Giuseppe Bergomi

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Giuseppe Bergomi
Giuseppe bergomi.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 184[1] cm
Peso 74[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 1999 - giocatore
Carriera
Giovanili
Settalese
Inter
Squadre di club1
1979-1999 Inter 519 (23)
Nazionale
1981-1984 Italia Italia U-21 7 (0)
1982-1998 Italia Italia 81 (6)
Carriera da allenatore
2008 Inter Esordienti
2008-2009 Accademia Internazionale Allievi
2009-2010 Monza Allievi
2010-2011 Monza Berretti
2011-2013 Atalanta Berretti
2013-2014 Como Berretti
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Bronzo Italia 1990
Transparent.png Europei di calcio Under-21
Bronzo 1984
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate all'11 gennaio 2008

Giuseppe Raffaele Bergomi, detto Beppe (Milano, 22 dicembre 1963), è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, opinionista per Sky Sport. Campione del mondo con la nazionale italiana nel 1982.

Considerato uno dei migliori difensori della propria generazione,[2][3][4][5] nonché tra i più forti nella storia del calcio italiano,[6][7][8] nel corso della sua carriera professionistica ha sempre militato nell'Inter, con cui ha vinto una Coppa Italia (1981-1982), un campionato di Serie A[9] (1988-1989), una Supercoppa italiana (1989) e tre Coppe UEFA (1990-1991, 1993-1994 e 1997-1998).

Per la squadra milanese, di cui è stato capitano dal 1992[10] al 1999,[11][12] è secondo – dietro Javier Zanetti – tra i giocatori con più presenze totali (756), in campionato (519) e nelle coppe europee (117), mentre è in testa per quanto riguarda le apparizioni in Coppa Italia (119) e Coppa UEFA (96);[13] in quest'ultima competizione, oltre a essere il giocatore più presente in assoluto,[14][15] è il calciatore italiano con più vittorie finali (3, a pari merito con Dino Baggio e Luigi Sartor).[16]

Tra il 1982 e il 1998 ha collezionato 81 presenze nella nazionale italiana (della quale è stato capitano dal 1988 al 1991), con cui ha preso parte a quattro campionati del mondo, compreso quello vinto nel 1982, e a un campionato d'Europa. La vittoria del Mondiale 1982 lo ha reso il più giovane calciatore italiano ad aver vinto la rassegna iridata, nonché il secondo in assoluto alle spalle di Pelé.[17]

Già incluso nella FIFA 100, lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata dallo stesso Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione,[18] nel 2016 è stato introdotto nella Hall of Fame del calcio italiano.[6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Rimase orfano del padre a 16 anni mentre era in ritiro a Lipsia con la nazionale giovanile.[19]

All'inizio della carriera, nonostante la giovane età (18 anni), fu soprannominato Zio da Gianpiero Marini,[17] per via dell'aria matura conferitagli dai baffi che portava.

Dopo aver terminato la sua carriera agonistica, nel 1999 è diventato opinionista e commentatore tecnico, spesso al fianco della prima voce Fabio Caressa, dapprima per TELE+ e poi per Sky Sport.[20][21] Sempre con Caressa, ha realizzato la telecronaca di diverse edizioni del videogioco di calcio FIFA.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Bergomi in azione con la maglia dell'Inter

Affermatosi in giovanissima età,[7] Bergomi era un difensore molto duttile,[22] in grado di ricoprire quasi tutti i ruoli della retroguardia.[4] Iniziò la carriera come libero,[23] per poi imporsi come eccellente interprete del ruolo di terzino destro,[2][3] nel quale coniugava frequenti incursioni offensive[3] a una difesa arcigna e tenace.[24] Capace di disimpegnarsi anche come stopper,[25] era uno specialista della marcatura a uomo,[3][23] ma nella seconda metà degli anni 1990 – a dispetto di qualche scetticismo – si adeguò con profitto alla difesa a zona,[17][23] nell'inedita veste di terzino sinistro.[17][26] Dal 1997 tornò a ricoprire il ruolo di libero,[17][23] compensando i sopraggiunti limiti atletici[27][28] con «mestiere»[27] e «senso della posizione».[27][29]

