Pattinaggio a rotelle

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Pattini a rotelle tradizionali
Pattini a rotelle tradizionali

Il pattinaggio a rotelle è l'uso del pattino con rotelle o con ruote per viaggiare sul terreno. Viene praticato per hobby o per sport con l'utilizzo di varie tipologie di pattini:

  • I pattini tradizionali, detti anche quad, termine importato dalla lingua inglese che indica la disposizione delle quattro rotelle a quadrato. In questo gruppo figurano sia pattini generici per uso ricreativo sia specifici per artistico, jam skating, hockey, rollercatch oggigiorno chiamato roller derby
  • I pattini in linea, detti rollerblade dal nome della prima azienda che li ha prodotti su larga scala, o detti anche roller benché impropriamente visto che il termine inglese roller skates si riferisce a pattini con rotelle cilindriche (roller appunto) e quindi non indica quelli in linea. In questo gruppo figurano sia pattini generici per uso ricreativo e/o fitness, sia specifici per corsa, freestyle e slalom, artistico (in linea), hockey (in linea), slalom alpino, downhill, aggressive.
  • I non convenzionali (come i Triskate a tre ruote)

Specialità[modifica | modifica wikitesto]

Vengono qui indicati solo i due settori del pattinaggio a rotelle storicamente evolutesi per primi — ossia pattinaggio di velocità e artistico — con le loro attuali specialità. Gli altri settori di più recente creazione sono elencati nell'introduzione con rimandi a singole pagine dedicate ad ognuno di essi.

Gara di pattinaggio di velocità

Pattinaggio corsa[modifica | modifica wikitesto]

Con pattinaggio corsa si intende oggi la pratica e le competizioni su strada e su pista effettuate con l'uso di pattini in linea. In passato si distingueva tra:

  • Pattinaggio di velocità a rotelle, praticato usando pattini tradizionali, e anch'essa storicamente indicata con pattinaggio corsa. È di fatto la sola specialità riconosciuta sino al 1986, e mantenuta nei campionati mondiali sino al 1991 compreso.
  • Pattinaggio di velocità in linea, ovviamente praticato su pattini in linea. È entrato nelle competizioni internazionali nel 1987, mentre dal 1992 è l'unico previsto nei campionati mondiali.

In breve nella corsa il pattino tradizionale ha ceduto il posto a quello in linea, il solo ad essere attualmente utilizzato. Se non v'è particolare ragione per fare un distinguo tra le due tipologie, si dirà semplicemente pattinaggio corsa, che è anche la denominazione ufficiale odierna. Le gare, sia su strada che su pista, prevedono diverse formule in quanto a lunghezza del percorso e tipo di prova (individuali, a squadre, a punteggio, a manches di eliminazione).

Coppia danza, pattinaggio artistico
Coppia danza, pattinaggio artistico

Pattinaggio artistico[modifica | modifica wikitesto]

La Federazione Italiana Sport Rotellistici (ex Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio) disciplina le seguenti specialità del pattinaggio artistico a rotelle[1]:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nell'evoluzione storica degli attrezzi e delle tecniche[2][3], comprendendo qui sia il pattinaggio in linea che quello tradizionale, emergono sostanziali differenze tra le vicissitudini delle due tipologie. I pattini in linea sono stati reinventati e dimenticati numerose volte nel corso del tempo. La loro maturità tecnologica, già raggiunta nel 1960, avrebbe potuto permetterne una maggior diffusione. Ma di fatto è il successo riscosso da Rollerblade, attorno al 1982-1985 e oltre, che produrrà un'improvvisa impennata di popolarità e vendite di pattini in linea. I pattini tradizionali seguono un percorso storico più lineare e senza contraccolpi, guadagnando ampio consenso sin dal loro esordio (1865-1875) e imponendosi inizialmente come l'unica tipologia di pattino adottata dalle federazioni sportive di tutto il mondo per le varie specialità di pattinaggio: velocità, artistico e hockey. Tra il 1991 e il 1994 il settore velocità si converte al pattino in linea. L'hockey continua tuttora ad essere praticato sia nella versione a rotelle che in linea. L'artistico tradizionale resta fondamentalmente ancorato all'attrezzo originario, ma l'artistico in linea è in via di sviluppo: dal 1992 è riconosciuto nelle competizioni (nazionali, europee, internazionali) come specialità a sé stante, e vede crescere di anno in anno il suo bacino di praticanti.

