Tarcisio Burgnich

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Tarcisio Burgnich
Tarcisio Burgnich.jpg
Burgnich in Nazionale
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 81 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1977 - giocatore
2001 - allenatore
Carriera
Giovanili
19??-19?? Udinese
Squadre di club1
1958-1960 Udinese 8 (0)
1960-1961 Juventus 13 (0)
1961-1962 Palermo 31 (1)
1962-1974 Inter 358 (5)[1]
1974-1977 Napoli 84 (0)
Nazionale
1963-1974 Italia Italia 66 (2)
Carriera da allenatore
1978-1980 Livorno
1980-1981 Catanzaro
1981-1982 Bologna
1982-1984 Como
1984-1986 Genoa
1986-1987 L.R. Vicenza
1987-1988 Como
1988-1989 Catanzaro
1989-1991 Cremonese
1991-1992 Salernitana
1992-1993 Como
1994-1995 Livorno
1996-1997 Foggia
1997-1998 Genoa
1998-1999 Lucchese
2000 Ternana
2001 Pescara
Palmarès
Julesrimet.gif Mondiali di calcio
Argento Messico 1970
UEFA European Cup.svg Europei di calcio
Oro Italia 1968
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Tarcisio Burgnich (Ruda, 25 aprile 1939) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, campione d'Europa nel 1968 e vice-campione del mondo nel 1970 con la nazionale italiana.

In virtù della sua capacità di arginare anche gli attaccanti più pericolosi, è stato definito da Mario Sconcerti il più grande «difensore classico» della storia del calcio italiano.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sposò una donna toscana,[3] figlia di ristoratori, conosciuta a Torino.[4]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Burgnich (a destra) contro Haller nello spareggio-scudetto del 1964 tra Bologna e Inter

Dopo aver iniziato come mezz'ala,[5] giocò come terzino destro, stopper e libero.[6] Eccellente marcatore,[6][7][8] era solito prendere in custodia l'attaccante avversario più temibile.[9] È stato considerato un modello per la serietà e la correttezza.[8] Le sue virtù principali erano il vigore agonistico, l'abilità nel tackle e la concentrazione,[10] oltre alla prontezza nell'anticipo.[11]

Per via della sua prestanza fisica fu soprannominato Roccia,[3] nomignolo coniato da Armando Picchi, compagno di reparto nell'Inter e in nazionale.[12][13]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Udinese[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver giocato nelle giovanili dell'Udinese avendo come compagno di squadra Dino Zoff[14], debuttò ventenne con i friulani alla penultima giornata della stagione 1958-1959, il 2 giugno 1959, nella sconfitta contro il Milan per 7-0[15], già matematicamente campione d'Italia[16] che schierava in campo giocatori come Lorenzo Buffon, Cesare Maldini e Nils Liedholm[17]. Non schierato la domenica successiva[18], fu confermato per la stagione successiva, in cui giocò 7 gare su 34 in un'epoca in cui non erano permesse sostituzioni e nella quale le zebrette si salvarono dalla retrocessione dopo spareggi con Lecco e Bari[19]; le sue prestazioni gli valsero la convocazione nella rappresentativa italiana ai Giochi olimpici del 1960. A Udine aveva uno stipendio da 50.000 lire al mese.[10]

Juventus e Palermo[modifica | modifica wikitesto]
Burgnich (in piedi, secondo da sinistra) nella Juventus del 1960-1961

Dietro suggerimento di Giampiero Boniperti[20] fu quindi acquistato dalla Juventus, con cui collezionò 13 presenze senza essere poi confermato per la stagione successiva, perché ritenuto non adatto allo stile della squadra e con una carriera incerta per un presunto leggero strabismo.[3] Passò quindi al Palermo, in cui arriva nella trattativa che porta Roberto Anzolin a Torino[21]: in un primo momento rifiuta il trasferimento, ottenendo quindi un deferimento[22].

