Ilario Castagner

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Ilario Castagner
Ilario Castagner - Milan AC 1982-83.jpg
Castagner alla guida del Milan nel 1982-1983
Nazionalità Italia Italia
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1969 - giocatore
1999 - allenatore
Carriera
Squadre di club1
1959-1960 Reggiana9 (2)
1960-1961 Legnano 23 (5)
1961-1964 Perugia 84 (33)
1964-1967 Prato83 (17)
1967-1969 Rimini51 (16)
Carriera da allenatore
1969-1971 Atalanta Vice
1971-1974 Atalanta Giovanili
1974-1980 Perugia
1980-1982 Lazio
1982-1984 Milan
1984-1985 Inter
1986-1988 Ascoli
1989 Pescara
1991 Pisa
1993-1995 Perugia
1998-1999 Perugia
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ilario Castagner (Vittorio Veneto, 18 dicembre 1940) è un dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Ha legato la sua carriera al Perugia, dapprima come calciatore e in seguito ancor più come tecnico, guidando i biancorossi a più riprese ma rimanendo nella memoria principalmente per la cosiddetta squadra dei miracoli di fine anni 1970[1] — con cui Castagner è diventato il primo allenatore nella storia del calcio italiano a terminare imbattuto un campionato di Serie A, nella stagione 1978-1979[2] —; ha inoltre guidato blasonati club come Inter, Lazio e Milan, riportando quest'ultimo in massima serie nella stagione 1982-1983.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Castagner in allenamento al Perugia nei primi anni 1960

Di ruolo centravanti, Castagner debutta da professionista con la maglia della Reggiana nella stagione 1959-1960, in Serie B, la massima categoria raggiunta da calciatore. Scende quindi in Serie C, livello dove prosegue tutto il resto della sua carriera, vestendo per un anno la maglia del Legnano[3] prima di essere notato da Guido Mazzetti, allora allenatore del Parma, che decide di portarlo con se nella nuova avventura al Perugia, dove Castagner milita per il successivo triennio; nell'ultima stagione in Umbria, 1963-1964, l'attaccante coglie il suo miglior risultato personale vincendo con 17 reti la classifica marcatori del girone B di terza serie.[4]

Segue poi un altro triennio al Prato, prima di chiudere precocemente la carriera sportiva nel 1969, all'età di ventotto anni, nelle file del Rimini.[3]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e l'affermazione con il Perugia dei miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1966, durante l'attività agonistica, frequenta il corso per allenatori. Ventottenne, diventa il vice di Corrado Viciani nel settore giovanile dell'Atalanta, arrivando alle finali scudetto.

L'esordio sulla panchina di una prima squadra arriva nell'estate 1974, quando viene richiamato al Perugia dal neopresidente Franco D'Attoma. In quella stessa stagione i grifoni, che da quasi un decennio si barcamenano in Serie B senza risultati di rilievo, vincono a sorpresa il campionato anche grazie a fin lì sconosciuti giocatori lanciati dal giovane tecnico, come Renato Curi e Paolo Sollier.[5] L'anno seguente, all'esordio assoluto in Serie A, la squadra biancorossa è una matricola ma il gruppo plasmato dall'allenatore è compatto, l'ambiente sereno e la società solida, grazie anche all'aiuto del direttore sportivo Silvano Ramaccioni.

Castagner, allenatore del Perugia dei miracoli, festeggia assieme ai suoi giocatori dopo la vittoria 2-1 in casa della Juventus, il 22 ottobre 1978.

