Serie A 1981-1982

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Serie A 1981-1982
Competizione Serie A
Sport Football pictogram.svg Calcio
Edizione 80ª (50ª di Serie A)
Organizzatore Lega Nazionale Professionisti
Date dal 13 settembre 1981
al 16 maggio 1982
Luogo Italia Italia
Partecipanti 16
Formula girone unico
Risultati
Vincitore Juventus
(20º titolo)
Retrocessioni Milan
Bologna
Como
Statistiche
Miglior marcatore Italia Roberto Pruzzo (15)
Incontri disputati 240
Gol segnati 474 (1,98 per incontro)
Juventus Football Club 1981-1982.jpg
La Juventus che raggiunse la seconda stella; fu il primo successo per una maglia sponsorizzata, data la liberalizzazione d'inizio stagione
Cronologia della competizione
Left arrow.svg 1980-1981 1982-1983 Right arrow.svg

La Serie A 1981-1982 è stata l'80ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 50ª a girone unico), disputata tra il 13 settembre 1981 e il 16 maggio 1982 e conclusa con la vittoria della Juventus, al suo ventesimo titolo, il secondo consecutivo.

Capocannoniere del torneo è stato, per la seconda volta consecutiva, Roberto Pruzzo (Roma) con 15 reti.

Stagione[modifica | modifica wikitesto]

Novità[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Sponsorizzazioni nel calcio italiano.

Com'era ormai prassi da qualche anno nei campionati esteri,[1] da questa stagione anche la Serie A diede il via libera agli sponsor di maglia;[2] anche per venire incontro a una situazione debitoria che per vari club, dalla fine del precedente decennio, si era fatta ormai insostenibile.[3] La Lega Nazionale Professionisti permise accordi con un solo marchio pubblicitario per squadra, apposto sul petto e per lo spazio massimo di 100 cm².[2]

Calciomercato[modifica | modifica wikitesto]

Dopo undici stagioni in maglia juventina, Franco Causio passò all'Udinese dove fu autore di un positivo campionato sul piano personale, riconquistando la nazionale.[4]

Con la succitata liberalizzazione pubblicitaria, nuovi gruppi imprenditoriali si avvicinarono alla disciplina e il calciomercato si movimentò: anche realtà non di primo piano come l'Udinese e il Cesena potevano ora permettersi, rispettivamente, rinforzi del calibro di Causio o l'ingaggio di affermati giocatori stranieri come l'austriaco Schachner.[5]

La Juventus campione uscente si limitò al piccolo cabotaggio acquistando il promettente sammarinese[N 1] Bonini e il momentaneamente squalificato Rossi, richiamando in sua vece Virdis.[7] Sull'altra sponda cittadina, fecero ritorno al Torino diversi ex quali Ferri, Dossena e Beruatto: nel difficile tramonto dell'era Pianelli le ristrettezze economiche costrinsero infatti a ripensare le geometrie della squadra granata. Fu così la rinnovata e ambiziosa Fiorentina dei Pontello ad assicurarsi Pecci e Graziani,[8] oltre all'ex juventino Cuccureddu: questi esperti elementi facevano parte di una corposa campagna acquisti che annoverava anche validi giovani quali Vierchowod, Massaro e Monelli.[9]

Meno numerosi gli innesti delle altre candidate al titolo: l'Inter si aggiudicò Bagni,[7] la Roma puntò su Nela per la difesa, il Napoli scelse Benedetti e Palanca.

Il mercato delle provinciali vide il Catanzaro, reduce dal più che positivo precedente campionato, sostituire il summenzionato Palanca col promettente Bivi pescato in Serie C2;[10] l'Ascoli affidò le chiavi della porta al rientrante Brini, anch'egli reduce da un'esperienza in quarta serie; attinse dalle categorie inferiori pure l'Avellino col terzino Favero. L'Udinese, come accennato, scommise sul maturo Causio il quale, smentendo chi ne pronosticava un ormai avviato declino, al contrario in provincia vivrà una «seconda giovinezza»[11] fino a venire eletto migliore giocatore del torneo.[12]

Infine tra le neopromosse spiccarono le manovre delle due blasonate: il Milan, non nascondendo ambizioni d'immediato ritorno ai piani alti della classifica, chiamò al timone Luigi Radice così come in attacco, fallita una trattativa per Zico, ingaggiò lo scozzese Jordan dagli inglesi del Manchester Utd,[13] mentre il Genoa puntò sul nazionale belga Vandereycken.[14]

Avvenimenti[modifica | modifica wikitesto]

Girone di andata[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: i giovani attaccanti Roberto Mancini del Bologna e Giuseppe Galderisi della Juventus, rivelazioni del torneo.

La Juventus partì decisa inanellando sei vittorie di fila, tra cui un 6-1 al debutto al neopromosso Cesena, ma gli equilibri nel girone di andata furono presto modificati da defezioni importanti.

Al neojuventino Rossi fu negato uno sconto di pena per i fatti del Totonero, costringendolo a rinviare il rientro in campo alla successiva primavera;[15] il milanista Franco Baresi fu costretto allo stop dopo quattro giornate poiché affetto da un raro virus;[13] a fine ottobre la Roma perse per infortunio Ancelotti,[16] elemento cardine del suo centrocampo, e, nonostante tra il settimo e l'ottavo turno i capitolini saliranno comunque in testa alla classifica (espugnando peraltro il terreno degli scudettati uscenti),[17] abbandonarono presto la vetta per poi declinare le loro ambizioni tricolori;[9] a inizio novembre lo juventino Bettega si lesionò il ginocchio durante un incontro di Coppa dei Campioni,[18] chiudendo precocemente la stagione;[15] infine al termine dello stesso mese, il capitano viola Antognoni ebbe un violento contrasto di gioco con il portiere del Genoa, Martina, subendo due fratture al cranio che fecero addirittura temere per la vita del calciatore.[9]

Edi Bivi, 12 gol nel Catanzaro che chiuse la migliore stagione della sua storia al settimo posto.