Malgrado un acceso temperamento[17][30] e uno stile di gioco piuttosto rude[31][32][33] (12 espulsioni in carriera),[25] Bergomi si è sovente distinto per sportività e professionalità, guadagnandosi l'apprezzamento di allenatori, compagni di squadra e avversari.[17][34][35]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

1979-1991[modifica | modifica wikitesto]
Bergomi in maglia nerazzurra nel corso della stagione 1981-82

Dopo essere stato scartato per due volte dal Milan a causa di reumatismi nel sangue[19], a 16 anni entrò a far parte del settore giovanile dell'Inter. Colpito dalle doti di Bergomi («Un ragazzo di 17 anni come lui, di quella specie, io non l'ho mai più allenato»),[17] Eugenio Bersellini decise di farlo esordire in prima squadra a 16 anni e un mese (record assoluto nella storia interista)[36] nella partita di Coppa Italia del 30 gennaio 1980 contro la Juventus, terminata 0-0.[37]

Bergomi debuttò in Serie A l'anno successivo, a 17 anni e due mesi, nella vittoria per 1-2 contro il Como del 22 febbraio 1981.[37] Segnò il primo gol con la maglia dell'Inter in Coppa Italia, il 6 settembre 1981, nel derby di Milano, partita finita sul 2-2 proprio grazie alla rete di Bergomi all'89º minuto.[38] La prima rete in Serie A arrivò il 10 gennaio 1982, in un match contro il Bologna finito 2-1 per l'Inter.[39] Nello stesso anno entrò nel giro della nazionale.

Nella stagione 1988-1989 Bergomi conquistò l'unico scudetto della sua carriera: l'Inter vinse il campionato ottenendo 58 punti su 68, stabilendo un record (relativamente al periodo in cui la vittoria valeva due punti).[40] Il contributo di Bergomi, autore di ottime prestazioni, fu decisivo.[24] Nell'agosto dello stesso anno, la squadra allenata da Giovanni Trapattoni conquistò anche la Supercoppa italiana.

Il ciclo di Trapattoni si concluse con la vittoria della Coppa UEFA 1990-1991, la prima nella storia del club.[41]

1991-1999[modifica | modifica wikitesto]
Bergomi alza al cielo la seconda Coppa UEFA dell'Inter, vinta nel 1994

In seguito all'addio del Trap, la squadra visse un periodo altalenante: il secondo posto nella Serie A 1992-1993 e la vittoria della Coppa UEFA 1993-1994 fecero da contraltare a diverse stagioni anonime. Soggetta a forti critiche[42][43] – che coinvolsero anche Bergomi,[3][44] divenuto capitano nel 1992[10] – la retroguardia dell'Inter fu rivoluzionata nell'estate del 1994 dalle cessioni di Riccardo Ferri e Walter Zenga, che passarono alla Sampdoria nell'ambito della trattativa che portò in nerazzurro Gianluca Pagliuca.[45]

Dopo altri due campionati privi di squilli, l'Inter recuperò competitività tra il 1996 il 1998. Guidati da Roy Hodgson, i meneghini ottennero il terzo posto nella Serie A 1996-1997 e raggiunsero la finale di Coppa UEFA, persa ai tiri di rigore contro lo Schalke 04. Bergomi, spesso schierato nel ruolo di terzino sinistro,[17][26] si espresse su buoni livelli.[27][29] Per la stagione 1997-1998, il club nerazzurro nominò come nuovo allenatore Luigi Simoni, che pose Bergomi al centro del suo progetto tattico, riportando il difensore nel suo ruolo originario, quello di libero. Bergomi ripagò l'allenatore con prestazioni convincenti,[46] contribuendo al secondo posto in campionato e alla vittoria della Coppa UEFA, la terza sia per la squadra nerazzurra che per Bergomi. L'ottima stagione disputata gli valse il ritorno in nazionale e una maglia per il Mondiale 1998.

