Pietro Vierchowod

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pietro Vierchowod
Pietro Vierchowod - UC Sampdoria 1990-91.jpg
Vierchowod alla Sampdoria nel 1990
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 76 kg
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Allenatore (ex difensore)
Ritirato 2000 - giocatore
Carriera
Giovanili
1969-1973 non conosciuta Oratorio Spirano
1973-1975 Romanese
Squadre di club1
1975-1976 Romanese 3 (0)
1976-1981 Como 115 (6)
1981 Sampdoria 0 (0)
1981-1982 Fiorentina 32 (2)
1982-1983 Roma 30 (0)
1983-1995 Sampdoria 358 (25)
1995-1996 Juventus 21 (2)
1996 Perugia 0 (0)
1996-1997 Milan 16 (1)
1997-2000 Piacenza 79 (6)
Nazionale
1981-1993 Italia Italia 45 (2)
Carriera da allenatore
2001-2002 Catania
2002 Florentia Viola
2005 Triestina
2014 Honvéd
Palmarès
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Spagna 1982
Bronzo Italia 1990
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Pietro Vierchowod (in russo Пётр Ивáнович Верховод, Pëtr Ivánovič Verchovod; Calcinate, 6 aprile 1959) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore, campione del mondo nel 1982 con la nazionale italiana.

Ritenuto uno dei migliori difensori italiani di sempre,[1][2][3] è stato uno dei massimi interpreti del ruolo negli anni 1980 e 1990.[4][5][6] Nel corso della sua carriera ha conquistato due campionati di Serie A (1982-1983 e 1990-1991), quattro Coppe Italia (1984-1985, 1987-1988, 1988-1989 e 1993-1994), due Supercoppe italiane (1991 e 1995), una Coppa delle Coppe (1989-1990) e una Champions League (1995-1996), oltre ad un campionato di Serie C1 (1978-1979) e uno di Serie B (1979-1980).

Tra il 1981 e il 1993 ha fatto parte della nazionale, con cui ha totalizzato 45 presenze (segnando 2 reti) e disputato tre edizioni del campionato del mondo (1982 – senza scendere in campo –, 1986 e 1990).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre Ivan Lukjanovič Verchovod era un soldato dell'Armata Rossa originario di Kiev, prigioniero a Bolzano, Pisa e Modena; terminata la seconda guerra mondiale si rifiutò di tornare in patria e si stabilì a Spirano, in provincia di Bergamo.[7]

Le origini russe sono valse al giocatore il soprannome di Zar.[1][2][3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Vierchowod nel 1990, in maglia blucerchiata, mentre duella in velocità con la punta viola Borgonovo.

Stopper tenace e grintoso,[8][9][10] Vierchowod aveva nella velocità la propria caratteristica distintiva («Facevo i cento metri in meno di 11 secondi: ero un missile»):[11] Enzo Bearzot lo riteneva «il difensore più rapido del mondo».[12] Specialista della marcatura a uomo[13][14] – ma in grado di adeguarsi anche alla difesa a zona[9][15] –, alle doti innate di personalità[16] e prestanza fisica[17] abbinò progressivi miglioramenti sul piano tecnico e tattico;[18][19] in virtù di una notevole elevazione,[20] era inoltre un abile colpitore di testa, qualità che gli consentì di realizzare numerose reti:[17] con 38 gol in Serie A, è nel novero dei difensori italiani più prolifici di sempre.[21] Di grande longevità sportiva, ha mantenuto alti livelli di rendimento fino alla fine della carriera,[10][22][23] conclusa a 41 anni.

Oltre che dalla stampa specializzata, la caratura internazionale di Vierchowod fu confermata dalle opinioni di alcuni tra i migliori attaccanti degli anni 1980 e 1990, che lo ritenevano il difensore più difficile da affrontare: tra questi, Diego Armando Maradona[24][25] – che lo ribattezzò Hulk[26] –, Gabriel Batistuta,[5] Gary Lineker[27] e Marco van Basten;[4][28] degna di nota fu la rivalità sportiva vissuta col centravanti olandese, caratterizzata da un acceso ma leale agonismo.[10][29][30]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane Vierchowod al Como tra gli anni 1970 e 1980

Dopo le giovanili nello Spirano e un provino al Milan dove fu scartato,[7] esordì nella Romanese, squadra bergamasca di Serie D, ma crebbe calcisticamente nel Como[31] con cui disputò cinque campionati ottenendo una doppia promozione dalla Serie C1 alla Serie A. Esordì nella massima serie nella stagione 1980-1981, nella sconfitta interna contro la Roma (0-1), e contribuì alla salvezza della formazione lariana.