Fiorentina e Juventus si assestarono comunque in testa, e mantennero la vetta senza troppi patemi. Furono i toscani di Giancarlo De Sisti a concludere il girone di andata al primo posto, con un punto di vantaggio. Sul fronte opposto della classifica, la zona salvezza annoverava illustri compagini: incontravano infatti difficoltà il Torino, un Milan troppo sterile in attacco[13] e un traballante Bologna; i felsinei, in particolare, erano sorretti unicamente dalla qualità espressa dal giovane Mancini, uno dei nomi nuovi che si stavano mettendo in mostra in quest'edizione del torneo[19] insieme allo juventino Galderisi, fantasista giocoforza promosso da Giovanni Trapattoni dalla squadra Primavera onde sopperire alla sventura occorsa all'attacco piemontese.[15]

Girone di ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Nel girone di ritorno viola e bianconeri allungarono il passo sulle inseguitrici, mantenendo una marcia fatta di continui agganci e allunghi. I torinesi, grazie a una nuova striscia di sei successi consecutivi culminata nel 3-0 con cui violarono l'Olimpico di Roma, si ripresero la vetta solitaria a metà marzo;[20] i gigliati, a loro volta in serie positiva, e passato indenni lo scontro diretto di Firenze,[21] li riagganciarono un mese dopo facendo loro di misura il derby dell'Appennino;[22] ancora la Vecchia Signora riguadagnò la prima piazza alla terz'ultima giornata, vincendo in rimonta 5-1 a Udine nella partita che segnò, inoltre, il ritorno in campo (e al gol) di Rossi;[23] appena la settimana dopo, tuttavia, il passo falso interno contro il Napoli permise un nuovo aggancio dei toscani, a loro volta vittoriosi sui succitati friulani.[24]

La Fiorentina, seconda classificata, tornò a lottare per lo scudetto dopo oltre un decennio, con molti rimpianti per il grave infortunio che la privò del suo leader Giancarlo Antognoni (in piedi, primo da sinistra).

Le due squadre si presentarono dunque al turno conclusivo alla pari, con 44 punti e due trasferte da affrontare. In una volata finale non priva di polemiche,[N 2] la Fiorentina non riuscì a scardinare la retroguardia di un pericolante Cagliari ancora in lotta per la salvezza, mentre a un quarto d'ora dal termine la Juventus trasformò con l'irlandese Brady, alla sua ultima gara in bianconero, il rigore che permise di battere un pugnace Catanzaro,[15] da par suo, artefice della migliore stagione della sua storia col settimo posto finale, trascinato dalle reti del giovane Bivi il quale chiuse la classifica marcatori al secondo posto,[10] dietro al romanista Roberto Pruzzo capocannoniere per il secondo anno consecutivo.

I bianconeri esorcizzarono così la prospettiva di uno spareggio e si aggiudicarono il loro ventesimo titolo, quello della seconda stella; di contro, a Firenze, l'epilogo del campionato portò lo storico livore anti-juventino della tifoseria viola a uno dei suoi apici.[28] Al di fuori delle polemiche tra le due fazioni, gli addetti ai lavori individuarono nella prolungata assenza di Antognoni, di fatto leader insostituibile, l'episodio che precluse alla Fiorentina la strada verso il tricolore; dall'altra parte la Juventus, pur privata del bomber Bettega per quasi tutta la stagione, trovò invece nella forza e unione del collettivo la spinta per rimanere ai vertici, aiutata anche dai gol della giovane scoperta Galderisi.[29]

Liam Brady, inseguito da Paolo Rossi (al rientro dopo una lunga squalifica), esulta dopo il penalty realizzato a Catanzaro che, a 15' dal termine del campionato, diede alla Juventus il titolo.

L'ultima giornata fu decisiva anche per conoscere gli esiti di una zona retrocessione, oltremodo affollata, e con il solo Como già rassegnato al declassamento. Con quattro squadre in bilico, i risultati furono a sorpresa fatali per due tra le compagini all'epoca più titolate nell'albo d'oro del campionato: il Bologna, sconfitto nel finale ad Ascoli Piceno, dopo 73 anni retrocesse in Serie B per la prima volta nella sua storia, accompagnato dal Milan (alla sua seconda retrocessione, ma questa volta con il verdetto sancito dal campo) vittorioso sì a Cesena, ma condannato dai concomitanti pareggi del Cagliari contro i gigliati e del Genoa sul campo del Napoli, quest'ultimo giunto a 5' dalla fine.[30] Con la retrocessione dei felsinei, Inter e Juventus rimasero le uniche squadre ad aver partecipato a tutti i campionati di Serie A a girone unico fin lì disputati. Furono i partenopei ad aggiungersi al novero delle squadre qualificate alle coppe europee per l'anno successivo: grazie alla rinuncia degli albanesi del Flamurtari Valona, infatti, gli azzurri occuparono un terzo slot e raggiunsero in Coppa UEFA Fiorentina e Roma.[31]

