Marzotto

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Marzotto
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Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Fondazione 1836 a Valdagno (VI)
Sede principale Valdagno
Gruppo gruppo marzotto
Persone chiave
Settore Tessile
Fatturato 425,5 milioni di Euro (2015)
Dipendenti 3.990 (2014)
Sito web

Il gruppo Marzotto è una famosa fabbrica tessile italiana, con sede a Valdagno, in provincia di Vicenza. Ad oggi il gruppo Marzotto rappresenta il primo gruppo industriale tessile italiano per fatturato, dipendenti ed espansione internazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È stata creata nel 1836 come Lanificio Luigi Marzotto & Figli da Luigi Marzotto (1773-1869) (vedi Marzotto (famiglia)). Iniziò come piccola attività a conduzione familiare, con 12 operai, affiancata da un mulino per la macinatura del gesso che per una cinquantina d'anni fu la produzione principale. Nel 1842 la direzione viene assunta dal figlio Gaetano Marzotto Sr (1820-1910), sotto la sua gestione la produzione della fabbrica cresce, nel 1869 si impiantano innovative turbine e nel 1876 il numero degli operai è salito a 400, nel 1879 si aggiunge una filatura a Maglio di Sopra. Al principio del Novecento due stabilimenti alimentati dall'impianto idroelettrico costruito presso Recoaro occupano 1700 dipendenti.
Nel 1908 vennero inaugurati nuovi stabilimenti presso Manerbio (Bs) che contribuirono ad incrementare notevolmente la produzione dell'industria e il suo personale addetto. Nel 1910, alla morte di Gaetano, subentra il figlio Vittorio Emanuele (1858-1922) con spirito innovativo attraverso la meccanizzazione e la razionalizzazione del lavoro trasforma la Marzotto in una grande industria che serve il territorio nazionale ed estero. Dopo l'assassinio di Vittorio Emanuele, il figlio Gaetano (1894-1972) comprò le varie parti della fabbrica dai parenti, in modo da evitare divisioni. L'azienda, che aveva 1200 dipendenti, venne rinnovata sia nei macchinari che negli edifici, secondo i sistemi fordiani. Il rispetto rigoroso degli orari e la razionalizzazione del lavoro gli permisero di arrivare nel 1931 ad avere 3500 dipendenti, raddoppiando la produzione dei tessuti e quadruplicando quella dei filati.

Con l'industria cresce il paese di Valdagno, con l'edificazione della Città sociale da parte di Gaetano Marzotto Jr (figlio di Vittorio Emanuele) dove una precisa organizzazione all'estrema avanguardia considerati i tempi, forniva le case agli operai, le ville ai dirigenti e una serie di servizi per i lavoratori e le loro famiglie. Il villaggio operaio, cresciuto ai piedi del vecchio paese di Valdagno era dotato di: asilo, scuole, ospedale, casa dei balilla, casa di riposo, panificio e fattoria modello. Per lo svago vi era il dopolavoro ed il teatro, per i piccoli la colonia estiva sulle Dolomiti e a Jesolo, per gli adulti l'albergo sul monte Albieri. Anche a Manerbio venne a realizzarsi la Città sociale (nel 1939) e il dopolavoro con cinema e piscine, oltre che un asilo, un albergo, numerosi appartamenti, ville ed un parco pubblico. La realtà "Marzotto" venne così a radicarsi profondamente in questa cittadina.

Nel 1982 la guida del gruppo viene assunta da Pietro Marzotto che, negli anni ottanta, attua una politica di acquisizioni. Nel 1985 viene acquisito il Gruppo Bassetti, nel 1987 la Lanerossi, nel 1991 Hugo Boss in Germania, nel 2002 viene acquistata la Valentino S.p.A.

Nel 2005 il gruppo subisce uno scorporo, vengono separate le attività del settore tessile che confluiscono in Marzotto S.p.A da quelle dell'abbigliamento che costituiscono la Valentino Fashion Group.

Nel 2006 Marzotto vende Valentino Fashion Group per 800 milioni di euro al fondo di investimento Permira.

Nel 2007 Marzotto subisce un cambio di gestione nel assetto societario con l'acquisto del pacchetto di maggioranza da parte del Conte Andrea Donà dalle Rose e sorelle (figli della Contessa Italia Marzotto).

Nel 2008 entrano nel gruppo il Lanificio G.B. Conte con il marchio Estethia – G.B. Conte e viene acquisito il Lanificio Fratelli Tallia di Delfino ed il controllo del 100% di Linificio e Canapificio Nazionale.

Anche il 2009 è contraddistinto da importanti passi avanti nello sviluppo del gruppo Marzotto:

  • l'acquisizione del brand NTB Nuova Tessilbrenta, specializzato nella produzione di abbigliamento di cotone casual e sportivo;
  • l'accordo di collaborazione col Gruppo Schneider, importante e riconosciuto attore del settore nell'acquisizione e nella pettinatura di lana e fibre nobili che prevede la realizzazione di una joint venture produttiva per la lavorazione di pettinatura di lane, partecipata da Marzotto al 30%, con sede in un nuovo stabilimento in Egitto.

Nel 2010, a seguito dell'accordo con Faber Five, il Gruppo Marzotto controlla il 66,7% di Ratti, una delle più importanti aziende del mondo della seta.

Nel 2012 acquisisce i marchi Redaelli, Girmes, Christof Andreae, Niedieck, tutti specializzati nel velluto. L'acquisizione comprende due stabilimenti in Repubblica Ceca.

Oggi il gruppo Marzotto opera nel settore dei tessuti di lana e di cotone per abbigliamento, nel settore dei filati in lino e nell'arredo casa e, attraverso partecipazioni, nel settore della seta.

Nel settore tessuti è presente con i marchi:

  • Marzotto
  • Guabello
  • Marlane
  • Estethia / G.B. Conte
  • Fratelli Tallia di Delfino
  • Tessuti di Sondrio
  • Nuova Tessilbrenta
  • Niedieck
  • Redaelli Velluti
  • Girmes
  • Coperte Marzotto/Lanerossi

Il settore filati di lino produce attraverso il gruppo Linificio e Canapificio Nazionale, controllato al 100%.

L'attività tessuti di seta è svolta dal gruppo Ratti, azienda quotata alla Borsa di Milano e controllata dalla Capogruppo per il 33%, specializzata nella produzione di tessuti ed accessori in seta per la donna, l'uomo e l'arredo casa.

Cause giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

La Marlane, azienda tessile del gruppo Marzotto ed attiva fino al 2004 a Praia a Mare in provincia di Cosenza, è stata al centro di una causa giudiziaria per l'inquinamento di terreni e acque e per l'avvelenamento degli operai a causa delle procedure adottate per la colorazione dei tessuti e per lo smaltimento dei rifiuti della lavorazione[1][2][3][4][5][6]. Nel dicembre 2014 è giunto a sentenza il relativo processo, con l'assoluzione degli imputati poiché il fatto non sussiste[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicola Moneta, Un episodio e una storia- Marzotto 1836/1936—Industrie Grafiche Milano 1936
  • Piero Bairati, Sul filo di Lana—Editrice il Mulino, Bologna 1986
  • Giorgio Brunetti e Arnaldo Camuffo, Marzotto, continuità e sviluppo—Editrice ISEDI, Torino 1994
  • Edoardo Pittalis, Dalle Tre Venezie al Nordest 1900-1950—Edizioni Biblioteca dell'Immagine, Pordenone 2002
  • Francesco Cirillo, Luigi Pacchiano, Giulia Zanfino, Marlane. La fabbrica dei veleni, Coessenza, 2011. ISBN 9788896741030

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]