  • 1743: Prima apparizione storicamente documentata di pattini a rotelle, in occasione di uno spettacolo al teatro Drury Lane di Londra[4], ma non si sono conservate notizie sul loro inventore.
  • 1760: John Joseph Merlin è accreditato come primo inventore di pattini a rotelle in linea[5].
  • 1789: Maximiliaan Lodewijk Van Lede, un francese di origini olandesi, realizza pattini in linea con piastra metallica e ruote in legno.
  • 1819: primo brevetto a noi giunto, ad opera del francese Petitbled, di pattini in linea a tre ruote "per eseguire negli appartamenti quel che si può fare sul ghiaccio"[6].
  • 1823: i pattini in linea dell'inglese John Tyers, brevetto del 22 aprile 1823, cercano di migliorare manovrabilità e capacità di arresto[7].
  • 1828: il brevetto di pattino in linea a tre ruote di Jean Garcin guarda alla stabilità della caviglia e alla tenuta del piede[8].
  • 1840: il balletto Liebeshändel, musica di Hermann Schmidt coreografia di Paolo Taglioni, evoca l'incanto del pattinaggio su ghiaccio con pattini in linea opportunamente mascherati[9]. Il successo guadagna a Taglioni tournée in Germania, a Parigi e a Londra dove bisserà nel 1849 il finto ghiaccio in Les Plaisirs de l'hiver, ou, Les Patineurs[10] su musica di Cesare Pugni.
  • 1849: messa in scena dell'opera lirica Le Prophéte di Giacomo Meyerbeer. Nel terzo atto un balletto su pattini a rotelle simula la presenza di un lago ghiacciato[11]. Louis Legrange realizzò i pattini (sia con ruote in linea che "a quadrato") e addestrò il corpo di ballo al loro uso[12]. Altri intermezzi di pattinaggio-danza furoreggiano in spettacoli teatrali a Londra: Mrs. Bunbury's Spoons ― teatro Adelphi, musica di Pugni, prima il 15 ottobre 1849 ― è subito recensito sul Times per le danze "condotte egregiamente su pattini con piccole ruote".
  • 1851: le cameriere della birreria Corso Halle di Berlino usano pattini ― apparentemente con tre ruote in linea — per velocizzare il servizio[13].
  • 1852: Joseph Gidman, inglese, deposita un brevetto per pattini a rotelle dotati di cuscinetti a sfera.
  • 1857: a Londra vengono aperte piste di pattinaggio al Floral Hall del Covent Garden e allo Strand.
  • 1860: l'americano Schaler brevetta un pattino in linea con ruote rivestite in gomma: silenziose, non scivolose, e quindi più sicure di quelle in metallo o legno sino ad allora utilizzate[8].
  • 1863: l'americano James Leonard Plimpton deposita il primo brevetto per il suo pattino a rotelle "tradizionale" con ruote sterzanti affiancate, due anteriori e due posteriori[14]. Negli anni successivi altri suoi brevetti porteranno i pattini tradizionali ad avvicinarsi alla loro forma e tecnologia definitiva.
  • 1866: la sala da pranzo dell'Atlantic Hotel di Newport viene convertita in pista pubblica di pattinaggio a rotelle.
  • 1867: con l'Esposizione universale di Parigi i pattini a rotelle sbarcano in Europa e diventano popolari, dapprima come gioco per bambini[15]; passeranno diversi anni prima che diventino passatempo per adulti e sport vero e proprio.
  • 1876: il freno a tampone anteriore entra in uso nei pattini a rotelle tradizionali. Viene tuttora collocato anteriormente sui pattini da artistico tradizionali e artistico in linea. I pattini in linea ad uso ricreativo adottano un freno posteriore.
  • 1876: William Brown di Birmingham, Inghilterra, brevetta per le ruote dei pattini un sistema a corona di sfere (con funzione simile ad un cuscinetto a sfere) che riduce l'attrito. L'invenzione è ereditata dalla collaborazione con Joseph Henry Hughes, che brevettò un sistema simile per le biciclette.
  • 1870-1895: negli Stati Uniti il pattinaggio diventa popolare come attività di svago alla moda; si moltiplicano le piste coperte aperte al pubblico[16].