Lo spirito di gruppo dei neocampioni d'Italia convinse il commissario tecnico della nazionale, Enzo Bearzot, ad affidarsi ancora al Blocco-Juve per il fortunato mondiale di Spagna 1982 alle porte,[15] scommettendo in questo senso sul rientrante Rossi, reduce da tre sole presenze nel finale di campionato, e preferendolo ad altri elementi messisi maggiormente in luce sottorete nell'arco del torneo: su tutti Pruzzo,[32] capocannoniere uscente ma non congeniale alle idee del citì, oltreché Beccalossi, Bivi e Pellegrini.[33]

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Ubicazione delle squadre della Serie A 1981-1982
Club Stagione Città Stadio Stagione precedente
Ascoli dettagli Ascoli Piceno Stadio Cino e Lillo Del Duca 11º posto in Serie A
Avellino dettagli Avellino Stadio Partenio 10º posto in Serie A
Bologna dettagli Bologna Stadio Comunale 7º posto in Serie A
Cagliari dettagli Cagliari Stadio Sant'Elia 6º posto in Serie A
Catanzaro dettagli Catanzaro Stadio Comunale 8º posto in Serie A
Cesena dettagli Cesena Stadio La Fiorita 2º posto in Serie B, promosso
Como dettagli Como Stadio Giuseppe Sinigaglia 13º posto in Serie A
Fiorentina dettagli Firenze Stadio Comunale 5º posto in Serie A
Genoa dettagli Genova Stadio Luigi Ferraris 3º posto in Serie B, promosso
Inter dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza 4º posto in Serie A
Juventus dettagli Torino Stadio Comunale 1º posto in Serie A
Milan dettagli Milano Stadio Giuseppe Meazza
Stadio Marcantonio Bentegodi, Verona (solo 24ª e 25ª)
1º posto in Serie B, promosso
Napoli dettagli Napoli Stadio San Paolo 3º posto in Serie A
Roma dettagli Roma Stadio Olimpico 2º posto in Serie A
Torino dettagli Torino Stadio Comunale 9º posto in Serie A
Udinese dettagli Udine Stadio Friuli 12º posto in Serie A

Allenatori[modifica | modifica wikitesto]

Allenatori e primatisti[modifica | modifica wikitesto]

Squadra Allenatore[34] Calciatore più presente[35] Cannoniere[35]
Ascoli Italia Carlo Mazzone Italia Fabio Brini,
Italia Fortunato Torrisi (30)
Italia Hubert Pircher (6)
Avellino Brasile Luís Vinício (1ª-21ª)
Italia Claudio Tobia (22ª-30ª)
Italia Stefano Tacconi,
Italia Beniamino Vignola (30)
Brasile Juary (8)
Bologna Italia Tarcisio Burgnich (1ª-22ª)
Italia Francesco Liguori (23ª-30ª)
Italia Roberto Mancini (30) Italia Roberto Mancini (9)
Cagliari Italia Paolo Carosi Italia Oreste Lamagni,
Italia Franco Selvaggi (28)
Italia Luigi Piras (9)
Catanzaro Italia Bruno Pace Italia Antonio Sabato,
Italia Sergio Santarini,
Italia Alessandro Zaninelli (30)
Italia Edi Bivi (12)
Cesena Italia Giovan Battista Fabbri (1ª-15ª)
Italia Renato Lucchi (16ª-30ª)
Italia Adriano Piraccini,
Italia Angelo Recchi (30)
Italia Oliviero Garlini,
Austria Walter Schachner (8)
Como Italia Giuseppe Marchioro (1ª-14ª)
Italia Gianni Seghedoni (15ª-30ª)
Italia Massimo Mancini (30) Italia Marco Nicoletti (4)
Fiorentina Italia Giancarlo De Sisti Italia Giovanni Galli,
Argentina Daniel Bertoni (30)
Argentina Daniel Bertoni,
Italia Francesco Graziani (9)
Genoa Italia Luigi Simoni Italia Silvano Martina,
Italia Claudio Testoni (30)
Italia Massimo Briaschi (I) (8)
Inter Italia Eugenio Bersellini Italia Alessandro Altobelli (29) Italia Alessandro Altobelli,
Italia Evaristo Beccalossi (9)
Juventus Italia Giovanni Trapattoni Irlanda Liam Brady,
Italia Gaetano Scirea,
Italia Pietro Paolo Virdis,
Italia Dino Zoff (30)
Italia Pietro Paolo Virdis (9)
Milan Italia Luigi Radice (1ª-16ª)
Italia Italo Galbiati (17ª-30ª)
Italia Sergio Battistini,
Italia Ottorino Piotti (30)
Italia Roberto Antonelli (4)
Napoli Italia Rino Marchesi Italia Antonio Criscimanni,
Italia Claudio Pellegrini (30)
Italia Claudio Pellegrini (11)
Roma Svezia Nils Liedholm Italia Sebastiano Nela,
Italia Franco Tancredi (30)
Italia Roberto Pruzzo (15)
Torino Italia Massimo Giacomini Italia Giuseppe Dossena (30) Italia Alessandro Bonesso (8)
Udinese Italia Enzo Ferrari Italia Manuel Gerolin (30) Italia Franco Causio (5)