Acquistato nel 1981 dalla Sampdoria del presidente Paolo Mantovani, che al tempo militava in Serie B, il 15 luglio venne prestato alla Fiorentina[32] (con cui giunge secondo in campionato dietro alla Juventus). Il 14 luglio 1982 fu nuovamente ceduto in prestito, stavolta alla Roma,[33] e proprio coi giallorossi vinse il suo primo scudetto, nella stagione 1982-1983: membro di un reparto difensivo che aveva in Di Bartolomei, Nela e Maldera tre interpreti fortemente votati al gioco d'attacco, Vierchowod svolse un importante ruolo equilibratore, rivelandosi uno dei protagonisti dello scudetto giallorosso;[18][34] l'ottimo rendimento gli valse inoltre la vittoria del Guerin d'oro.[35]

Vierchowod alla Fiorentina nella stagione 1981-1982

Dalla Roma tornò alla Sampdoria, nel frattempo salita in Serie A: confermandosi fin dal primo anno come uno dei difensori più affidabili in circolazione (una giuria di esperti lo elesse miglior centrale della stagione 1983-1984),[36] restò per dodici stagioni consecutive nella formazione più vincente della storia blucerchiata: a Genova vinse quattro Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, uno scudetto e una Supercoppa italiana, mentre gli sfuggì la Coppa dei Campioni, persa in finale a Wembley contro gli spagnoli del Barcellona. Vierchowod diventò uno dei leader[31] e bandiera della formazione blucerchiata, rifiutando più volte il trasferimento ad altre squadre.[37]

Il 16 giugno 1995, a 36 anni, si trasferì alla Juventus per 500 milioni di lire,[38] insieme ai compagni di squadra Attilio Lombardo e Vladimir Jugovic.[39] Approdato a Torino con l'obiettivo dichiarato di vincere la Champions League,[40] contribuì con ottime prestazioni alla conquista del trofeo, ottenuto sconfiggendo in finale gli olandesi dell'Ajax.[41] A fine stagione, lasciato libero dal club piemontese, si accordò inizialmente col neopromosso Perugia[42][43] ma, a causa di un litigio con l'allenatore Giovanni Galeone[44], rescisse il contratto coi grifoni prima dell'inizio del campionato; il 3 settembre firmò quindi con il Milan[45] dove rimase per una stagione.

Vierchowod alla Roma nell'annata 1982-1983

Il 5 settembre 1997 si accasò al Piacenza,[46] disputandovi tre annate e contribuendo a due salvezze; segnò il gol-salvezza nella sfida all'ultima giornata contro la Salernitana, nel campionato del 1998-1999, all'età di oltre quarant'anni, rete che sancì la retrocessione della squadra campana.[47]

Si ritirò dall'attività agonistica nel 2000, a quarantuno anni, dopo la retrocessione dei piacentini in Serie B. In tutto ha giocato in Serie A 562 partite, settimo assoluto dietro Paolo Maldini, Gianluigi Buffon, Francesco Totti, Javier Zanetti, Gianluca Pagliuca e Dino Zoff.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce in nazionale il 6 gennaio 1981 nell'incontro Paesi Bassi-Italia 1-1 a Montevideo (Uruguay) durante il Mundialito.[48] Fa parte dei 22 convocati da Enzo Bearzot per il vittorioso campionato del mondo 1982 in Spagna in cui, tuttavia, non viene mai impiegato, anche a causa di un infortunio alla caviglia.[11] Entra quindi in pianta stabile tra gli Azzurri e disputa da titolare il campionato del mondo 1986 in Messico, dopo il quale il nuovo CT Azeglio Vicini lo esclude dalle convocazioni.