La stagione successiva non fu altrettanto fortunata: l'Inter chiuse un'annata travagliata all'ottavo posto, e Bergomi – che nel frattempo aveva ceduto a Ronaldo i gradi di capitano[11][12] – decise di ritirarsi poiché non rientrava nei piani del nuovo allenatore Marcello Lippi.[47][48] La sua ultima partita disputata è Inter-Bologna 3-1 il 23 maggio 1999, nell'ultima giornata di campionato.[49]

Con l'Inter, Bergomi ha giocato in tutto 756 partite (28 reti), di cui 519 in Serie A (23 reti), 117 nelle coppe europee, 119 in Coppa Italia (5 reti) e 1 nella Supercoppa italiana.[13][50] Primatista di presenze in Coppa UEFA e Coppa Italia con la maglia nerazzurra, è preceduto dal solo Javier Zanetti per presenze totali,[13] in Serie A,[13] nelle coppe europee[13] e nel derby di Milano.[51]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

« Se nell'82 mi sembrava normale che un giovane si allenasse con tanto impegno, mi ha stupito nel '98 ritrovarlo tale e quale: palestra, corsa, lavoro e poi ancora lavoro, sempre in silenzio. Lì ho capito davvero di che pasta era fatto. »
(Cesare Maldini, citato in La Gazzetta dello Sport, 11 ottobre 1999[17])

Gran parte della carriera di Bergomi in nazionale si svolse tra il 1982 e il 1991, periodo in cui il giocatore disputò 77 delle sue 81 partite in maglia azzurra. Le ultime quattro gare risalgono al 1998, anno in cui venne convocato per il Mondiale di Francia.

Con quattro Mondiali disputati, Bergomi è secondo, dietro Gianluigi Buffon, tra i giocatori italiani con più partecipazioni alla competizione iridata, a pari merito con Enrico Albertosi, Fabio Cannavaro, Paolo Maldini, Gianni Rivera e Dino Zoff.[52]

1982-1986[modifica | modifica wikitesto]

Esordì in nazionale a 18 anni, il 14 aprile 1982, nella partita amichevole contro la Germania Est disputata a Lipsia. Il commissario tecnico Enzo Bearzot lo convocò quindi per il Mondiale 1982, dove fu impiegato per la prima volta nella sfida contro il Brasile, subentrando alla fine del primo tempo all'infortunato Fulvio Collovati.[53] Con il compito di marcare il centravanti Serginho,[54] Bergomi giocò un'ottima partita, macchiata solo dalla deviazione che favorì la rete di Paulo Roberto Falcão per il secondo, momentaneo pareggio verdeoro.[55] Inizialmente destinato alla panchina, Bergomi scese in campo da titolare anche nella semifinale contro la Polonia: un fastidio fisico di Dino Zoff spinse infatti Bearzot a schierare un difensore in più per far ripartire l'azione, e la scelta ricadde sul difensore dell'Inter.[54]

A causa dell'indisponibilità di Giancarlo Antognoni nella finale contro la Germania Ovest, Bergomi disputò dal primo minuto anche l'atto conclusivo del torneo.[54] Nel corso della finale, vinta dagli azzurri per 3-1, il diciottenne milanese marcò efficacemente l'attaccante tedesco Karl-Heinz Rummenigge[54][56] e fu protagonista dell'azione del gol di Marco Tardelli per il momentaneo 2-0 italiano.[57] Al triplice fischio dell'arbitro Coelho, Bergomi si laureò campione del mondo, diventando il secondo giocatore più giovane a fregiarsi di questo titolo dopo Pelé (che lo conquistò a 17 anni e 244 giorni).[17]

Dopo la vittoria del torneo, Bergomi divenne titolare e prese parte anche al Mondiale 1986. Complice una squadra logora, contraddistinta da molti giocatori a fine carriera,[54] la nazionale di Bearzot non convinse e venne eliminata negli ottavi dalla Francia.

1986-1991[modifica | modifica wikitesto]
Bergomi, capitano dell'Italia, e Maradona, capitano dell'Argentina, durante la semifinale del Mondiale del 1990 che sancì l'eliminazione degli azzurri

Con Azeglio Vicini in panchina, Bergomi realizzò ognuna delle sue 6 reti in maglia azzurra, mettendo a segno le prime due in un'amichevole contro la Grecia dell'8 ottobre 1986;[17] in tale occasione divenne il primo difensore capace di segnare una doppietta con la maglia della nazionale italiana, e indossò per la prima volta la fascia da capitano, dopo la sostituzione di Alessandro Altobelli.[58] A partire dal 20 febbraio 1988, in occasione del 4-1 sull'Unione Sovietica, divenne a tutti gli effetti capitano degli azzurri.[59] Sotto la gestione di Vicini prese parte all'Europeo 1988 – durante il quale si distinse come uno dei migliori difensori della manifestazione[60] – e al Mondiale 1990, giocato in casa e conclusosi in semifinale con la sconfitta ai rigori per mano dell'Argentina.

