Paolo Sollier

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Paolo Sollier
Paolo Sollier.JPG
Sollier al Perugia a metà degli anni 1970, nel suo classico saluto ai tifosi col pugno alzato.
Nazionalità Italia Italia
Altezza 171 cm
Peso 68 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Giovanili
19??-1967 Vanchiglia
Squadre di club1
1967-1969 Cinzano ? (?)
1969-1973 Cossatese 129 (20)
1973-1974 Pro Vercelli 37 (5)
1974-1976 Perugia 51 (7)
1976-1979 Rimini 86 (4)
1979-1981 Pro Vercelli 63 (7)
1981-1984 Biellese 85 (7)
1984-1985 Cossatese 15 (1)
Carriera da allenatore
1985-1987 non conosciuta Sant'Orso Aosta
1987-1988 non conosciuta Saint Vincent
1988-1989 non conosciuta Bellinzago
1989-1990 Oltrepò
1990-1991 Pro Vercelli
1991-1993 Corbetta
1993-1994 non conosciuta Real Cesate
1994-1995 Biellese
1995-1996 Pontevecchio
1997-2004 Sancolombano
2004-2006 non conosciuta Brembio
2006-2007 non conosciuta Villanterio
2008-2009 non conosciuta Castellettese
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

«Dov'è scritto che un calciatore non debba avere idee?»

(Paolo Sollier, 1975[1])

Paolo Sollier (Chiomonte, 13 gennaio 1948) è uno scrittore, allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di un dipendente dell'azienda elettrica, crebbe a Torino nel quartiere della Vanchiglietta dove, in giovane età, si avvicinò all'impegno sociale col Gruppo Emmaus e con Mani Tese, che definisce «gruppi cattolici del dissenso».[2] Lasciata l'associazione, nel 1968 si iscrisse alla facoltà di scienze politiche, che però abbandonò dopo un anno per lavorare allo stabilimento Mirafiori della FIAT.[3]

Successivamente, svolse l'attività di calciatore a tempo pieno, senza però rinunciare all'impegno politico: «la critica principale che mi è stata rivolta [è come si conciliava la mia militanza a sinistra con i guadagni da calciatore, ndr], ma il mio era lo stipendio di un buon impiegato. Se mi sentivo un privilegiato era per un altro motivo, perché facevo il lavoro dei miei sogni, il calciatore. Una fortuna che capita a pochi».[3]

Sollier sfoglia il Quotidiano dei lavoratori a metà degli anni 1970, con il collega Giancarlo Raffaeli.

La sua notorietà è dovuta principalmente al libro Calci e sputi e colpi di testa, pubblicato nel 1976, nel quale il calciatore racconta la propria militanza in Avanguardia operaia e descrive il mondo del calcio da un punto di vista alternativo rispetto ai colleghi: nell'occasione, venne deferito dalla FIGC. Diventa emblematico il suo saluto col pugno chiuso rivolto ai tifosi del Perugia, saluto che gli provoca l'antipatia delle tifoserie di segno politico opposto,[3] in particolar modo della Lazio;[2] ebbe a ricordare anni dopo: «non era propaganda. Non era un gesto indirizzato ai tifosi ma a me stesso, per ricordarmi ogni volta chi fossi e da dove venivo. E per far sapere ai miei amici che restavo quello di sempre. Il ragazzo che al campetto, tanti anni prima, così si rivolgeva a loro. Con quello che per noi era un segno di riconoscimento».[3]

Dopo il ritiro dall'attività agonistica, collabora con quotidiani e riviste, tra cui Reporter, Il Mattino di Padova, Tuttosport e MicroMega. Allena per qualche anno squadre di categorie inferiori e nel 2008 pubblica il libro Spogliatoio, scritto a quattro mani con Paolo La Bua, ed esce la riedizione di Calci e sputi e colpi di testa, completata da articoli dell'epoca e recensioni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Sollier in azione a Perugia nel 1974, al tiro contro il Catanzaro.

Nei primi anni 1970 gioca in Serie C con Cossatese e Pro Vercelli. Si trasferisce in seguito al Perugia dove, a metà del decennio, dapprima partecipa alla vittoria nel campionato di Serie B, e poi partecipa alla prima stagione in Serie A della squadra umbra. Milita quindi per un triennio nel Rimini tra i cadetti, per proseguire la carriera in Serie C, di nuovo a Vercelli nonché nella Biellese.

In carriera ha totalizzato complessivamente 21 presenze in Serie A, e 124 presenze e 11 reti in Serie B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Terminata l'esperienza da giocatore, Sollier diventa allenatore, con una carriera vissuta essenzialmente nel calcio dilettantistico.

Dal 2005 è inoltre il tecnico dell'Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale calcistica degli scrittori.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Cossatese: 1971-1972 (girone A)
Perugia: 1974-1975
Biellese: 1982-1983 (girone A)

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Sancolombano: 1997-1998 (girone B Lombardia)

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Sollier, Calci e sputi e colpi di testa - Riflessioni autobiografiche di un calciatore per caso, Gammalibri, 1976.
  • Paolo Sollier e Paolo La Bua, Spogliatoio, Kaos Edizioni, 2008.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gianni Mura, Compagno centravanti, in Epoca, nº 1268, 25 gennaio 1975, pp. 24-25.
  2. ^ a b Paolo Brusorio, Sollier: "Invecchio con lo spirito del Sessantotto. Sarò sempre quel pugno chiuso", su lastampa.it, 11 gennaio 2018.
  3. ^ a b c d Fabrizio Salvio, A Berlusconi direi sempre no, in SportWeek, 14 marzo 2015, p. 33.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davide Rota e Silvio Brognara, Football dal 1902: storia della Biellese, Biella, Editrice Il Biellese, 1996, p. 556.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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