Classifica finale[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
Scudetto.svg 1. Juventus 46 30 19 8 3 48 14 +34
2. Fiorentina 45 30 17 11 2 36 17 +19
3. Roma 38 30 15 8 7 40 29 +11
[N 3] 4. Napoli 35 30 10 15 5 31 21 +10
[N 4] 5. Inter 35 30 11 13 6 39 34 +5
6. Ascoli 32 30 9 14 7 26 21 +5
7. Catanzaro 28 30 9 10 11 25 29 −4
8. Avellino 27 30 9 9 12 22 26 -4
9. Torino 27 30 8 11 11 25 30 -5
10. Cesena 27 30 8 11 11 34 41 -7
11. Udinese 26 30 9 8 13 27 37 -10
12. Cagliari 25 30 7 11 12 33 36 -3
13. Genoa 25 30 6 13 11 24 29 -5
1downarrow red.svg 14. Milan 24 30 7 10 13 21 31 -10
1downarrow red.svg 15. Bologna 23 30 6 11 13 25 37 -12
1downarrow red.svg 16. Como 17 30 3 11 16 18 42 -24

Legenda:

      Campione d'Italia e qualificata in Coppa dei Campioni 1982-1983.
      Qualificata in Coppa delle Coppe 1982-1983.
      Qualificate in Coppa UEFA 1982-1983.
      Retrocesse in Serie B 1982-1983.

Regolamento:

Due punti a vittoria, uno a pareggio, zero a sconfitta.
A parità di punti valeva la classifica avulsa, eccetto per l'assegnazione dello scudetto, dove era previsto uno spareggio.

Squadra campione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Juventus Football Club 1981-1982.
Formazione tipo[36] Giocatori (presenze)[37]
Italia Dino Zoff (30)
Italia Claudio Gentile (27)
Italia Antonio Cabrini (29)
Italia Gaetano Scirea (30)
Italia Sergio Brio (29)
Italia Marco Tardelli (22)
San Marino Massimo Bonini (28)
Irlanda Liam Brady (29)
Italia Domenico Marocchino (29)
Italia Pietro Fanna (21)
Italia Pietro Paolo Virdis (30)
Altri giocatori: Giuseppe Furino (27), Giuseppe Galderisi (16), Cesare Prandelli (8), Roberto Bettega (7), Carlo Osti (6), Paolo Rossi (3), Roberto Tavola (3).

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Tabellone[modifica | modifica wikitesto]

Asc Ave Bol Cag Cat Ces Com Fio Gen Int Juv Mil Nap Rom Tor Udi
Ascoli –––– 1-1 2-1 2-1 2-1 1-0 1-1 0-0 1-1 2-2 1-0 1-0 0-0 0-1 0-0 3-0
Avellino 1-0 –––– 0-1 1-4 1-0 2-0 1-1 1-2 0-0 0-1 0-1 2-0 3-0 1-0 0-0 0-1
Bologna 2-1 1-0 –––– 1-1 0-0 0-0 1-0 0-2 1-1 3-1 0-0 0-0 2-2 2-0 0-0 0-2
Cagliari 1-0 0-0 2-2 –––– 2-1 1-1 2-0 0-0 2-1 1-1 0-1 1-1 1-1 2-4 1-0 1-1
Catanzaro 1-0 0-0 1-0 1-0 –––– 3-0 0-0 0-2 1-0 0-0 0-1 3-0 0-1 1-1 1-0 0-0
Cesena 1-1 2-0 4-1 2-1 4-1 –––– 1-1 2-1 1-1 1-3 1-1 2-3 1-3 1-1 0-0 2-1
Como 1-2 0-1 2-2 2-1 1-1 2-1 –––– 1-1 1-1 1-1 0-2 2-0 0-4 0-1 0-1 0-2
Fiorentina 0-0 1-0 1-0 1-1 1-0 1-0 1-0 –––– 3-2 4-2 0-0 1-0 2-1 1-0 2-1 3-0
Genoa 0-0 0-2 1-0 1-1 2-0 0-0 1-0 0-0 –––– 1-1 2-1 1-2 2-0 0-1 0-1 2-1
Inter 0-0 2-1 2-1 1-3 1-1 3-2 4-0 1-1 0-0 –––– 0-0 2-1 1-1 3-2 1-0 1-1
Juventus 1-1 4-0 2-0 1-0 4-1 6-1 3-1 0-0 1-0 1-0 –––– 3-2 0-0 0-1 4-2 1-0
Milan 0-0 2-1 2-1 1-0 0-1 1-0 1-1 0-0 0-0 0-1 0-1 –––– 1-1 1-2 0-0 0-1
Napoli 0-0 0-0 2-0 1-0 1-1 2-2 2-0 0-1 2-2 2-0 0-0 0-1 –––– 1-0 2-0 0-0
Roma 2-1 0-0 3-1 2-1 2-2 0-1 2-0 2-0 1-0 3-2 0-3 1-1 1-1 –––– 3-0 1-1
Torino 2-1 1-1 1-0 4-2 1-2 0-0 0-0 2-2 2-0 0-1 0-1 2-1 0-0 2-2 –––– 1-0
Udinese 0-2 1-2 2-2 1-0 2-1 0-1 1-0 1-2 3-2 1-1 1-5 0-0 0-1 0-1 3-2 ––––

Calendario[modifica | modifica wikitesto]