Coi rosanero gioca ottimamente la stagione 1961-1962,[3] durante il quale faceva il servizio di leva a Roma:[23] preso il posto dell'infortunato Giorgio Sereni, resta lui il titolare del ruolo.[23] Con il Palermo segna solo un gol, su punizione,[5] nella vittoria per 4-2 contro la Juventus del 18 febbraio 1962[24] con un violento tiro in corsa[25]; al termine del campionato i siciliani si piazzarono all'ottavo posto nella classifica finale, piazzandosi meglio degli stessi piemontesi[26]. Il giocatore definì in termini molto positivi la sua esperienza nelle file del club rosanero.[22]

Inter[modifica | modifica wikitesto]
Burgnich all'Inter, club a cui legò i maggiori successi da calciatore

Nel 1962, voluto da Helenio Herrera[27] o da Italo Allodi secondo altre fonti[22], passa all'Inter in cambio di 100 milioni di lire.[24] Come capitò durante la sua permanenza alla Juventus, vinse lo scudetto alla prima stagione con la nuova squadra[22], pur essendo penalizzato dal dover svolgere il servizio militare a Bologna, con il grado di caporale, cosa che lo costringeva a saltare durante il suo primo campionato diversi allenamenti con il club lombardo[28]. Con i nerazzurri ha totalizzato 467 presenze in gare ufficiali, vincendo in dodici anni quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, diventando uno dei calciatori più decisivi per i successi della squadra nella sua epoca.[11] Al termine della stagione 1964-1965, il settimanale "Il calcio e il ciclismo illustrato" lo indicò, con Giacinto Facchetti, come miglior terzino d'ala del campionato[29].

Napoli[modifica | modifica wikitesto]
« Non mi sono mai divertito tanto a giocare a pallone »
(Sua dichiarazione[30])

Dopo dodici anni all'Inter, complice l'infortunio subito durante i mondiali tedeschi del 1974 i dirigenti della squadra lombarda credono che sia ormai un calciatore finito[31]. Venne a sapere solo da Francesco Janich, all'epoca dirigente del Napoli, di essere stato trasferito alla squadra campana; chiuse quindi la carriera indossando la maglia azzurra. Qui, dopo un iniziale problema con le tattiche dell'allora suo allenatore Luis Vinicio,[30] è titolare inamovibile (nel ruolo di libero)[32][33], disputando tutte le gare delle sue prime due stagioni[34] e saltando solo sei gare nella sua ultima stagione di carriera, dalla tredicesima del 16 gennaio 1977 alla diciottesima del 27 febbraio 1977.[35] Durante la sua permanenza con i partenopei la squadra sfiorò la conquista dello scudetto nella stagione 1974-1975, quando la squadra arrivò seconda a due punti dalla Juventus vincitrice del campionato.[36] L'anno successivo i campani conquistarono la Coppa Italia, battendo con lui in campo il Verona allo Stadio Olimpico di Roma il 29 giugno 1976 per 4-0;[37] in questo trofeo segnò la sua unica rete con gli azzurri, nell'edizione 1975-1976, nella vittoria contro la Fiorentina per 1-0.[38] Vinse inoltre nella stagione 1976-1977 la Coppa di Lega Italo-Inglese, giocandovi entrambe le partite, a Southampton contro la squadra locale il 21 settembre 1976 dove i padroni di casa s'imposero per 1-0 e a Napoli il 14 novembre dello stesso anno, quando nella gara di ritorno i campani vinsero per 4-0.[39] Lo stesso anno, il Napoli raggiunse per la prima volta la semifinale in una competizione europea, la Coppa delle Coppe, venendo eliminato dall'Anderlecht.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Burgnich (a sinistra) in azione in maglia azzurra al campionato del mondo 1974, nel corso della sfida tra Italia e Argentina