Il 5 giugno 1991, durante una partita valida per le qualificazioni all'Europeo 1992 (Norvegia-Italia 2-1, penultima gara dell'era Vicini), Bergomi fu espulso dopo uno scontro di gioco con Erik Pedersen, seguito da un alterco con Gøran Sørloth;[61] la successiva squalifica per sei giornate, unitamente all'approdo sulla panchina azzurra di Arrigo Sacchi, determinò una lunga interruzione della carriera in nazionale del difensore,[25][62] poco avvezzo alla marcatura a zona promossa dal tecnico di Fusignano.[23][63]

1998[modifica | modifica wikitesto]

Sette anni dopo l'ultima apparizione in azzurro, Bergomi tornò in nazionale in occasione del Mondiale 1998, convocato da Cesare Maldini.[17] Dopo aver esordito nel torneo alla terza partita del girone, sostituendo con profitto l'infortunato Alessandro Nesta,[53][64] giocò da titolare, sempre con buon rendimento,[65] gli ottavi di finale contro la Norvegia[66] e i quarti di finale contro la Francia, che eliminò l'Italia ai tiri di rigore,[67] in quella che fu l'ultima delle 81 presenze di Bergomi in maglia azzurra. Il commissario tecnico e i compagni di squadra spesero parole di elogio per il rendimento e la condotta del giocatore durante la competizione.[17][34][35]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Bergomi nel 2016

Nel febbraio 2008 è diventato l'allenatore degli esordienti dell'Inter.[68] Nel 2008-2009 allena l'Accademia Internazionale, con la quale vince anche il Campionato Allievi Dilettanti[69]. Nel corso della stagione 2009-2010 allena gli Allievi del Monza[70] e nella stagione 2010-2011 i Berretti.[71] Il 7 luglio 2011 assume la guida tecnica della squadra Berretti dell'Atalanta[72]; con gli orobici arriva fino alla finale del campionato perdendo con l'Inter di Sergio Zanetti, sia la gara d'andata per 3-0, che quella di ritorno per 3-4. Nella stagione 2012-2013 vince il Campionato Berretti con l'Atalanta battendo in finale proprio l'Inter con un risultato complessivo di 4-2 (1-0 per i milanesi all'andata e 4-1 esterno dell'Atalanta nella partita di ritorno). Il 25 luglio 2013 assume la guida tecnica della Berretti del Como[73]. Mantiene l'incarico sino al 10 luglio 2014[74].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppa Italia Coppe europee Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1979-1980 Italia Inter A - - CI 1 0 - - - - - - 1 0
1980-1981 A 12 0 CI - - CC 4 0 - - - 16 0
1981-1982 A 24 2 CI 10 2 CU 4 0 - - - 38 4
1982-1983 A 28 1 CI 9 1 CdC 6 0 - - - 43 2
1983-1984 A 25 0 CI 5 0 CU 5 0 - - - 35 0
1984-1985 A 29 2 CI 9 0 CU 10 0 - - - 48 2
1985-1986 A 30 5 CI 6 0 CU 10 0 - - - 46 5
1986-1987 A 28 2 CI 9 0 CU 8 0 - - - 45 2
1987-1988 A 28 1 CI 9 0 CU 5 0 - - - 42 1
1988-1989 A 32 1 CI 8 0 CU 6 0 - - - 46 1
1989-1990 A 33 2 CI 4 0 CC 2 0 SI 1 0 40 2
1990-1991 A 30 3 CI 4 1 CU 12 0 - - - 46 4
1991-1992 A 29 0 CI 6 0 CU 2 0 - - - 37 0
1992-1993 A 31 2 CI 6 0 - - - - - - 37 2
1993-1994 A 31 0 CI 4 0 CU 12 0 - - - 47 0
1994-1995 A 32 1 CI 7 1 CU 2 0 - - - 41 2
1995-1996 A 27 0 CI 5 0 CU 1 0 - - - 33 0
1996-1997 A 19 0 CI 7 0 CU 10 0 - - - 36 0
1997-1998 A 28 0 CI 5 0 CU 9 0 - - - 42 0
1998-1999 A 23 1 CI 5 0 UCL 9 0 - - - 37 1
Totale 519 23 119 5 117 0 1 0 756 28

