Francesco Liguori

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Francesco Liguori
Francesco Liguori.jpg
Liguori alla Ternana nel 1969
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Ritirato 1976 - giocatore
1996 - allenatore
Carriera
Giovanili
1965-1969 Ternana
Squadre di club1
1965-1970Ternana130 (13)
1970-1973Bologna23 (0)
1973-1974Foggia26 (0)
1974-1975Bologna0 (0)
1974-1976Brindisi43 (0)
Carriera da allenatore
1982 Bologna
1983-1984 Benevento
1984-1985 Sambenedettese
1985-1986 Cavese
1986-1987 Cosenza
1987-1988 Casertana
1988-1989 Torres
1989-1991 Palermo
1991-1992 Monopoli
1992 Ternana

[1]

1995-1996 Cavese
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Francesco Liguori, noto anche come Franco Liguori (Napoli, 12 giugno 1946), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo mediano.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto calcisticamente nella Ternana, nel 1970, ventiquattrenne, viene acquistato dal Bologna col quale esordisce in Serie A il 27 settembre dello stesso anno, nella gara contro il L.R. Vicenza.[2] L'allenatore Edmondo Fabbri lo valorizza subito come titolare e Liguori si impone al punto tale da destare l'interesse del tecnico della Nazionale.[2]

Liguori al Brindisi nella stagione 1974-1975, assieme a Luigi Boccolini.

Il 10 gennaio 1971, durante la trasferta sul campo del Milan, in un duro scontro di gioco con il centrocampista rossonero Romeo Benetti, ha la peggio e subisce un grave infortunio ai legamenti crociati, collaterale interno, menisco interno e capsula posteriore del ginocchio destro;[3] operato a Lione dal professor Trillat, Liguori ritorna in campo con la maglia rossoblù dopo oltre un anno, il 16 gennaio 1972. Il recupero risulta difficoltoso e il giocatore scende in campo solamente 11 volte nelle due stagioni successive. Per quel fallo, Benetti fu denunciato alla Procura della Repubblica di Milano e sull'incidente il Commissariato di Pubblica Sicurezza del quartiere "Bolognina" inviò un rapporto alla Pretura di Bologna.[4]

Nel 1973 il Bologna lo cede al Foggia dove gioca 26 partite. Ritornato a Bologna, non rientra nei piani tecnici dell'allenatore Bruno Pesaola e viene ceduto al Brindisi dove riprende a giocare con continuità, ma nel 1976, a soli trent'anni, decide di lasciare il calcio giocato.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver iniziato la carriera come tecnico delle giovanili della Ternana e del Pisa,[2] diventa allenatore in seconda di Tarcisio Burgnich a cui è successivamente subentrato alla guida del Bologna nella stagione 1981-1982,[5] ha allenato in Serie C1 il Benevento nella stagione 1983-1984, ottenendo un lusinghiero sesto posto, la Cavese nella stagione 1985-1986, e in seguito il Cosenza dove viene esonerato al termine del girone di andata del torneo 1986-1987, dopo una sconfitta interna contro il Monopoli. Durante l'esperienza calabrese aveva in squadra giocatori importanti come Alberto Urban, già con sé nella Cavese, Donato Bergamini e un giovane Michele Padovano.

Successivamente, ha anche allenato in Serie C1 la Torres, nel 1988-1989,[6] e il Palermo nelle stagioni 1989-1990 e 1990-1991; nell'ultima viene esonerato dopo la quarta giornata di campionato e sostituito da Enzo Ferrari.[7] Nella stagione 1991-92, ha guidato per alcuni mesi il Monopoli sempre in Serie C1 (subentrando a Giorgio Campagna). Vent'anni prima si era già avvicinato al Palermo, ma la Lega Calcio annullò la transazione dalla Ternana poiché la società non aveva il denaro per concludere l'acquisto.[3]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Ternana: 1967-1968 (girone C)

Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Bologna: 1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Beltrami, 1992, p. 314
  2. ^ a b c La Stampa, 16 marzo 1982, p. 21.
  3. ^ a b Tripisciano, p. 58
  4. ^ Corriere dello Sport, 6 febbraio 1971, p. 1.
  5. ^ La Stampa, 17 marzo 1982, p. 19.
  6. ^ Beltrami, 1989, p. 320
  7. ^ Bagnati, Maggio, Prestigiacomo, p. 95

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Arrigo Beltrami (a cura di), Almanacco illustrato del Calcio 1990, Modena, Panini, 1989.
  • Arrigo Beltrami (a cura di), Almanacco illustrato del Calcio 1993, Modena, Panini, 1992.
  • Giuseppe Bagnati, Vito Maggio e Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, 2004, ISBN 88-8207-144-8.
  • Luigi Tripisciano, Album rosanero, Palermo, Flaccovio Editore, 2004, ISBN 88-7804-260-9.
  • Franco Liguori e Franco Lelli, Voglio fare il Calciatore, Viterbo, Tagete, 2011.