In nazionale, in cui ha giocato dal 1963 al 1974, vanta 66 presenze, debuttando il 10 novembre 1963 nella gara di ritorno valevole per la Coppa Europa[31] contro la nazionale sovietica[31][40]. Ritorna in nazionale un anno dopo, nella gara di qualificazione per i mondiali in Inghilterra del 1966 contro la nazionale finlandese del 4 novembre 1964[41]. Viene convocato per la spedizione italiana ai successivi mondiali, quando ha già giocato dodici gare con la nazionale maggiore[42], disputando solo le prime due gare, la vittoria contro il Cile per 2-0 nella rivincita della battaglia di Santiago del 13 luglio 1966 al Roker Park di Sunderland e la sconfitta per 1-0 contro la nazionale sovietica del 16 luglio nello stesso stadio[43]. Ai successivi vittoriosi campionati europei del 1968 fu invece sempre presente, il 20 aprile nella vittoria contro la Bulgaria per 2-0 a Napoli[44], sempre a Napoli nella semifinale contro la nazionale sovietica del 5 giugno decisa dal sorteggio e nelle due finali contro la nazionale jugoslava di Roma, dell'8 e del 10 giugno, quando gli azzurri prima pareggiarono 1-1 e poi vinsero per 2-0[45]. Al successivo campionato mondiale 1970 in Messico realizza il suo secondo gol con gli Azzurri[46], il momentaneo pareggio per 2-2 della semifinale Italia-Germania Ovest (4-3, la "Partita del secolo").[15] Per la gara disputata, Gianni Brera gli diede nella pagella 9+[22]. In finale, sarà poi sovrastato nello stacco da Pelé che realizzerà il gol del momentaneo 1-0 nella partita che il Brasile vincerà 4-1. Lasciò la nazionale dopo la sconfitta contro la rappresentativa polacca, in una gara valida per la fase finale dei Mondiali del 1974, durante la quale subì un infortunio quando la partita era ancora sullo 0-0.[15]

Delle 66 presenze in azzurro, 58 le ha disputate a fianco di Giacinto Facchetti: 45 nel duo difensivo "Burgnich-Facchetti"; 13 da "libero", ruolo che ha lasciato poi allo stesso Facchetti; mentre in un'occasione ha sostituito nel ruolo il compagno di squadra, nel 1966, contro l'Austria.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

1978-1982[modifica | modifica wikitesto]

Appese le scarpette al chiodo, convinto da Italo Allodi[22] ha intrapreso la carriera dell'allenatore, sedendo, fra le altre, sulle panchine di Catanzaro, Bologna, Como, Livorno, Foggia, Lucchese, Cremonese, Genoa sostituendo Claudio Maselli,[40] Ternana, Salernitana, Pescara e Vicenza. Dopo aver lasciato il lavoro di allenatore è diventato osservatore dell'Inter.[47] Esordì come allenatore del Livorno, dove subì una squalifica di sei mesi per alcune dichiarazioni sul Pisa[4]; nello stadio intitolato al suo ex compagno di squadra Armando Picchi, dopo un primo anno tranquillo,[22] al secondo grazie a dodici vittorie e sedici pareggi la squadra si piazzò terza in campionato[48], a quattro punti dal Foggia promosso in Serie B,[49] potendo contare su una difesa che subì solo undici gol[48]. Sarebbe tornato ad allenare la squadra sedici anni dopo.

Burgnich al Como nella stagione 1983-1984

La sua seconda panchina lo vide in Calabria, dove iniziò la stagione di Serie A in maniera positiva, arrivando alla quinta giornata del girone d'andata a essere in testa alla classifica.[50] La compagine, salvatasi dalla retrocessione avvenuta sul campo per lo scandalo delle scommesse che portarono successivamente al ripescaggio[49], senza molte strutture per allenarsi puntava alla salvezza[4], con una squadra dall'età media bassa e con elementi dalle categorie inferiori[51], raggiunta con un settimo posto finale[49], miglior piazzamento nel ventesimo secolo. Tornò ad allenare i calabresi nel campionato di Serie B 1988-1989, dove fu esonerato e sostituito da Gianni Di Marzio, con la squadra ottava in classifica generale, dopo la prima sconfitta in campionato, contro il Brescia[52].

Nella stagione 1981-1982 è al Bologna, per la quale, avendo dato la sua parola è costretto in seguito a rifiutare la proposta di allenare l'Inter[22]; pur dimostrando fiducia nella squadra[53] non concluse la stagione, venendo esonerato il 15 marzo 1982[54] per contrasti con alcuni dirigenti della società, difeso solo dal presidente Fabbretti e facendosi sostituire dal suo allenatore in seconda, Franco Liguori[55]. Durante questa stagione lanciò un diciottenne Roberto Mancini[12].

1982-2001[modifica | modifica wikitesto]

Fu per tre periodi alla guida del Como, la prima volta dal 1982 al 1984; con la squadra allora militante in Serie B perse alla prima stagione gli spareggi, mentre nella seconda ottenne la promozione nella massima serie. Durante questo periodo, tra i giocatori da lui valorizzati vi fu il futuro giocatore della nazionale Moreno Mannini[56]. Tornò la seconda volta nel 1988 al posto di Aldo Agroppi, con la squadra militante in Serie A con problemi di classifica e d'infortuni[57] che portò alla salvezza. Nel 1992-1993 condusse la squadra nel campionato di Serie C1, inserendosi più volte nella zona promozione. Arriva quindi in Liguria, con la squadra del Genoa, dove ritornerà nel 1998 in una squadra reduce dal rischio di retrocedere nell'allora Serie C e con un nuovo presidente, il suo ex giocatore Massimo Mauro, che lo volle personalmente, al posto di Aldo Spinelli[58].