Cronologia presenze e reti in nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
14-4-1982 Lipsia Germania Est Germania Est 1 – 0 Italia Italia Amichevole - Ingresso al 61’ 61’
5-7-1982 Barcellona Italia Italia 3 – 2 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º Turno -
8-7-1982 Barcellona Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Mondiali 1982 - 2º Turno -
11-7-1982 Madrid Italia Italia 3 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1982 - Finale - 3º Titolo Mondiale
27-10-1982 Roma Italia Italia 0 – 1 Svizzera Svizzera Amichevole -
13-11-1982 Milano Italia Italia 2 – 2 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Qual. Euro 1984 -
5-10-1983 Bari Italia Italia 3 – 0 Grecia Grecia Amichevole -
15-10-1983 Napoli Italia Italia 0 – 3 Svezia Svezia Qual. Euro 1984 -
16-11-1983 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
22-12-1983 Perugia Italia Italia 3 – 1 Cipro Cipro Qual. Euro 1984 -
4-2-1984 Roma Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole -
3-3-1984 Istanbul Turchia Turchia 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
7-4-1984 Verona Italia Italia 1 – 1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
22-5-1984 Zurigo Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-5-1984 Toronto Canada Canada 0 – 2 Italia Italia Amichevole -
30-5-1984 New York Stati Uniti Stati Uniti 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
26-9-1984 Milano Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
3-11-1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
8-12-1984 Pescara Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Amichevole -
5-2-1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13-3-1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-4-1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
2-6-1985 Città del Messico Messico Messico 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
6-6-1985 Città del Messico Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
25-9-1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
16-11-1985 Chorzów Polonia Polonia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
5-2-1986 Avellino Italia Italia 1 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
11-5-1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
31-5-1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º turno -
5-6-1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º turno -
17-6-1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
8-10-1986 Bologna Italia Italia 2 – 0 Grecia Grecia Amichevole 2
15-11-1986 Milano Italia Italia 3 – 2 Svizzera Svizzera Qual. Euro 1988 -
6-12-1986 La Valletta Malta Malta 0 – 2 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
24-1-1987 Bergamo Italia Italia 5 – 0 Malta Malta Qual. Euro 1988 1
14-2-1987 Lisbona Portogallo Portogallo 0 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
18-4-1987 Colonia Germania Ovest Germania Ovest 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
28-5-1987 Oslo Norvegia Norvegia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
3-6-1987 Stoccolma Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1988 -
23-9-1987 Pisa Italia Italia 1 – 0 Jugoslavia Jugoslavia Amichevole -
14-11-1987 Napoli Italia Italia 2 – 1 Svezia Svezia Qual. Euro 1988 -