  • 1877: a Bruxelles, Belgio, apre il "Patinoire Royale", pista pubblica coperta di pattinaggio[17][18].
  • 1877: a Milano un salone del Bagno di Diana a porta Venezia è adibito a pista di pattinaggio a rotelle aperta al pubblico[19]. La struttura balneare, inaugurata nel 1842, ospita una grande piscina che in inverno diventa pista di pattinaggio su ghiaccio[20]. La pista a rotelle può contare così sul bacino di utenti già avvezzo alla pratica su ghiaccio.
  • 1884-1899: Levant Marvin Richardson apporta due importanti migliorie da lui coperte da brevetti[21][22]: i cuscinetti a sfere inseriti nelle ruote che le rendono più scorrevoli, e gli sterzi con gommini ammortizzatori (come quelli dei pattini a rotelle attuali, e assai simili ai trucks degli skateboard) che permettono un controllo più preciso delle traiettorie.
  • 1901: primo video (comico) conservatosi in cui si vedono in azione pattini a rotelle tradizionali[23].
  • 1911: primo campionato italiano di pattinaggio di velocità[24][25]
  • 1912: primo campionato italiano di pattinaggio artistico[26]
  • 1926: primo campionato europeo di pattinaggio artistico
  • 1933-1938: primi video che mostrano pattini in linea in azione[27][28].
  • 1939: pattini in linea vengono usati per gare di velocità[29].
  • 1959: pattini in linea EUBA prodotti in serie in Germania per pattinaggio artistico e hockey[30].
  • 1963: pattini in linea compaiono volutamente come surrogato dei pattini da ghiaccio in un film-commedia sovietico[31][32].
  • 1967: la fiaba dei fratelli Grimm "le dodoci principesse danzanti" (nota anche come "le scarpe logorate dal ballo") è resa in un film-TV della Germania Est nel quale dei pattini in linea simulano quelli da ghiaccio[33].
  • 1967 Yoshisada Horiuchi è l'ideatore di pattini in linea simili a quelli odierni. Saranno prodotti dalla Japan New roller skate company e utilizzati per l'allenamento estivo degli atleti giapponesi in preparazione ai giochi olimpici invernali di Sapporo[34][35].
  • 1969: pattini in linea skeelers ricreativi, brevettati e prodotti in massa in Inghilterra[36][37].
  • 1975: Lo statunitense Franck Nasworty utilizza per primo il poliuretano per le ruote degli skateboard, con vantaggi di silenziosità, durata, aderenza al fondo, smorzamento delle vibrazioni, economia. Questa innovazione gioca un ruolo chiave per un ritorno di successo sia delle tavole nel 1975 (anno in cui Nasworty venderà 300.000 treni di ruote) che dei pattini a rotelle nel 1979, per la loro migliorata resa in spazi all'aperto e come mezzo di locomozione universale[38][39].
  • 1979: pattini in linea triskate brevettati dall'inglese Lionel Murry e prodotti in massa in Inghilterra[40].
  • 1979: I pattini a rotelle furoreggiano in California e la moda si propaga a macchia d'olio[41][42][43]. In quest'anno escono i libri[44] e film focalizzati sul pattinaggio; tra questi ultimi Skatetown e Roller Boogie. Nel Nord America migliaia di piste di pattinaggio tradizionali si convertono alla formula "discoteca sui pattini"[45].
  • 1979: Scott Olson, originario di Minneapolis, Minnesota e giocatore di hockey su ghiaccio nella Junior League canadese, scopre dal fratello Brennan l'esistenza dei pattini in linea SuperStreetSkates, in commercio dal 1974. Eccitato dalla possibilità di allenamento senza ghiaccio, per sé stesso e per altri hockeisti, acquisisce i diritti di distribuzione e perfeziona il prodotto. Infruttuose trattative con l'azienda perché recepisca i suoi suggerimenti lo portano a suggellare accordo con un altro detentore di brevetto sui pattini in linea - la Chicago Roller Skate Company - così da avviare una propria linea di produzione di pattini. L'azienda di Olson, inizialmente battezzata Ole's Sport Shop e poi Ole's Innovative Sports, prenderà il nome di Rollerblade Inc. nel 1981[46][47][48].
Disegno di un pattino a rotelle.