Arrivato nell'estate 1986 al Vicenza, viene esonerato nel febbraio 1987: al suo successore Alfredo Magni le cose andranno peggio, sino alla retrocessione in Serie C1. Alla Cremonese non riesce a salvare la squadra dalla retrocessione, perdendo le ultime quattro partite. Confermato nel 1990-1991, Burgnich non va oltre il centroclassifica e viene esonerato dopo 23 giornate: sarà il sostituto Gustavo Giagnoni a centrare la promozione. Il 4 marzo 1996 Burgnich diventa allenatore del Foggia, ultimo in classifica in Serie B, a sette punti dalla salvezza.[59] Il tecnico di Ruda, con una notevole serie di risultati utili, è riuscito a chiudere il campionato salvando i rossoneri, conquistando l'undicesimo posto.[59] La stagione seguente, con una formazione giovane, Burgnich ha conquistato un altro 11º posto,[60] non venendo riconfermato per l'annata successiva.[61] Subentra nel Natale 1997 a Claudio Maselli sulla panchina del Genoa, ottenendo 20 punti nelle prime otto partite, con la squadra che passa dal penultimo posto a ridosso della zona promozione, classificandosi ottava a fine torneo.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1958-1959 Italia Udinese A 1 0 CI
1959-1960 A 7 0 CI
Totale Udinese 8 0
1960-1961 Italia Juventus A 13 0 CI 3 0 - - - - - - 16 0
1961-1962 Italia Palermo A 31 1 CI
1962-1963 Italia Inter A 31 0 CI - - - - - - - - 31 0
1963-1964 A 33+1[62] 0 CI - - CC 9 0 - - - 43 0
1964-1965 A 32 1 CI 1 0 CC 7 0 CInt 2 0 42 1
1965-1966 A 30 0 CI - - CC 5 0 CInt 2 0 37 0
1966-1967 A 30 2 CI - - CC 10 0 - - - 40 2
1967-1968 A 30 0 CI 6 1 - - - - - - 36 1
1968-1969 A 30 1 CI 3 0 - - - - - - 33 1
1969-1970 A 26 1 CI 6 0 CdF 8 0 - - - 40 1
1970-1971 A 29 0 CI 3 0 CdF 1 0 - - - 33 0
1971-1972 A 27 0 CI 10 0 CC 9 0 - - - 46 0
1972-1973 A 30 0 CI 8 0 CU 6 0 - - - 44 0
1973-1974 A 30 0 CI 10 0 CU 2 0 - - - 42 0
Totale Inter 358+1 5 47 1 57 0 4 0 467 6
1974-1975 Italia Napoli A 30 0 CI
1975-1976 A 30 0 CI
1976-1977 A 24 0 CI
Totale Napoli 84 0
Totale carriera 494+1 6