5-12-1987 Milano Italia Italia 3 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Euro 1988 -
20-2-1988 Bari Italia Italia 4 – 1 URSS URSS Amichevole 1 cap.
31-3-1988 Spalato Jugoslavia Jugoslavia 1 – 1 Italia Italia Amichevole - cap.
27-4-1988 Lussemburgo Lussemburgo Lussemburgo 0 – 3 Italia Italia Amichevole 1 cap.
4-6-1988 Brescia Italia Italia 0 – 1 Galles Galles Amichevole - cap.
10-6-1988 Düsseldorf Germania Ovest Germania Ovest 1 – 1 Italia Italia Euro 1988 - 1º turno - cap.
14-6-1988 Francoforte Italia Italia 1 – 0 Spagna Spagna Euro 1988 - 1º turno - cap.
17-6-1988 Colonia Italia Italia 2 – 0 Danimarca Danimarca Euro 1988 - 1º turno - cap.
22-6-1988 Stoccarda URSS URSS 2 – 0 Italia Italia Euro 1988 - Semifinale - cap.
19-10-1988 Pescara Italia Italia 2 – 1 Norvegia Norvegia Amichevole - cap.
16-11-1988 Roma Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole - cap.
22-12-1988 Perugia Italia Italia 2 – 0 Scozia Scozia Amichevole - cap.
22-2-1989 Pisa Italia Italia 1 – 0 Danimarca Danimarca Amichevole 1 cap.
25-3-1989 Vienna Austria Austria 0 – 1 Italia Italia Amichevole - cap.
29-3-1989 Sibiu Romania Romania 1 – 0 Italia Italia Amichevole - cap.
22-4-1989 Verona Italia Italia 1 – 1 Uruguay Uruguay Amichevole - cap.
26-4-1989 Taranto Italia Italia 4 – 0 Ungheria Ungheria Amichevole - cap.
20-9-1989 Cesena Italia Italia 4 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole - cap.
14-10-1989 Bologna Italia Italia 0 – 1 Brasile Brasile Amichevole - cap.
11-11-1989 Vicenza Italia Italia 1 – 0 Algeria Algeria Amichevole - cap.
15-11-1989 Londra Inghilterra Inghilterra 0 – 0 Italia Italia Amichevole - cap.
21-12-1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole - cap.
21-2-1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole - cap.
31-3-1990 Basilea Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Amichevole - cap.
9-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Austria Austria Mondiali 1990 - 1º turno - cap.
14-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Stati Uniti Stati Uniti Mondiali 1990 - 1º turno - cap.
19-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º turno - cap.
25-6-1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi - cap.
30-6-1990 Roma Italia Italia 1 – 0 Irlanda Irlanda Mondiali 1990 - Quarti - cap.
3-7-1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 dts Italia Italia Mondiali 1990 - Semifinale - cap.
7-7-1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - Finale 3º posto - cap.
26-9-1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole - cap.
17-10-1990 Budapest Ungheria Ungheria 1 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 - cap.
22-12-1990 Limassol Cipro Cipro 0 – 4 Italia Italia Qual. Euro 1992 - cap.
5-6-1991 Oslo Norvegia Norvegia 2 – 1 Italia Italia Qual. Euro 1992 - Ingresso al 90’ 90’ Red card.svg 90’
12-6-1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
2-6-1998 Göteborg Svezia Svezia 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
23-6-1998 Saint-Denis Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Mondiali 1998 - 1º turno -
27-6-1998 Marsiglia Italia Italia 1 – 0 Norvegia Norvegia Mondiali 1998 - Ottavi -
3-7-1998 Parigi Italia Italia 0 – 0 dts
(3-4 dcr)
Francia Francia Mondiali 1998 - Quarti -
Totale Presenze (11º posto) 81 Reti 6

