Mediaset Premium

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Mediaset Premium S.p.A.
Mediase Premium Logo 2015.png
Stato Italia Italia
Tipologia Piattaforma terrestre
Trasmissione Pay TV
Editore Mediaset
Data di lancio 20 gennaio 2005
Sede principale Milano
N° abbonati 2.010.000 (dicembre 2015)
Carte prepagate 2.000.000 (dicembre 2014)
Slogan
  • Storici
    Accende emozioni
    Incredibile, ma Premium!
    La TV ricomincia da te.
    Perché spendere di più?
    È il momento di Premium!
    Nuova ed esclusiva in tutto
    Premium più la guardi, più ti piace
  • Attuali
    Premium, sempre più esclusiva
    Premium, tutte le emozioni che cerchi
Sito mediasetpremium.it
Dati tecnici
Lingua Italia Italiano
Regno Unito Inglese
N° canali 33
N° canali HD 7
Multiplex Mediaset 1
Mediaset 3
Mediaset 5
Dfree
La3
Frequenza 52-38-56-50-37
Standard DVB-T
Codifica Nagravision

Mediaset Premium S.p.A. è una piattaforma televisiva commerciale italiana del gruppo Mediaset. I canali sono disponibili esclusivamente in Italia sulla televisione digitale terrestre, attraverso i multiplex Mediaset 1, Mediaset 3 e Mediaset 5 (di Elettronica Industriale, gruppo Mediaset), Dfree (di Prima TV) e La3.

Al 31 dicembre 2015 gli abbonati sono 2.010.000. Il fatturato di Mediaset Premium del 2015 è di 640,95 milioni di euro.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Mediaset Premium è partita ufficialmente il 20 gennaio 2005 come pay per view, trasmetteva solamente partite del campionato di calcio di Serie A, ma da giugno dello stesso anno ha offerto eventi come film, telefilm e reality show come il Grande Fratello. I servizi di pay per view erano quattro: Mediaset Premium 1, Mediaset Premium 2, Mediaset Premium 3, Mediaset Premium 4, ma in seguito si sono anche aggiunti i canali Mediaset Premium 5, Mediaset Premium 6 e Mediaset Premium 7. Un ottavo servizio, Premium Attivazione (nato con Mediaset Premium 6), serviva per la gestione della smart card Mediaset Premium.

Dal 19 gennaio 2008, Mediaset Premium si è trasformata da pay per view a piattaforma televisiva proponendo agli utenti anche un gruppo di 6 canali televisivi a pagamento.

Il 23 febbraio 2011 viene lanciato il servizio di tv on demand online Premium Net TV[2].[3]

Il 22 marzo 2013 iniziano le trasmissioni dei 3 canali per adulti Hot Time trasmessi nel mux Mediaset 1.[4] Il 1º novembre dello stesso anno partono ufficialmente i canali Eurosport e Eurosport 2 alle LCN 384 e 385 nel mux La3.

Il 30 giugno 2014 viene aggiunto il canale Premium Calcio HD 2 al LCN 381 nel mux Mediaset 3.

Il 9 settembre 2014 i canali Eurosport e Eurosport 2 passano al mux Mediaset 3; sempre il 9 settembre 2014 viene aggiunto il canale Calcio HD Extra in FTA per la trasmissione delle partite in diretta esclusiva del mercoledì di UEFA Champions League della stagione 2014/15 sul mux Mediaset 3.

Dall'11 novembre 2014 con inizio trasmissioni sabato 15 alle 21.15, viene aggiunto il canale Premium Prestige sul mux dfree; sarà attivo fino al 6 gennaio trasmettendo film e serie tv.

Il 13 novembre 2014, viene comunicata la notizia che il consiglio d'amministrazione Mediaset ha deciso di cedere tutte le attività della TV a pagamento ad una nuova azienda chiamata Mediaset Premium S.p.A. nata dall'unione tra il gruppo Mediaset e Telefónica, che come annunciato nel mese di luglio 2014, ha acquistato l'11,11 % delle attività della pay TV per 100 milioni di euro.[5] Il presidente di questa nuova società è Marco Giordani mentre l'amministratore delegato di Mediaset Premium S.p.A. è Francesco Ricci, già direttore della pay TV Mediaset.[6]

Mediaset Premium ha acquisito i diritti di trasmissione della Champions League in esclusiva a partire dal 2015.

Inoltre Mediaset Premium ha acquisito i diritti di trasmissione del Campionato del Mondo di Rally 2016 e della CEV Champions League di Volley femminile su Premium Sport.