Reduce da un periodo di ottima forma,[49] ritorna in nazionale dopo quattro anni, il 21 febbraio 1990 per un'amichevole, e viene convocato per il campionato del mondo 1990 organizzato dall'Italia, dove disputa 3 partite. Rimane nel gruppo anche con il CT Arrigo Sacchi,[15] che tuttavia tende a preferirgli Alessandro Costacurta, più avvezzo ai movimenti difensivi richiesti dal tecnico.[50] Vierchowod ottiene la sua ultima presenza il 14 aprile 1993, in una partita contro l'Estonia valida per le qualificazioni al Mondiale 1994, al quale preferirà non prendere parte viste le limitate possibilità di impiego.[1]

Vierchowod (in basso, a sinistra) in maglia azzurra, sul terzo gradino del podio al campionato del mondo 1990

Con l'Italia conta 45 presenze e 2 reti, l'ultima delle quali, realizzata a 33 anni, 11 mesi e 18 giorni (il 24 marzo 1993 in Italia-Malta), lo ha reso per diversi anni il marcatore più anziano nella storia della nazionale.[51][52]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 dicembre 2001 ha esordito sulla panchina del Catania, in Serie C1: chiamato a sostituire Aldo Ammazzalorso.[53] Il 22 aprile 2002 viene esonerato a due giornate dal termine, con gli etnei in zona play-off.[54]

L'11 agosto viene ingaggiato dalla Florentia Viola, nata sulle ceneri del fallimento societario della Fiorentina, per il campionato di Serie C2;[55] il 29 ottobre viene nuovamente esonerato, dopo nove giornate, a causa dei risultati negativi ottenuti dalla squadra toscana, e sostituito da Alberto Cavasin.[56][57]

Il 13 settembre 2005 è stato designato come nuovo allenatore della Triestina, in Serie B[58], incassando il terzo esonero consecutivo il 21 novembre dello stesso anno[59].

Il 13 giugno 2014, a distanza di nove anni dalla precedente esperienza in panchina, viene assunto dai magiari dell'Honvéd in sostituzione del connazionale Marco Rossi,[60] venendo poi esonerato il 6 ottobre.[61]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2008 è opinionista Rai a Sabato Sprint. Nel 2012 si candida a sindaco nelle elezioni comunali di Como, alla guida di una lista civica,[2][3] e ottiene 1.017 voti (2,53% delle preferenze).[62]

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1975-1976 Italia Romanese D 3 0 CI - - - - - - - - 3 0
1976-1977 Italia Como B 0 0 CI - - - - - - - - 0 0
1977-1978 B 16 0 CI - - - - - - - - 16 0
1978-1979 C1 34 3 CI - - - - - - - - 34 3
1979-1980 B 35 1 CI - - - - - - - - 35 1
1980-1981 A 30 2 CI - - - - - - - - 30 2
Totale Como 115 6 - - - - - - 115 6
1981-1982 Italia Fiorentina A 28 2 CI 4 0 - - - - - - 32 2
1982-1983 Italia Roma A 30 0 CI - - CU 6 0 - - - 36 0
1983-1984 Italia Sampdoria A 30 2 CI - - - - - - - - 30 2
1984-1985 A 29 2 CI - - - - - - - - 29 2
1985-1986 A 28 1 CI - - - - - - - - 28 1
1986-1987 A 28+1 2+0 CI - - - - - - - - 29 2
1987-1988 A 29 5 CI - - - - - - - - 29 5
1988-1989 A 29 1 CI - - CdC 2 1 SI 1 0 32 2
1989-1990 A 32 3 CI - - CdC 5 0 SI 1 0 38 3
1990-1991 A 30 3 CI 10 0 CdC 3 0 SU 1 0 44 3
1991-1992 A 31 1 CI 6 2 CC 9 0 SI 1 0 47 3
1992-1993 A 29 1 CI 1 0 - - - - - - 30 1
1993-1994 A 32 2 CI 8 1 - - - - - - 40 3
1994-1995 A 31 2 CI 4 - CdC 1 0 SI 1 0 37 2
Totale Sampdoria 358 25 29+ 3+ 20 1 5 0 413 29
1995-1996 Italia Juventus A 21 2 CI 1 - UCL 8 0 SI 1 - 31 2
lug.-ago. 1996 Italia Perugia A 0 0 CI - - - - - - - - 0 0
set. 1996-1997 Italia Milan A 16 1 CI 2 - - - - - - - 18 1
1997-1998 Italia Piacenza A 29 2 CI 1 0 - - - - - - 30 2
1998-1999 A 28 4 CI 1 0 - - - - - - 29 4
1999-2000 A 22 0 CI 2 0 - - - - - - 24 0
Totale Piacenza 79 6 4 0 - - - - 79 6
Totale carriera 650 42 36+ 3+ 34 1 6 0 650+ 42+