Record[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Inter: 1981-1982
Inter: 1988-1989
Inter: 1989
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Inter: 1990-1991, 1993-1994, 1997-1998

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Spagna 1982

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Accademia Internazionale: 2008-2009
Atalanta: 2012-2013

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica[76].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Panini, 1987-1988, p. 37.
  2. ^ a b Gianni Brera, Illuminati da Baggio, in la Repubblica, 21 settembre 1989.
  3. ^ a b c d e Gianni Piva, Cominciò dalla Nazionale: anche Bergomi è in rosso, in la Repubblica, 28 marzo 1992. URL consultato il 31 maggio 2016.
  4. ^ a b (EN) Bergomi: It's all about teamwork, fifa.com, 1º luglio 2010. URL consultato l'8 febbraio 2016.
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  6. ^ a b Hall of fame, entrano altre 10 stelle: tra loro Falcao, Paolo Rossi e Berlusconi, gazzetta.it, 25 ottobre 2016.
  7. ^ a b Sebastiano Vernazza, Romagnoli, ecco i tuoi modelli: 8 difensori precoci da Baresi a Maldini, gazzetta.it, 12 agosto 2015. URL consultato il 23 agosto 2015.
  8. ^ (EN) Italy's greatest defenders, skysports.com, 31 maggio 2010. URL consultato il 4 giugno 2016.
  9. ^ a b Sebbene il sito ufficiale dell'Inter lo includa nella rosa vincitrice del campionato 1979-1980, in cui Bergomi non scese in campo, l'Almanacco Illustrato del Calcio non gli attribuisce questo titolo, non annoverandolo tra i «vincitori di più campionati». Cfr. Panini, 2004, pp. 579-581.
  10. ^ a b Gianluca Sepe, Beppe Bergomi compie 51 anni: ripercorriamo la storia di una delle bandiere dell'Inter, urbanpost.it, 22 dicembre 2014. URL consultato il 18 luglio 2015.
  11. ^ a b Alessandro Gandolfi e Andrea Sorrentino, Ecco l'Inter di Hodgson. Roma a caccia del 4º posto, in la Repubblica, 3 maggio 1999.
  12. ^ a b Ronaldo sullo scudetto: "Spero vinca la Lazio", in la Repubblica, 12 maggio 1999.
  13. ^ a b c d e f Statistiche giocatori, inter.it. URL consultato il 24 agosto 2015.
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  19. ^ a b Cuore Bergomi: "Brucia lo Scudetto '98. Amo l'Inter, Facchetti provò...", tuttomercatoweb.com, 8 febbraio 2012. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  20. ^ Beppe Di Corrado, L'importanza dei numeri secondi, ilfoglio.it, 29 agosto 2014. URL consultato il 17 maggio 2016.
  21. ^ Bergomi verso l'Atalanta come allenatore delle giovanili, ecodibergamo.it, 26 giugno 2011. URL consultato il 15 dicembre 2011.
  22. ^ Gianni Brera, L'erba misteriosa mi dice pareggio, in la Repubblica, 18 novembre 1990.
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  24. ^ a b Panini, 2005, p. 547.
  25. ^ a b c Beppe Bergomi, in La Gazzetta dello Sport, 30 luglio 1999. URL consultato il 16 maggio 2016.
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  28. ^ Ruggero Palombo, Antonello Capone e Luca Curino, Salas ferma la nuova Inter, in La Gazzetta dello Sport, 4 dicembre 1998.
  29. ^ a b Gianni Mura, Signori è confuso. Djorkaeff inesistente, in la Repubblica, 6 ottobre 1997.
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  41. ^ Un'altra Inter dei record 18 anni dopo il Trap, corriere.it, 22 aprile 2007. URL consultato il 20 novembre 2011.
  42. ^ Enrico Currò, Il crepuscolo del numero 1, in la Repubblica, 8 febbraio 1994. URL consultato il 31 maggio 2016.
  43. ^ Maurizio Crosetti, Difetto n.1: senza fiato, in la Repubblica, 28 febbraio 1994. URL consultato il 31 maggio 2016.
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  45. ^ Fabio Monti, Zenga, l'ultima uscita è su Pagliuca, in Corriere della Sera, 22 luglio 1994, p. 35.
  46. ^ Gianni Piva, Ma il vero pilastro resta Bergomi, in la Repubblica, 2 febbraio 1998.
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  48. ^ Cuore Bergomi: "Brucia lo Scudetto '98. Amo l'Inter, Facchetti provò...", tuttomercatoweb.com. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  49. ^ Una carriera a tinte nerazzurre, auguri Beppe, inter.it, 22 dicembre 2014. URL consultato il 24 agosto 2015.
  50. ^ (EN) Roberto Di Maggio e Sorin Arotaritei, Italy Super Cup Finals, rsssf.com, 29 dicembre 2016. URL consultato il 24 agosto 2015.
  51. ^ Derby: Samuel, 10 su 10. Zanetti..., fcinter1908.it, 8 ottobre 2012. URL consultato l'8 marzo 2015.
  52. ^ Buffon ai Mondiali per la quinta volta: record assoluto condiviso con Carbajal e Matthäus, 23 maggio 2014. URL consultato il 22 settembre 2016.
  53. ^ a b Fabio Monti, "Bergomi, tocca a te", un film mondiale già visto, in Corriere della Sera, 24 giugno 1998, p. 41. URL consultato il 24 agosto 2015.
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  72. ^ UFFICIALE: Beppe Bergomi nello staff dell'Atalanta, tuttomercatoweb.com. URL consultato il 20 agosto 2015.
  73. ^ "Bomba" Como,Bergomi per la Berretti, lombardiaingol.it. URL consultato il 20 agosto 2015.
  74. ^ Como: è Boscolo il tecnico per la Berretti del dopo-Bergomi, italiagol.it.
  75. ^ Trofeo istituito dalla rivista francese Onze Mondial nel 1976, cfr. (EN) José Luis Pierrend, "Onze Mondial" Awards, rsssf.com, 21 gennaio 2016. URL consultato il 19 febbraio 2017.
  76. ^ Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Giuseppe Bergomi, quirinale.it. URL consultato il 1º aprile 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]