
(S. Carlo Borromeo e Monza, p. 40)

In mezzo a questa decadenza socio-politica, Brugherio trovò una sua prima identità comunitaria attraverso la fondazione, da parte dell'arcivescovo Carlo Borromeo, della Parrocchia di San Bartolomeo, in seguito alla visita pastorale compiuta tra il 15 e il 16 giugno del 1578[22]. La nuova realtà parrocchiale, comprendente «Cascine de' Bastoni coll'oratorio di Maria Nascente, S.Cristoforo di Ottavo..., S.Damiano, Sant'Albino, Sant'Ambrogio, S.Donato»[23], unificò le tre divisioni amministrative e diventando così il punto di riferimento per una prima coscienza brugherese.

Il primo periodo austriaco (1714-1796)[modifica | modifica wikitesto]

Il XVIII secolo vide, per le sorti della Lombardia, grandi mutamenti politici: nel 1714, in seguito alla conclusione della guerra di successione spagnola (1700-1714), i territori italiani appartenenti alla sconfitta Spagna passarono agli Asburgo austriaci, i quali riportarono ordine nell'amministrazioni e presero avvedute misure socio-economiche. Il catasto teresiano del 1760, per esempio, permise un inquadramento dei beni ecclesiastici e secolari, permettendo al governo di Vienna di conoscere tutti i beni immobili presenti nei suoi domini. L'illuminismo, le riforme sociali e l'accortezza del governo di Maria Teresa (1740-1780) recarono benessere alla società autoctona, incentivando lo sviluppo di attività artigianali e agricole.

Lo Stato di Milano durante la dominazione austriaca del XVIII secolo, in un disegno del 1815.

Brugherio nel XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

La Cronaca di Antonio de Petri[modifica | modifica wikitesto]
« Sette o otto miglia lungi da Milano alla destra della Strada Provinciale di Vimercate, sopra arenoso, ma non infecondo di Suolo di contro a' Monti Briantei fa non ingrata mostra di se la picciola, ma popolata Terra di Brugherio. Un tal nome sembra indicare, che il di lei Distretto fosse un tempo abbandonato, ed incolto; al presente però que' Fondi vengono assai ben coltivati, ed in gran parte innaffiati, e sono fertili specialmente di uve, che rendono Vini molto saporiti, e di vivo colore […] Vi abbondano poi non solo le Case destinate ad alloggio de' Coloni e degli Artefici di prima necessità, ma sì ancora nobili Abitazioni, in cui villeggiano li molti Possessori, tra i quali è diviso quel Territorio, onde nella Staggione Autunnale vi si unisce una Società assai maggiore di quella, che da un sì picciolo Paese ci si dovrebbe aspettare […] »
( Paolo Antonio De Petri, Descrizione della terra e delle cassine che compongono la parrocchia e notizie storiche intorno alle medesime: Brugherio 1794, Brugherio, Comune di Brugherio, 2016.)

Con queste parole il parroco di Brugherio, don Antonio de Petri (1778-1819), appassionato storico ed emulatore del monzese Antonio Francesco Frisi, inizia una sua Cronaca della realtà locale, nel tentativo di dipingere le tradizioni locali, gli usi e i costumi della Brugherio di fine Settecento[24] e le principali abitazioni allora presenti, soffermandosi specialmente sulle ville nobiliari.

Le ville di delizia a Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Le attività agricole trovarono particolare propensione in Lombardia grazie ai numerosi possidementi terrieri dell'aristocrazia locale la quale, esclusa dalla carriera politica e militare, si buttò nell'imprenditoria agricola coltivando, attraverso i coloni, le loro terre con vari tipi di colture, tra le quali primeggiava quella del baco da seta.

Gli antichi castra difensivi, sorti in età basso medievale e che mantennero questa struttura fino al perdurare delle guerre d'Italia del XVI secolo[25], assunsero nel Secolo dei Lumi finalità diversa: non più militare, ma ludica ed imprenditoriale[N 3][26]. Brugherio, già a partire dal Seicento, fu uno dei luoghi di villeggiatura più apprezzati da parte di numerose famiglie aristocratiche milanesi, che vi costruirono residenze estive per sfuggire alla calura estiva milanese[N 4]: Villa Sormani, Villa Brivio, Villa Scotti-Cornaglia-Noseda-Bertani (attuale sede del Comune) e Palazzo Ghirlanda (attuale sede della Biblioteca Civica), sono soltanto delle principali residenze estive dell'aristocrazia meneghina.

Il volo di Paolo Andreani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Paolo Andreani.
Disegno raffigurante l'inizio dello storico volo in mongolfiera compiuto da Paolo Andreani nel 1784.

Fu una da queste ville che, nel 1783, avvenne un fatto storico di rilevanza internazionale: il secondo volo aerostatico con un essere umano a bordo. Artefice di quest'impresa fu un giovane nobile milanese, Paolo Andreani (1762-1823), che rimase fortemente colpito dal volo in mongolfiera tenutosi a Versailles l'anno precedente ad opera dei fratelli Mongolfier[27]. L'Andreaeni, pertanto, decise anch'egli di emulare l'impresa d'oltralpe, supportato tecnicamente in questo dagli ingegneri Gerli (Agostino, Giuseppe e Carlo). Difatti l'Andreani effettuò, insieme a questi ultimi, un primo volo sperimentale il 25 febbraio del 1784 dalla sua villa di Moncucco[28] e, riuscita la prova, il giovane nobiluomo fissò per il 13 marzo[27] una manifestazione pubblica cui fu invitata l'aristocrazia meneghina e, tra l'altro, lo stesso imperatore Giuseppe II[29].

Alla vigilia dell'impresa, però, i fratelli Gerli improvvisamente disertarono l'impresa. La motivazione più verosimile, formulata da Pietro Verri e accolta da Giuseppe Dicorato, è che fosse intervenuto il plenipotenziario austriaco, Johann Joseph von Wilzeck, il quale avrebbe corrotto, su commissione dello stesso Giuseppe II, i fratelli Gerli perché non si effettuasse un'impresa considerata suicida[30].