Verso la fine degli anni ottanta e all'inizio dei novanta, i pattini Rollerblade si rivelarono così ben riusciti da ispirare altre marche a realizzare dei modelli simili e il pattinaggio in linea divenne più popolare di quello tradizionale. Il termine Rollerblade è entrato nel gergo comune, tanto da arrivare ad indicare tutti i pattini in linea, un po' come è avvenuto ad esempio per lo scotch.

I primi pattini in linea montavano scarpe di plastica rigida con chiusure prima a lacci e successivamente con leve, quindi simili agli scarponi da sci. Verso il 1975 appaiono le prime scarpetta morbide. Pur a qualche discapito della stabilità e controllo del pattino offrono maggior comfort e hanno contribuito a promuovere ulteriormente l'utilizzo del pattino come strumento per il fitness. Dai primi anni 2000 l'uso della scarpetta rigida si è ristretto a discipline specifiche, come l'aggressive o il freestyle.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Albo D'oro Artistico, su fihp.org:80, dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 13 luglio 2010). Da questa pagina si accede agli archivi storici dei campioni italiani e mondiali nelle diverse specialità, dagli esordi (1912 per le competizioni italiane) sino all'anno 2009.
  2. ^ (EN) Jack Trap, Carol Carlson, Matthew Bar, Roller-skating from Start to Finish, Penguin Books, 1980, ISBN 9780140052237, (FR) Sam Nieswizski, Rollermania, Gallimard, 1991, ISBN 9782070531387 e (EN) Robert E. Rinehart, Inline skating in contemporary sport: an examination of its growth and development, gennaio 2013, ISBN 9780473249892. Testi di riferimento per le principali tappe storiche di evoluzione dei pattini sia in linea che tradizionali.
  3. ^ (EN) George Robbins, Skating Book FAQ / Bibliography, part 1 of 2, su faqs.org, 11 dicembre 1996 e (EN) George Robbins, Skating Book FAQ / Bibliography, part 2 of 2, su faqs.org, 11 dicembre 1996. Bibliografia comprendente circa 90 monografie — e per alcune la bibliografia include sunto e recensione — in tema di pattinaggio in linea, hockey a rotelle, pattinaggio tradizionale, roller derby, pattinaggio su ghiaccio, pubblicate tra il 1910 e il 1996
  4. ^ (EN) M.C. Henley, Henley's manual of roller skating, M. Cullation & Co., 1885, ISBN 978-1-334-01590-8. pag. 13
  5. ^ (EN) John Joseph Merlin | The Museum of Fine Arts, Houston, su mfah.org, 23 luglio 2012. La didascalia che accompagna il ritratto di Merlin, conservato al museo di Houston, racconta della sua esibizione pubblica su questi rudimentali pattini, terminata disastrosamente con collisione e rottura uno specchio.
  6. ^ (FR) Bulletin de la Societe d'encouragement pour l'industrie nationale, 1819, p. 383.
  7. ^ Lewis Walpole Library Digital Collection: THE VOLITO or Summer and Winter Skait, su images.library.yale.edu, 1823. Anche su Get your skates on! A history of Skeelers, Volitos and In-liners.. - Georgian Gentleman, su mikerendell.com. I pattini Volito — o Rolito come indicati da alcune fonti — avevano cinque ruote in linea di diametri diversi, così da essere rockerati.