Il sorteggio del calendario di Serie A e di Serie B avvenne il 23 luglio 1981.[38] Il Cagliari richiese la riscrittura del calendario, in quanto non sarebbe stata inserita tra le "teste di serie", a loro dire spettante a seguito del piazzamento maturato nel campionato precedente;[39] il presidente della Lega Nazionale Professionisti, Renzo Righetti, invitò i dirigenti della squadra sarda a un confronto:[40] l'eccessivo numero di richieste effettuate dalle diverse squadre, in merito alla compilazione del calendario, nelle prime giornate, aveva costretto a far uscire la squadra rossoblù dal novero delle teste di serie, costringendola a un calendario iniziale impegnativo.[41] Il calendario non venne modificato.

andata (1ª) Prima giornata ritorno (16ª)
13 set. 1-1 Bologna-Cagliari 2-2 24 gen.
1-0 Fiorentina-Como 1-1
0-1 Genoa-Torino 0-2
0-0 Inter-Ascoli 2-2
6-1 Juventus-Cesena 1-1
1-1 Napoli-Catanzaro 1-0
0-0 Roma-Avellino 0-1
0-0 Udinese-Milan 1-0


andata (3ª) Terza giornata ritorno (18ª)
27 set. 0-0 Bologna-Catanzaro 0-1 7 feb.
28 ott.[N 5] 0-0 Fiorentina-Ascoli 0-0
27 set. 0-0 Genoa-Cesena 1-1
1-0 Inter-Torino 1-0
3-1 Juventus-Como 2-0
0-1 Napoli-Milan 1-1
2-1 Roma-Cagliari 4-2
1-2 Udinese-Avellino 1-0


andata (5ª) Quinta giornata ritorno (20ª)
11 ott. 0-0 Bologna-Milan 1-2 28 feb.
1-0 Catanzaro-Ascoli 1-2
1-0 Fiorentina-Avellino 2-1
0-1 Genoa-Roma 0-1
3-2 Inter-Cesena 3-1
1-0 Juventus-Cagliari 1-0
2-0 Napoli-Como 4-0
3-2 Udinese-Torino 0-1


andata (7ª) Settima giornata ritorno (22ª)
1º nov. 1-1 Ascoli-Como 2-1 14 mar.
0-0 Bologna-Cesena 1-4
3-0 Catanzaro-Milan 1-0
2-1 Fiorentina-Torino 2-2
0-0 Inter-Genoa 1-1
0-1 Juventus-Roma 3-0
0-0 Napoli-Avellino 0-3
1-0 Udinese-Cagliari 1-1


andata (9ª) Nona giornata ritorno (24ª)
22 nov. 1-0 Ascoli-Milan 0-0 28 mar.
0-0 Catanzaro-Avellino 0-1
0-0 Cesena-Torino 0-0
2-1 Como-Cagliari 0-2
3-2 Fiorentina-Genoa 0-0
3-2 Inter-Roma 2-3
2-0 Juventus-Bologna 0-0
0-0 Napoli-Udinese 1-0


andata (11ª) Undicesima giornata ritorno (26ª)
13 dic. 1-0 Ascoli-Juventus 1-1 18 apr.
0-2 Bologna-Fiorentina 0-1
1-1 Cagliari-Cesena 1-2
13 gen.[N 6] 1-1 Catanzaro-Roma 2-2
13 dic. 0-2 Como-Udinese 0-1
0-0 Milan-Genoa 2-1
2-0 Napoli-Inter 1-1
1-1 Torino-Avellino 0-0


andata (13ª) Tredicesima giornata ritorno (28ª)
3 gen. 0-0 Ascoli-Torino 1-2 2 mag.
1-1 Bologna-Genoa 0-1
3-0 Catanzaro-Cesena 1-4
0-1 Como-Avellino 1-1
4-2 Fiorentina-Inter 1-1
1-0 Juventus-Udinese 5-1
1-0 Milan-Cagliari 1-1
1-0 Napoli-Roma 1-1


andata (15ª) Quindicesima giornata ritorno (30ª)
17 gen. 0-1 Avellino-Inter 1-2 16 mag.
2-1 Bologna-Ascoli 1-2
0-1 Como-Torino 0-0
1-1 Fiorentina-Cagliari 0-0
2-0 Genoa-Napoli 2-2
4-1 Juventus-Catanzaro 1-0
1-0 Milan-Cesena 3-2
1-1 Roma-Udinese 1-0
andata (2ª) Seconda giornata ritorno (17ª)
20 set. 3-0 Ascoli-Udinese 2-0 31 gen.
0-1 Avellino-Juventus 0-4
1-1 Cagliari-Napoli 0-1
0-0 Catanzaro-Inter 1-1
1-1 Cesena-Roma 1-0
1-1 Como-Genoa 0-1
0-0 Milan-Fiorentina 0-1
1-0 Torino-Bologna 0-0


andata (4ª) Quarta giornata ritorno (19ª)
4 ott. 0-0 Ascoli-Napoli 0-0 14 feb.
0-0 Avellino-Genoa 2-0
1-1 Cagliari-Inter 3-1
0-2 Catanzaro-Fiorentina 0-1
2-1 Cesena-Udinese 1-0
2-2 Como-Bologna 0-1
0-1 Milan-Juventus 2-3
2-2 Torino-Roma 0-3


andata (6ª) Sesta giornata ritorno (21ª)
25 ott. 0-1 Avellino-Bologna 0-1 7 mar.
1-0 Cagliari-Ascoli 1-2
1-3 Cesena-Napoli 2-2
1-1 Como-Catanzaro 0-0
2-1 Genoa-Udinese 2-3
0-1 Milan-Inter 1-2
2-0 Roma-Fiorentina 0-1
0-1 Torino-Juventus 2-4