Nonostante l'imprevisto, Paolo Andreani non rinunciò al suo progetto e, aiutato da due improvvisati aiutanti, i brugheresi Giuseppe Rossi e Gaetano Barzago[29][31], effettuò la prima ascensione in mongolfiera in Italia[32]. Il volo, celebrato da sonetti del Parini[N 5] e dalle testimonianze di Pietro Verri e del parroco Don Antonio de Petri, si risolse in un'enorme successo: volò per circa sei chilometri, atterrando nei pressi della Cascina Seregna di Caponago[33].

L'Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Inquadramento storico del Primo Ottocento[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Risorgimento.

Dopo la breve stagione napoleonica in Italia, le forze coalizzate di Austria, Prussia, Russia e Gran Bretagna riuscirono, prima nel 1814 e poi nel 1815, ad abbattere l'imperatore dei francesi e a dare inizio, con il Congresso di Vienna, al periodo della Restaurazione. La Lombardia, insieme al Veneto, furono unificati nel Regno del Lombardo-Veneto, facente parte dell'Impero d'Austria. Il trentennio che seguì (1815-1848) vide, da un lato, una politica di sviluppo socio-economico tesa a rafforzare la già prospera economia lombarda; dall'altro, la nascita e la diffusione di associazioni segrete (carbonari, membri della Giovine Italia di Mazzini) volte a scacciare lo straniero per ottenere l'indipendenza.

Dopo i moti del 1848, la dominazione austriaca in Lombardia si fece sempre più pressante, tanto che il maresciallo Radetzky fu investito anche dei poteri civili per governare e reprimere qualsiasi tentativo di insurrezione (come infatti avvenne nel 1853 con il fallito moto mazziniano). Nel frattempo, però, il Piemonte guidato da Cavour seppe, con maestria diplomatica, a farsi guida del processo di unificazione nazionale grazie all'alleanza con la Francia di Napoleone III. Ed infatti, la Seconda guerra d'indipendenza portò, nel giro di poco più di due anni (1859-1861) alla creazione dello Stato nazionale.

Dalla Restaurazione alla nascita del Comune (1815-1866)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il turbolento periodo napoleonico, i possedenti terrieri di Brugherio, nel 1816, cercarono di fondersi in un unico comune (un tentativo di unificazione era fallito nel 1721, all'epoca del catasto teresiano), progetto fallito a causa della resistenza dei burocrati austriaci di Milano, i quali non volevano spendere tempo nell'unificare un così frantumato panorama amministrativo[34]. Sotto gli austriaci, ci furono splendori e miserie. In primo luogo, grazie agli sforzi di Gianmario Andreani, fratello di Paolo, e dell'architetto Giocondo Albertolli, la chiesa luganese di San Lucio venne smontata e trasportata in pezzi sui navigli per essere ricostruita a Brugherio. Brugherio non fu estranea al Risorgimento: molti brugheresi parteciparono infatti ai moti del 1848 e anche alla fallimentare rivolta di Milano del 1853. D'altro canto, in quegli anni Brugherio fu colpita da una serie di malattie (febbre petecchiale) che degenerarono la già precaria qualità di vita dei contadini. Dopo che anche Monza entrò a far parte del neonato Regno d'Italia, il 9 dicembre 1866[35] fu fondato il Comune di Brugherio, con i soppressi comuni di Cassina Baraggia e San Damiano di Monza, con parte del soppresso comune di Moncucco di Monza, con le frazioni di Brugherio, Bindellera, Cesena, Gelosa, San Paolo e Torazza, staccate dal comune di Monza, con la frazione di Occhiate staccata da Sesto San Giovanni e con la frazione di Increa staccata da Cernusco sul Naviglio. Il primo sindaco fu l'ex primo cittadino di Cassina Baraggia, Giovanni Noseda[36]. Gli anni che andarono dal 1866 al 1900 furono alquanto sonnacchiosi. Il Comune era gestito da una piccola classe di possidenti terrieri (sia autoctoni che milanesi), i quali mantennero dei rapporti con i contadini locali che non si discostavano di molto dai vincoli feudali del medioevo. Nonostante ciò, Brugherio vide nel 1880 l'apertura della tranvia Milano-Vimercate[37]; nel 1886 l'apertura del Canale Villoresi e, negli ultimi decenni, la nascita dei primi opifici per la lavorazione della seta.

Il periodo dal 1900 al 1945[modifica | modifica wikitesto]

La tenue industrializzazione di questo territorio vide la nascita anche dei primi movimenti sindacali di ispirazione cattolica. Infatti le campagne, legate fortemente alla religione, erano ostili alle istanze socialistiche e si avvicinarono alle Leghe d'ispirazione cattolica, determinando un mutamento dei rapporti tra i fittavoli e i possidenti terrieri[38]. Nel 1912, con la proclamazione del suffragio universale ad opera di Giovanni Giolitti, la base elettorale si espanse notevolmente, determinando un ribaltamento dei giochi di potere finora mantenuti in piedi da un'oligarchia. Gli anni della Prima Guerra Mondiale furono gestiti encomiabilmente[senza fonte] dal sindaco Giovanni Santini[36] (Brugherio fu sempre rifornita di viveri alimentari), mentre il periodo del cosiddetto biennio rosso (1919-1920) vide episodi di violenza tra i socialisti e i popolari cattolici[senza fonte]. Questi ultimi persero la maggioranza assoluta a causa del rilassamento della loro attività sindacale, e l'ultimo sindaco eletto dalle urne, Marcello Gatti, dovette gestire la difficile transizione dal periodo liberale al fascismo. Dal 1926 al 1943[36] il Comune venne retto dal podestà Ercole Balconi, personalità integerrima che favorì in un certo qual modo lo sviluppo urbanistico, scolastico e industriale di Brugherio[senza fonte]. Con la caduta di Mussolini, il 25 luglio 1943, Brugherio fu protagonista dei moti sindacali degli operai dello stabilimento Pirelli di San Damiano e si segnalò nella lotta partigiana contro l'oppressione nazifascista[39], tanto da intitolare una via cittadina all'ultimo partigiano assassinato: Luigi Teruzzi.

