Paolo Monelli (calciatore)

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Paolo Monelli
Paolo Monelli - AC Fiorentina 1984-85.jpg
Monelli in azione alla Fiorentina nella stagione 1984-1985
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 77 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1998 - giocatore
Carriera
Giovanili
1976-1977 600px HEX-0000FF HEX-FF0000.svg Scandianese
1977-1978 Monza
Squadre di club1
1978-1981 Monza 62 (13)
1981-1982 Fiorentina 13 (0)
1982-1983 Ascoli 22 (2)
1983-1987 Fiorentina 111 (26)
1987-1988 Lazio 37 (13)
1988-1990 Bari 57 (14)
1990-1993 Pescara 15 (4)
1993 Vicenza 10 (0)
1993-1994 Nola 10 (2)
1994-1995 Crevalcore 20 (3)
1995-1996 Palazzolo 25 (2)
1996-1997 Bianco e Blu.svg Cantalupo ? (?)
1997-1998 Canzese 14 (5)
Nazionale
1980-1984 Italia Italia U-21 15 (4)
Carriera da allenatore
2000-2013 Monza Giovanili
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Paolo Monelli (Castelnovo ne' Monti, 27 gennaio 1963) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Monelli era un centravanti forte fisicamente, abile nel gioco aereo e di sponda per i compagni d'attacco[1][2][3].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Inizia l'attività nelle giovanili dello Scandiano[4], e nel 1977 passa nelle giovanili del Monza[4]. Esordisce in prima squadra, allora in serie B, a sedici anni, il 25 febbraio 1979, nella vittoria interna per 3-0 sul Rimini, subentrando nella ripresa a Massimo Silva e realizzando di testa il primo gol della formazione brianzola[3][4]. Rimane a Monza altri due anni, per un totale di 62 presenze e 13 gol, segnalandosi come uno dei migliori giovani del campionati cadetto[5][6], e nel 1981 passa alla Fiorentina, voluto da Tito Corsi[1] insieme al compagno di squadra Daniele Massaro[7].

Monelli (a sinistra) e Massaro al Monza nella stagione 1979-1980

Frenato da un infortunio nel ritiro estivo[8], esordisce nella massima serie il 4 ottobre 1981, nella vittoriosa trasferta sul campo del Catanzaro[4]; nella sua prima stagione nella massima serie viene impiegato come rincalzo della coppia d'attacco titolare Graziani-Bertoni[8], collezionando 13 presenze nel campionato 1981-1982 concluso al secondo posto. Dopo una stagione in prestito all'Ascoli, sempre in Serie A, rientra a Firenze[9] dove disputa altri quattro campionati, con un massimo di 12 reti nel campionato 1983-1984. Nelle stagioni successive il rendimento diminuisce[10], e viene messo sul mercato dalla formazione viola[11]. Attraversa un lungo periodo senza segnare su azione[12], interrotto il 4 gennaio 1987 nella vittoria interna per 3-1 sul Napoli: approfittando del fatto che il portiere Claudio Garella, per tentare il pareggio in extremis, era salito in attacco, realizza il terzo gol con un tiro da oltre sessanta metri negli ultimi minuti della partita[12][13].

Nel 1987 scende di categoria, in Serie B, trasferendosi alla Lazio, con cui firma un contratto triennale[14]. Nella formazione capitolina forma il tandem d'attacco con Giuseppe Galderisi[15] e realizza 13 reti in campionato, tra le quali quella decisiva nello scontro diretto contro il Catanzaro[15] e una doppietta all'ultima giornata contro il Taranto, partita che sancisce la promozione della Lazio in Serie A[1].

Monelli alla Lazio nella stagione 1987-1988

Al termine della stagione, pur essendo stato dichiarato incedibile dall'allenatore Eugenio Fascetti[1], viene ceduto al Bari dal presidente Gianmarco Calleri, per circa due miliardi di lire[15], provocando le dimissioni dello stesso Fascetti[1][15]. Nel capoluogo pugliese, giocando in coppia con Lorenzo Scarafoni[2], ottiene una nuova promozione nella massima serie, a cui contribuisce con 10 reti in campionato (a cui se ne aggiungono altre 5 in Coppa Italia[2]). Viene riconfermato anche per il campionato successivo, nel quale i galletti raggiungono la salvezza: Monelli realizza 4 reti e contribuisce alla vittoria nella Mitropa Cup, nella quale segna il primo gol nella vittoriosa partita contro il Pécsi MSC[2].

