Giancarlo Cella

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Giancarlo Cella
Giancarlo Cella.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 174[1] cm
Peso 73[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1972 - giocatore
19?? - allenatore
Carriera
Giovanili
600px bisection vertical HEX-1D913D Black.svg Bobbiese
Piacenza
Squadre di club1
1957-1958 Piacenza 8 (3)
1958-1959 Talmone Torino 5 (1)
1959-1960 Novara 32 (7)
1960-1965 Torino 107 (6)
1965-1966 Catania 28 (0)
1966-1968 Atalanta 53 (0)
1968-1971 Inter 42 (0)
1971-1972 Piacenza 33 (0)
Nazionale
1959-1960 Italia Italia U-21 9 (2)
Carriera da allenatore
1972-1974 Piacenza
1974-1975 Suzzara
???? Inter (giovanili)
1984-1985 Inter (vice)
1985-1986 Pavia
1986-1987 Carpi
1987 SPAL
1988-1989 Suzzara
1989-1993 Piacenza (giovanili)
???? 600px bisection vertical HEX-1D913D Black.svg Bobbiese
Palmarès
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Oro Libano 1959
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giancarlo Cella (Bobbio, 5 settembre 1940) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano.

È fratello di Albino Cella e figlio di Uberto detto Tio, attaccante del Piacenza negli anni Trenta[2].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

In origine ala sinistra[3], poi mezzala, mediano e infine utilizzato nel ruolo di libero[4], ha ricoperto tutti i ruoli ad eccezione di quello terzino sinistro[5]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Calciatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto nella Bobbiese[2] e quindi nel Piacenza, esordisce in prima squadra nel campionato di Campionato Interregionale 1957-1958: a causa di un'epidemia di influenza asiatica molti giocatori sono indisponibili, e Giancarlo viene schierato dall'allenatore Oreste Barale come ala sinistra, nella sconfitta sul campo della Lucchese del 13 ottobre 1957[6]. Nel 1958 passa all'allora Talmone Torino, con cui debutta in Serie A nella stagione 1958-1959, poco più che diciottenne, il 19 ottobre 1958 contro la Triestina[5]. Milita tra i granata per sei stagioni, intervallate da una stagione in prestito in Serie B al Novara, risultando una delle bandiere dei piemontesi nei primi anni sessanta. Nel 1962 è nel novero dei giocatori visionati dalla Commissione tecnica per gli imminenti Mondiali in Cile, ma un infortunio nel finale di campionato gli preclude la convocazione e l'esordio in Nazionale[6].

Nel 1965 viene ceduto al Catania, dove milita una sola stagione chiusa con la retrocessione degli etnei in Serie B, quindi si trasferisce all'Atalanta, con cui disputa altri due campionati in massima serie, contendendo il ruolo di libero titolare a Piero Gardoni[7]. Nel 1968 viene acquistato dall'Inter, dove è chiamato a sostituire Piero Dotti successore di Armando Picchi: vi resta tre stagioni, le prime due scendendo in campo con una certa continuità (18 presenze in campionato in entrambe le stagioni), la terza da rincalzo (6 presenze nella stagione 1970-1971, nella quale i nerazzurri si aggiudicano il loro undicesimo scudetto).

Dopo 12 stagioni nel massimo campionato conclude la carriera nel Piacenza, con cui conquista la salvezza nel campionato di Serie C 1971-1972[7].

In carriera ha totalizzato complessivamente 235 presenze e 7 reti in Serie A e 32 presenze e 7 reti in Serie B. È uno dei tre giocatori di movimento (con Giovanni Barberis e Fabio Bilica) ad aver parato un calcio di rigore in Serie A: il 5 marzo 1961 nel corso di Bari-Torino della 22ª giornata ha sostituito al 53' fra i pali l'espulso Lido Vieri, neutralizzando subito dopo un tiro calciato da Paolo Erba.[8]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Ha disputato, con la Nazionale Olimpica, le Olimpiadi di Roma 1960, chiuse dagli azzurri al quarto posto[9]. In precedenza aveva disputato con la maglia azzurra gli Europei Juniores e i Giochi del Mediterraneo di Beirut, entrambi nel 1959[6]. In totale con la maglia degli azzurrini ha collezionato 8 presenze con 2 reti[10].

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce come allenatore sulla panchina del Piacenza, ricoprendo il ruolo di allenatore-giocatore nella seconda parte del campionato di Serie C 1971-1972[4]. Rimane sulla panchina piacentina fino al 1974, ottenendo come miglior risultato il quarto posto nel campionato 1973-1974[11][12]. Nelle stagioni successive ha proseguito la carriera di allenatore guidando il Suzzara[13], prima di ritornare all'Inter occupandosi delle giovanili[14] e ricoprendo il ruolo di vice di Ilario Castagner nella stagione 1984-1985[15]. Allena quindi Carpi (Interregionale[16]), SPAL (Serie C1, sostituito a campionato in corso da Giovan Battista Fabbri)[17] e ancora Suzzara, di nuovo in quinta serie[18]. Dopo queste esperienze fa ritorno al Piacenza, dapprima come responsabile della scuola calcio[19] e poi allenandone la Primavera fino al 1993[20], e infine guida la Bobbiese, tra i dilettanti[7].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Inter: 1970-1971

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Libano 1959

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Figurine Calciatori Campionato italiano di calcio 1965-1966, Modena, Panini, 1965.
  2. ^ a b La morte di "Tio" Cella, ex centravanti del Piacenza, Libertà, 8 agosto 1961, pag.5
  3. ^ Rosa 1957-1958 Storiapiacenza1919.it
  4. ^ a b Rosa 1971-1972 Storiapiacenza1919.it
  5. ^ a b P.Gentilotti, G.Rubini, Dal Farnese a Barriera Genova, ed.Libertà, pag.133
  6. ^ a b c P.Gentilotti, G.Rubini, Dal Farnese a Barriera Genova, ed.Libertà, vol.3, pag.131
  7. ^ a b c P.Gentilotti, G.Rubini, Dal Farnese a Barriera Genova, ed.Libertà, vol.3, pag.136-137
  8. ^ Giocatori para-rigori Francovaldivies.wordpress.com
  9. ^ (EN) XVII. Olympiad Rome 1960 Football Tournament Rsssf.com
  10. ^ I nazionali Storiapiacenza1919.it
  11. ^ Stagione 1972-1973 Storiapiacenza1919.it
  12. ^ Stagione 1973-1974 Storiapiacenza1919.it
  13. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1975, edizioni Panini, pag. 324
  14. ^ Quarantasei ex biancorossi militano in altre società, Libertà, 28 dicembre 1977, pag.9
  15. ^ Vignola ritorna a Verona, Socrates al Corinthians?, La Repubblica, 3 luglio 1985, pag.30
  16. ^ La quinta volta del Fiore in Interregionale Ultras Fiorenzuola
  17. ^ C.Fontanelli, P.Negri, Il calcio a Ferrara, GEO Edizioni, pag.292
  18. ^ Suzzara-Fiorenzuola 2-3 Ultras Fiorenzuola
  19. ^ P.Gentilotti, M.Molinaroli, Lo sai che i papaveri...1919-1991: il Piacenza Calcio tra cronaca e storia, dicembre 1991, pag.212
  20. ^ C.Fontanelli, G.Bottazzini, Piacenza90: partite, protagonisti e immagini, Geo Edizioni, pag.238

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]