andata (8ª) Ottava giornata ritorno (23ª)
8 nov. 1-0 Avellino-Ascoli 1-1 21 mar.
2-1 Cagliari-Catanzaro 0-1
2-1 Cesena-Fiorentina 0-1
2-1 Genoa-Juventus 0-1
1-1 Milan-Como 0-2
3-1 Roma-Bologna 0-2
0-0 Torino-Napoli 0-2
1-1 Udinese-Inter 1-1


andata (10ª) Decima giornata ritorno (25ª)
29 nov. 2-0 Avellino-Cesena 0-2 4 apr.
2-2 Bologna-Napoli 0-2
1-0 Cagliari-Torino 2-4
0-0 Genoa-Ascoli 1-1
4-0 Inter-Como 1-1
0-0 Juventus-Fiorentina 0-0
1-1 Roma-Milan 2-1
2-1 Udinese-Catanzaro 0-0


andata (12ª) Dodicesima giornata ritorno (27ª)
20 dic. 2-0 Avellino-Milan 1-2 25 apr.
1-1 Cesena-Ascoli 0-1
2-1 Fiorentina-Napoli 1-0
1-1 Genoa-Cagliari 1-2
0-0 Inter-Juventus 0-1
2-0 Roma-Como 1-0
1-2 Torino-Catanzaro 0-1
2-2 Udinese-Bologna 2-0


andata (14ª) Quattordicesima giornata ritorno (29ª)
10 gen. 0-1 Ascoli-Roma 1-2 9 mag.
0-0 Cagliari-Avellino 4-1
1-0 Catanzaro-Genoa 0-2
1-1 Cesena-Como 1-2
2-1 Inter-Bologna 1-3
0-0 Napoli-Juventus 0-0
2-1 Torino-Milan 0-0
1-2 Udinese-Fiorentina 0-3

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Squadre[modifica | modifica wikitesto]

Capoliste solitarie[modifica | modifica wikitesto]

————————————————————————————————————————————————————————————
JuventusFiorentina
10ª11ª12ª13ª14ª15ª16ª17ª18ª19ª20ª21ª22ª23ª24ª25ª26ª27ª28ª29ª30ª

Classifica in divenire[modifica | modifica wikitesto]

[44] 10ª 11ª 12ª 13ª 14ª 15ª 16ª 17ª 18ª 19ª 20ª 21ª 22ª 23ª 24ª 25ª 26ª 27ª 28ª 29ª 30ª
Ascoli 1 3 4 5 5 5 6 6 8 9 11 12 13 13 13 14 16 17 18 20 22 24 25 26 27 28 30 30 30 32
Avellino 1 1 3 4 4 4 5 7 8 10 11 13 15 16 16 18 18 18 20 20 20 22 23 25 25 26 26 27 27 27
Bologna 1 1 2 3 4 6 7 7 7 8 8 9 10 10 12 13 14 14 16 16 18 18 20 21 21 21 21 21 23 23
Cagliari 1 2 2 3 3 5 5 7 7 9 10 11 11 12 13 14 14 14 16 16 16 17 17 19 19 19 21 22 24 25
Catanzaro 1 2 3 3 5 6 8 8 9 9 10 12 14 16 16 16 17 19 19 19 20 22 24 24 25 26 28 28 28 28
Cesena 0 1 2 4 4 4 5 7 8 8 9 10 10 11 11 12 14 15 17 17 18 20 20 21 23 25 25 27 27 27
Como 0 1 1 2 2 3 4 5 7 7 7 7 7 8 8 9 9 9 9 9 10 10 12 12 13 13 13 14 16 17
Fiorentina 2 3 4 6 8 8 10 10 12 13 15 17 19 21 22 23 25 26 28 30 32 33 35 36 37 39 41 42 44 45
Genoa 0 1 2 3 3 5 6 8 8 9 10 11 12 12 14 14 16 17 17 17 17 18 18 19 20 20 20 22 24 25
Inter 1 2 4 5 7 9 10 11 13 15 15 16 16 18 20 21 22 24 24 26 28 29 30 30 31 32 32 33 33 35
Juventus 2 4 6 8 10 12 12 12 14 15 15 16 18 19 21 22 24 26 28 30 32 34 36 37 38 39 41 43 44 46
Milan 1 2 4 4 5 5 5 6 6 7 8 8 10 10 12 12 12 13 13 15 15 15 15 16 16 18 20 21 22 24
Napoli 1 2 2 3 5 7 8 9 10 11 13 13 15 16 16 18 20 21 22 24 25 25 27 29 31 32 32 33 34 35
Roma 1 2 4 5 7 9 11 13 13 14 15 17 17 19 20 20 20 22 24 26 26 26 26 28 30 31 33 34 36 38
Torino 2 4 4 5 5 5 5 6 7 7 8 8 9 11 13 15 16 16 16 18 18 19 19 20 22 23 23 25 26 27
Udinese 1 1 1 1 3 3 5 6 7 9 11 12 12 12 13 15 15 17 17 17 19 20 21 21 22 24 26 26 26 26

Classifiche di rendimento[modifica | modifica wikitesto]