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Italia Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
10-11-1963 Roma Italia Italia 1 – 1 URSS URSS Qual. Euro 1964 -
4-11-1964 Genova Italia Italia 6 – 1 Finlandia Finlandia Qual. Mondiali 1966 -
13-3-1965 Amburgo Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
18-4-1965 Varsavia Polonia Polonia 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
1-11-1965 Roma Italia Italia 6 – 1 Polonia Polonia Qual. Mondiali 1966 -
9-11-1965 Glasgow Scozia Scozia 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1966 -
7-12-1965 Napoli Italia Italia 3 – 0 Scozia Scozia Qual. Mondiali 1966 -
19-3-1966 Parigi Francia Francia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
14-6-1966 Bologna Italia Italia 6 – 1 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
18-6-1966 Milano Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Amichevole 1
22-6-1966 Torino Italia Italia 3 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
29-6-1966 Firenze Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
13-7-1966 Sunderland Italia Italia 2 – 0 Cile Cile Mondiali 1966 - 1º Turno -
16-7-1966 Sunderland URSS URSS 1 – 0 Italia Italia Mondiali 1966 - 1º Turno -
1-11-1966 Milano Italia Italia 1 – 0 URSS URSS Amichevole -
22-3-1967 Nicosia Cipro Cipro 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
1-11-1967 Cosenza Italia Italia 5 – 0 Cipro Cipro Qual. Euro 1968 -
18-11-1967 Berna Svizzera Svizzera 2 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
23-12-1967 Cagliari Italia Italia 4 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1968 -
6-4-1968 Sofia Bulgaria Bulgaria 3 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1968 -
20-4-1968 Napoli Italia Italia 2 – 0 Bulgaria Bulgaria Qual. Euro 1968 -
5-6-1968 Napoli Italia Italia 0 – 0 dts URSS URSS Euro 1968 - Semif. -
8-6-1968 Roma Italia Italia 1 – 1 dts Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale -
10-6-1968 Roma Italia Italia 2 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Euro 1968 - Finale - 1º Titolo Europeo
23-10-1968 Cardiff Galles Galles 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -
1-1-1969 Città del Messico Messico Messico 2 – 3 Italia Italia Amichevole -
5-1-1969 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
29-3-1969 Berlino Est Germania Est Germania Est 2 – 2 Italia Italia Qual. Mondiali 1970 -
24-5-1969 Torino Italia Italia 0 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
4-11-1969 Roma Italia Italia 4 – 1 Galles Galles Qual. Mondiali 1970 -
22-11-1969 Napoli Italia Italia 3 – 0 Germania Est Germania Est Qual. Mondiali 1970 -
21-2-1970 Madrid Spagna Spagna 2 – 2 Italia Italia Amichevole -
10-5-1970 Lisbona Portogallo Portogallo 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
3-6-1970 Toluca Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Mondiali 1970 - 1º Turno -
6-6-1970 Puebla Italia Italia 0 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1970 - 1º Turno -
11-6-1970 Toluca Italia Italia 0 – 0 Israele Israele Mondiali 1970 - 1º Turno -
14-6-1970 Toluca Italia Italia 4 – 1 Messico Messico Mondiali 1970 - Quarti -
17-6-1970 Città del Messico Italia Italia 4 – 3 dts Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1970 - Semif. 1
21-6-1970 Città del Messico Brasile Brasile 4 – 1 Italia Italia Mondiali 1970 - Finale - 2º Posto
31-10-1970 Vienna Austria Austria 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
8-12-1970 Firenze Italia Italia 3 – 0 Irlanda Irlanda Qual. Euro 1972 -
20-2-1971 Cagliari Italia Italia 1 – 2 Spagna Spagna Amichevole -
10-5-1971 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
09-6-1971 Stoccolma Svezia Svezia 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
25-9-1971 Genova Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
9-10-1971 Milano Italia Italia 3 – 0 Svezia Svezia Qual. Euro 1972 -
4-3-1972 Atene Grecia Grecia 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
29-4-1972 Milano Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Qual. Euro 1972 -
13-5-1972 Bruxelles Belgio Belgio 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1972 -
17-6-1972 Bucarest Romania Romania 3 – 3 Italia Italia Amichevole -
21-6-1972 Sofia Bulgaria Bulgaria 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
20-9-1972 Torino Italia Italia 3 – 1 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
7-10-1972 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 4 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
21-10-1972 Berna Svizzera Svizzera 0 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
13-1-1973 Napoli Italia Italia 0 – 0 Turchia Turchia Qual. Mondiali 1974 -
25-2-1973 Istanbul Turchia Turchia 0 – 1 Italia Italia Qual. Mondiali 1974 -
31-3-1973 Genova Italia Italia 5 – 0 Lussemburgo Lussemburgo Qual. Mondiali 1974 -
9-6-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Brasile Brasile Amichevole -
14-6-1973 Torino Italia Italia 2 – 0 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
29-9-1973 Milano Italia Italia 2 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
20-10-1973 Roma Italia Italia 2 – 0 Svizzera Svizzera Qual. Mondiali 1974 -
14-11-1973 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
8-6-1974 Vienna Austria Austria 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
15-6-1974 Monaco Italia Italia 3 – 1 Haiti Haiti Mondiali 1974 - 1º Turno -
19-6-1974 Stoccarda Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1974 - 1º Turno -
23-6-1974 Stoccarda Polonia Polonia 2 – 1 Italia Italia Mondiali 1974 - 1º Turno -
Totale Presenze (22º posto) 66 Reti 2