Dopo che da settimane le ricostruzioni giornalistiche danno per fatto l'accordo con Vivendi, arriva l'annuncio ufficiale, con uno scambio paritario del 3,5% tra le capogruppo Mediaset e Vivendi. Nel dettaglio, visto il diverso valore tra i due gruppi, il contratto prevede che il Biscione ceda il 3,5% di azioni proprie (sulla media degli ultimi 3 mesi dei corsi di Borsa valutato circa 137 milioni), ricevendo in cambio lo 0,54% del capitale sociale del gruppo francese. Contemporaneamente verrà ceduta da Rti a Vivendi il 100% del capitale sociale di Mediaset Premium (compreso dunque l'11,11% in mano a Telefonica) a fronte della cessione da Vivendi a Rti del 2,96% di azioni proprie, per arrivare al totale del 3,5%. Ne consegue una valorizzazione di Premium di circa 756 milioni. Il contratto prevede un 'patto parasociale' che impedisce a Vivendi di salire oltre il 5% del capitale di Mediaset per tre anni, ma anche l'ingresso incrociato di rappresentanti nei rispettivi consigli di amministrazione. Per Mediaset in Vivendi si pensa a Pier Silvio Berlusconi, una volta superate questioni antitrust. Il closing è previsto per il 30 settembre 2016.

Il 10 maggio 2016 i conti del primo trimestre di Mediaset Premium evidenziano una perdita mai emersa prima: oltre 56 milioni (l'anno 2015 Premium ha registrato un rosso di 85 milioni), con un indebitamento che sale a oltre 200 milioni, in proiezione gli analisti prevedono un rosso addirittura di oltre 200 milioni nell'anno 2016. Successivamente nel luglio 2016 il cda del gruppo Mediaset comunica che nel primo semestre 2016 la pay-tv Premium registra perdite per 100 milioni (63 milioni nel primo trimestre, 37 nel secondo)[7]. I vertici del Biscione da mesi indicano che la 'pay tv' ha comunque superato i due milioni di abbonati e i ricavi sono in crescita, anche sulla spinta dei diritti televisivi della Champions League (il gruppo Mediaset non indica mai però negli ultimi 2 cda Mediaset in maniera precisa il numero di abbonati e l'ARPU, la spesa media per abbonato).

Il 21 giugno 2016 Bollorè invia una lettera ai dirigenti Mediaset su "divergenze significative nell'analisi dei risultati di Mediaset Premium", fa emergere Vivendi. Due settimane dopo, alla presentazione dei palinsesti Mediaset, Pier Silvio Berlusconi afferma che per il closing previsto per fine settembre "tutto procede serenamente: ora dipende dall'Antitrust, una questione che riguarda il compratore". Poco prima il direttore finanziario di Mediaset, Marco Giordani, sull'ipotesi di uno sconto chiesto da Vivendi affermava un'assenza di una richiesta.

Il 22 luglio 2016 Mediaset invia a Vivendi un richiamo di inadempienza contrattuale basato su tre punti: mancata comunicazione dell'accordo all'Antitrust, mancata partecipazione agli incontri Uefa per le trasmissioni della Champions, chiusura delle comunicazioni in questa fase di gestione interinale di Premium. La nuova proposta di Vivendi (15% delle azioni Mediaset e 20% di Premium) è stata rinviata duramente al mittente, Mediaset accusa la holding francese di volere in realtà scalare nell'azionariato Mediaset, per prendere controllo del gruppo del Biscione, e minaccia azioni legali in sedi civile e penale contro Vivendi[8].

Il 1º agosto Arnaud de Puyfontaine rilascia un'intervista al Financial Times sulla questione Mediaset-Vivendi: "Mediaset Premium? Se mi dici che mi stai vendendo una Ferrari e poi viene fuori che è una Punto, allora abbiamo un problema. Il business plan su Premium che Mediaset ha presentato, con break even previsto secondo loro nel 2017, è irrealistico. Secondo lo studio Deloitte, il piano economico di Premium va rivisto fortemente al ribasso, da maggio abbiamo già avvertito più volte i vertici Mediaset su questo aspetto. Vivendi non vuole prendere il controllo di Mediaset, se lo avessimo voluto fare, sarebbe stato molto più semplice andare sul mercato e costruire una partecipazione. Le dicharazioni della dirigenza Mediaset nel dire che Vivendi non onora il contratto e vuole il controllo di Mediaset sono alquanto diffamatorie, valuteremo la possibilità di esercitare querela contro i vertici del Biscione per diffamazione. I legami fra Mediaset e Vivendi non sono essenziali per le strategie di Vivendi in Italia, perché si possono trovare altri partner nel mercato italiano".

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Mediaset Premium old-1-.svg Logo Mediaset Premium.png Mediase Premium Logo 2015.png
Il primo logo (20 gennaio 2005 – 7 maggio 2009) Il secondo logo (8 maggio 2009 – 22 giugno 2015) Il terzo ed attuale logo (dal 23 giugno 2015)

Servizi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Servizi televisivi di Mediaset Premium.

Mediaset Premium offre diversi canali televisivi sulla piattaforma della televisione digitale terrestre, molti dei quali disponibili anche via cavo in tecnologia IPTV. I due canali Premium Menu (televisione digitale terrestre) e Premium Preview (televisione via cavo in tecnologia IPTV), sono di promozione della piattaforma; esiste anche Premium Anteprima, canale creato per la presentazione dei contenuti offerti da Mediaset Premium. I rimanenti sono organizzati in diversi pacchetti acquistabili in abbonamento.