1945-1966: il boom economico e la proclamazione a "Città"[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio fu governata, in questi anni, dalla neonata Democrazia Cristiana. Sotto le varie amministrazioni Pollastri (1946-1950), Meli (1951-1961) e Giltri (1965-1975)[36], Brugherio cambiò radicalmente la fisionomia del proprio territorio socio-urbanistico: nuovi villaggi industriali (ad opera delle ditte Falck e Pirelli, per esempio), un'intensa attività dell'edilizia popolare e scolastica (la costruzione della scuola Parini), la fondazione della Biblioteca Civica Comunale (1960[40]) e l'estensione a tutta la realtà cittadina della rete fognaria, elettrica e del gas metano. Al fianco dell'attività promossa dal Comune, si segnalano le opere assistenziali della ditta veneta Marzotto e di quelle della Parrocchia (guidata dall'energico don Giuseppe Camagni[41]). La trasformazione di Brugherio da paese a città industriale (importantissima la presenza della ditta monzese di lavatrici Candy, il cui nuovo stabilimento fu inaugurato nel 1964 dal cardinale Giovanni Colombo) fu coronata dal titolo di "Città" il giorno 27 gennaio 1967[42], ad opera del presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

1966-oggi: Brugherio verso il futuro[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio, negli anni settanta e ottanta, vide il consolidamento dei movimentati anni precedenti: la fondazione del complesso dell'Edilnord, ad opera di Silvio Berlusconi, l'acquisizione da parte del comune di Villa Fiorita (casa di cura per malati psichiatrici ove morì Filippo De Pisis nel 1956[43]), la fondazione della scuola media Leonardo da Vinci (1966) e la creazione del complesso residenziale del Quartiere Ovest, sorto in seguito all'aumento vertiginoso della popolazione. Gli anni del boom (corrispondenti pressoché all'amministrazione Giltri, 1965-1975) comportarono infatti un riassestamento del tessuto socio-culturale a causa del fenomeno dell'emigrazione dal Meridione ai grandi centri industriali del nord. Di conseguenza, anche la strutturazione religiosa locale muta, con l'aumento progressivo degli abitanti: nel 1971 fu celebrata la prima eucarestia nella chiesa di San Paolo[44], mentre nel 1993 fu costruita quella di San Carlo, in quanto il nuovo Quartiere Ovest si trovava lontano dalla chiesa di San Bartolomeo[44]. Brugherio, a partire dagli anni ottanta, cercò di recuperare la propria memoria storica rinforzando le tradizioni storiche e folkloristiche tipiche del territorio: nel 1983 fu celebrato il bicentenario del volo dell'Andreani; nel 1992[45] fu acquistato e restaurato, da parte del Comune di Brugherio, il tempietto di San Lucio di Moncucco. I lavori termineranno definitivamente nel 1994[45], con delle celebrazioni volte a rinforzare il legame di Brugherio con la città di Lugano.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La chiesetta di S.Ambrogio, annessa al complesso colonico dell'omonima cascina.

Chiesa di San Bartolomeo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Bartolomeo (Brugherio).

La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo fu consacrata nel 1578 da san Carlo Borromeo, cardinale arcivescovo di Milano, sul luogo ove sorgeva un'altra chiesa più antica. L'attuale campanile fu innalzato tra il 1751 e il 1771[46]. La chiesa venne ampliata nel XIX secolo, su disegno dell'architetto Giacomo Moraglia, e ancora nel 1938. L'edificio è a tre navate, con volte affrescate dai pittore Valtorta, Mariola e Granchi. Dietro l'altare maggiore un reliquiario d'argento settecentesco conserva le reliquie dei Re Magi[47], che vengono esposte durante l'Epifania.

Chiesa di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Ambrogio (Brugherio).

La chiesa di Sant'Ambrogio, sorta su un precedente oratorio annesso ad una villa, è accorpata all'omonima cascina, di cui seguì le varie vicende storiche, dall'arrivo di santa Marcellina fino alla traslazione delle reliquie dei Magi, nel 1613, nella chiesa parrocchiale. Subì vari restauri nel corso del XIX e XX secolo. Conserva alcuni pregevoli affreschi e una copia della Pala di Giusto di Ravensburg, il cui originale fino al 1925 si trovava nella chiesa.

Chiesa di San Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Carlo (Brugherio).

La Chiesa di San Carlo è situata nella parte ovest della città. Fu consacrata dal cardinale Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano, il 27 aprile 1996.

Chiesa di San Lucio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Lucio.

La chiesa di San Lucio è una piccola chiesa dedicata a San Lucio[48] che oggi si trova accanto a Villa Sormani. Originariamente cappella facente parte del convento dei francescani di Lugano, fu traslata tra il 1815/17 e il 1832 a Brugherio dall'architetto Giocondo Albertolli, come tempietto di famiglia per gli Andreani e i Sormani. Pregevole esempio di struttura classicheggiante, il tempietto si può ammirare lungo Viale Lombardia.

Chiesa di Santa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Margherita (Brugherio).

La chiesa di Santa Margherita è un oratorio del sedicesimo secolo, dedicato a Santa Margherita di Antiochia, che si trova nella frazione Baraggia. È annessa a Villa Brivio, di cui faceva parte già nel Cinquecento.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria degli Angeli (Brugherio).

La Chiesa di Santa Maria degli Angeli è l'oratorio della Cascina Guzzina, complesso già esistente nel Cinquecento, situato nella zona sud della città.

Chiesa di Santa Maria Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria Immacolata (Brugherio).

La chiesa di Santa Maria Immacolata è stata l'oratorio della Cascina Increa, una delle più antiche di Brugherio. È situata accanto all'ingresso di Villa Tizzoni Ottolini.

Chiesa di San Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Paolo (Brugherio).

Nella zona sud di Brugherio è situata la chiesa dedicata a San Paolo Apostolo. È stata consacrata nel 1971.

Chiesa di Sant'Anna[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Anna (Brugherio).

Si trova a San Damiano, frazione di Brugherio. Popolarmente conosciuta come "geseta de Sant'Anna"[49] sorge nel luogo in cui, nel IX secolo, si trovava una chiesetta dedicata ai santi Cosma e Damiano[50]. In occasione della visita pastorale di san Carlo Borromeo del 1578, l'arcivescovo decise di demolire l'intera costruzione che era annessa ad un antico monastero. A documentare questa demolizione, esiste una pergamena leggibile, conservata presso la sede dell'Arcidiocesi di Milano[51]. La vecchia chiesa fu sostituita con una nuova nel Settecento. La troviamo menzionata per la prima volta dal canonico Antonio Francesco Frisi: si trattava di una cappella privata adiacente alla ormai demolita Villa Viganoni-Benaglia, nell'Ottocento residenza estiva della famiglia Parravacini. L'attuale chiesa è stata dedicata a sant'Anna, probabilmente, dai proprietari Antonio Parravicini e dalla di lui moglie Isabella Blasi[52].

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Villa Fiorita[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Fiorita (Brugherio).

Villa Scotti-Cornaglia-Noseda-Bertani è una villa storica nobiliare che si trova nell'attuale piazza Cesare Battisti ed è la sede del Comune. È meglio conosciuta come Villa Fiorita, dal nome della clinica privata per malati di mente che ne fu proprietaria dagli anni trenta. Nella clinica trascorse gli ultimi anni di vita il pittore Filippo De Pisis[43].

Palazzo Ghirlanda Silva[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Ghirlanda-Silva.
Villa Sormani-Andreani, una delle Ville di Villeggiatura dei nobili milanesi e protagonista del volo in mongolfiera di Paolo Andreani.

Palazzo Ghirlanda Silva è un palazzo settecentesco del centro cittadino. Già sede del municipio, dal 1960 una parte dei locali inferiori venne adibita per gli uffici della Biblioteca civica. Dal 1982, in seguito ad una ristrutturazione generale degli interni dell'edificio, Palazzo Ghirlanda fu deputato ad ospitare un'ampliata biblioteca[53].

Villa Sormani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Sormani.

Villa Sormani è una villa appartenuta in passato ai conti Bolagnos, poi Andreani e da ultimo Sormani. Si trova nella frazione di Moncucco. La Villa Sormani è anche il luogo ove Paolo Andreani effettuò, nel 1784, il primo volo in mongolfiera sul suolo italiano. Conserva gradinate esterne e cancellate in stile barocco. La cancellata fu realizzata da una famiglia di fabbri del luogo, gli Arbizzoni.

Villa Brivio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Brivio.

Villa Brivio è un edificio del diciottesimo secolo che si trova nella frazione Baraggia. È di proprietà del comune ed ospita un centro residenziale di terapia psichiatrica.

Villa Tizzoni Ottolini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Tizzoni Ottolini.

Villa Tizzoni Ottolini è situata nel complesso architettonico di Cascina Increa dove si trova anche la Chiesa di Santa Maria Immacolata.

Villa Somaglia-Balconi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Villa Somaglia-Balconi.

Villa Somaglia-Balconi è un complesso composto da una villa padronale e da alcuni aggregati rustici, separati dalla struttura originaria della villa da via Marsala, che da Moncucco conduce a Carugate.

Architetture industriali[modifica | modifica wikitesto]

Filanda di Baraggia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Filanda di Baraggia.

Ex edificio industriale situato in via San Francesco d'Assisi 19, ai primi del '900 era una delle quattro filande cittadine (insieme alla Filanda Beretta, in via Tre Re; alla Filanda Santini Ronchi Spada, in via Dante, e alla Filanda Strazza, in via Santa Margherita).[54] Era chiamata filandùn.[55] Attualmente è proprietà privata, ospita appartamenti e magazzini.

Cascine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cascine di Brugherio.

Isolate in aperta campagna (come Sant'Ambrogio, Guzzina, Occhiate) o unificate in un agglomerato rurale (come Baraggia e San Damiano), le antiche cascine erano il centro della vita contadina. Quelle di Brugherio avevano le caratteristiche delle fattorie nella pianura a nord di Milano, in cui il cortile aveva solo una funzione di collegamento e non un ruolo centrale nelle lavorazioni agricole (come avveniva ad esempio nelle aziende della bassa padana). Intorno al cortile (generalmente molto grande e di forma quadrata) si apriva un ampio porticato al piano terra, sormontato da una ringhiera su cui si affacciavano i locali del piano superiore. Al pianterreno si trovavano la cucina, la dispensa, i ripostigli o magazzini e il soggiorno, dove la pavimentazione era realizzata in terra battuta e, spesso, ricoperta di strame durante la stagione invernale per percepire meno freddo all'interno dei singoli locali[56]. Le camere da letto erano al piano superiore, raggiungibili percorrendo un ballatoio che serviva da disimpegno. Al piano terra vi erano dei depositi per prodotti agricoli e il foraggio. e non mancavano le stalle, al di sopra delle quali stavano i fienili; al centro del cortile, invece, si trovava il pozzo per l'acqua. Sul territorio di Brugherio la proprietà agricola era per lo più piccola e frazionata, anche se vi è qualche esempio di grande unico proprietario, almeno fino al periodo napoleonico[57]. Prevaleva la policoltura (frumento, granturco, fagioli, patate), destinata prevalentemente al consumo personale e alla vendita. Le antiche cascine brugheresi davano il proprio nome anche alle zone circostanti ad esse, che corrispondevano grossomodo alle attuali frazioni. L'unione delle diverse cascine e piccoli comuni in cui era frammentato il territorio ha dato vita nel 1866 al comune di Brugherio. Nel XXI secolo sono ancora visibili le seguenti: Bindellera, Casecca, Comolli, Dorderio, Guzzina, Increa, Modesta o Del Bosco, Moia, Occhiate (con il mulino di Occhiate), Pareana, Sant'Ambrogio, San Cristoforo, Torazza[58][59][60].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cimitero storico (Brugherio), Monumenti di Brugherio, Monumento ai Caduti (Brugherio) e Colonne votive di Brugherio.

Monumento ai Caduti[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento ai Caduti è un complesso scultoreo del 1933 ad opera di Ernesto Bazzaro, che si trova in via Vittorio Veneto, davanti alle Scuole elementari "Federico Sciviero". È stato voluto dal podestà, Ercole Balconi, per commemorare i soldati brugheresi uccisi nella prima guerra mondiale.

Monumento al Donatore di sangue[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento al Donatore di sangue si trova in via Galvani. È una scultura in bronzo di quattro metri d'altezza inaugurata nel 1978 per celebrare il ventennale della fondazione del gruppo AVIS di Brugherio.

Monumento alla Pace[modifica | modifica wikitesto]

Il Monumento alla Pace è una scultura in bronzo che si trova in piazza Giovanni XXIII. È stato realizzato nel 2003 per volere dell'amministrazione comunale, che in quell'anno ha proclamato Brugherio "città per la pace". In seguito agli attentati di Nāṣiriya è stato dedicato anche ai carabinieri deceduti durante l'attacco terroristico.

Colonne votive[modifica | modifica wikitesto]

Le colonne votive sono quattro e sono collocate: in piazza Roma, a lato della chiesa di San Bartolomeo; su viale Lombardia, non distante dal cimitero vecchio; al bivio della Torazza; a San Damiano. Furono erette alla fine dell'epidemia di peste che colpì Monza e dintorni nel 1576, nei quattro punti del territorio in cui erano stati posti gli altari utili alla celebrazione delle funzioni religiose.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio fa parte con Cologno Monzese e Sesto San Giovanni del Parco Media Valle del Lambro, che collega il sistema dei parchi a nord di Monza con quello milanese.

Inoltre appartiene, con Carugate, Cernusco sul Naviglio, Cologno Monzese e Vimodrone, al Parco Est delle Cave, in cui è inserito il parco Increa.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dal XVIII all'unificazione nel Comune di Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del secolo dei Lumi, la complessa realtà amministrativa che caratterizzava l'attuale territorio comunale aveva spinto gli austriaci (signori della Lombardia dal 1714, dopo la guerra di successione spagnola) a procedere, come già ricordato precedentemente, all'unificazione dei vari enti amministrativi. All'epoca, infatti, ogni cascina eleggeva un console da inviare ai rispettivi feudatari per informare loro delle decisioni e dei risultati ottenuti nella lavorazione dei campi. Nel 1751, Brugherio era divisa in quattro grandi unità amministrative:

  1. Brugherio della Pieve di Vimercate, che comprendeva Cassina Baraggia e Cascina Sant'Ambrogio, a loro volta due comuni ben distinti[61].
  2. Brugherio della Pieve di Gorgonzola, che comprendeva la cascina Increa, a sua volta facente parte di Cernusco Asinario (oggi Cernusco sul Naviglio).
  3. Moncucco di Monza, che comprendeva le località di Bettolino Freddo, Dorderio, Guzzina, Malnido, Moglia, Pobbia e San Cristoforo, comune posto sotto la signoria dei Durini di Monza[62].
  4. Brugherio di Monza, cui apparteneva la Cascina Torazza, Casecca e un'area che comprendeva, all'incirca, l'attuale Piazza Roma, Via Tre Re e Via Dante[63].

San Damiano, invece, era un comune autonomo non infeudato ad alcun proprietario terriero[64]. Ecco i dettagli anagrafici dei singoli comuni, ricavati prima dai catasti teresiani del 1751 e, poi, dai vari censimenti napoleonici ed austriaci:

Comune di Cassina Baraggia[modifica | modifica wikitesto]
Brugherio di Sant'Ambrogio[modifica | modifica wikitesto]
Comune di Moncucco[modifica | modifica wikitesto]
Brugherio di Monza[modifica | modifica wikitesto]
Comune di Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

La tabella qui proposta riporta l'andamento demografico dal 1866 al 2011, basato sui censimenti e i dati ISTAT dopo.

Abitanti censiti[72]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT[73], al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2065 persone, pari al 6,16% di tutti i residenti. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Pos. Cittadinanza Popolazione
1 Romania Romania 343
2 Albania Albania 249
3 Perù Perù 165
4 Ecuador Ecuador 142
5 Marocco Marocco 141

Cultura e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici dell'istruzione a Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'istruzione in Italia.

Sotto le varie dominazioni straniere (austriaci nel XVIII secolo, francesi ed infine ancora austriaci nella prima metà del XIX secolo) furono effettuati vari tentativi di estendere, in nome dei principi illuministici, l'istruzione anche alle classi più disagiate. La mancanza della forza di volontà da parte dei poteri locali, il boicottaggio degli stessi genitori (essendo contadini, avevano bisogno dei figli nel lavoro dei campi) e altri impedimenti non risolsero il problema dell'analfabetismo, ancora dilagante nell'avanzata regione lombarda all'indomani dell'Unità.

Per quanto riguarda Brugherio, prima della nascita del Comune i bambini andavano a seguire le lezioni a Cascina Bastoni (l'attuale Sant'Albino di Monza), e soltanto a partire dal 1874 il Comune decise di adibire alcuni locali di Palazzo Ghirlanda per le lezioni scolastiche[74]. A partire dal '900, Brugherio vide sorgere altre strutture scolastiche: il primo asilo privato, gestito dalle suore di Maria Bambina, nel 1903[75][76]. Nel 1929, in pieno fascismo, fu eretta la prima scuola elementare, terminata nel 1939 e dedicata al soldato brugherese Federico Sciviero, morto in Libia nel 1932. Dopo la Liberazione (1945), si vide un progressivo intensificarsi dell'istruzione professionale nella Scuola di avviamento professionale in quanto molti giovani brugheresi erano destinati ad intraprendere lavori artigianali o di periti tecnici. Nel 1966, fu eretta la prima scuola secondaria di primo grado, seguita poi, nel corso dei decenni successivi, da altre sedi distaccate a San Damiano e Baraggia. Attualmente, Brugherio è dotata di numerosi istituti scolastici, statali o paritari, che vanno dalla scuola dell'infanzia alla secondaria di primo grado. Sono presenti, inoltre, anche un istituto di avviamento professionale[77] e un istituto musicale[78].

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa locale[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Cittadino di Monza e Brianza. Periodico settimanale della città di Monza che dedica un inserto anche alle realtà della provincia, compresa Brugherio[79].
  • Notiziario Comunale. Periodico gestito dal Comune come servizio di informazione per i cittadini. Il primo numero uscì nel 1971, per continuare ininterrottamente fino al 2012, anno in cui il Comune fu commissariato. La ristampa riprese nel dicembre del 2014[80].
  • Noi Brugherio. Periodico gratuito edito dall'Associazione Culturale Kairòs e distribuito in vari punti vendita del territorio comunale[81]. È pubblicato dal 2003[82].

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Radio Proposta. Radio Proposta era una trasmissione radio di ispirazione cattolica fondata agli inizi degli anni ottanta. Aveva luogo nell'oratorio San Giuseppe[83].

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Brugherio ospita, al confine col comune di Cologno Monzese, la sede del canale QVC, rete trasmittente spot commerciali a livello internazionale[84].

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Benché Brugherio disponga del solo Cineteatro San Giuseppe (legato all'Oratorio maschile adiacente), intorno a questo stabile operano una serie di compagnie teatrali che hanno risonanza anche al di fuori dei territori comunali, per via della partecipazione di attori/attrici del calibro: di Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti[85]; Leonardo Manera[86]; Giuseppe Fiorello[87]; Luigi De Filippo[88]. I principali appuntamenti sono il Fuori Pista, il Cinecircolo "Robert Bresson", e la Stagione Teatrale[89].

Musica[modifica | modifica wikitesto]

A Brugherio è presente una banda musicale con scuola di musica e junior band: il Corpo musicale San Damiano Sant'Albino, che ha sede a San Damiano. È stato fondato nel 1906 ed è tuttora in attività.

Oltre alla banda, Brugherio possiede una scuola di musica istituita nel 1984 dall'allora assessore alla cultura Luigi Piseri e a lui intitolata. Dal 2007 la scuola è divenuta attività principale della neo-costituita Fondazione Luigi Piseri.[90]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

A parte le sagre paesane e le feste stagionali, due sono le ricorrenze particolari che si distinguono rispetto a quelle dei paesi vicini:

Altare dei Magi, con copia del reliquiario.

La Festa di Occhiate

Festa paesana (conosciuta anche col nome di Festa sull'Aia[91]) che si tiene in settembre presso la Cascina di Occhiate. La prima edizione risale al 1984 e fu organizzata dai signori Anselmo e Luigi Peraboni, i quali vollero mantenere vive le tradizioni paesane organizzando balli, convivi in cascina, attività ludiche (quali la danza sull'aia e la pesca di san Patrizio[91]) e varie processioni religiose. L'aspetto più caratteristico, però, è il "palio delle oche", conosciuto in dialetto locale col nome di palio di uchèt per tut i bagaii e i tusanèt (Palio delle oche per tutti i bambini e le bambine)[92], durante il quale le oche sono tenute al guinzaglio da parte dei piccoli partecipanti.

L'Epifania

Vista la grande importanza delle Reliquie dei Magi conservate a San Bartolomeo, la solennità dell'Epifania è una tradizione molto sentita presso i brugheresi, i quali sono profondamente affezionati nei confronti degli ümitt[93]. Infatti, al termine della celebrazione eucaristica, il reliquiario viene posto davanti all'altare maggiore, perché i fedeli possano venerare le sante reliquie. La devozione, che fino agli anni '50 del secolo scorso attirava a Brugherio persone provenienti dai paesi confinanti[94], si è affievolita nei decenni successivi, a causa dell'avanzare della laicizzazione della società. Recentemente, però, grazie ad una serie di iniziative culturali e religiose, patrocinate dalla parrocchia, dal Comune e anche dagli stessi arcivescovi di Milano (tra le quali si ricordano la rievocazione della traslazione delle reliquie e la partecipazione di una delegazione brugherese a Colonia per commemorare l'arrivo delle reliquie nella città renana per volontà di Rainaldo di Dassel), i brugheresi si sono sensibilizzati su questo patrimonio storico-religioso.

Persone legate a Brugherio[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • San Damiano, al confine con Monza, comune autonomo fino al 1866. Il nome deriva da un oratorio e da una chiesa dedicati al santo.
  • Baraggia, comune autonomo fino al 1866.
  • Moncucco, comune autonomo fino al 1866.
  • Dorderio, nel quale sorge il parco Increa, ex cava di 33 ettari dotata di laghetto.
  • Torazza, al cui confine sorge il Villaggio Brugherio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Gli orari sono disponibili sul sito della NET (Nord Est Trasporti)

Fino al 1981 Brugherio era servita dalla tranvia Milano-Vimercate.

Brugherio si trova nell' Area NordEst di Milano, gestita attualmente da ATM e NET

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci[36][modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
9 dicembre 1866 1871 Giovanni Noseda Sindaco
1871 1874 Luigi Faruffini Sindaco
1874 1876 Emilio Tizzoni Sindaco
1876 1878 Alessandro Sormani Andreani Sindaco
1878 1886 Michele Veladini Sindaco
1886 1888 Francesco Viganò Sindaco
1888 1890 Angelo Decio Sindaco
1890 1896 Francesco Viganò Sindaco
1891 1896 Luigi Santini Sindaco
1896 1905 Carlo Viganò Sindaco
1905 1910 Giuseppe Dubini Sindaco
1910 1914 Giovanni Ronchi Sindaco
1914 1914 Angelo Cazzaniga Sindaco
1914 1920 Giovanni Santini Sindaco
1920 1923 Marcello Gatti Sindaco
1923 1924 Camillo Orsi Commissario prefettizio
1924 1925 Federico Vigna Commissario prefettizio
1925 1926 Francesco Torrisi Commissario prefettizio
1926 1943 Ercole Balconi Podestà
1943 1944 Stefano Agugiaro Commissario prefettizio
1944 1945 Giuseppe Pellerito Commissario prefettizio
1945 1945 Luigi Voltini Commissario prefettizio
1945 1945 Vincenzo Sangalli Sindaco
1945 1946 Luigi Callegaris Sindaco
1946 1950 Francesco Pollastri Sindaco
1950 1951 Enrico Casati Sindaco
1951 1961 Antonio Meli Sindaco
1961 1965 Fernando Oriani Sindaco
1965 1975 Ettore Giltri Sindaco
1975 1985 Giuseppe Cerioli Sindaco
1985 1990 Edoardo Teruzzi Sindaco
1990 1995 Andreina Recalcati Sindaco
1995 1999 Dario Pavan Sindaco
1999 8 giugno 2009 Carlo Antonio Cifronti centrosinistra Sindaco
9 giugno 2009 29 marzo 2012 Maurizio Ronchi Lega Nord Sindaco
30 marzo 2012 10 giugno 2013 Maria Carmela Nuzzi Commissario prefettizio
10 giugno 2013 in carica Marco Antonio Troiano centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vi era, infatti, un'iscrizione epigrafica (oggi non più visibile) con l'incisione "1098 MOEN", riportata dal parroco e storico don Antonio de Petri (1778-1819) e poi vidimato dal parroco Giuseppe Maroni nel 1881, come si ricava dalla Cronaca del De Petri stesso. Cfr. Sibilla, p. 61; Virgilio, p. 5; Tribuzio Zotti-Magni, p. 55 e p. 69
  2. ^ Tribuzio Zotti-Magni, p. 55. Bisogna ricordare che il monastero, fino alla creazione della parrocchia di Brugherio nel 1578, apparteneva alla parrocchia di Sant'Andrea di Carugate, come ricordano Tribuzio Zotti-Magni, p. 56
  3. ^ Per un discorso generale, si veda Ingegnoli-Langé-Süss, pp. 82-92.
  4. ^ Capostipite della ricca letteratura sulle ville nobiliari in territorio Brianzolo è Dal Re, Ville di delizia, opera ricchissima di informazioni architettoniche.
  5. ^ Le poesie scritte in onore dell'Andreani furono molte, e non recavano soltanto la firma dell'autore de Il Giorno. Per un'analisi complessiva dei sonetti scritti per celebrare l'impresa, si veda Guagnini, pp. 195-202.

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b [1]
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 103.
  3. ^ Biraghi, pp. 57-58
  4. ^ a b Tribuzio 1986, p. 14
  5. ^ Tribuzio 1986, pp. 14-15
  6. ^ Tribuzio 1986, Brugherio nei documenti, p. 15
  7. ^ Geyer, p. 6
  8. ^ Per un quadro storico complessivo della Lombardia trecentesca, si veda Cesare Cantù, Storia di Milano e la sua provincia, 2ª ed., Milano, Fausto Sardini, 1974, pp. 108-113, SBN IT\ICCU\MIL\0746905.
  9. ^ Brugherio 2000 anni, p. 51
  10. ^ Il tribunale dei Malesardi, ovvero degli esiliati, come specifica Tribuzio Zotti 1986, p. 15
  11. ^ Andenna, p. 122:
    « In quei decenni [l'età carolingia] si diffuse il concetto di "plebs", o pieve, il nuovo centro religioso rurale, governato dall'arciprete, che era a capo di una comunità di "presbiteri", di diaconi e di chierici, al quale i rustici versavano la tassazione sacramentale della decima e dal quale essi ricevevano i sacramenti. Presso la pieve si era battezzati e accanto a essa si riposava per sempre nel cimitero, ubicato attorno all'edificio, sul sagrato. »
  12. ^ Brugherio 2000 anni, Parte I, capitolo III, Riflessi delle lotte tra Torriani e Visconti nel Territorio di Brugherio.
  13. ^ De Giacomi-Galbiati, p. 198
  14. ^ Bergamaschi, p. 175
  15. ^ ColussiLa contea di Monza
  16. ^ Oltre a quella del 1576, epidemie di minor entità si verificarono nel 1524 (Brugherio 2000 anni, p. 55) e nel 1529 (Tribuzio 1986, p. 26).
  17. ^ La descrizione è desunta dalle ricerche storico-archivistiche esposte in Tribuzio 1986, pp. 19-30.
  18. ^ Anime è un sinonimo di persone, nel lessico dell'epoca.
  19. ^ Tribuzio Zotti-Magni, p. 24
  20. ^ Besta
  21. ^ [senza fonte]
  22. ^ Tribuzio Zotti-Magni, p. 31
  23. ^ S. Carlo Borromeo e Monza, p. 41
  24. ^ La data riportata sul frontespizio del volume segna la data 1794.
  25. ^ Perogalli, pp. 46-58 delinea l'evoluzione di questi antichi fortini in residenze signorili, affiancate dalla tipica cascina lombarda ove vivevano i fittavoli.
  26. ^ Ville come la Sormani-Andreani, difatti, sorgevano sulle fondamenta di questi fortini militari, come ricordano Ingegnoli-Langé-Süss, p. 60.
  27. ^ a b Vergnano
  28. ^ Dicorato, p. 63
  29. ^ a b Dicorato, p. 72
  30. ^ Dicorato, pp. 90-91
  31. ^ Magni, pp. 27-28
  32. ^ Si segnalano i festeggiamenti per il bicentenario dell'ascensione (1984) e quelli del duecentotrentesimo (2014)
  33. ^ Dicorato, p. 74
  34. ^ Storia economico-amministrativa, pp. 90-91
  35. ^ Comune di Brugherio - Storia del territorio, comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  36. ^ a b c d e Comune di Brugherio - Capi dell'amministrazione dal 1866 ad oggi, comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  37. ^ Marco Faragli e Angelo Marchesi, "Gamba de Legn" e altri Tramway. I trasporti pubblici a Vimercate dal 1880, p. 27.
  38. ^ Movimento Terza Età (a cura di), Cento Anni di famiglia a Brugherio, Brugherio, Comune di Brugherio, 1996, p. 46.
  39. ^ A.N.P.I (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) (a cura di), Storia della resistenza a Brugherio: 25 luglio 1943 - 25 aprile 1945, p. 32.
  40. ^ Inaugurazione della Biblioteca, in Il Cittadino della Domenica, 21 maggio 1960.
  41. ^ Parroco dal 1921 al 1957, Don Camagni si prodigò non soltanto nell'accompagnare spiritualmente i fedeli, ma anche nella costruzione e/o riedificazione di nuovi edifici e società (ampliamento della Chiesa di San Bartolomeo nel 1939; riqualificazione delle case per i coadiutori; modernizzazione ed ampliamento dell'oratorio maschile nel 1921; fondazione della Casa dell'Azione Cattolica). Esortò l'amministrazione comunale, inoltre, a completare l'ampliamento del cimitero di Viale Lombardia e mostrò grande interesse per migliorare l'istruzione dei giovani.
  42. ^ Brugherio la nostra gente, a cura del Movimento terza età, edito a cura del Comune di Brugherio, Assessorato alla Cultura, Brugherio, Tipolitografia Brambilla, 1992
  43. ^ a b Morte di Filippo De Pisis, in Il Cittadino della Domenica, 14 aprile 1956.
  44. ^ a b Comunità pastorale Epifania del Signore - Storia, epifaniadelsignore.it. URL consultato il 14 febbraio 2015.
  45. ^ a b L. Valli e C. Cannella, Il tempietto di Moncucco. Restauro e considerazioni sull'ex oratorio dei conti Andreani-Sormani in Brugherio già cappella di S.Antonio presso il Convento di S. Francesco in Lugano, Città di Lugano - Città di Brugherio, 1994, p. 4.
  46. ^ Brugherio, i suoi luoghi, la sua storia - 225º Anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, p. 29.
  47. ^ I Santi Magi di Don Damiano Grenci
  48. ^ Il Santo di Moncucco di Don Damiano Grenci
  49. ^ La chiesetta di San'Anna in San Damiano (PDF), comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 16 aprile 2015.
  50. ^ Vicky Porfidio, Brugherio: i suoi luoghi, la sua storia, p. 52.
  51. ^ Enrico Sangalli, La chiesa di Sant'Anna di San Damiano (PDF), parrocchie.it, p. 68. URL consultato il 16 aprile 2015.
  52. ^ Vicky Porfilio, Brugherio: i suoi luoghi, la sua storia, p. 53.
  53. ^ Comune di Brugherio - Biblioteca Comunale - Cenni storici, comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  54. ^ Lombardia Beni Culturali. Architetture. Filanda di frazione Baraggia, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 14 maggio 2016.
  55. ^ Brugherio: la nostra gente, Brugherio, Movimento Terza Età, 1992.
  56. ^ Sergio Zotti, La storia di Brugherio tra le ville e le cascine, in Brugherio, p. 14.
  57. ^ Per esempio, le monache di Santa Caterina la Chiusa di Milano o i Secco Borella feudatari di Vimercate (sotto cui ricadeva la giurisdizione di Baraggia).
  58. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio: luoghi memorabili, Brugherio, Parole Nuove, 1987.
  59. ^ Manuela Mancini, Brugherio: presente e passato, Milano, Swan, 1996.
  60. ^ Comune di Brugherio. La città. Cascine brugheresi, comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 10 aprile 2015.
  61. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 49.
  62. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 41.
  63. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 60.
  64. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, pp. 58-59.
  65. ^ a b c Comune di Cassina Baraggia, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2015.
  66. ^ Comune di Cassina Baraggia, 1798-1809., lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 marzo 2015.
  67. ^ a b Comune di Cassina Baraggia, 1859-1866., lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 24 marzo 2015.
  68. ^ comune di Moncucco, sec. XIV - 1757, lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 16 aprile 2015.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