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in nazionale ― Italia
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
06/01/1981 Montevideo Paesi Bassi Paesi Bassi 1 – 1 Italia Italia Mundialito -
19/04/1981 Udine Italia Italia 0 – 0 Germania Est Germania Est Amichevole - Uscita al 80’ 80’
05/10/1983 Bari Italia Italia 3 – 0 Grecia Grecia Amichevole -
15/10/1983 Napoli Italia Italia 0 – 3 Svezia Svezia Qual. Euro 1984 -
16/11/1983 Praga Cecoslovacchia Cecoslovacchia 2 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1984 -
22/12/1983 Perugia Italia Italia 3 – 1 Cipro Cipro Qual. Euro 1984 -
04/02/1984 Roma Italia Italia 5 – 0 Messico Messico Amichevole - Uscita al 62’ 62’
03/03/1984 Istanbul Turchia Turchia 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
07/04/1984 Verona Italia Italia 1 – 1 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
22/05/1984 Zurigo Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0 Italia Italia Amichevole -
26/05/1984 Toronto Canada Canada 0 – 2 Italia Italia Amichevole -
30/05/1984 New York Stati Uniti Stati Uniti 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
26/09/1984 Milano Italia Italia 1 – 0 Svezia Svezia Amichevole -
03/11/1984 Losanna Svizzera Svizzera 1 – 1 Italia Italia Amichevole -
08/12/1984 Pescara Italia Italia 2 – 0 Polonia Polonia Amichevole -
05/02/1985 Dublino Irlanda Irlanda 1 – 2 Italia Italia Amichevole -
13/03/1985 Atene Grecia Grecia 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
03/04/1985 Ascoli Piceno Italia Italia 2 – 0 Portogallo Portogallo Amichevole -
06/06/1985 Città del Messico Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Amichevole -
25/09/1985 Lecce Italia Italia 1 – 2 Norvegia Norvegia Amichevole -
05/02/1986 Avellino Italia Italia 1 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
26/03/1986 Udine Italia Italia 2 – 1 Austria Austria Amichevole -
11/05/1986 Napoli Italia Italia 2 – 0 Cina Cina Amichevole -
31/05/1986 Città del Messico Italia Italia 1 – 1 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º Turno -
05/06/1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º Turno -
10/06/1986 Puebla Italia Italia 3 – 2 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º Turno -
17/06/1986 Città del Messico Francia Francia 2 – 0 Italia Italia Mondiali 1986 - Ottavi -
21/02/1990 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi 0 – 0 Italia Italia Amichevole -
31/03/1990 Basilea Svizzera Svizzera 0 – 1 Italia Italia Amichevole -
19/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Mondiali 1990 - 1º Turno - Ingresso al 66’ 66’
25/06/1990 Roma Italia Italia 2 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1990 - Ottavi - Ingresso al 79’ 79’
07/07/1990 Bari Italia Italia 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1990 - 3-4 Posto - 3º Posto
26/09/1990 Palermo Italia Italia 1 – 0 Paesi Bassi Paesi Bassi Amichevole - Ingresso al 21’ 21’
22/12/1990 Limassol Cipro Cipro 0 – 4 Italia Italia Qual. Euro 1992 1
13/02/1991 Terni Italia Italia 0 – 0 Belgio Belgio Amichevole -
01/05/1991 Salerno Italia Italia 3 – 1 Ungheria Ungheria Qual. Euro 1992 - Ingresso al 65’ 65’
12/06/1991 Malmö Italia Italia 2 – 0 dts Danimarca Danimarca Scania Cup -
16/06/1991 Stoccolma Italia Italia 1 – 1 dts
(3-2 dcr)
URSS URSS Scania Cup -
25/09/1991 Sofia Bulgaria Bulgaria 2 – 1 Italia Italia Amichevole -
12/10/1991 Mosca URSS URSS 0 – 0 Italia Italia Qual. Euro 1992 -
20/01/1993 Firenze Italia Italia 2 – 0 Messico Messico Amichevole -
24/02/1993 Oporto Portogallo Portogallo 1 – 3 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
24/03/1993 Palermo Italia Italia 6 – 1 Malta Malta Qual. Mondiali 1994 1
01/05/1993 Berna Svizzera Svizzera 1 – 0 Italia Italia Qual. Mondiali 1994 -
17/11/1993 Milano Italia Italia 1 – 0 Portogallo Portogallo Qual. Mondiali 1994 -
14/04/1993 Trieste Italia Italia 2 – 0 Estonia Estonia Qual. Mondiali 1994 -
Totale Presenze (58º posto) 45 Reti 2