I risultati conseguiti dal Perugia di Castagner di quegli anni, conosciuto anche come la squadra dei miracoli, sono eccezionali per una cosiddetta "provinciale" e, dopo aver anche superato l'improvvisa morte del ventiquattrenne Curi, culminano nel secondo posto conquistato nella stagione 1978-1979 alle spalle del Milan, coronato dal raggiungimento — per la prima volta nella storia del girone unico — del record d'imbattibilità nell'intero campionato (con 11 vittorie e 19 pareggi); primato poi eguagliato solo nel 1991-1992 dai succitati rossoneri e nel 2011-2012 dalla Juventus.[2] Tale piazzamento finale, a tre lunghezze dalla capolista, rimane il miglior risultato in massima serie nella storia del club umbro, e valse al tecnico l'assegnazione del premio Seminatore d'oro.[6]

Lazio, le esperienze milanesi e il ritorno in provincia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980 la vicenda del Totonero coinvolge anche alcuni giocatori perugini e Castagner cambia squadra, passando alla Lazio appena declassata in Serie B proprio in seguito a quello scandalo. A fine stagione i biancocelesti arrivano quarti pareggiando all'ultima giornata in casa e mancando l'ultimo posto utile alla promozione.

Nel 1982 Ramaccioni viene assunto al Milan e chiede subito al presidente Giussy Farina di chiamare Castagner per allenare la squadra, che si ritrova per la seconda volta nella sua storia in cadetteria: la scelta si rivela azzeccata poiché i rossoneri vincono quel campionato[1] subendo solo tre sconfitte (tra cui la storica partita Milan-Cavese 1-2), e portando alla ribalta giovani futuri campioni quali Alberigo Evani e Mauro Tassotti.

Castagner durante la sua esperienza all'Inter nel 1984-1985

Nella stagione 1983-1984 il tecnico allena i meneghini anche in Serie A, portandoli all'ottavo posto ma venendo esonerato a sei giornate dalla fine del torneo, a causa di gravi dissidi con il presidente Farina.[1] Nell'annata seguente Castagner cambia quindi squadra ma non città, passando alla guida dell'Inter; nel torneo che valse lo scudetto al Verona, i nerazzurri si classificano terzi arrivando a disputare la semifinale di Coppa UEFA, uscendo contro gli spagnoli del Real Madrid nonostante un ricorso per l'episodio del lancio della biglia in testa a Giuseppe Bergomi. Nella stagione 1985-1986 Castagner viene sostituito dopo un ruolino di 5 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte.

Il 10 novembre 1986 viene chiamato da un Ascoli in crisi, con cui pochi giorni dopo vince subito la Coppa Mitropa;[7] in campionato, partendo da un misero bottino di 8 punti, riesce inoltre a raggiungere la salvezza a fine stagione. L'annata successiva viene invece esonerato. Sul finire degli anni 1980 Castagner allena anche il Pescara, nel 1988-1989, e poi il Pisa, nel 1991-1992, in entrambe le occasioni tra i cadetti.

I ritorni a Perugia e gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1993 viene richiamato a Perugia, in Serie C1, dal nuovo presidente Luciano Gaucci per sostituire l'esonerato Walter Novellino in vista dello spareggio-promozione contro l'Acireale: i grifoni vincono la gara, salvo poi vedersi revocata la Serie B dalla giustizia sportiva per un caso d'illecito.[8] Dodici mesi dopo Castagner stravince il campionato con 71 punti; il vulcanico Gaucci però decide di sostituirlo per la stagione successiva, salvo richiamarlo in corsa nel 1998 a otto giornate dal termine del torneo cadetto, per proporgli un'insperata tabella-promozione che il tecnico rispetta oltre ogni più rosea previsione,[9] raggiungendo il Torino all'ultima giornata nella quarta posizione utile per la Serie A:[10][11] ancora una volta il tecnico si trova a disputare uno spareggio che vince ai rigori, conquistando la seconda promozione in massima categoria con gli umbri.[12][13]

L'anno seguente, pur contribuendo alla crescita del giovane fantasista giapponese Hidetoshi Nakata, entra presto nuovamente in rotta con Gaucci e rassegna le dimissioni dopo venti giornate,[14] decidendo di chiudere definitivamente la carriera di allenatore.