  8. ^ a b (EN) SKATES | The Online Bycicle Museum, su oldbike.eu. Foto, documenti, brevetti, disegni, dipinti sugli albori dei pattini e del pattinaggio.
  9. ^ (EN) Morris Traub, Roller skating through the years, William-Frederick Press, 1944. Nel libro si narrano gli espedienti adottati da Taglioni per ricreare in scena l'illusione del pattinaggio su ghiaccio
  10. ^ (EN) Paolo Taglioni, Les plaisirs de l'hiver, ou, Les patineurs : as first performed at Her Majesty's Theatre, 1849. Il libello, pubblicato per le rappresentazioni londinesi, racconta la storia di questo balletto e della collaborazione che Taglioni fornì a Meyerbeer per la scena sui pattini di Le Prophète, confermata anche su: Giacomo Meyerbeer, Robert Ignatius Letellier, The Diaries of Giacomo Meyerbeer: 1840-1849, vol. 2, Associated University Press, 1999, p. 119, ISBN 9780838638439.
  11. ^ (EN) Matthew Boyden, Nick Kimberley, The Rough Guide to Opera, Rough Guides, 2002, p. 134, ISBN 9781858287492.
  12. ^ (EN) How an opera advanced early roller skating (PDF), su rollerskatingmuseum.com.
  13. ^ (EN) The Corso Halle, Berlin — Skating waitresses, in The Illustrated London News, vol. 19, 1º novembre 1851, p. 540 (immagine della pagina dell'edizione originale)
  14. ^ (EN) Plimpton's Patent Roller Skates SIL-038-49-01 | Galaxy of Images, su sil.si.edu. Il brevetto originale di Plimpton
  15. ^ (FR) Paul Bonhomme, Le Patinage à glace et à roulettes, Nilsson, 1911. Vedi in proposito pag. 76-77
  16. ^ (EN) Roller Skating - The Lost Century of Sports, su lostcentury.com. Illustrazioni dalle riviste dell'epoca (1875-1895) di pattinatori e piste pubbliche.
  17. ^ (FR) La Patinoire Royale, su lapatinoireroyale.com (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2017): cenni storici, attività e foto odierne della hall.
  18. ^ La Patinoire Royale - Photos | Facebook, su facebook.com: disegno architettonico dell'epoca.
  19. ^ La storia del pattinaggio Artistico, su invictaskate.it.
  20. ^ Giuliana Geronimo, Milano ospitale 1827-1914 - Tesi di dottorato di ricerca (PDF), ottobre 2008, p. 189.
  21. ^ (EN) Levant M. Richardson, Roller-skate, US308990 A, .
  22. ^ (EN) Levant M. Richardson, Roller-skate, US645270 A, [22 maggio 1899], .
  23. ^ Filmato audio Thomas Edison, The Tramp's Unexpected Skate, su YouTube, 1901.
  24. ^ Erminio Marcucci, Hockey a rotelle in Enciclopedia dello Sport, su Istituto Treccani, 2005.
  25. ^ Mario Antonio Arnaboldi, Atlante degli impianti sportivi, Hoepli, 1982, ISBN 8820313189.
  26. ^ Mario Bonati, Lo Skating club Monza compie 70 anni: questa è la sua storia, su ilcittadinomb.it, 15 dicembre 2016.
  27. ^ Filmato audio British Pathé, Road Skating! (1933), su YouTube, British Pathé, 1933.
  28. ^ Filmato audio Giornale Luce B1401 (WMV), Vienna, Istituto Nazionale Luce, 3 novembre 1938, a 0:00:34. Video di un'esibizione con pattini in linea del 1938.
  29. ^ (NL) Rolschaatsen-jöring op de Vekabaan bij Duivendrecht [Amsterdam]. 1939, su geheugenvannederland.nl. Gara di velocità con pattini in linea nel 1939.