Statistiche da allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate al 6 ottobre 2014.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale  % Vittorie
Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P  %
dic. 2001-apr. 2002 Italia Catania C1 16 9 2 5 - - - - - - - - - - - - - - - 16 9 2 5 56,25
ago.-ott. 2002 Italia Florentia Viola C2 9 3 4 2 CI-C 4 0 1 3 - - - - - - - - - - 13 3 5 5 23,08
set.-nov. 2005 Italia Triestina B 13 5 3 5 - - - - - - - - - - - - - - - 13 5 3 5 38,46
ago.-nov. 2014 Ungheria Honvéd NB1 10 3 1 6 MK+MLK 3+1 3+1 0+0 0+0 - - - - - - - - - - 14 7 1 6 50,00
Totale carriera 48 20 10 18 8 4 1 3 56 24 11 21 42,86

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Vierchowod mostra la Coppa delle Coppe 1989-1990 vinta dalla Sampdoria (in alto), riceve da capitano blucerchiato la Coppa Italia 1993-1994 (al centro), e posa con Ravanelli dopo il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996 (in basso).

 

Vierchowod mostra la Coppa delle Coppe 1989-1990 vinta dalla Sampdoria (in alto), riceve da capitano blucerchiato la Coppa Italia 1993-1994 (al centro), e posa con Ravanelli dopo il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996 (in basso).

 

Vierchowod mostra la Coppa delle Coppe 1989-1990 vinta dalla Sampdoria (in alto), riceve da capitano blucerchiato la Coppa Italia 1993-1994 (al centro), e posa con Ravanelli dopo il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996 (in basso).
Vierchowod mostra la Coppa delle Coppe 1989-1990 vinta dalla Sampdoria (in alto), riceve da capitano blucerchiato la Coppa Italia 1993-1994 (al centro), e posa con Ravanelli dopo il trionfo della Juventus nella Champions League 1995-1996 (in basso).

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]
Como: 1978-1979 (girone A)
Como: 1979-1980
Roma: 1982-1983
Sampdoria: 1990-1991
Sampdoria: 1984-1985, 1987-1988, 1988-1989, 1993-1994
Sampdoria: 1991
Juventus: 1995
Competizioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]
Sampdoria: 1989-1990
Juventus: 1995-1996