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  • Mario Agliati, Il tempietto di due Santi e di due città. Da Sant'Antonio da Padova in Lugano a San Lucio papa in Brugherio, Lugano, Città di Lugano, 1994, SBN IT\ICCU\LO1\0347789.
  • Beatrice Besta, La popolazione di Milano nel periodo della dominazione spagnola, in Atti del congresso internazionale per gli studi della popolazione, vol. 1, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 1933, SBN IT\ICCU\PUV\0473443.
  • Luigi Biraghi, Vita della vergine romano-milanese Santa Marcellina sorella di Sant'Ambrogio, Milano, Tipografia e Libreria Arcivescovile Ditta Boinardi-Pogliani di Ermenigildo Besozzi, 1863, SBN IT\ICCU\LO1\1036414. URL consultato il 18 dicembre 2015.
  • Comitato per le Feste (a cura di), S. Carlo Borromeo e Monza: memorie cittadine: pubblicate nel III centenario della canonizzazione, Monza, Tipografia sociale monzese, 1910, SBN IT\ICCU\LO1\0373578.
  • (ITFR) Marc'Antonio Dal Re, edito nel 1726 e nel 1743., Ville di delizia o siano Palaggi camparecci nello Stato di Milano divise in sei tomi con espressivi le piante, e diverse vedute delle medesime incise e stampate da Marc'Antonio Dal Re bolognese, vol. 2, Milano, Alla Piazza de' Mercanti nel Portico superiore delle Scuole Palatine, 1743, SBN IT\ICCU\LO1E\016742.
  • Francesco De Giacomi ed Enrica Galbiati (a cura di), Monza: la sua storia, Monza, Associazione Pro Monza, 2002, ISBN De Giacomi-GalbiatiISBN non valido (aiuto), SBN IT\ICCU\MIL\0548953.
  • Paolo Antonio De Petri, Descrizione della terra e delle cassine che compongono la parrocchia e notizie storiche intorno alle medesime: Brugherio 1794, Brugherio, Comune di Brugherio, 2016.
  • Giuseppe Dicorato, Paolo Andreani – Aeronauta, esploratore, scienziato nella Milanodei Lumi (1763 – 1823), Milano, Ares, 2000, SBN IT\ICCU\LO1\0537782.
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  • Claudio Pollastri, La Città di Bartolomeo, Brugherio, Cooperativa San Bartolomeo, 1978.
  • Vicky Porfidio, Brugherio, i suoi luoghi, la sua storia - 225º anniversario del primo volo italiano in mongolfiera con uomini a bordo, Brugherio, Comune di Brugherio, 2009.
  • Anna Maria Sibilla, La cascina di sant'Ambrogio di Brugherio, SBN IT\ICCU\MIL\0466533.
  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, Brugherio, circolo culturale Paolo Grassi, 1986, SBN IT\ICCU\MIL\0511906.
  • Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio luoghi memorabili, Brugherio, Parole nuove, 1989, SBN IT\ICCU\MIL\0506476.
  • Luciana Tribuzio Zotti e Giuseppe Magni, Una città nel segno dei Magi, Brugherio, Comune di Brugherio, 2012, SBN IT\ICCU\LO1\1464157.
  • Laura Valli e Calogero Cannella, Il tempietto di Moncucco : restauro e considerazioni sull'ex Oratorio di San Lucio dei Conti Andreani-Sormani in Brugherio, già Cappella di S. Antonio presso il Convento di S. Francesco in Lugano, Lugano-Brugherio, Città di Lugano-Città di Brugherio, 1994, SBN IT\ICCU\LO1\0347804.
  • Letizia Vergnano, ANDREANI, Paolo, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 3, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1961, SBN IT\ICCU\RAV\0018860. URL consultato il 27 gennaio 2016.
  • Giovanna Virgilio, Brugherio: percorsi tra storia e arte, Milano, Isal, 2004, SBN IT\ICCU\LO1\1080143.

Libri anonimi[modifica | modifica wikitesto]

  • Brugherio: il suo territorio, 2000 anni di storia; il suo Comune, 100 anni di feconda attività, Brugherio, Comune di Brugherio, 1966.
  • Storia economico-amministrativa-sociale-urbanistica-demografica del territorio e della popolazione di Brugherio, 1475-1936, Brugherio, Comune di Brugherio, 1966.

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