Nel 1990 torna in Serie B, passando al Pescara in uno scambio che porta Giacomo Dicara in Puglia[16]. Nel corso del campionato 1990-1991 subisce un grave infortunio al ginocchio[1][17] che lo tiene fermo per tutta la stagione successiva, conclusa con la promozione in Serie A; una volta ristabilitosi, entra in conflitto con la società per questioni contrattuali[18] e viene posto tra i cedibili[19]. Nel gennaio del 1993 accetta di scendere in Serie C1 trasferendosi al Vicenza[20]: in Veneto disputa 10 partite di campionato senza realizzare reti, e a fine stagione rimane svincolato[21]. Prosegue la carriera nei campionati di terza serie con Nola, Crevalcore e Palazzolo[7], e nella stagione 1996-1997 vince il campionato di Eccellenza Lombardia con il Cantalupo[4], prima di concludere definitivamente la carriera nella Canzese[22].

Complessivamente vanta 167 presenze in Serie A, 150 in Serie B e 65 in Serie C.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha esordito nella Nazionale Italiana Under-21 diciassettenne, nel 1980[4], ed è stato convocato dal commissario tecnico Azeglio Vicini anche nei quattro anni successivi. Con gli Azzurrini partecipa anche all'Europeo 1984; chiude l'esperienza in maglia azzurra con 15 presenze e 4 reti.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2000 inizia l'attività di allenatore delle giovanili del Monza[3], guidando le formazioni Berretti, Primavera e Allievi[1][23], fino all'estate 2013, quando lascia la formazione brianzola[24].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Cantalupo: 1996-1997 (girone A lombardo)
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Bari: 1990

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Paolo Monelli Lazioclubemiliano.org
  2. ^ a b c d Paolo Monelli, il Bomber della promozione in A Tuttobari.com
  3. ^ a b c Monelli, testimone della storia del Monza[collegamento interrotto] Mbnews.com
  4. ^ a b c d e f La mia scuola calcio? La strada di Collagna Tuttomontagna.it
  5. ^ Tra i cadetti molti giovani bravi (ma nessun campione), L'Unità, 11 giugno 1980, pag.15
  6. ^ B-curiosità, L'Unità, 16 settembre 1980, pag.14
  7. ^ a b Beati gli ultimi se giocano nel Palazzolo: non vincono mai, ma nessuno li contesta, Il Corriere della Sera, 31 gennaio 1996, pag.39
  8. ^ a b Esclusiva, Monelli sullo scudetto '82: "Vi racconto cosa accadde quell'anno. Fiorentina e Juve dovevano andare allo spareggio" Calcionews24.com
  9. ^ Pruzzo, prima grana da risolvere per la Roma. De Sisti: "La Fiorentina? Un'inseguitrice", L'Unità, 19 luglio 1983, pag.17
  10. ^ Il futuro è di Buso e Borgonovo, La Repubblica, 10 febbraio 1987, pag.46
  11. ^ Juventus-Milan, è guerra fredda, La Repubblica, 7 marzo 1986, pag.34
  12. ^ a b Ma Napoli vuole drammi inutili, La Repubblica, 6 gennaio 1987, pag.19
  13. ^ Amarcord Fiorentina-Napoli: Monelli e quel gol da 65 metri[collegamento interrotto] Golmania.it
  14. ^ Sette miliardi per Ancelotti, La Repubblica, 15 luglio 1987, pag.15
  15. ^ a b c d Monelli: "Sempre tensioni tra il tecnico e i dirigenti", La Repubblica, 14 luglio 1988, pag.45
  16. ^ All'insegna dei miliardi, La Repubblica, 21 luglio 1990, pag.27
  17. ^ Galeone torna a Pescara "Vi allenerò per affetto", La Repubblica, 28 novembre 1990, pag.30
  18. ^ Calcio news, La Repubblica, 23 marzo 1994, pag.26
  19. ^ Stadio grande, più Borgonovo, La Repubblica, 2 giugno 1992, pag.40
  20. ^ Profilo su Museovicenzacalcio1902.net
  21. ^ Raduno al Ciocco, ne restano altri 39, La Repubblica, 18 agosto 1993, pag.28
  22. ^ Canzese, i calciatori Canzese.homestead.com
  23. ^ Gli Allievi Nazionali di Paolo Monelli alle fasi finali Tuttomercatoweb.com
  24. ^ Paolo Monelli: "A Monza mi hanno costretto a dire no. Tante parole ma tanti tagli" Archiviato il 20 dicembre 2013 in Internet Archive. Tuttolegapro.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]