Rendimento andata-ritorno[modifica | modifica wikitesto]
Andata Ritorno
Fiorentina 22 Juventus 25
Juventus 21 Fiorentina 23
Inter 20 Ascoli 19
Roma 20 Napoli 19
Avellino 16 Roma 18
Catanzaro 16 Cesena 16
Napoli 16 Inter 15
Genoa 14 Torino 14
Ascoli 13 Udinese 13
Cagliari 13 Cagliari 12
Torino 13 Catanzaro 12
Udinese 13 Milan 12
Bologna 12 Avellino 11
Milan 12 Bologna 11
Cesena 11 Genoa 11
Como 8 Como 9
Rendimento casa-trasferta[modifica | modifica wikitesto]
Casa Trasferta
Fiorentina 27 Juventus 21
Juventus 25 Fiorentina 18
Ascoli 21 Roma 17
Inter 21 Napoli 16
Roma 21 Inter 14
Catanzaro 19 Udinese 13
Napoli 19 Avellino 12
Bologna 18 Ascoli 11
Cagliari 18 Milan 10
Cesena 18 Catanzaro 9
Torino 18 Cesena 9
Genoa 17 Torino 9
Avellino 15 Genoa 8
Milan 14 Cagliari 7
Udinese 13 Como 6
Como 11 Bologna 5

Primati stagionali[modifica | modifica wikitesto]

Record

  • Maggior numero di vittorie: Juventus (19)
  • Minor numero di sconfitte: Fiorentina (2)
  • Miglior attacco: Juventus (48)
  • Miglior difesa: Juventus (14)
  • Miglior differenza reti: Juventus (+34)
  • Maggior numero di pareggi: Napoli (15)
  • Minor numero di pareggi: Juventus, Roma e Udinese (8)
  • Minor numero di vittorie: Como (3)
  • Maggior numero di sconfitte: Como (16)
  • Peggiore attacco: Como (18 reti fatte)
  • Peggior difesa: Como (42 reti subite)
  • Peggior differenza reti: Como (-24)
  • Miglior sequenza di partite utili: Fiorentina (22, dalla 9ª alla 30ª giornata)
  • Partita con più reti: Juventus-Cesena 6-1 (1ª giornata)

Individuali[modifica | modifica wikitesto]

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del campionato furono segnate complessivamente 474 reti (di cui 22 su autorete e 40 su calcio di rigore) da 142 diversi giocatori, per una media di 1,97 gol a partita. Di seguito la classifica dei marcatori.[45]

Gol Rigori Giocatore Squadra
15 3 Italia Roberto Pruzzo Roma
12 3 Italia Edi Bivi Catanzaro
11 Italia Claudio Pellegrini (III) Napoli
9 Italia Roberto Mancini Bologna
9 Italia Luigi Piras Cagliari
9 Italia Oliviero Garlini Cesena
9 Austria Walter Schachner Cesena
9 1 Argentina Daniel Bertoni Fiorentina
9 Italia Francesco Graziani Fiorentina
9 Italia Alessandro Altobelli Inter
9 7 Italia Evaristo Beccalossi Inter
9 1 Italia Pietro Paolo Virdis Juventus

Note[modifica | modifica wikitesto]

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

Il fallo da rigore del catanzarese Costanzo Celestini nella trasferta juventina del 16 maggio 1982, che decretò il rigore-scudetto di Brady.
  1. ^ Fino al 1988, anno di affiliazione della FSGC alla UEFA, i calciatori sammarinesi erano assimilati agli italiani e pertanto non influivano sul numero di stranieri in rosa.[6]
  2. ^ In merito agli eventi dell'ultima giornata, la Fiorentina recriminò veemente per un gol annullato a Francesco Graziani,[9] «ma già la moviola di Carlo Sassi alla Domenica Sportiva fa notare il movimento dell'argentino [Daniel Bertoni, ndr] a disturbare Corti, che Mattei ben piazzato rileva abbastanza chiaramente». Oggetto di controversia fu anche l'intervento dello juventino Sergio Brio su Carlo Borghi, «che le moviole della sera dissezioneranno con impassibilità da entomologo: di gomitata si trattava, e dunque di rigore»;[25] la carta stampata ebbe una posizione simile circa quest'ultimo episodio,[26][27] anche se rimarcò come l'arbitro di quell'incontro, Claudio Pieri, «alla settima giornata [...] aveva concesso alla Fiorentina un gol-fantasma utile ai viola per battere il Torino».[27] In generale, gli episodi più discussi nell'arco del campionato e messi sotto la lente d'ingrandimento dagli addetti ai lavori videro un prevalere di decisioni a favore della Fiorentina.[26][27]
  3. ^ Ammesso alla Coppa UEFA 1982-1983 a seguito della rinuncia del Flamurtari Valona.
  4. ^ Vincitrice della Coppa Italia 1981-1982.
  5. ^ La gara, prevista per il 27 settembre, venne sospesa al 6' per pioggia, sul punteggio di 0-0, e rinviata al successivo 28 ottobre.[42]
  6. ^ La gara, prevista per il 13 dicembre, venne sospesa al 39' per vento, sul punteggio di 0-0, e rinviata al successivo 13 gennaio.[43]