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Juventus: 1960-1961
Inter: 1962-1963, 1964-1965, 1965-1966, 1970-1971
Napoli: 1975-1976
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Inter: 1963-1964, 1964-1965
Inter: 1964, 1965
Napoli: 1976

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Italia 1968

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 359 (5) se si comprende lo spareggio per aggiudicare la vittoria finale del campionato tra Bologna e Inter giocato a Roma il 7 giugno 1964.
  2. ^ Mario Sconcerti, Il volo di Bonucci e la classifica degli 8 migliori difensori italiani di sempre, corriere.it, 23 novembre 2016. URL consultato il 24 novembre 2016.
  3. ^ a b c d Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Tarcisio Burgnich, tuttomercatoweb.com, 25 aprile 2013. URL consultato il 19 marzo 2016.
  4. ^ a b c La Stampa, 8 novembre 1980, p. 20.
  5. ^ a b Sarti, Burgnich, Facchetti..., pianeta-calcio.it.
  6. ^ a b Pezzotti e Vietti, pp. 46-47.
  7. ^ Angelo Rovelli, Una roccia inscalfibile, in La Gazzetta dello Sport, 9 aprile 1986, p. 6.
  8. ^ a b Dizionario del calcio.
  9. ^ Corso, p. 119.
  10. ^ a b Sappino, p. 112.
  11. ^ a b Le Garzantine, p. 206.
  12. ^ a b Ve lo ricordate Tarcisio Burgnich? Ecco come vive, corrieredellosport.it.
  13. ^ Gianni Mura, Tarcisio Burgnich, la Roccia che saltò con Pelé: "Il mio calcio senza creste", repubblica.it, 7 aprile 2014. URL consultato il 19 marzo 2016.
  14. ^ Udinese - Juve La gara di Zoff, ilfriuli.it.
  15. ^ a b c Tarcisio Burgnich, “la Roccia”. Praticamente, una leggenda, tellusfolio.it.
  16. ^ (EN) Italy 1958-1959, rsssf.com.
  17. ^ Corriere dello Sport, 3 giugno 1959, p. 4.
  18. ^ Corriere dello Sport, 8 giugno 1959, p. 6.
  19. ^ (EN) Italy 1960-1961, rsssf.com.
  20. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, 14 luglio 1960, p. 13.
  21. ^ Tripisciano, p. 138.
  22. ^ a b c d e f g h Livorno-Napoli: parla Burgnich, gazzetta.it, 22 febbraio 2008.
  23. ^ a b Bagnati, Maggio e Prestigiacomo, p. 82.
  24. ^ a b Bagnati, Maggio e Prestigiacomo, p. 131.
  25. ^ Stampa Sera, 20 febbraio 1962, p. 5.
  26. ^ Italy 1961-1962, rsssf.com.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pino Autunno, Foggia, una squadra, una città, Utopia Edizioni.
  • Giuseppe Bagnati, Vito Maggio e Vincenzo Prestigiacomo, Il Palermo racconta: storie, confessioni e leggende rosanero, Palermo, Grafill, 2004, ISBN 88-8207-144-8.
  • Mimmo Carratelli, La grande Storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore, ISBN 978-88-88225-19-7.
  • Mario Corso, Io, l'Inter e il mio calcio mancino, Edizioni Limina.
  • Claudio Ferretti e Augusto Frasca (a cura di), Le Garzantine – Sport, Milano, Garzanti, 2008, ISBN 978-88-11-50522-8.
  • Gianluigi Pezzotti e Rita Vietti, Dizionario della grande Inter, Newton Compton Editori, 2002, ISBN 978-88-8289-496-2.
  • Marco Sappino (a cura di), Dizionario del calcio italiano, vol. 1, Milano, Baldini&Castoldi, 2000, ISBN 978-88-8089-862-7.
  • Luigi Tripisciano, Album rosanero, Palermo, Flaccovio Editore, 2004, ISBN 88-7804-260-9.
  • Almanacco Illustrato del Calcio 1979, Modena, Panini.
  • Dizionario del calcio, a cura della redazione de La Gazzetta dello Sport, Milano, Rizzoli, 1990, ISBN 978-88-17-14521-3.

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