Dirigente[modifica | modifica wikitesto]

Dall'agosto 2005 all'ottobre 2006 ricopre la carica di direttore tecnico e presidente onorario del Perugia, sotto la presidenza di Vincenzo Silvestrini.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Già nel 1980, durante l'attività in panchina, è curatore della trasmissione sportiva A-B Sport Castagner per il circuito televisivo NET-Nuova Emittenza Televisiva.[15] Nei primi anni 1990 intraprende poi a tempo pieno l'attività di commentatore televisivo collaborando con Telemontecarlo e, in seguito, Mediaset Premium e Rai Italia.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

[3]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1959-1960 Italia Reggiana B 9 2 CI ? ? - - - - - - 9+ 2+
1960-1961 Italia Legnano C 23 5 - - - - - - - - - 23 5
1961-1962 Italia Perugia C ? ? - - - - - - - - - ? ?
1962-1963 C ? ? - - - - - - - - - ? ?
1963-1964 C ? 17 - - - - - - - - - ? 17
Totale Perugia 84 33 - - - - - - 84+ 33+
1964-1965 Italia Prato C ? ? - - - - - - - - - ? ?
1965-1966 C ? ? - - - - - - - - - ? ?
1966-1967 C ? ? - - - - - - - - - ? ?
Totale Prato 83 17 - - - - - - 83+ 17+
1967-1968 Italia Rimini C ? ? - - - - - - - - - ? ?
1968-1969 C ? ? - - - - - - - - - ? ?
Totale Rimini 51 16 - - - - - - 51+ 16+
Totale carriera 250 73 ? ? - - - - 250+ 73+

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

In grassetto le competizioni vinte.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P %
1974-1975 Italia Perugia B 38 17 15 6 CI 4 1 1 2 - - - - - - - - - - 42 18 16 8 42,86
1975-1976 A 30 10 11 9 CI 4 1 2 1 - - - - - CM 4 1 1 2 38 12 14 12 31,58
1976-1977 A 30 9 11 10 CI 4 2 1 1 - - - - - - - - - - 34 11 12 11 32,35
1977-1978 A 30 10 10 10 CI 4 2 2 0 - - - - - CM+CP-KR 4+6 2+4 1+2 1+0 44 18 15 11 40,91
1978-1979 A 30 11 19 0 CI 6 2 3 1 - - - - - - - - - - 36 13 22 1 36,11
1979-1980 A 30 9 12 9 CI 4 1 2 1 CU 4 1 2 1 - - - - - 38 11 16 11 28,95
1980-1981 Italia Lazio B 38 13 20 5 CI 6 3 1 2 - - - - - - - - - - 42 18 16 8 42,86
1981-1982 B 38 11 15 12 CI 4 0 1 3 - - - - - - - - - - 42 11 16 15 26,19
Totale Lazio 76 24 35 17 10 3 2 5 - - - - - - - - 86 27 37 22 31,40
1982-1983 Italia Milan B 38 19 16 3 CI 9 5 3 1 - - - - - - - - - - 47 24 19 4 51,06
1983-mar. 1984 A 24 7 11 6 CI 7 5 2 0 - - - - - - - - - - 31 12 13 6 38,71
Totale Milan 62 26 27 9 16 10 5 1 - - - - - - - - 78 36 32 10 46,15
1984-1985 Italia Inter A 30 13 12 5 CI 11 7 2 2 CU 10 6 0 4 - - - - - 51 26 14 11 50,98
ago.-nov 1985 A 10 5 3 2 CI 5 3 2 0 CU 4 2 1 1 - - - - - 19 10 6 3 52,63
Totale Inter 40 18 15 7 16 10 4 2 14 8 1 5 70 36 20 14 51,43
1986-1987 Italia Ascoli A 21 5 8 8 CI 0 0 0 0 - - - - - CM 2 2 0 0 23 7 8 8 30,43
1987-1988 A 30 6 12 12 CI 9 3 3 3 - - - - - - - - - - 39 9 15 15 23,08
ago.-dic. 1988 A 10 2 2 6 CI 8 3 5 0 - - - - - - - - - - 18 5 7 6 27,78
Totale Ascoli 61 13 22 26 17 6 8 3 - - - - 2 2 0 0 80 21 30 29 26,25
ago.-set. 1989 Italia Pescara B 5 1 1 3 CI 2 1 1 0 - - - - - - - - - - 7 2 2 3 28,57
set. 1991-1992 Italia Pisa B 35 12 15 8 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 37 13 15 9 35,14
1993-1994 Italia Perugia C1 34 20 11 3 CI+CI-C 3+10 2+4 0+6 1+0 - - - - - - - - - - 47 26 17 4 55,32
1994-mar. 1995 B 25 8 12 5 CI 3 2 0 1 - - - - - - - - - - 28 10 12 6 35,71
apr.-giu. 1998 B 11+1[16] 7 4+1 0 CI 0 0 0 0 - - - - - - - - - - 12 7 5 0 58,33
1998-feb. 1999 A 20 6 4 10 CI 2 1 0 1 - - - - - - - - - - 22 7 4 11 31,82
Totale Perugia 278+1 107 109+1 62 44 18 17 9 4 1 2 1 14 7 4 3 341 133 133 75 39,00
Totale carriera 557+1 201 224+1 132 107 49 37 21 18 9 3 6 16 9 4 3 699 268 269 162 38,34