Bibliografiche[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Uomini-sandwich nel calcio tedesco, in La Stampa, 24 settembre 1974, p. 16.
  2. ^ a b Alberto Gaino, L'orologio vince lo scudetto?, in Stampa Sera, 14 agosto 1981, p. 10.
  3. ^ Il calcio cerca soldi: affitterà le maglie?, in La Stampa, 3 febbraio 1978, p. 17.
  4. ^ Bagnati, Maggio e Prestigiacomo, p. 94.
  5. ^ Coppola e Piccinini, "1981-82".
  6. ^ Stefano Andreoli, Il trionfo degli umili, su it.uefa.com, 1º gennaio 2006 (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2007).
  7. ^ a b Chiesa, p. 74.
  8. ^ Eraldo, libro cuore: "Anno di grazia '76", su lastampa.it, 3 settembre 2012. URL consultato il 13 ottobre 2012 (archiviato dall'url originale il 15 agosto 2016).
  9. ^ a b c d Facchinetti, pp. 48-49.
  10. ^ a b Daniele Mosconi, Mi ritorni in mente: Edi Bivi, su tuttoc.com, 8 luglio 2012.
  11. ^ Darwin Pastorin, È tornato «baffo d'oro», in Guerin Sportivo, nº 50 (366), Bologna, Conti Editore, 10-15 dicembre 1981.
  12. ^ Il Barone rampante, in Guerin Sportivo, Bologna, Conti Editore, 1982.
  13. ^ a b c Chiesa, pp. 77-79.
  14. ^ Andrea Oliveri, Nel 1981 Vandereycken esordisce in campionato durante Como-Genoa (1-1), su pianetagenoa1893.net, 19 settembre 2010.
  15. ^ a b c d e Chiesa, pp. 74-76.
  16. ^ Ancelotti guarirà senza operazione, in La Stampa, 28 ottobre 1981, p. 17.
  17. ^ Prende corpo l'insidia della Roma (PDF), in l'Unità, 3 novembre 1981, p. 14 (archiviato dall'url originale il 17 agosto 2016).
  18. ^ Bruno Bernardi, Bettega fermo due mesi, lesioni al ginocchio, in La Stampa, 6 novembre 1981, p. 19.
  19. ^ Chiesa, pp. 76-77.
  20. ^ Bruno Perucca, Juve troppo forte per mezza Roma, in Stampa Sera, 15 marzo 1982, p. 14.
  21. ^ Bruno Perucca, A Firenze una partita senza squadre, in Stampa Sera, 5 aprile 1982, p. 14.
  22. ^ Angelo Caroli, Un gol di Graziani riporta in vetta la Fiorentina, in Stampa Sera, 19 aprile 1982, p. 15.
  23. ^ Bruno Bernardi, Juventus, 5 gol dopo mezz'ora di paura, in Stampa Sera, 3 maggio 1982, p. 14.
  24. ^ Bruno Perucca, Domenica, scudetto o spareggio, in Stampa Sera, 10 maggio 1982, p. 11.
  25. ^ Giuseppe Pastore, Trentacinque anni di rancore, su ultimouomo.com, 9 febbraio 2018.
  26. ^ a b Scudetto assegnato dagli arbitri? Vediamo, in Il Messaggero, 19 maggio 1982.
  27. ^ a b c Le partite discusse, in Guerin Sportivo, nº 21 (389), Bologna, Conti Editore, 26 maggio - 1º giugno 1982, p. 23.
  28. ^ Giuseppe Bagnati, Quell'antica ruggine tra Juve e Fiorentina, su gazzetta.it, 22 gennaio 2009.
  29. ^ Gianni Brera e Beppe Viola, La Domenica Sportiva, Rai 1, 16 maggio 1982.
  30. ^ L'altalena della salvezza, in Stampa Sera, 17 maggio 1982, p. 13.
  31. ^ Il Napoli vuole Marchetti, in l'Unità, 24 giugno 1982, p. 17.
  32. ^ Garanzini, pp. 80-82.
  33. ^ Bruno Bernardi, Scatta l'operazione «Mundial», in Stampa Sera, 21 maggio 1982, p. 20.
  34. ^ Beltrami, p. 162.
  35. ^ a b Beltrami, pp. 164-166.
  36. ^ Chiesa, p. 78.
  37. ^ Beltrami, p. 166.
  38. ^ Con tante favorite, campionato allo sprint, in La Stampa, 24 luglio 1981, p. 16.
  39. ^ Il Cagliari non accetta il calendario, in La Stampa, 25 luglio 1981, p. 17.
  40. ^ Righetti invita il Cagliari a parlare del calendario, in La Stampa, 26 luglio 1981, p. 17.
  41. ^ Computer in crisi per le Forze Armate, in Stampa Sera, 26 luglio 1981, p. 12.
  42. ^ Carlo Coscia, Ciulli blocca Fiorentina-Ascoli, in Stampa Sera, 28 settembre 1981, p. 11.
  43. ^ Giulio Accatino, Il vento ferma Catanzaro-Roma con le squadre sullo 0-0, in Stampa Sera, 13 dicembre 1981, p. 12.
  44. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy Championship 1981/82, su rsssf.com, 26 ottobre 2000.
  45. ^ Beltrami, pp. 160-161.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La Stampa, annate 1981 e 1982.
  • l'Unità, annate 1981 e 1982.
  • Giuseppe Bagnati, Vito Maggio e Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, 2004, ISBN 88-8207-144-8.
  • Arrigo Beltrami (a cura di), Almanacco illustrato del calcio 1983, Modena, Panini, 1982.
  • Massimo Coppola e Alberto Piccinini, Atlante illustrato del calcio italiano '80, Milano, Isbn Edizioni, 2010.
  • Paolo Facchinetti, Amarcord: nelle mani del Trap, in Guerin Sportivo, 1999, pp. 48-49.
  • Gigi Garanzini, Il romanzo del vecio, Milano, Baldini Castoldi & Dalai, 1997.
  • Carlo F. Chiesa, Il grande romanzo dello scudetto. 26ª puntata: La Juventus ha un cuore tricolore, in Calcio 2000, giugno 2004, pp. 64-81.

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