Premium Anteprima[modifica | modifica wikitesto]

Premium Anteprima
Paese Italia Italia
Lingua italiano
Data di lancio 24 giugno 2011
Data chiusura 11 marzo 2013
Formato 16:9 576i (SDTV)
Editore Mediaset

Il canale Premium Anteprima nacque il 24 giugno 2011 sul multiplex Mediaset 1. Per un primo periodo di tempo il canale trasmise dei cartelli che proponevano le offerte dei pacchetti Mediaset Premium, insieme a video a rotazione dei programmi in onda sulle reti Premium.

In seguito però iniziò a trasmettere, anche i primi episodi di nuove serie televisive sui canali Premium, in concomitanza della loro partenza, rendendoli disponibili anche ai non abbonati. Vennero trasmessi i pilot di Alcatraz (il 31 gennaio 2012, in contemporanea con Premium Crime)[9], Smash (il 19 febbraio 2012, in simulcast con Mya)[10] e Suits (il 10 marzo 2012, contemporaneamente a Joi)[11]. Le trasmissioni terminarono l'11 marzo 2013[12].

Diritti Cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Mediaset ha gli accordi con le seguenti major:

Accordi principali[modifica | modifica wikitesto]

Altri accordi[modifica | modifica wikitesto]

Standard adottati[modifica | modifica wikitesto]

Mediaset Premium utilizza i seguenti standard:

Dotazioni per l'utente[modifica | modifica wikitesto]

Per fruire dei contenuti Mediaset Premium è necessario disporre dell'apposita smart card e di un decoder per televisione digitale terrestre MHP o un televisore con decoder integrato e compatibile con i canali pay del digitale terrestre (bollino bianco DGTVi), che utilizzi l'attuale standard usato oggi in Italia per la trasmissione della TV digitale terrestre: DVB-T. Il DVB-T è lo standard base per la televisione digitale terrestre, cioè quello utilizzato per la trasmissione dei servizi televisivi principali della televisione digitale terrestre che sono: le emittenti televisive e radiofoniche cosiddette "in chiaro", cioè fruibili gratuitamente, il teletext e l'EPG. Lo standard aggiuntivo al DVB-T utilizzato per implementare Mediaset Premium è l'MHP, uno standard del DVB Project, lo stesso che ha creato il DVB-T. Un decoder, quindi, per ricevere Mediaset Premium deve essere compatibile anche con l'MHP. Per poter ricevere i canali in alta definizione di Mediaset Premium, inoltre, bisognerà assicurarsi che il decoder sia dotato di tuner HD e abbia il bollino oro DGTVi.

Per un breve periodo, in via non ufficiale, l'intera offerta Mediaset Premium è stata disponibile anche per la televisione digitale satellitare in quanto per alimentare i trasmettitori terrestri vengono utilizzati i satelliti Hotbird 7A (posizionato a 13 gradi est) e Atlantic Bird 3 (posizionato a 5 gradi ovest). Gli standard di trasmissione erano quelli utilizzati in Italia dalla maggior parte delle televisioni digitali satellitari: il DVB-S con codec MPEG-2 nella versione MP@ML e interattività secondo lo standard MHP. A quanto è dato di sapere, non sono disponibili in commercio ricevitori digitali satellitari compatibili con Mediaset Premium poiché attualmente viene utilizzata la modulazione 16APSK.

Premium On Demand (POD)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Premium On Demand.

Premium On Demand era un servizio di registrazione di contenuti introdotto il 18 novembre 2009. Il servizio era fruibile solo per i possessori di pacchetti che comprendevano contenuti relativi a cinema, serie tv e documentari, e memorizzava solo film e serie tv.

Per il primo anno la registrazione era limitata solo a contenuti i SD ma a partire da novembre 2010 con la distribuzione di un decoder in alta definizione si potevano ricevere tutti i canali HD pay e free del digitale terrestre. È stato gradualmente sostituito da Premium Net TV, nuovo servizio poi rinominato Premium Play.

Premium Play[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Premium Play.

Premium Play è un servizio di video on demand introdotto il 23 febbraio 2011 che consente di fruire dei contenuti multimediali della piattaforma televisiva di Mediaset Premium attraverso una connessione internet da pc, tablet e Xbox 360, oltre che da decoder digitale terrestre con uscita ethernet e software abilitato.

Si tratta di un servizio che dà la possibilità di accedere ai canali commercializzati da Mediaset Premium oltre che a un catalogo di contenuti on demand, composto sia da titoli proposti dai canali a pagamento che in chiaro dalle principali reti Mediaset (Canale 5, Italia 1 e Rete 4).

Premium Online[modifica | modifica wikitesto]

Premium Online è un servizio di video streaming online mirato ad offrire i canali di Mediaset Premium in abbonamento anche online.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione