Villa Sormani

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« Assai da lontano maestoso Torreggia, e forma ameno prospetto alla sinistra di chi da Milano recasi alla volta di Vimercato il superbo Palazzo in Moncucco del Conte Gian Mario Andreani. »

(Don Antonio de Petri, Cronaca, manoscritto conservato presso l'archivio parrocchiale della chiesa di San Bartolomeo, p. 135.)
Villa Bolagnos-Sormani-Andreani
16BrugherioVillaSormani.JPG
Facciata della Villa
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLombardia Lombardia
LocalitàBrugherio
Coordinate45°32′53.56″N 9°17′32.17″E / 45.54821°N 9.29227°E45.54821; 9.29227Coordinate: 45°32′53.56″N 9°17′32.17″E / 45.54821°N 9.29227°E45.54821; 9.29227
Informazioni generali
Condizioniresidenziale
CostruzioneTerminata prima del 1733
StileBarocchetto lombardo
Usocivile
Realizzazione
ArchitettoGiovanni Ruggeri
Benedetto Alfieri (dopo 1779)
Proprietario storicoSilva (prima del 1733); Bolagnos (1733-1779); Andreani (1779-1830); Sormani (1830-1913); Verri (1913-indefinito); Stanzani (indefinito-1987)

La villa Sormani (già Bolagnos e poi Andreani) si trova nella frazione di Moncucco del comune di Brugherio. Chiaro esempio di barocchetto milanese, la Villa Sormani è anche il luogo ove Paolo Andreani effettuò, nel 1784, il primo volo in mongolfiera sul suolo italiano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dai Silva agli Andreani (1700 ca - 1830)[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Paolo Andreani.

Delle prime testimonianze sicure dell'esistenza di una villa di campagna sono presenti già all'inizio del XVIII secolo e, grazie alla Cronaca del parroco Don Antonio de Petri, si è in grado di ricostruire i numerosi passaggi di proprietà della villa. Il primo proprietario dei terreni e delle cascine annesse fu Giovanni Ambrogio Cotta[1], il quale la vendette poi a Giovan Pietro Giacomo Silva[1]. Morto costui, il possedimento passò nelle mani del Marchese Giuseppe Ignazio Silva[1][2]. Successivamente, nel 1733[3], il conte Carlo Giuseppe Bolagnos acquistò da lui la Villa[1], dandole l'aspetto attuale che possiamo tuttora ammirare (con tutta probabilità fu lui a dare l'incarico all'architetto Giovanni Ruggeri[4]), e che fu immortalato da Marc'Antonio Dal Re nell'incisione del 1726 e appartenente al suo volume Ville di Delizia[5]. Il conte Bolagnos morì nel 1767[6], e il suoi erede Giuseppe Maria mantenne la proprietà della Villa di Moncucco fino al 1779[6], quando la cedette al diciannovenne Gian Mario Andreani (1760-1830), di cui ne fece la villa di svago per lui e il di lui sedicenne fratello Paolo. Il periodo in cui furono proprietari gli Andreani fu significativo per la risonanza che ebbe il luogo e per i lavori architettonici eseguiti: Gian Mario chiamò, poco dopo l'acquisto della villa, l'architetto piemontese Benedetto Alfieri, che costruì le due ali laterali fiancheggianti il corpo centrale[7]. Celeberrima fu l'ascesa in mongolfiera che Paolo, il 13 marzo 1784, compì partendo dal parco (oggi scomparso) retrostante la Villa. Gli Andreani, inoltre, portarono nella loro villa di campagna una loro collezione di quadri, tra i quali ne figuravano due appartenenti al Canaletto[4][8].

I Sormani (1830-1913)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1817[9] Gian Mario, privo di prole come il fratello, era ben conscio dell'estinzione del ramo milanese degli Andreani, per cui decise di trasferire tutta la loro eredità (e quindi anche la Villa di Moncucco) al cugino Giuseppe Sormani (1771-1840)[10]. Dopo la morte di Gian Mario nel 1830[11] (Paolo era già deceduto nel 1823), la proprietà passò dunque nelle mani di Giuseppe. Il figlio di Giuseppe, Alessandro Sormani (1815-1880)[10], fu sindaco del Comune di Brugherio dal 1876 al 1878[12] e sposò Carolina Verri[10]. Il loro figlio, Pietro Alessandro, aggiunse il cognome materno Verri[10], vendendo ai parenti materni la villa nel 1913[9].

Il restauro degli anni '80/'90[modifica | modifica wikitesto]

In seguito, Villa Sormani andò in mano alla famiglia Stanzani, di cui rimasero i proprietari fino al 1987, quando la vendettero a vari proprietari, dividendola in lotti[4][13]. Già due anni prima[14], iniziarono i progetti di restauro della Villa, affidati all'architetto Fiorenzo Ramponi, i quali si protrassero fino al 1994[14], anno in cui fu completato il restauro del Tempietto.

Aspetti architettonici e artistici[modifica | modifica wikitesto]

Villa Sormani è uno dei migliori edifici della zona legati al barocchetto milanese[4], stile più aggraziato e classicheggiante nelle forme del barocco, senza però raggiungere ancora appieno la grazia armonica del neoclassicismo. Caratterizzata da una pianta ad U rivolta verso l'ingresso di via San Maurizio[4], l'abitato è costituito inoltre da due corpi laterali[15] che affiancano uno centrale, il quale presenta un portico ad arcate a tutto sesto[4] che dà spazio su un piccolo giardino. Questi, a sua volta, è separato dall'esterno da una cancellata, in parte realizzata da una famiglia dei fabbri del luogo, gli Arbizzoni[16]. Scenica è la scalinata, protetta da una balaustra, che lo collega il corpo centrale[17]. Il palazzo è diviso, esteriormente, in due aree determinate dalla presenza di un marcapiano: il corpo centrale, dopo il portico, è caratterizzato da un'ampia loggia[4] che presenta, ai lati, due scale conducenti ai piani superiori dei corpi laterali; l'area superiore è invece perlopiù anonima, caratterizzata dalla presenza a teoria di varie finestre. In seguito al boom edilizio degli anni '50/'60, lo spazio originario intorno a cui sorgeva Villa Sormani, caratterizzato da vaste aree agresti che ne rendevano lo spettacolo ameno, fu completamente stravolto[4]. Dalle incisioni del Dal Re, infatti, la Villa era completamente immersa in un vastissimo parco retrostante, percorso da un lungo viale in direzione di Monza.

Il tempietto di San Lucio[modifica | modifica wikitesto]

1leftarrow blue.svgVoce principale: Chiesa di San Lucio.

Di fianco alla villa, all'esterno, si trova la chiesa di San Lucio, in origine cappella del convento di San Francesco a Lugano. Acquistata dal conte Gian Mario Andreani, la cappella fu smontata e trasportata a Moncucco, via terra e fluviale, dove venne rimontata sotto l'attenta guida dell'architetto Giocondo Albertolli (tra il 1815/17 e il 1832).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Don Antonio de Petri, Cronaca, p. 145.
  2. ^ Luciana Tribuzio Zotti, Brugherio nei documenti, p. 46.
  3. ^ Tina Magni – Giuseppe Magni- Lambiente Domenico et alii, Paolo Andreani: primo aeronauta italiano. Brugherio 1784-1984, p. 7.
  4. ^ a b c d e f g h Silvia Gibelli - Beatrice Bolandini - Ferdinando Zanzottera, Villa Bolagnos-Sormani-Andreani, Regione Lombardia, 17 luglio 2011. URL consultato il 14 marzo 2015.
  5. ^ La ristampa più attuale del libro risale al 1963, quando Giansiro Ferrata fece ristampare l'opera del Dal Re presso la casa editrice "Il Polifilo".
  6. ^ a b Le ville storiche nel territorio di Monza, p. 95.
  7. ^ Paolo Andreani: primo aeronauta italiano. Brugherio 1784-1984., pp. 7-8.
  8. ^ Don Antonio De Petri, Cronaca, p. 138.
  9. ^ a b Vicky Porfidio, Villa Sormani a Moncucco, Brugherio, Comune di Brugherio.
  10. ^ a b c d Ermis Gamba - Natalia Stocchi, Famiglia Sormani, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 marzo 2015.
  11. ^ Ermis Gamba, Andreani, famiglia (18/6/2004), Regione Lombardia - Beni Culturali, 18 giugno 2004. URL consultato il 13 marzo 2015.
  12. ^ Sindaci di Brugherio, su comune.brugherio.mb.it. URL consultato il 13 marzo 2015.
  13. ^ Giovanna Virgilio, Brugherio, percorsi tra storia e arte, p. 9.
  14. ^ a b Restauro Villa Sormani Andreani, su lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 13 marzo 2015.
  15. ^ Realizzati, come specificato già precedentemente in nota, da Benedetto Alfieri.
  16. ^ Villa Sormani su radiocorriere.tv, su radiocorriere.tv. URL consultato il 14 marzo 2015.
  17. ^ Don Antonio de Petri, Di Moncucco, in Cronaca, p. 135-136.
    «Si ascende alla Casa per una comoda Teatrale Scala di venti gradini...».

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Petri, Antonio (don), Cronaca, manoscritto conservato presso l'archivio parrocchiale della chiesa di San Bartolomeo, 1794.
  • Ingegnoli, Vittorio - Langé, Santino - Süss, Francesco, Le ville storiche nel territorio di Monza, Silvana Editoriale, Monza 1987.
  • Magni, Tina – Magni, Giuseppe - Domenico Lambiente et alii, Paolo Andreani: primo aeronauta italiano. Brugherio 1784-1984, ARCO, Brugherio 1984.
  • Tribuzio Zotti, Luciana, Brugherio nei documenti, edita a cura del circolo Paolo Grassi, Brugherio 1986.
  • Virgilio, Giovanna, Brugherio, percorsi tra storia e arte, ISAL, Cesano Maderno 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]