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1963-1964 (girone B, 17 gol)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Massimiliano Castellani, Castagner: "La vita è un derby", su avvenire.it, 19 novembre 2016.
  2. ^ a b Sebastiano Vernazza, Perugia imbattibile con il modello Ajax (PDF), in La Gazzetta dello Sport, 31 luglio 2007.
  3. ^ a b c Orio Bartoli, Sopra la panca il campione campa, in Guerin Sportivo, nº 50 [621], 10-16 dicembre 1986, p. 68.
  4. ^ (EN) Davide Rota, Roberto Di Maggio, Igor Kramarsic e Alberto Novello, Serie C1 Top Scorers 1952-1978, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 17 luglio 2012.
  5. ^ Carlo Giulietti, Il modulo vincente di Ilario Castagner (JPG), in Vecchia Guardia Grifo News, 18 marzo 2012, p. 8 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2013).
  6. ^ Castagner «seminatore», in La Stampa, 10 novembre 1979, p. 23.
  7. ^ Ascoli, esordisce Castagner in panchina e arriva il successo nella "Mitropa Cup", in La Stampa, 17 novembre 1986, p. 16.
  8. ^ Beha, Di Caro, I cavalli di Gaucci.
  9. ^ Carlo Giulietti, Perotti-Bigon-Perotti-Castagner: è Serie A! (JPG), in Vecchia Guardia Grifo News, 10 aprile 2011, p. 8 (archiviato dall'url originale il 16 aprile 2013).
  10. ^ Emanuele Gamba, Perugia-Torino, è spareggio, in la Repubblica, 15 giugno 1998, p. 48.
  11. ^ Mario Gherarducci, Perugia-Torino tra veleni, miliardi e follie, in Corriere della Sera, 21 giugno 1998, p. 40 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2012).
  12. ^ Perugia in A, su www2.raisport.rai.it, 21 giugno 1998. URL consultato il 2 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 18 novembre 2015).
  13. ^ Mario Gherarducci, Decidono i rigori, Perugia in serie A, in Corriere della Sera, 22 giugno 1998, p. 39 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2012).
  14. ^ Castagner dimissionato, su www2.raisport.rai.it, 9 febbraio 1999. URL consultato il 2 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2015).
  15. ^ NET (NUOVA EMITTENZA TELEVISIVA), su storiaradiotv.it.
  16. ^ Spareggio per la promozione in Serie A.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Perrone (a cura di), Il libro del calcio italiano 1999/2000, Roma, Corriere dello Sport - Stadio, 1999, p. 149.
  • Oliviero Beha e Andrea Di Caro, Il calcio alla sbarra, edizione "Futuropassato", Milano, Rizzoli, 2011 [2006], ISBN 978-88-17-05324-2.

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