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Spagna 1982

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 30 settembre 1991. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[63]
Collare d'oro al Merito Sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al Merito Sportivo
— Roma, 19 dicembre 2017.[64]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Giuseppe Bagnati, Era ieri, sembra una vita fa. I ricordi di "Zar" Vierchowod, su gazzetta.it, 25 aprile 2008.
  2. ^ a b c Uno zar candidato sindaco: Vierchowod corre per Como, su sport.sky.it, 7 aprile 2011.
  3. ^ a b c Uno zar come sindaco, su ilsecoloxix.it, 7 aprile 2011.
  4. ^ a b Nino Sormani, È il derby dei Paperoni, in Stampa Sera, 17 marzo 1990, p. 19.
  5. ^ a b Roberto Beccantini, Batistuta, il tuono sul Diavolo, in La Stampa, 16 febbraio 1992, p. 33.
  6. ^ Massimo Razzi, Barca-Samp tra storia e ricordo. La notte di Wembley e un calcio finito, su repubblica.it, 20 agosto 2012.
  7. ^ a b Pietro Vierchowod: l'ultimo zar, su storiedicalcio.altervista.org.
  8. ^ L'orso russo ha mille qualità, in la Repubblica, 15 maggio 1990, p. 27.
  9. ^ a b Fabrizio Bocca, Vierchowod a gettone: "Ho un futuro a zona", in la Repubblica, 15 giugno 1991, p. 37.
  10. ^ a b c Germano Bovolenta e Massimo Meroi, Vierchowod non finisce mai, in La Gazzetta dello Sport, 4 settembre 1998.
  11. ^ a b Stefano Petrucci, Vierchowod: "E adesso mi dedico a Balbo", in Corriere della Sera, 15 gennaio 1998, p. 47.
  12. ^ "Galli o Tancredi, ancora non scelgo", in la Repubblica, 28 marzo 1986, p. 20.
  13. ^ Massimo Pisa, Maledetta zona: non sanno più marcare, in la Repubblica, 13 dicembre 2005, p. 52.
  14. ^ Luca De Carolis, A.A.A mastino cercasi: la «zona» e l'arte di difendere a uomo (XML), in l'Unità, 13 ottobre 2008, p. 12.
  15. ^ a b Italia, cala il Milan, in la Repubblica, 24 aprile 1993, p. 26.
  16. ^ Panini (2005), p. 485.
  17. ^ a b Panini (2004), p. 551.
  18. ^ a b Vierchowod uomo in più, Nappy jolly, in La Stampa, 10 maggio 1983, p. 20.
  19. ^ Bruno Bernardi, Lo zar tenta d'imprigionare il re dei bomber di nome Mark, in La Stampa, 3 giugno 1996, p. 32.
  20. ^ Giorgio Rondelli, Vialli Rambo, Tarzan Pagliuca: ecco la nazionale della Forza, in Corriere della Sera, 5 giugno 1995, p. 36.
  21. ^ Alessandro Cavasinni, GdS - Samuel goleador, ora testa a Firenze, su fcinternews.it, 12 febbraio 2014.
  22. ^ Germano Bovolenta, Vierchowod capolavoro del 500, in La Gazzetta dello Sport, 15 febbraio 1998.
  23. ^ Mauro Molinaroli, Nonno Vierchowod toglie il sorriso a Totti, in La Stampa, 30 agosto 1999, p. 24.
  24. ^ (ES) Diego Borinsky, «Basile se olvidó de los códigos», su elgrafico.com.ar, 10 settembre 2008.
  25. ^ Giorgio Dell'Arti e Carlo Sala, Biografia di Pietro Vierchowod, su cinquantamila.it, 16 dicembre 2014.
  26. ^ Furio Sartirana, Sognavo altri derby con Aguilera, in La Stampa, 4 ottobre 1992, p. 5.
  27. ^ (EN) Gary Lineker on his England career, su fourfourtwo.com, 4 febbraio 2008.
  28. ^ «Sono pronto e andrò in gol», in La Stampa, 4 aprile 1992, p. 28.
  29. ^ Cinque facce per un campionato, in la Repubblica, 7 maggio 1991, p. 39.
  30. ^ Stefano Bedeschi, Gli eroi in bianconero: Pietro VIERCHOWOD, su tuttojuve.com, 19 aprile 2013.
  31. ^ a b Alla corte dello Zar. Auguri a Pietro Vierchowod, su sampdorianews.net.
  32. ^ Ultimi colpi: D'Amico alla Lazio e Vierchowod (prestito) in viola, in l'Unità, 16 luglio 1981.