  30. ^ (EN) Rubber rollers instead of blades, in Mechanix Illustrated, giugno 1959 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2016). e Giovanni Simiani, Orig. EUBA Silberpfeil 1962 Inline Roller Skate Made in Germany, su www.rollerquad.it, 12 aprile 2014. Pattini in linea a tre e quattro ruote del 1959-1962, azienda tedesca EUBA.
  31. ^ (EN) Koroleva benzokolonki, su Internet Movie Database, IMDb.com.
  32. ^ Filmato audio Королева бензоколонки, su YouTube, a 0:29:40.
  33. ^ Filmato audio Die zertanzten Schuhe, su YouTube, a 0:16:22 e 0:20:36 . URL consultato il 14 settembre 2018.
  34. ^ Il design giapponese (PDF), 2006. Dispensa del corso di design industriale, facoltà di architettura di Genova, con foto e descrizione dei pattini in linea di Yoshisada Horiuchi.
  35. ^ I pattini in linea del 1967 sono stati uno degli oggetti esposti in una mostra itinerante sul design giapponese che ha fatto tappa a Filadelfia, Milano, Dusseldorf, Parigi e Osaka nel 1994-1995.
  36. ^ (EN) Morris Vulcan (ref. 61-03), su flickr.com. Pattini in lineaskeeler prodotti a Solihull (Birmingham, UK) nel 1969 col marchio Mettoy Playcraft, mostrati dall'inventore Derek Morris.
  37. ^ (NL) 10 x dit moet je doen dit weekend - Foto 9 - PAROOL, su parool.nl, 1969. Esibizione di pattinaggio artistico con pattini in linea skeeler del 1969. La didascalia recita: questi pattini sono sbarcati in Olanda nel 1969, abbiamo quindi avuto tempo per esercitarci.
  38. ^ (EN) Charlie Leehrsen, The roller renaissance, in Popular Mechanics, giugno 1979.
  39. ^ (EN) Eric M. Weiss, A Reinvention Of the Wheel, in The Washington Post, 17 agosto 2004.
  40. ^ (EN) Picture: 14136109, in Bournemouth Daily Echo, UK, aprile 1981 e (EN) Roller Skating - 'tri Skates' - Thorpe Park Stock Photo, su alamy.com, 6 aprile 1981. Pattini a tre ruote, in versioni hockey e artistico, prodotti nel 1979-1982.
  41. ^ (EN) The skating craze of 1979, su The Robinson Library, 11 gennaio 2017.
  42. ^ (EN) Peter Hartlaub, Roller disco was the biggest craze in San Francisco..., in San Francisco Chronicle, 10 agosto 2018.
  43. ^ (EN) Thomas Morgan, Roller Madness, in The Washington Post, 23 luglio 1979.
  44. ^ Tra i vari testi e manuali usciti nel 1979: Roller Fever! (La febbre dei Roller!) di Linda Konner, Roller Disco di Dale A. Marzano, Jammin' di Bill Butler & Elin Schoen, Anybody's Roller Skating di Tom Cubbertsom, The Complete Book of Roller Skating di Ann-Victoria Phillips.
  45. ^ (EN) Joe Radcliffe, Skating Rinks, in Billboard, 24 dicembre 1977.
  46. ^ (EN) Erika Wolf, Rollerblade Pioneer Scott Olson reinvents the wheel | City Pages, su citypages.com, 21 novembre 2012.
  47. ^ (EN) Scott Olson, The Rollerblade Story, su scottolson.com, 2011.
  48. ^ (EN) History of Rolleblade, Inc. - FundingUniverse, su fundinguniverse.com, 2000.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) James Turner, Michael Zaidman, The History of Roller Skating, National Museum of Roller Skating, 1997, ISBN 0-9658192-0-5.

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