  33. ^ Vierchowod alla Roma per un anno, in l'Unità, 15 luglio 1982.
  34. ^ Gianni Ranieri, Un pokerissimo all'Olimpico per il piatto dello scudetto, in Stampa Sera, 6 maggio 1983, p. 31.
  35. ^ (EN) José Luis Pierrend e Roberto Di Maggio, Italy - Footballer of the Year, su rsssf.com, 9 febbraio 2017.
  36. ^ Sono diciotto gli «Oscar» del calcio. Platini e' in testa a tutti, in Stampa Sera, 1º giugno 1984, p. 11, sez. Sport.
  37. ^ Curzio Maltese, Zar Pietro vuole il trono, in La Stampa, 6 marzo 1990, p. 20.
  38. ^ Benedetto Ferrara, Milosevic al Parma il Genoa a Fascetti?, in la Repubblica, 16 giugno 1995, p. 47.
  39. ^ Licia Granello, Ok, il prezzo è folle, in la Repubblica, 9 giugno 1995, p. 45.
  40. ^ Maurizio Crosetti, Ravanelli, la notte del cuore, in la Repubblica, 23 maggio 1996, p. 48.
  41. ^ Angelo Caroli, Vierchowod: giovani, fatemi largo, in La Stampa, 3 giugno 1996, p. 32.
  42. ^ Enrico Currò, Zenga e Vierchowod, si ricomincia, in la Repubblica, 27 giugno 1995, p. 46.
  43. ^ Calcio news, in la Repubblica, 24 luglio 1996, p. 46.
  44. ^ Corrado Sannucci e Luigi Luccarini, Tormento Perugia. Vierchowod lascia la città delle liti, in la Repubblica, 27 agosto 1996, p. 50.
  45. ^ Giancarla Ghisi, Il Milan invecchia: preso Vierchowod, in Corriere della Sera, 4 settembre 1996, p. 37.
  46. ^ Vierchowod va a Piacenza. Nuovo contratto a 38 anni, in la Repubblica, 6 settembre 1997, p. 45.
  47. ^ Mauro Molinaroli, «Salerno in B per l'arbitraggio», in La Stampa, 24 maggio 1999, p. 42.
  48. ^ Carlo Coscia, Vierchowod: «Contento che siate contenti», in La Stampa, 8 gennaio 1981, p. 18.
  49. ^ Curzio Maltese, Anche Vialli si accanisce sui viola, in Stampa Sera, 26 febbraio 1990, p. 7.
  50. ^ Sacchi.
  51. ^ Germano Bovolenta, Vierchowod e i riti di Liedholm, in La Gazzetta dello Sport, 5 marzo 2005.
  52. ^ Nel 2008, Christian Panucci ha stabilito un nuovo primato, andando in gol a 35 anni e due mesi contro la Romania, cfr. Giorgio Dell'Arti e Massimiliano Bonino, Biografia di Christian Panucci, su cinquantamila.it, 7 luglio 2014.
  53. ^ Luigi Pastore, Vierchowod comincia in C dal Catania di Gaucci, in la Repubblica, 19 dicembre 2001, p. 50.
  54. ^ Vierchowod esonerato dal Catania, su tifonet.it, 22 aprile 2002.
  55. ^ Alessandro Di Maria, Grinta e concentrazione, firmato Vierchowod, in la Repubblica, 11 agosto 2002, p. 2, sez. Firenze.
  56. ^ Esonerato Pietro Vierchowod, su m.nove.firenze.it, 29 ottobre 2002.
  57. ^ Benedetto Ferrara, Dopo tanti sogni i problemi, in C2 non va e la promozione è a rischio: via Vierchowod ecco Cavasin, in la Repubblica, 30 ottobre 2002, p. 52.
  58. ^ Vierchowod nuovo allenatore della Triestina, su tuttomercatoweb.com.
  59. ^ Triestina, Tonellotto inarrestabile. Via Vierchowod, la squadra al Dg, su repubblica.it, 21 novembre 2005.
  60. ^ Vierchowod torna ad allenare: la storica Honved di Budapest, su gazzetta.it, 13 giugno 2014.
  61. ^ UFFICIALE: Honved, esonerato Vierchowod, su tuttomercatoweb.com, 6 ottobre 2014.
  62. ^ Fuga dai partiti politici. A Como otto liste civiche, su laprovinciadicomo.it.
  63. ^ Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Pietro Vierchowod, su quirinale.it.
  64. ^ Gli azzurri del mundial '82 premiati al CONI con il Collare d'oro al Merito Sportivo, su figc.it, 19 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN21491375 · LCCN: (ENn2001091962